menù

Visualizzazione post con etichetta Poesie e racconti dal web. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poesie e racconti dal web. Mostra tutti i post

venerdì 19 giugno 2026

Vi ricordo l'iniziativa poesie e racconti dal web





Voglio ricordare a tutti gli amici e lettori di questo blog, l'iniziativa poesie e racconti dal web. Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via mail.


lunedì 4 maggio 2026

Vi ricordo l'iniziativa poesie e racconti dal web





Voglio ricordare a tutti gli amici e lettori di questo blog, l'iniziativa poesie e racconti dal web. Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via mail.


mercoledì 29 aprile 2026

Espressioni (scrittura, poesie e racconti con arte di Pia R. Scalzullo): Il libro di chi scrive 


Angolo curato e gestito da Pia Rita Scalzullo

In una storia che vogliamo raccontare, sorge una poetica che si dispone in rime o in strutture di parole immaginate. È come una principessa che nel suo mondo distopico (o forse utopico?) prende la sua moto e fugge via.

Non si sa da dove viene né dove va, fino a quando qualcuno con incidenti parole che scorrono libere, ce lo mostra costruendo fotogrammi di eventi.
È poesia? È racconto? Cosa stiamo leggendo? Cosa stiamo immaginando e vivendo? Cosa propone l'autore che scrive con immenso fervore?
Ma la principessa intanto corre e ci regala la sua apparente leggerezza, in quel suo volo su strada, verso l'ignoto carico di dignità.

Ora vi pongo una domanda: volete che sia una storia o una poesia?" 


 @Pia Rita Scalzullo


Questo post, fa parte dell'iniziativa gli angoli. Se anche tu, vuoi avere uno spazio fisso in questo blog, clicca qui.

Photo credit @Pia Rita Scalzullo Immagine privata inviata dall'autrice per la pubblicazione di questo post.


giovedì 19 marzo 2026

La Repubblica delle ombre


L'autore di questo racconto vuole rimanere anonimo, ha scritto questo breve racconto solo per sensibilizzare le persone e farle riflettere, prima che sia tardi.

La Repubblica delle ombre

In quel paese, ricordare era diventato difficile. La gente viveva giorno per giorno, tra frasi urlate, colori accesi e promesse facili. Non era cattiveria: era stanchezza. E quando si è stanchi, si ascolta chi parla più forte.

C’era un gruppo che si faceva chiamare “i Nostalgici”. Dicevano di voler tornare al passato, ma quel passato lo immaginavano più che conoscerlo: come un vecchio film dove tutto sembrava semplice, ordinato, obbediente.

Ogni volta che si votava, sceglievano il simbolo del Sole. Non perché sapessero cosa significasse, ma perché brillava. E in mezzo alla fatica, qualcosa che brilla sembra già una speranza.

Ripeteva ogni giorno che il Sole era l’unica luce possibile. Che chi dubitava era un nemico. Che leggere era complicato, pensare faticoso. Così, piano piano, il paese smise di discutere. Poi smise di chiedere. Infine smise di ricordare.

I Nostalgici, convinti di difendere la libertà, iniziarono a cederla. Un decreto alla volta. Un diritto alla volta. Un silenzio alla volta.

Finché un mattino, senza rumore, il Sole non fu più un simbolo. Era un ordine. E il paese si accorse di essere diventato proprio ciò che temeva: un luogo dove la luce non illuminava, ma accecava.

Solo allora, qualcuno tra i Nostalgici disse sottovoce: «Forse avremmo dovuto informarci». Ma era tardi. Le ombre, una volta allungate, non tornano indietro da sole.

L'autore di questo post, si è riservato il diritto di restare in anonimato, quindi non verrà rivelata l'identità e la fonte.

