domenica 31 marzo 2019

La famiglia!





Dove c'è amore e rispetto, c'è una famiglia!



Londra

Londoners from Oliver Astrologo on Vimeo.

Photo e video credit Oliver Astrologo caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Fiori di ciliegio a Tokyo

"SAKURA 2019 Tokyo" Cherry blossoms near the Imperial Palace from nominomi875 on Vimeo.

Photo e video credit nominomi875 caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Citazione del giorno


"Troppo spesso si sottovaluta la potenza di un tocco, un sorriso, una parola gentile, un orecchio in ascolto, un complimento sincero, o il più piccolo atto di cura, che hanno il potenziale per trasformare una vita."

Leo Buscaglia


sabato 30 marzo 2019

Stanotte torna l'ora legale



Torna l'ora legale in Italia, stanotte le lancette dovranno essere spostate dalle 2 alle 3 e quindi si dormirà un'ora in meno.

Lo scopo dell'ora legale è quello di consentire un maggior risparmio energetico, grazie al minore utilizzo dell'illuminazione elettrica. Il cambio di orario consente un maggior sfruttamento delle ore di luce che sono solitamente "sprecate" a causa delle abitudini di orario.

Non indolore il cambiamento, purtroppo può portare e aggravare alcuni disturbi di salute, che vanno dall'alterazione del ciclo del sonno ai rischi per il cuore.

L'ora solare tornerà sui nostri orologi nella notte tra il 26 e 27 ottobre prossimo.



venerdì 29 marzo 2019

Il viaggio...



"Il viaggio è fatale per i pregiudizi, il bigottismo e la ristrettezza mentale; l'ampiezza di vedute e l'elasticità di pensiero non possono essere acquisite vegetando per l'intera esistenza in un unico piccolo angolo del mondo."

Mark Twain


Mandorlo in fiore di Angiolo Silvio Novaro


Mandorlo in fiore

Ohimè! che cosa è accaduto?
Il mandorlo è fiorito,
ed io nulla ho sentito,
nulla ho veduto!
S'è guernito e coronato
d'un diadema di stelle d'argento:
tutta la notte ha lavorato
e sull'alba splendeva contento.
Ed ora le sue stelle le dà al vento:
ma ghirlandetta fragile e superba
la sparpaglia sull'erba
del fresco prato!

Il miracolo è compiuto:
ma io nulla ho veduto,
nulla ho sentito!
Dov'era questo povero cuore assorto,
dov'era questo povero cuore muto,
se il mandorlo è fiorito
ed esso di nulla s'è accorto?

Angiolo Silvio Novaro


Proverbio del giorno


Si predica bene e si razzola male.


Pollice su e giù della settimana


A 95 anni prende quattro autobus per partecipare a corteo anti-razzista in Nuova Zelanda tratto da Globalist





Inverigo, scontro tra treni nel Comasco: 7 feriti, 50 contusi tratto da Sky Tg24








giovedì 28 marzo 2019

Cinque domande e cinque risposte




Oggi parte un nuovo gioco in questo spazio, stavolta sarà un quiz.

Rispondi alle cinque domande, qui sotto:

  1. Quale vulcano è alto 1.281 m?
  2. Quale calciatore è soprannominato "il cameriere"?
  3. In quale città si trova il mausoleo di Galla Placidia?
  4. Come mai, Dumbo vede gli elefanti rosa?
  5. In quale celebre romanzo italiano si parla di Don Abbondio?


Attendo le vostre risposte.




Samos: l'isola dimenticata



Articolo da AsinuPress

C’è un’isola nel Mar Egeo che oggi rappresenta uno dei simboli del fallimento dell’Unione Europea nella gestione dei flussi migratori. Il suo nome è Samos, meta turistica estiva e nota al mondo per aver dato i natali ad Epicuro, Pitagora, Aristarco ed Escrione. Insieme a Kos, Lesbos e Kios, ha accolto in questi anni i migranti provenienti dalla Turchia.

