sabato 18 marzo 2023

Qualcuno volò sul nido del cuculo: recensione del film

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Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo's Nest) è un film del 1975 diretto da Miloš Forman.


Attenzione: il seguente articolo contiene spoiler del film!


Trama 

Nel 1963 un uomo di nome Randle Patrick McMurphy, incarcerato per aver fatto sesso con una quindicenne, viene ricoverato all'ospedale psichiatrico di stato di Salem per non finire ai lavori forzati. Il dottor John Spivey, primario della struttura, spiega a McMurphy che dovrà essere trattenuto solo per essere osservato e che, nel caso in cui non gli vengano diagnosticati disturbi mentali, ritornerà a scontare la propria pena in carcere. McMurphy viene assegnato al reparto gestito dall'infermiera Mildred Ratched, donna dal carattere freddo, spietato ed aggressivo, che intimidisce i pazienti.

Malgrado sappia di essere sotto osservazione, McMurphy tiene in reparto un comportamento anticonformista, non rispettando le regole che disciplinano la vita dei degenti: fa il verso a un paziente nativo americano imitando una danza tribale, non prende la propria medicina giornaliera (sputandola in faccia a un altro paziente) e gioca a basket da solo ignorando il gruppo. Quando gli viene negato di vedere le partite di baseball in TV, propone di sfondare una finestra con un pesante lavabo, ma nessuno riesce a sollevarlo dal pavimento. Successivamente si improvvisa radiocronista di un'immaginaria partita di baseball, sobilla gli altri degenti a fare rumore e così inizia ad essere preso in antipatia dall'infermiera Ratched. Qualche giorno dopo McMurphy organizza una goliardata: si impossessa dell'autobus a servizio dell'ospedale e lo usa per condurre gli altri pazienti a pescare su una barca rubata, spacciando sé stesso e gli altri per un gruppo di medici dell'istituto psichiatrico. Giocando a carte vince tutte le sigarette dei suoi compagni, costringendo la Ratched a razionarle. Ne nasce un violento parapiglia e McMurphy si scaglia contro un infermiere, anziché rimanere indifferente, come fanno tutti ad eccezione di un altro paziente e del nativo americano, il corpulento sordomuto Bromden, che McMurphy ha iniziato a soprannominare "Grande Capo". A seguito di ciò il protagonista viene creduto aggressivo e sottoposto ad elettroshock nel tentativo di placarlo.

Seguendo l'esempio di McMurphy, i degenti decidono di provare ad esprimere liberamente le proprie necessità, opponendosi alla rigida disciplina imposta dalla caporeparto. McMurphy, tra tutti i pazienti del suo reparto, stringe amicizia in particolare con Billy Bibbit, un ragazzo introverso e affetto da balbuzie che prova un autentico terrore verso sua madre, e con Bromden, e comprende quella che lui chiama "la disonestà di fondo di Mildred", per poi decidere, assieme ai degenti, di cercare di smontarla. I pazienti acquistano coscienza di essere comunque persone rispettabili nonostante le loro malattie e provano ammirazione per le aspirazioni libertarie di McMurphy. Questi intanto si è reso conto che l'ospedale psichiatrico non è un luogo adatto a lui ed è convinto di poterlo lasciare alla scadenza della pena; dopo 68 giorni, però, un inserviente gli fa capire che non sarà così, quindi McMurphy ritiene opportuno tentare la fuga.

McMurphy scopre poi che Bromden, da sempre, si finge sordomuto quando in realtà sente e parla benissimo, ed avrebbe anche le capacità per evadere ma è troppo spaventato dalle possibili conseguenze e dal mondo esterno, riuscendo tuttavia a trovare nella figura ispiratrice di McMurphy la forza per andarsene, quindi i due decidono di scappare insieme in Canada. Dopo aver corrotto la guardia di turno, organizzano una festicciola notturna per dare l'ultimo saluto ai compagni, facendo persino entrare di soppiatto due prostitute. McMurphy purtroppo si ubriaca e alla fine, anziché scappare, si addormenta sul pavimento, insieme a tutti gli altri, esausto per la baldoria. La mattina seguente l'infermiera Ratched trova il reparto sottosopra, con molti degenti addormentati per terra e Billy, che nel frattempo aveva smesso di balbettare, a letto con una delle ragazze. Billy, di fronte all'ennesima violenza psicologica subita (la minaccia della Ratched di riferire alla madre di Billy ciò che lui ha fatto), ricomincia a balbettare, viene colto dalla paura e, in preda ad un raptus, si suicida. Di fronte all'evidente responsabilità della Ratched, McMurphy reagisce violentemente e tenta di strangolarla, ma, quando sta per riuscirci, un inserviente lo stordisce. Di fronte a quest'ultimo episodio, la commissione medica si convince definitivamente che McMurphy sia un malato pericoloso e che questa sua aggressività vada curata con una lobotomia.