Autore: Anonimo

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

Quest’articolo è stato condiviso e segnalato dal suo autore. Se vuoi pubblicare i tuoi post in questo blog, clicca qui

Immagine generata con intelligenza artificiale



mercoledì 11 marzo 2026

Vi ricordo l'iniziativa poesie e racconti dal web





Voglio ricordare a tutti gli amici e lettori di questo blog, l'iniziativa poesie e racconti dal web. Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via mail.


sabato 17 gennaio 2026

Dalla Costa Adriatica ai Segreti del Cielo: L’Universo Edutainment di Vinko Bas


Ricevo e pubblico:

Esistono libri che intrattengono e libri che insegnano. Poi esistono le opere di Vinko Bas, che scelgono una terza via: quella dell’Edutainment. Con la pubblicazione di "Il Peso delle Stelle", si chiude (o forse si apre del tutto) un cerchio narrativo che trasforma il lettore in un esploratore del tempo e della scienza.

Le fondamenta: Al e Sol tra Mistero e Storia

Tutto inizia con "Il Segreto del Molo 13", un debutto che profuma di salsedine e adrenalina. Qui incontriamo per la prima volta i fratelli Al e Sol: il cervello e il muscolo, la logica e l'azione. È un mistero classico per ragazzi, ma con una marcia in più: la capacità di osservare la realtà oltre le apparenze.

Il viaggio prosegue poi verso l'entroterra con "L'Enigma del Ponte Gobbo". Qui il tono si alza: Bobbio diventa il palcoscenico di un'indagine archeologica dove il passato medievale inizia a bussare alla porta del presente. È in queste pagine che compare l'oggetto del destino: il nocturlabio eliocentrico, uno strumento che non dovrebbe esistere e che sfida le cronologie ufficiali.

L’Ultima Frontiera: "Il Peso delle Stelle"

L'ultimo nato, "Il Peso delle Stelle", è l’opera più ambiziosa. Non è solo un prequel ideale, ma un esperimento di narrazione multimediale.

La trama e il metodo:

Mentre nell'episodio di Bobbio i ragazzi trovano lo strumento, qui scopriamo come quel tesoro ha attraversato l'Italia. Attraverso le mail di Zia Fanni (personaggio che funge da mentore scientifico), veniamo catapultati nell'anno 999. Seguiamo Mor, un giovane monaco in missione per conto di Papa Silvestro II (il leggendario Gerberto d’Aurillac).

Perché è un libro unico:

  1. Rigore Scientifico e Licenza Poetica: L'autore gioca con la figura di Gerberto, attribuendogli l'invenzione di un nocturlabio eliocentrico. Un'ipotesi affascinante che poggia su basi storiche solide: Gerberto fu davvero l'uomo che portò i numeri arabi in Occidente e che "vedeva" le stelle in modo moderno.

  2. La Guida Michelin del Medioevo: Seguendo il viaggio di Mor sulla Via Francigena, il lettore percorre un itinerario geografico e culturale reale.

  3. Esperienza Multimediale: Il libro è disseminato di QR Code. Non sono semplici link, ma finestre su ricette storiche, siti archeologici e approfondimenti, rendendo la lettura un'esperienza interattiva.

Verdetto

La trilogia di Vinko Bas è una boccata d'aria fresca nel panorama Young Adult. Se Il Molo 13 ci ha insegnato a guardare nell'ombra e il Ponte Gobbo a scavare nella terra, Il Peso delle Stelle ci costringe ad alzare gli occhi al cielo.

È un progetto consigliato non solo ai ragazzi, ma anche a docenti e genitori che cercano una narrazione capace di unire MacGyver e Umberto Eco, l'azione di un romanzo d'avventura e il rigore di una lezione di storia della scienza.

Scheda Tecnica: Il Segreto del Molo 13

  • Titolo: Il Segreto del Molo 13

  • Autore: Vinko Bas

  • ISBN: 9798276830902

  • Genere: Avventura / Giallo per ragazzi

  • Target Consigliato: 9-13 anni (Middle Grade)

  • Ambientazione: Una città di mare sferzata dal vento

  • Prezzo: 9,98 EUR

  • Disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/Segreto-del-Molo-13/dp/B0G5621JNN

In breve: Due ragazzi, Al e Sol, si ritrovano coinvolti in un mistero sepolto sotto le onde del porto. Tra inseguimenti notturni e indagini tecnologiche, dovranno fermare una banda di trafficanti di reperti archeologici prima che sia troppo tardi... e soprattutto prima di essere messi in punizione per il ritardo a cena!