Ankara e L’Unione Europea hanno stretto un accordo nel marzo del 2016. Il patto prevede che i migranti in arrivo dalla Turchia non possano lasciare le isole su cui giungono se prima non ricevono il via libera dai centri di registrazione e identificazione lì allestiti. Questo perché la Turchia ha stabilito che possano far rientro solo i migranti, a cui è stata rifiutata la protezione, che provengono dalle isole greche e non chi, ad esempio, è già giunto in Atene. I migranti sono pertanto costretti a restare a Samos finché qualcuno non assicurerà loro la possibilità di continuare il percorso verso un luogo in cui si potrà stabilire e vivere senza più temere per la propria incolumità. I tempi, però, come noto, non sono mai veloci: si può attendere qualche mese, un anno o anche due se si fa appello in caso di rigetto della domanda. E questo significa che per lunghi periodi di tempo non possono far altro che restare lì: bloccati, senza possibilità di andare via e cercare altrove un luogo in cui vivere.


Di hotspot, centri di registrazione e identificazione, sull’isola di Samos, ce n’è solo uno. Questo comprende, al suo interno, anche uno svariato numero di container e di risorse primarie per garantire almeno un’accoglienza base ai migranti. Il problema è che l’attrezzatura ivi presente è idonea ad ospitare solo all’incirca seicentocinquanta persone, mentre sull’isola, attualmente, ve ne sono almeno cinquemila. Le persone che non riescono ad avere accesso ai servizi, finiscono per organizzarsi con quello che trovano: si allontanano un po’, si dirigono verso un bosco e lì creano un accampamento. Con tende e oggetti recuperati in giro. Questo significa vivere per lunghi periodi senza acqua con cui lavarsi, senza luce, senza servizi igienici, al freddo e in condizioni di sofferenza. “We are not animals” è ciò che ripetono le persone lì accampate.

Continua la lettura su AsinuPress





Articolo tratto interamente da AsinuPress


Troppo spesso...



 "Troppo spesso le parole sono state usate, maneggiate, rivoltate, lasciate esposte alla polvere della strada. Le parole che cerchiamo pendono accanto all'albero, con l'aurora le troviamo, dolci sotto le fronde."

Virginia Woolf



mercoledì 27 marzo 2019

Commenti liberi sulla nuova direttiva Ue sul copyright



Ieri il Parlamento europeo, ha approvato la nuova direttiva sul copyright. I vari stati membri avranno due anni di tempo per recepire ed attuare questa normativa. Sono profondamente deluso, non solo da questa normativa, che ha poco di moderno, ma soprattutto dalla scarsità di partecipazione a trattare questi argomenti da parte di blogger, youtuber e gestori di varie pagine social.

Le norme non sono chiare, come al solito sono vaghe e in teoria esclude chi non a scopo di lucro (da verificare).

Quindi se toccherà anche ai blog, almeno il mio spazio chiuderà.


Aspetto una vostra opinione in merito.


Voglio ricordare il guestbook

Guestbook


Voglio ricordare ai lettori e amici del blog, che ho creato un libro degli ospiti. Nella pagina puoi lasciare qualsiasi commento, non pertinente ai post.

Grazie a tutti!


Cordova

CÓRDOBA SPAIN from Javier Angel Lopez on Vimeo.

Photo e video credit Javier Angel Lopez caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Catalogna

Catalonia from Lytchee on Vimeo.

Photo e video credit Lytchee caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


martedì 26 marzo 2019

Un bel giorno...

The David Party

"Un bel giorno il partito avrebbe proclamato che due più due fa cinque, e voi avreste dovuto crederci. Era inevitabile che prima o poi succedesse, era nella logica stessa delle premesse su cui si basava il Partito. La visione del mondo che lo informava negava, tacitamente, non solo la validità dell'esperienza, ma l'esistenza stessa della realtà esterna. Il senso comune costituiva l'eresia delle eresie. Ma la cosa terribile non era tanto il fatto che vi avrebbero uccisi che l'aveste pensata diversamente, ma che potevano aver ragione loro. In fin dei conti come facciamo a sapere che due più due fa quattro? O che la forza di gravità esiste davvero? O che il passato è immutabile? Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo?"

George Orwell

Tratto da 1984 di George Orwell

Photo credit David Blackwell caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons

Ultim'ora: il Parlamento Europeo ha votato a favore della nuova riforma del copyright


Il Parlamento europeo ha votato a favore della riforma del copyright, i voti favorevoli sono stai 348, i contrari 274 e gli astenuti 36.

Il web in Europa non sarà più come prima, ora la direttiva dovrà essere recepita dagli stati membri.