Mentre tutti i degenti si chiedono dove sia finito e qualcuno pensa che sia effettivamente fuggito, una notte McMurphy, appena lobotomizzato e totalmente istupidito, viene ricondotto in reparto. Bromden, vedendo il suo amico in queste condizioni, senza più coscienza e forza di volontà, decide di non abbandonarlo al proprio destino e, convinto che non valga la pena di lasciarlo vivere in quello stato, lo uccide soffocandolo con un cuscino, per poi strappare da terra il pesante lavabo di marmo visto all'inizio, scagliarlo contro la finestra e fuggire dalla breccia, correndo lontano verso la libertà, in Canada, con Taber che scoppia a ridere sguaiatamente osservando la scena. 

Curiosità sul film

Il ruolo della protagonista femminile venne rifiutato da ben sei note attrici (Anne Bancroft, Tippi Hedren, Colleen Dewhurst, Geraldine Page, Ellen Burstyn e Angela Lansbury), finché Louise Fletcher l'accettò appena una settimana prima dell'inizio delle riprese.

 Le riprese si sono svolte tra il gennaio e marzo del 1975 tra gli stati dell'Oregon e della California. Per studiare la parte, gli attori hanno partecipato a delle sedute di psicoterapia insieme ai pazienti. Il film fu girato in un vero ospedale psichiatrico; Dean R. Brooks, che interpreta il dottor Spivey, era un vero medico psichiatra dell'ospedale dove è stato girato il film.

Il "nido del cuculo" (cuckoo's nest) al quale si fa riferimento nel titolo è un'espressione impiegata nel gergo statunitense per indicare un manicomio. Esiste anche una filastrocca che contiene il seguente verso: Three geese in a flock, one flew East, one flew West, one flew over the cuckoo's nest ("Uno stormo di tre oche, una volò ad est, una volò ad ovest, una volò sul nido del cuculo"). Di questa filastrocca non c'è traccia nel film, mentre costituisce uno degli elementi essenziali del romanzo di Kesey. Tale espressione ha un significato simbolico: il cuculo è un uccello che non costruisce nidi, dato che utilizza i nidi di altri uccelli per deporre le proprie uova. Nel caso del film, il "nido" è rappresentato dal manicomio stesso e i pazienti al suo interno sono le 'uova' che la società (il "cuculo") ha deposto per isolarli dal mondo; il "qualcuno" che "vola" sul nido del cuculo del titolo è il personaggio interpretato da Jack Nicholson, Randle Patrick McMurphy, che con la sua presenza smaschera il carattere repressivo e carcerario dell'istituzione. 

La mia opinione

Questo è un film denuncia sui manicomi e sugli ospedali psichiatrici, un vero capolavoro assoluto.

Voto: 9

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Photo credit Katr67, Public domain, via Wikimedia Commons


8 commenti:

  1. Indimenticabile e sempre presente nella mia mente, nonostante lo vidi nel 1975. Un vero capolavoro. Il personaggio che amo di più è: " Il grande capo"

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  2. Resta un gran film! Oltre alla denuncia, c'è l'aspetto della libertà.

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  3. Un film che ha fatto storia, un film che mi ha emozionato tantissimo per le meravigliose interpretazioni e per il tema trattato, lo ricordo come se lo avessi visto ieri. Un film indimenticabile. Grazie per il post che mi ha insegnato cose che non conoscevo. Ciao, buona domenica.
    sinforosa

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  4. Un film visto tantissimi anni fa, indimenticabile.

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