Scheda Tecnica: L'Enigma del Ponte Gobbo

  • Titolo: L'Enigma del Ponte Gobbo

  • Autore: Vinko Bas

  • ISBN: 9798241279330

  • Genere: Mystery / Archeologia / Avventura per ragazzi

  • Target Consigliato: 10-14 anni

  • Ambientazione: Bobbio e la Val Trebbia

  • Prezzo: 11,99 EUR

  • Disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0GCLNQ1XV

In breve:

Le vacanze a Bobbio si trasformano in un'indagine millenaria quando Al e Sol, guidati dall'intuito di Zia Fanni, scoprono nelle cripte sotterranee un oggetto che non dovrebbe esistere: un nocturlabio eliocentrico appartenuto a Gerberto d’Aurillac. Un segreto protetto dal tempo che li porterà a sfidare ombre medievali e mappe celesti dimenticate tra le pietre del Ponte Gobbo.


 🌟 Scheda Tecnica: Il Peso delle Stelle

  • Titolo: Il Peso delle Stelle

  • Autore: Vinko Bas

  • ISBN: 9798243787444

  • Genere: Avventura Storica / Scienza / Edutainment

  • Target Consigliato: 12-16 anni (Young Adult)

  • Ambientazione: La Via Francigena nell'anno 999 e il presente digitale

  • Prezzo: 13,98 EUR

  • Disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0GGYMWPDV

In breve:

Come ha fatto un oggetto rivoluzionario a restare sepolto per mille anni? Attraverso le mail di Zia Fanni, scopriamo l'odissea di Mor, un giovane monaco in fuga attraverso l'Italia medievale per proteggere il segreto di Gerberto d'Aurillac. Un viaggio reale sulla Via Francigena, arricchito da QR Code e approfondimenti che trasformano la lettura in un'esperienza interattiva tra passato e modernità.


Grazie a Vinko Bas per la presentazione delle sue opere e per avere scelto questo blog.

Per ulteriori informazioni:

Pagina Facebook autore: Vinko Bas

Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via mail.

Photo credit Vinko Bas concessa gentilmente per la pubblicazione di questo post


martedì 2 dicembre 2025

La speranza che passa dal vetro


L'autore di questo racconto vuole rimanere anonimo, ha scritto questo breve racconto solo per sensibilizzare le persone e accendere un po' di speranza. Questo è il continuo del primo racconto, che trovate a questo link.

La speranza che passa dal vetro

La neve cadeva lenta, come se volesse coprire ogni ferita del mondo. Era la vigilia di Natale, e Noura guardava dalla sua finestra. Non era più quella rotta di Gaza, ma una piccola finestra di una casa rifugio in Italia. Portava con sé un quaderno pieno di fiori disegnati, lo stesso che aveva iniziato quando il vetro della sua vecchia casa si era rotto.

La stanza era calda, illuminata da un albero decorato con luci colorate. I bambini ridevano, correvano, si scambiavano caramelle. Noura rimaneva in silenzio, ma sorrideva. Sul vetro appannato della finestra tracciò un fiore rosso. Poi uno bianco. Poi uno verde. I colori che suo padre le aveva insegnato a non dimenticare. “I colori non muoiono” ripeté piano, come una preghiera.

Una volontaria la vide e si avvicinò. “Che fiore è? chiese. “È un fiore di Natale,” rispose Noura. “Così la finestra diventa un giardino.”

La donna rimase colpita dalla semplicità di quelle parole. Prese un pennarello e aggiunse una stella gialla accanto al fiore. Poco dopo, altri bambini si unirono. Ognuno disegnava qualcosa: un cuore, una candela, un ramo di ulivo. La finestra si riempì di segni, di speranza, di piccole mani che volevano lasciare un segno.