Piogge di primavera di Gustave Flaubert


Piogge di primavera

Mentre cammini, una nuvola si apre
all'improvviso, viene giù acqua.
La pioggia, però, finisce quasi subito.
Allora, camminando sul selciato
della città, si vedono le strade scintillare
sotto il sole.

Gustave Flaubert


Un regista spesso dimenticato: Elio Petri


Articolo da Fata Morgana Web

Tra gli anniversari recenti del cinema italiano – quello della nascita di Sergio Leone o di Marco Ferreri – ha avuto una certa risonanza la celebrazione dei novant’anni del regista Elio Petri, nato a Roma nel gennaio 1929 e purtroppo scomparso troppo presto, nel novembre 1982. Al di là della ricorrenza, e al di fuori di logiche meramente celebrative, l’occasione dell’anniversario può diventare strumento per tornare a ragionare, in prospettiva e a distanza, sul ruolo di un regista come Petri nel contesto della sua epoca, e più in generale nella cultura cinematografica italiana, e sugli echi del suo lavoro e della sua carriera.

L’opera di Elio Petri – fin dai primi cortometraggi, i documentari, l’attività inaugurale nel PCI e nei lungometraggi dall’inizio degli anni ’60 alla fine degli anni ’70 – risulta particolarmente indicativa per riflettere su un’epoca connotata del sistema cinematografico italiano, anche se a ben vedere essa è stata ed è tuttora talmente evocativa e d’impatto da essere in grado di porsi come stimolo anche al di fuori della propria epoca. L’opera di Petri, se riletta nella sua interezza e complessità, risulta testimonianza indelebile della stagione del cosiddetto cinema politico nel nostro Paese, ma è anche conferma di un’incessante sperimentazione e curiosità verso modalità differenti di racconto e di messa in scena.

Anche per questo il cinema petriano ha sovente innescato dibattiti e prodotto discorsi in seno alla società e alla cultura cinematografica (e cinefila) dell’epoca, non soltanto intorno a film “politici” come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, La classe operaia va in paradiso, La proprietà non è più un furto o Todo modo, ma anche rispetto a pellicole come La decima vittima e A ciascuno il suo. Una concezione peculiare del cinema e dell’industria cinematografica, quella di Petri, capace di tenere insieme obiettivi ed aspetti molto diversi tra loro, dall’urgenza delle istanze civili a un’inedita forma di spettacolarizzazione ed entertainment, dalle eredità del neorealismo agli incroci con il popolare, da ardite scelte di casting al peculiare lavoro su specifici corpi attoriali, fino ad arrivare a vere e proprie innovazioni di carattere industriale e produttivo: basti pensare alla sola figura di Giuseppe Zaccariello, di professione piastrellista, chiamato nel ruolo di produttore per A ciascuno il suo, ruolo che aprirà una carriera di tutto rispetto nel contesto produttivo del cinema italiano.

In molte occasioni la critica, soprattutto militante, ha accolto e discusso negativamente i film di Petri, soprattutto quelli già citati della sua fase più politicizzata, anche se gli stessi A ciascuno il suo o La decima vittima sono stati attaccati violentemente per il loro eclettismo formale e per la commistione di pratiche autoriali e logiche di genere, fraintendendone di conseguenza gli obiettivi e le specificità. Anche per questi motivi Petri ha subìto alcune esperienze di isolamento lavorativo, di ostilità e incomprensioni culminati nei casi de La proprietà non è più un furto e Todo modo, accolti in modo feroce (il secondo anche per le evidenti connessioni con un quadro culturale di per sé complesso, e con il caso Moro) e per anni scomparsi dai circuiti di visione e diffusione. Questi sono alcuni degli elementi che hanno concorso a diffondere l’immagine di Petri come regista oscurato e dimenticato, inviso alla critica e a parte del pubblico.


A ben guardare, però, nel caso di un regista come Petri è sempre bene non affrettarsi a dare giudizi, così come a incasellare con facilità le opere, che nel corso del tempo sono state in grado di rivelare nuove particolarità e sempre più livelli di lettura. Pur fatte salve, dunque, le premesse sui fraintendimenti, gli oscuramenti e le polemiche intorno ai film petriani, oggi è utile muoversi in un panorama rinnovato, a partire dalla necessità di guardare criticamente all’isolamento occorso al lavoro di Petri, analizzandone motivazioni e conseguenze per collocarli in un orizzonte storiografico e interpretativo più pertinente.