Fuori, la neve continuava a cadere. Dentro, la finestra di Noura diventava un mosaico di colori. Non era più solo un vetro: era un ponte tra il dolore e la festa, tra il passato e il presente.

Quando arrivò la mezzanotte, tutti si radunarono intorno all’albero. Qualcuno cantò una canzone, altri si abbracciarono. Noura rimase vicina alla finestra. Guardava i disegni e pensava che, forse, il Natale era proprio questo: trasformare il buio in luce, anche solo con un fiore.

E quella notte, la finestra di Noura tornò a fiorire. Non con i fiori veri, ma con i colori e i sorrisi di chi aveva scelto di credere ancora nella vita.

L'autore di questo post, si è riservato il diritto di restare in anonimato, quindi non verrà rivelata l'identità e la fonte.

Autore: Anonimo

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

Quest’articolo è stato condiviso e segnalato dal suo autore. Se vuoi pubblicare i tuoi post in questo blog, clicca qui

Immagine generata con intelligenza artificiale


Vi ricordo l'iniziativa poesie e racconti dal web





Voglio ricordare a tutti gli amici e lettori di questo blog, l'iniziativa poesie e racconti dal web. Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via mail.


mercoledì 12 novembre 2025

Espressioni (scrittura, poesie e racconti con arte di Pia R. Scalzullo): Affrontare




Angolo curato e gestito da Pia Rita Scalzullo

Affrontare


La gente mi spaventa.
Accalcata, inghiottita
tra rampe di scale
e foglie ingiallite.

Riunita come cenere spenta,
nei silenzi affettati di vita
e parole forzate, con sale
di tavole imbandite.

Il cibo non manca.
Eppure non conforta gli animi
e le frasi sono circostanziali,
spesso invadenti,
per non far cadere discorsi
che poi si dimenticano.

Ogni momento diventa
espressione sbigottita,
nascosta, pudica. Anomale,
nei falsi sorrisi, le gote rattrappite.

Affrontare ogni cosa paventa
interiorità inorridita
che si spalanca nell'infinitesimale,
ricercando armonie infinite.

 @Pia Rita Scalzullo


Questo post, fa parte dell'iniziativa gli angoli. Se anche tu, vuoi avere uno spazio fisso in questo blog, clicca qui.

Photo credit @Pia Rita Scalzullo Immagine privata inviata dall'autrice per la pubblicazione di questo post.


lunedì 20 ottobre 2025

Espressioni (scrittura, poesie e racconti con arte di Pia R. Scalzullo): Siena II parte


Angolo curato e gestito da Pia Rita Scalzullo

Continuando il nostro viaggio insieme, dal Cortile del Podestà detto 'Androne', col suo colonnato dove si ergono grandi trifore a sesto acuto, 

immagine privata  
Riproduzione solo su richiesta 

mi dirigo verso il Museo Civico. Una porticina laterale, con una scala in ferro che porta verso il paradiso artistico, e il cuore mi batte a mille mentre l'emozione sale.

Qui si entra nel regno della grande Scuola Senese, con le opere dei suoi artisti. Tutto dal '300 al '800. 

... 

Continua a leggere sul blog: 

Personalità... tra Scrittura ed Arte con Fantasia

@Pia Rita Scalzullo


Questo post, fa parte dell'iniziativa gli angoli. Se anche tu, vuoi avere uno spazio fisso in questo blog, clicca qui.

Photo credit @Pia Rita Scalzullo Immagine privata inviata dall'autrice per la pubblicazione di questo post.

mercoledì 15 ottobre 2025

Espressioni (scrittura, poesie e racconti con arte di Pia R. Scalzullo): La luna e la pietra




Angolo curato e gestito da Pia Rita Scalzullo

La luna e la pietra

Di questa storia non sono diretto testimone. Non potrei esserlo per vari motivi. 
Eppure è accaduto. Lo leggiamo nei loro occhi, in quelli dei poveri, ma soprattutto negli sguardi di chi ha vissuto una guerra. La conseguenza di queste terribili lotte e soprusi è l'insieme di tutti i mali che l'uomo subisce e che nessuno riuscirebbe a sopportare. Eppure... Ma andiamo con ordine. 
Non inserirò nomi e lo farò intenzionalmente, perché non ha importanza la nazionalità o il nucleo sociale. Tutto ciò può accadere a chiunque stia vivendo certe situazioni. 

Li vedeva tutti i giorni, in fila per ogni cosa: riso, acqua, farina, sale e zucchero, ai loro occhi era oro prezioso e raro. Non avevano altri desideri, perché già questi lo erano e spesso non si avveravano. 
Persone che mai si arrendevano e li ammirava (già, proprio così, li ammirava) da lontano, dietro quel bancone degli aiuti umanitari, dietro a quella piccola finestra con i vetri sbarrati; perché era pericoloso. Gli assalti erano all'ordine del giorno. Tanta gente era affamata e purtroppo, in questi casi, la ragionevolezza si perdeva. 

Ma questa è la storia di un'amicizia. 
Due bambini di diversa fede, di diversa nazionalità, di diverso mondo sociale, di diversa legalità. 
Vivevano in zone separate per questo; solo che, sul calare della sera, mentre tutti si riposavano attendendo la notte, loro sgattaiolavano di nascosto per incontrarsi nello stesso luogo. 
Fuori dai limiti di zona esiste un campo incolto, ma nascosto e circondato da macerie, con al centro un grande masso di pietra stranamente e perfettamente circolare. 
Nel ritrovarsi in quel luogo, giocavano e lo facevano a modo loro. 
Il giovane uomo lo sapeva e, come poteva, li proteggeva, difendendo la loro anima infantile e pura. Così li osservava a distanza. 
Tutto era così commovente che a volte qualche lacrima solcava il suo viso. 
Si trattava di attendere il sorgere della luna. I due ragazzini seduti sul masso si scambiavano i loro sogni e segreti. 
Ma lo facevano in modo originale e colmo di matura sensibilità. 
Quando la luna circolare inondava di luce la pietra altrettanto circolare, i ragazzi, considerandola una magia, a turno si alzavano  e si sedevano sul masso esprimendo desideri. Se si trattava di qualcosa di terreno e realizzabile, la pietra vinceva e uno di loro restava in piedi sul masso; altrimenti, se si trattava di un sogno ai loro occhi impossibile, la luna vinceva e uno di loro si sedeva puntando il dito verso di essa. 
Quel che accadeva lì era di una bellezza infinita. 
Lui li vedeva alzarsi e sedersi tante di quelle volte, che non riusciva a comprendere come facessero a resistere tanto. Li vedeva sorridere e ridere se tutto era possibile e rattristarsi o addirittura piangere se non lo era. 
Alla fine c'era anche un vincitore. 
Chi si fermava per primo non vedeva realizzati i propri sogni. 
'La luna e la pietra', questo era il nome, ed era l'unico divertimento che li allietava prima di tornare alle loro case, verso un nuovo giorno colmo di sacrifici e sofferenze, ma anche di innocenti sorrisi. 

@Pia Rita Scalzullo


Questo post, fa parte dell'iniziativa gli angoli. Se anche tu, vuoi avere uno spazio fisso in questo blog, clicca qui.

Immagine tratta dal web modificata da Pia Rita Scalzullo


venerdì 10 ottobre 2025

Vi ricordo l'iniziativa poesie e racconti dal web





Voglio ricordare a tutti gli amici e lettori di questo blog, l'iniziativa poesie e racconti dal web. Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via mail.


lunedì 29 settembre 2025

Espressioni (scrittura, poesie e racconti con arte di Pia R. Scalzullo): Siena I parte



Angolo curato e gestito da Pia Rita Scalzullo

"Tra le tante cose che questa mia estate mi ha donato, ho avuto modo di visitare uno dei luoghi artistici da me più amati, 

SIENA. 

Una città speciale che mi ha emozionata tantissimo.