Continua la lettura su Fata Morgana Web





Articolo tratto interamente da Fata Morgana Web


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Proverbio del giorno


Due torti non fanno una ragione.



lunedì 25 marzo 2019

Wikipedia Italia si oscura per protesta



Da stamattina, le pagine della versione italiana di Wikipedia sono state oscurate per protesta contro la nuova riforma europea sul diritto d'autore.

Ecco il comunicato di Wikipedia:

Il 26 marzo il Parlamento europeo voterà su una nuova direttiva sul diritto d'autore. La direttiva darà agli editori il potere di limitare la diffusione di notizie e titoli in ogni sito altrui (articolo 11). 

Costringerà inoltre quasi tutti i siti ad analizzare preventivamente ogni contributo dei propri utenti per bloccarli automaticamente se non autorizzati dalle industrie del copyright (articolo 13).

Entrambi questi articoli rischiano di colpire in modo rilevante la libertà di espressione, la partecipazione e la creatività online. Nonostante Wikipedia possa non essere direttamente toccata da queste norme, il nostro progetto è parte dell'ecosistema di internet. Gli articoli 11 e 13 indebolirebbero il web, e indebolirebbero Wikipedia.

Il voto è imminente.

Per favore, dedica due minuti del tuo tempo a contattare i tuoi rappresentanti nel Parlamento europeo e dir loro che non puoi appoggiare una direttiva che contenga l'articolo 11 o l'articolo 13.


Domani il Parlamento Europeo di Strasburgo, si pronuncerà su questa riforma.


Il tramonto della luna di Giacomo Leopardi



Il tramonto della luna

Quale in notte solinga,
Sovra campagne inargentate ed acque,
Là 've zefiro aleggia,
E mille vaghi aspetti
E ingannevoli obbietti
Fingon l'ombre lontane
Infra l'onde tranquille
E rami e siepi e collinette e ville;
Giunta al confin del cielo,
Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno
Nell'infinito seno
Scende la luna; e si scolora il mondo;
Spariscon l'ombre, ed una
Oscurità la valle e il monte imbruna;
Orba la notte resta,
E cantando, con mesta melodia,
L'estremo albor della fuggente luce,
Che dianzi gli fu duce,
Saluta il carrettier dalla sua via;

Tal si dilegua, e tale
Lascia l'età mortale
La giovinezza. In fuga
Van l'ombre e le sembianze
Dei dilettosi inganni; e vengon meno
Le lontane speranze,
Ove s'appoggia la mortal natura.
Abbandonata, oscura
Resta la vita. In lei porgendo il guardo,
Cerca il confuso viatore invano
Del cammin lungo che avanzar si sente
Meta o ragione; e vede
Che a se l'umana sede,
Esso a lei veramente è fatto estrano.

Troppo felice e lieta
Nostra misera sorte
Parve lassù, se il giovanile stato,
Dove ogni ben di mille pene è frutto,
Durasse tutto della vita il corso.
Troppo mite decreto
Quel che sentenzia ogni animale a morte,
S'anco mezza la via
Lor non si desse in pria
Della terribil morte assai più dura.
D'intelletti immortali
Degno trovato, estremo
Di tutti i mali, ritrovàr gli eterni
La vecchiezza, ove fosse
Incolume il desio, la speme estinta,
Secche le fonti del piacer, le pene
Maggiori sempre, e non più dato il bene.

Voi, collinette e piagge,
Caduto lo splendor che all'occidente
Inargentava della notte il velo,
Orfane ancor gran tempo
Non resterete; che dall'altra parte
Tosto vedrete il cielo
Imbiancar novamente, e sorger l'alba:
Alla qual poscia seguitando il sole,
E folgorando intorno
Con sue fiamme possenti,
Di lucidi torrenti
Inonderà con voi gli eterei campi.
Ma la vita mortal, poi che la bella
Giovinezza sparì, non si colora
D'altra luce giammai, nè d'altra aurora.
Vedova è insino al fine; ed alla notte
Che l'altre etadi oscura,
Segno poser gli Dei la sepoltura.