Ha una storia affascinante, con lotte e continue sfide tra ghibellini e guelfi, e tanto altro. 
Ma gli eventi li conosciamo tutti e chi non è informato, forse, sarebbe il caso che andasse a curiosare nel web e ovunque. 

In pochi giorni, sono riuscita a viverla sotto diversi aspetti, sia culturalmente che socialmente.

Ma andiamo con ordine. 

Arrivata in serata, non ho resistito e, nonostante la stanchezza del viaggio, mi sono subito inoltrata nei vicoli medievali della città. 
Non mi sono volutamente informata in precedenza su cosa mi sarei trovata davanti e così, in avanscoperta, ho percorso una delle strade più caratteristiche che abbia mai visto: un percorso di negozi, ormai chiusi vista l'ora, e una serie di locali, tra ristoranti, cantinette e pizzerie di ogni tipo e desiderio. 
Tra salite e discese, mi trovo davanti a una meraviglia: la più antica, se non erro, banca esistente in Italia, 
il Monte dei Paschi di Siena. 

Non avendo mangiato nulla, ne ho approfittato per assaporare una pizza al volo, molto buona. 

Poi, continuando lungo il percorso, mi sono trovata davanti a una marea di gente che, approfittando della musica suonata da un palco allestito ad hoc, ballava in modo pacato, bevendo e chiacchierando. 

Il tutto era organizzato proprio davanti a Porta Camollia, lungo le mura antiche della città, situata nella Contrada Sovrana dell'Istrice. È praticamente la prima tra le Porte, quella che, secondo la leggenda, ha visto nascere Siena. Il condottiero Camullio, nel VII secolo a.C., fu inviato da Romolo per catturare i nipoti Senio e Ascanio e proprio qui insediò il proprio accampamento. 
Fu la prima entrata difensiva più protetta dell'antica città. 
L'iscrizione riporta questa frase in latino: 
'Cor magis tibi Siena pandit' 
e cioè: 
'Siena ti apre un cuore più grande (della porta che stai attraversando)'. 

Continuando, vi assicuro che le persone erano tantissime, ma non c'era il minimo caos; anzi, tutto era ben moderato e pieno di vita. Ovviamente anche noi abbiamo approfittato. C'era persino chi si divertiva con piste improvvisate di cartone, dove si facevano correre palline con alcuni nomi delle casate del famoso Palio (in totale sono 17) e, se non erro, si scommetteva su quale arrivasse prima. 
Nei vicoli, i locali avevano sbocchi esterni dove si gustava vino in piedi o seduti, da soli o in gruppi, anche qui con musica all'aperto, tutto molto caratteristico. 

Ho praticamente vissuto la loro socialità in modo diretto e mi è piaciuto tantissimo. 
Il giorno seguente, dopo una bella dormita, uscendo alla luce del sole (la giornata è stata a dir poco meravigliosa), abbiamo percorso le strade in modo diverso. 
Ogni vicolo aveva la bandiera corrispondente alla propria casata. 

Continua... " 

SE VOLETE LEGGERE TUTTO, TROVATE L'ARTICOLO INTERO SU: 

@Pia Rita Scalzullo


Questo post, fa parte dell'iniziativa gli angoli. Se anche tu, vuoi avere uno spazio fisso in questo blog, clicca qui.

Photo credit @Pia Rita Scalzullo Immagine privata inviata dall'autrice per la pubblicazione di questo post.


mercoledì 17 settembre 2025

Espressioni (scrittura, poesie e racconti con arte di Pia R. Scalzullo): Non c'è tempo



Angolo curato e gestito da Pia Rita Scalzullo

Non c'è tempo

Non c'è tempo. 

Non c'è tempo 

per un sorriso. 

Per un abbraccio condiviso. 

Per uno sguardo inciso. 

Non c'è tempo. 

Non c'è tempo 

per condividere qualcosa. 

Per il sogno che mai riposa. 

Per raccogliere una rosa. 

Non c'è tempo. 

Non c'è tempo 

per ricordare. 

Per rinascere e cantare. 

Per un dolce consolare. 

Non c'è tempo. 

Non c'è tempo 

per i pensieri. 

Per difenderli leggeri. 

Per poi esserne sempre fieri. 

Non c'è tempo. 

Non c'è tempo 

per l'allegria. 

Per un pizzico di follia. 

Per una dolce sintonia. 

Non c'è tempo. 

Non c'è tempo 

per socializzare. 

Per distrarsi senza faticare. 

Per parlare senza giudicare. 

Tutto il tempo che troviamo 

Lo falciamo come il grano. 

Tra i rimorsi e i suoi perché.  

Non è meglio un buon caffè? 

Che poi sia in compagnia. 

È il miglior tempo che ci sia! 

@Pia Rita Scalzullo



Questo post, fa parte dell'iniziativa gli angoli. Se anche tu, vuoi avere uno spazio fisso in questo blog, clicca qui.


Photo credit Screenshot a titolo informativo e divulgativo sull'argomento trattato

NB

Cliccando sull'immagine, si aprirà il video del brano Time dei Pink Floyd, usalo come sottofondo per leggere questa poesia.


mercoledì 13 agosto 2025

La finestra di Noura


In una Palestina segnata dalla guerra, tra macerie e silenzi, una bambina di otto anni trova un modo semplice ma potente per resistere: disegnare fiori su una finestra rotta. L'autore di questo racconto vuole rimanere anonimo, ha scritto questo breve racconto solo per sensibilizzare le persone e accendere un po' di speranza.

La finestra di Noura

Noura aveva otto anni e viveva in una casa di pietra a Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza. La sua finestra dava su un campo che un tempo era pieno di ulivi. Ora era solo terra bruciata e carcasse di auto. Ma lei continuava a chiamarlo “il giardino”.

Ogni mattina, Noura disegnava fiori sul vetro appannato. Tulipani, girasoli, margherite. “Così il giardino torna a vivere,” diceva a sua madre, che sorrideva con gli occhi stanchi.

Il padre di Noura era muratore. Aveva costruito più rifugi che case. “Le case si distruggono, i rifugi salvano,” diceva. Ma Noura non capiva perché bisognasse nascondersi per vivere.

Una notte, le sirene suonarono. La madre la prese in braccio e corse nel rifugio. Il padre non arrivò. Il giorno dopo, Noura tornò alla finestra. Il vetro era rotto. Il giardino, ancora più nero. Disegnò un fiore rosso. Poi uno bianco. Poi uno verde. “Papà diceva che i colori non muoiono,” sussurrò.

I vicini iniziarono a notarla. Ogni giorno, un nuovo fiore. Un ragazzo portò un pennarello. Una donna le regalò una lastra di plexiglass. La finestra di Noura diventò un muro di colori. E la gente cominciò a fermarsi. A parlare. A ricordare.

Un giornalista la fotografò. Un soldato, in silenzio, lasciò un fiore vero sotto la finestra. E un giorno, il giardino fiorì davvero. Non con piante, ma con persone.

L'autore di questo post, si è riservato il diritto di restare in anonimato, quindi non verrà rivelata l'identità e la fonte.

Autore: Anonimo

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

Quest’articolo è stato condiviso e segnalato dal suo autore. Se vuoi pubblicare i tuoi post in questo blog, clicca qui

Immagine generata con intelligenza artificiale


sabato 19 luglio 2025

Vi ricordo l'iniziativa poesie e racconti dal web





Voglio ricordare a tutti gli amici e lettori di questo blog, l'iniziativa poesie e racconti dal web. Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via mail.


mercoledì 9 luglio 2025

Espressioni (scrittura, poesie e racconti con arte di Pia R. Scalzullo): La scatola prodigiosa