Giacomo Leopardi

domenica 24 marzo 2019

24 marzo 1944 - Eccidio delle Fosse Ardeatine: vengono trucidati dai nazisti 335 prigionieri



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera

L'eccidio delle Fosse Ardeatine fu l'uccisione di 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni, trucidati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche come rappresaglia per l'attentato partigiano di via Rasella, compiuto il 23 marzo da membri dei GAP romani, in cui erano rimasti uccisi 33 soldati del reggimento "Bozen" appartenente alla Ordnungspolizei dell'esercito tedesco. L'eccidio non fu preceduto da nessun preavviso da parte tedesca.

Per la sua efferatezza, l'alto numero di vittime e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, l'eccidio delle Fosse Ardeatine divenne l'evento-simbolo della durezza dell'occupazione tedesca di Roma. Fu anche la maggiore strage di ebrei compiuta sul territorio italiano durante l'Olocausto; almeno 75 delle vittime erano in stato di arresto per motivi razziali.

Le Fosse Ardeatine, antiche cave di pozzolana situate nei pressi della via Ardeatina, scelte quale luogo dell'esecuzione e per occultare i cadaveri degli uccisi, nel dopoguerra sono state trasformate in un sacrario-monumento nazionale. Sono oggi visitabili e luogo di cerimonie pubbliche in memoria.

Dopo l'armistizio di Cassibile, la fuga del re Vittorio Emanuele III e l'ingresso nella capitale delle truppe tedesche dopo gli sfortunati combattimenti di Roma (8-10 settembre 1943), il 12 settembre i tedeschi assunsero il controllo effettivo della città, che era stata dichiarata città aperta dagli italiani il 14 agosto. Fin dai primi giorni dell'occupazione tedesca di Roma si costituirono nella capitale gruppi di resistenza, in particolar modo il Fronte Militare Clandestino ("Centro X"), diretto dal colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, e nuclei comunisti, ai quali il generale Carboni aveva fatto distribuire armi fin dal 10 settembre.

Sottoposta pro forma alla sovranità della RSI, mantenendo lo status di "città aperta", Roma era in realtà governata di fatto solo dai comandi germanici ie lo divenne anche formalmente dopo lo sbarco di Anzio, il 22 gennaio 1944, quando l'intera provincia romana venne dichiarata "zona di operazioni". Il feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante tedesco del fronte meridionale, nominò capo della Gestapo di Roma, conferendogli direttamente il controllo dell'ordine pubblico in città, l'ufficiale delle SS Herbert Kappler, già resosi protagonista della razzia del ghetto ebraico e della successiva deportazione, il 16 ottobre 1943, di 1023 ebrei romani verso i campi di sterminio.

La campagna del terrore avviata da Kappler, con frequenti rastrellamenti ed arresti di antifascisti e semplici sospetti nelle varie carceri romane (fra cui il più tristemente famoso fu quello di via Tasso), sgominò nell'inverno 1943-44 quasi ogni gruppo della Resistenza romana, che si ritrovò a perdere prima gli elementi militari, quindi quelli trotzkisti di "Bandiera Rossa". Anche gli aderenti a "Giustizia e Libertà" e al Partito Socialista e i sindacalisti socialisti (come Bruno Buozzi) subirono forti decimazioni negli arresti compiuti dalle varie polizie tedesche, da quella italiana e dalle bande italiane sotto controllo tedesco (come la Banda Koch). Solo i GAP comunisti riuscivano a mantenere una buona efficienza operativa.

Il fatto che Roma venisse a trovarsi nelle immediate retrovie del fronte ingenerò la convinzione che la città fosse pienamente teatro di guerra. È in questo contesto che i quadri comunisti della Resistenza romana giunsero alla determinazione di reagire con le armi e di attaccare militarmente l'occupante con un'azione che avesse un forte valore simbolico: venne infatti scelto come data il 23 marzo, anniversario della fondazione dei fasci di combattimento.

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Malta

Malta & The Three Cities from Mickey Ncube on Vimeo.

Photo e video credit Mickey Ncube caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


L'Isola del Sud, in Nuova Zelanda

South Island New Zealand from Peter Bloch on Vimeo.

Photo e video credit Peter Bloch caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


sabato 23 marzo 2019

Citazione del giorno


"La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà!"

Enzo Biagi


venerdì 22 marzo 2019

Oggi è la Giornata mondiale dell'acqua









Video credit OggiScienza caricato su YouTube - licenza : Creative Commons



Viaggio di Legambiente nell'Italia delle buone e cattive acque

Ponte di San Marzano


Articolo da Popoffquotidiano

Dall’inquinamento da Pfas in Veneto e in Piemonte alla contaminazione della Valle del Sacco. Dai reflui sversati nel fiume Sarno e nel lago d’Orta al problema della gestione delle falde nelle aree post sisma dove si sono registrate anomalie nel regime idrologico dei corsi d’acqua. Storie di inquinamento e di malagestione dei corpi idrici, non mancano però le buone pratiche che mettono al centro la tutela dell’acqua attraverso ad esempio la stipula di Contratti di Lago o progetti di citizen scienze. Legambiente: “Serve un nuovo approccio gestionale sul tema dell’acqua, un rafforzamento dei controlli ambientali e la completa attuazione della diretta quadro sulle Acque 2000/60 non più rimandabile”  

Acque troppo spesso inquinate, sprecate, e poco tutelate. Fiumi, laghi e falde della Penisola non godono di buona salute e sono minacciati dall’inquinamento chimico, da attività agricole non sostenibili e da quelle industriali, dalla maladepurazione che si ripercuote sui corpi idrici; ma anche dal sovrasfruttamento delle acque a scopo idroelettrico. Un report di Legambiente, “Buone e cattive acque”, alla vigilia della giornata mondiale dell’acqua, fa il punto dall’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), nelle falde tra le provincie Verona, Vicenza e Padova (un territorio di circa 180 chilometri quadrati) e che mette a rischio 300mila cittadini. Un inquinamento che, da poco tempo, si è scoperto essere presente in Piemonte, nella provincia di Alessandria, per passare al lago d’Orta che negli ultimi tempi è stato al cento di nuovi episodi di inquinamento, nonostante sia stato avviato negli ultimi anni un faticoso iter di recupero per salvare il bacino lacustre, definito in passato batteriologicamente morto a causa della contaminazione da metalli pesanti e acidificazione delle acque. E poi c’è la Valle del fiume Sacco, nel Lazio, dove l’inquinamento diffuso ed i ritardi nelle operazioni di bonifica stanno mettendo in ginocchio diversi territori.

Acqua sprecata



Anche l’agricoltura non sostenibile può creare criticità alle risorse idriche a causa, ad esempio, dell’uso indiscriminato di pesticidi, come accade in Emilia Romagna oppure a causa della concomitanza di insediamenti urbani e industriali come accade per le lagune costiere di Lesina e Varano in Puglia. O dell’inquinamento del fiume Sarno in Campania dovuto ai reflui civici, alle attività agricole e industriali; odelle “acque che nessuno vuole” provenienti dal canale Scolmatore Nord ovest in provincia di Milano, un canale artificiale costruito per mitigare il rischio idrogeologico dell’area, che nel tempo sono diventate fogne a cielo aperto a causa della forte antropizzazione dei territori limitrofi. C’è poi la cattiva gestione dei corsi d’acqua per uso idroelettrico, come denunciato da anni dai territori dell’area alpina, dove il deflusso minimo vitale e gli aspetti ecosistemici vengono troppo spesso elusi per garantire piccole produzioni di energia, come nel caso del torrente St. Barthélemy in Valle d’Aosta, il fiume Spoel in Lombardia, e l’Isonzo in Friuli Venezia Giulia.

Acque salvate


Ma in questa mappa dci sono anche buone pratiche e storie di “acque salvate” come ad esempio i progetti che diventano strumenti di governance partecipata e riqualificazione ecologica come quello del sottobacino Lambro Settentrionale, come Volontari per Natura, il grande progetto nazionale di citizen scienze che coinvolge volontari di tutta Italia attraverso  cinque campagne di monitoraggio , tra cui quella sulla qualità dell’acqua, con la mappatura del beach litter, la ricerca di scarichi sospetti in mare e nei laghi, il campionamento delle acque dei fiumi, piuttosto che il progetto VisPo, che coinvolge giovani volontari under 30 in attività di pulizia valorizzazione delle sponde del fiume Po e dei suoi affluenti nel territorio piemontese. E poi il progetto “BrianzaStream”, in fase di sperimentazione, che attraverso l’utilizzo di droni dà la “caccia” agli scarichi inquinanti che si riversano nel fiume Seveso e nel suo affluente Certesa.