Angolo curato e gestito da Pia Rita Scalzullo

La scatola prodigiosa 

La piccola Giorgia era sempre lì, ogni mattina, a giocare sulla riva con i suoi balocchi: un secchiello, una palettina, un rastrello e, immancabile, una scatola cubica di plastica, chiusa, che poteva aprire solo lei. L'aria di mare le faceva bene. La mamma la portava lì ogni estate e ciò richiedeva un grande sacrificio, visto che purtroppo era rimasta sola. Il marito aveva perso la vita combattendo per difendere la pace e la sicurezza di tutti. 'Eroe di guerra', così dicevano. Intanto, ora era sola e doveva combattere con la vita, per se stessa, ma soprattutto per sua figlia. Una bimba serena, dagli occhi splendenti e con un sorriso grande. Gli amici erano sempre felici di vederla e di poter giocare con lei. Era colma di fantasia. Ogni giorno inventava un nuovo gioco, estraendo da quella scatola ora dei nastri colorati, ora dei bastoncini di legno, ora delle perline; così come ogni giorno tirava fuori qualcosa di diverso e provava a inventare cose nuove. Gli amici con lei si divertivano tantissimo e la donna era fiera della figlia e della sua grande capacità di sognare. Giorgia le ricordava tanto il papà quando raccontava le sue 'avventure' pericolose che, alla fine, lo avevano portato via da loro. Però sapeva che non era colpa sua e lo aveva accettato, anche se con grande fatica. La giovane aveva sempre con sé quella scatola che le aveva regalato il papà. Non voleva che altri la toccassero; solo lei poteva aprirla, riempirla o svuotarla a suo piacimento.

L'estate stava finendo e presto avrebbe salutato i suoi amichetti che probabilmente non avrebbe rivisto il prossimo anno. Questo perché la mamma doveva cambiare città per un nuovo lavoro, dovuto a una promozione, con un conseguente stipendio più alto, il quale le avrebbe portate via da quel meraviglioso e immenso mare. Un luogo che la piccola amava perché le vacanze lì le aveva vissute anche col suo papà, che purtroppo non c'era più.
Così accadde che in quell'ultimo giorno, in spiaggia, siccome tutti gli amici erano ormai andati via, rimasta sola, cominciò a giocare come faceva di solito.
La mamma la osservava da lontano, anche se distratta e immersa nei suoi pensieri.
Costruì un bellissimo fortino, tutto da sola. C'erano le torri, i lunghi muri smerlati, gli spazi dove far scorrere l'acqua del mare con salite e discese. Poi provò a realizzare delle montagne, dove al di sotto aveva creato un largo spazio. Ogni tanto apriva la scatola e tirava fuori i nastri colorati, che fissava sulla sommità di ogni torre. Ma stavolta fece una cosa diversa. In quello spazio pose dei piccoli soldatini. Uno alla volta uscivano da quella scatola che sembrava non avere mai fondo. E quindi ecco i grandi carri e le carovane con i mezzi militari. C'era proprio tutto e per ultimo, ecco tirar fuori un soldato con la sua divisa colma di medaglie. Il papà le aveva regalato quel piccolo oggetto che per Giorgia lo rappresentava. Lo pose al centro del gruppo di soldati, davanti a tutti, come se fosse pronto a comandare i suoi uomini verso una nuova battaglia.
Era bellissimo! Il sole illuminava il tutto e la riva mandava il suo mare ogni volta sempre più vicino, sempre più vicino alla mirabile scena.
Giulia si alzò e si sedette accanto alla madre. Restarono lì a lungo, insieme a osservare come le onde lentamente lambivano il fortino, che piano piano scomparve nella sabbia, trascinando con sé soldati e nastrini colorati.
Era semplicemente un tacito addio che, con tenero amore, la bimba aveva donato al padre, sapendo che non lo avrebbe rivisto mai più.
Andando via, lasciarono in quel posto il loro cuore, mentre una scatola vuota ormai rimase abbandonata sulla riva, tra le sue onde e la sua sabbia.' 

@Pia Rita Scalzullo


Questo post, fa parte dell'iniziativa gli angoli. Se anche tu, vuoi avere uno spazio fisso in questo blog, clicca qui.

Immagine tratta dal web