I corsi d’acqua risentono, sempre più, dei cambiamenti climatici e dei fenomeni estremi di siccità come quella registrata nell’estate del 2017. Recentemente la stessa Commissione Europea ha ribadito all’Italia la necessità di tutelare le acque interne e costiere e di dare piena attuazione alla direttiva quadro sulle Acque 2000/60, che stabilisce parametri e criteri per classificare i corpi idrici, superficiali e profondi, in “classi di qualità” per lo stato ecologico, chimico, e quantitativo e ne chiede il raggiungimento o il mantenimento del buono stato ecologico entro il 2027. Obiettivo che, nonostante la scadenza posticipata rispetto al 2015, termine previsto inizialmente, resta ambizioso e soprattutto non più rimandabile.

In base ai monitoraggi eseguiti per la direttiva Quadro Acque, nel quinquennio 2010-2015 lo stato attuale dei corpi idrici italiani – secondo gli ultimi dati Ispra – vede nella Penisola solo il 43% dei 7.494 fiumi in “buono o elevato stato ecologico”, il 41% al di sotto dell’obiettivo di qualità previsto e ben il 16% non ancora classificato. Ancora più grave la situazione dei 347 laghi, di cui solo il 20% è in regola con la normativa europea mentre il 41% non è stato ancora classificato. Lo stato chimico non è buono per il 7% dei fiumi e il 10% dei laghi, mentre il 18% e il 42% rispettivamente non è stato classificato. La maggior parte dei fiumi non classificati si trova nei distretti idrografici dell’Appennino Meridionale e della Sicilia (55% e 56% rispettivamente), così come per i laghi (73% e 84% rispettivamente). Per garantire misure risolutive calibrate sulle problematiche specifiche di ciascun bacino idrografico, Legambiente ritiene necessario completare la rete dei controlli ambientali, e uniformare su tutto il territorio nazionale il monitoraggio. Il cambiamento necessario passa attraverso parole chiave come riqualificazione dei corsi d’acqua e rinaturalizzazione delle sponde, contrasto all’impermeabilizzazione dei suoli, miglioramento del trattamento di depurazione e implementazione del riutilizzo delle acque a 360° (dai fini industriali a quelli irrigui e domestici), rafforzamento dei controlli ambientali, innovazione e completa attuazione delle direttive europee, a partire da 2000/60 e una corretta depurazione dei reflui fognari, una persistente emergenza che ha portato l’Italia ad avere quattro procedure di infrazione di cui le prime due già sfociate in condanna, la terza in fase di deferimento alla Commissione europea e l’ultima in fase di messa in mora.

Continua la lettura su Popoffquotidiano
Licenza: Creative Commons (non specificata la versione


Articolo tratto interamente da Popoffquotidiano

Pollice su e giù della settimana



Tumore inoperabile in testa: bimba salvata con la terapia sperimentale ai raggi protonici tratto da Il Messaggero





In Mozambico è un'ecatombe, la città di Beira non esiste più tratto da Euronews








giovedì 21 marzo 2019

La speranza di Emily Dickinson


La speranza 

La speranza è un essere piumato
che si posa sull'anima,
canta melodie senza parole e non finisce mai.

La brezza ne diffonde l’armonia,
e solo una tempesta violentissima
potrebbe sconcertare l’uccellino
che ha consolato tanti.

L’ho ascoltato nella terra più fredda
e sui più strani mari.
Eppure neanche nella necessità
ha chiesto mai una briciola – a me.

 Emily Dickinson

Voglio ricordare i profili sociali di questo blog

Queste sono le pagine sociali del blog in diversi servizi web. Trovate Web sul blog ai seguenti link (cliccate su per accedere):











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Wikipedia oscurata in diverse versioni europee, per protesta contro la nuova direttiva copyright



Articolo da Wired

Wikipedia in Germania è oscurata dal 21 marzo esattamente come lo è stata in Italia il 3 luglio. Il motivo è lo stesso: protestare contro la riforma europea del copyright che vedrà il suo atto finale martedì 26 marzo a Strasburgo, con il voto del Parlamento europeo in plenaria.

In Germania

L’oscuramento di oggi anticipa la grande protesta organizzata per il 23 marzo in diverse città tedesche. La Germania è uno dei Paesi più attivi sul fronte della riforma del copyright e già 41 suoi europarlamentari di ogni gruppo politico si sono schierati apertamente contro la riforma, con la campagna Pledge 2019, con la quale dichiarano che non rieleggeranno chi voterà a favore. A ciò si aggiungono i quasi cinque milioni di cittadini che hanno firmato la campagna su Change.org.

Anche lo stesso governo tedesco è diviso sulla riforma e il ministro della giustizia tedesco ha dichiarato di non abbracciare il testo di questa riforma. Per l’Italia al momento sono solo otto quelli che l’hanno dichiarato pubblicamente.

Si tratta per lo più di eurodeputati del Movimento 5 Stelle e della Lega, con sporadiche eccezioni nel Partito democratico, dove solamente Brando Benifei e Daniele Viotti hanno sempre osteggiato la riforma.

Ma Wikipedia Germania non è l’unica ad avere preso una posizione. La versione ceca del sito, quella slovacca e quella danese hanno fatto lo stesso mentre quella estone ha messo un banner. Il fatto che anche quest’ultima abbia abbracciato la protesta è singolare visto che estone è il vicepresidente della Commissione europea Andrus Ansip, responsabile della legislazione sul mercato unico digitale e quindi grande sostenitore di questa riforma.

Come si decide se oscurare Wikipedia

La Wikimedia Foundation ha spiegato che la scelta presa dagli editor dei singoli Paesi è avvenuta secondo un processo deocratico e di discussione e confronto. “I contenuti di Wikipedia sono neutrali ma non la sua esistenza” si legge nel comunicato.

Wikimedia Foundation è da tempo impegnata a spiegare perché, anche se non toccata direttamente dall’ultima versione del testo, questa riforma non è un bene per la libera circolazione delle informazioni. Tuttavia, ha spiegato, ha lasciato libere le singole comunità nazionali di volontari di scegliere che tipo di azioni intraprendere perché meglio conoscono le realtà a livello locale.

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Fonte: Wired

Autore: 
Vincenzo Tiani

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Articolo tratto interamente da Wired



Cosa è dunque la felicità?


Ieri si  è celebrata in tutto il mondo, la giornata internazionale della felicità. Una domanda sorge spontanea: cosa è dunque la felicità?

Vi consiglio di leggere questo post di Clara, per trovare le vostre risposte.

Link diretto: http://www.chaos-lasfinge.com/2019/03/giornata-internazionale-della-felicita.html




Immagine del giorno

Wild Daffodils

Benvenuta primavera

Photo credit Ken Xu caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons


Karadzic condannato all'ergastolo per i crimini di guerra in Bosnia

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Articolo da East Journal

Il Meccanismo residuale del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia ha condannato all’ergastolo l’ex presidente della Republika Srpska di Bosnia Erzegovina, Radovan Karadzic, per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.

La sentenza – emessa nel pomeriggio di mercoledì 20 marzo – ha quindi inasprito il verdetto di primo grado che nel 2016 aveva condannato l’ex leader serbo bosniaco a 40 anni di prigione. I capi d’accusa della precedente sentenza sono stati tutti confermati. Karadzic resterà in carcere a vita per i crimini commessi durante il conflitto in Bosnia tra il 1992 e il 1995, quando era il presidente dell’entità secessionista serba.

Come nella sentenza di primo grado, i giudici della corte hanno ritenuto Karadzic colpevole di genocidio per il massacro avvenuto a Srebrenica nel luglio 1995 – quando vennero ammazzati oltre 8000 musulmani – oltre che per i crimini di guerra avvenuti nelle municipalità di Bratunac, Foca, Kljuc, Prijedor, Sanski Most, Vlasenica e Zvornik. Karadzic è inoltre colpevole di aver terrorizzato la popolazione della capitale bosniaca, Sarajevo, tenuta sotto assedio per tutta la durata della guerra e per aver tenuto in ostaggio i caschi blu dell’ONU, servendosene come scudi umani.


Mentre Karadzic ricorrendo in appello sperava in una sentenza di assoluzione o in uno sconto di pena, la corte ha confermato la sentenza di primo grado. Il tribunale non ha in ogni caso accolto le richieste dell’accusa che chiedeva il riconoscimento del genocidio commesso anche nelle sette municipalità – unico capo d’accusa sugli undici complessivi che era caduta nel precedente verdetto.

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Articolo tratto interamente da East Journal