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lunedì 22 giugno 2026

Consigli utili per combattere l'afa



L'afa può causare disagio e problemi di salute. Oggi pubblico alcuni consigli utili:

- Bere molta acqua per idratarsi e prevenire la disidratazione.

- Evitare bevande alcoliche, caffeinate o zuccherate, che possono aumentare la sudorazione e la perdita di liquidi.

- Indossare abiti leggeri, traspiranti e di colore chiaro, che favoriscono la circolazione dell'aria e riflettono i raggi solari.

- Proteggersi dal sole con cappelli, occhiali da sole e crema solare, per evitare scottature e colpi di calore.

- Cercare luoghi freschi e ombreggiati, come parchi, boschi o fontane, dove si può godere di una brezza naturale.

- Usare ventilatori o condizionatori per rinfrescare l'ambiente, ma senza esagerare con la differenza di temperatura tra interno ed esterno.

- Fare docce o bagni freddi o tiepidi, per abbassare la temperatura corporea e alleviare la sensazione di appiccicosità.

- Mangiare cibi leggeri, freschi e ricchi di acqua, come frutta, verdura, yogurt o gelati, che aiutano a reidratare l'organismo e a fornire sali minerali.

- Evitare pasti pesanti, grassi o piccanti, che possono aumentare la produzione di calore e la sudorazione.

- Ridurre l'attività fisica e lo stress, che possono innalzare la pressione sanguigna e il battito cardiaco.



sabato 16 maggio 2026

La sfida musicale: scegli la tua canzone preferita



Vi invito a scegliere la vostra canzone preferita tra le cinque del sondaggio, inoltre voglio ricordare a tutti, che si può esprimere una sola preferenza e attendo anche i vostri commenti.

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giovedì 29 gennaio 2026

La vera storia dei giorni della merla


Articolo da L’Undici

Sapete quali sono i giorni più freddi dell’anno? 29, 30 e 31 gennaio. Ma non è stato sempre così: tanto tempo fa gennaio aveva 28 giorni poi una volta i merli, che allora erano bianchi, sottovalutarono la potenza del Generale Inverno. E quello si arrabbiò davvero.

C’era una volta …

… prima che le leggi della natura fossero spiegate dagli scienziati a farla da padrone era il terribile Generale Inverno che mandava neve e gelo sull’intero globo terracqueo. Il suo potere era concentrato nei mesi di dicembre e gennaio mentre già in febbraio il vecchio Generale era influenzato dalla giovane primavera e si faceva più mite. Anche i mesi non erano uguali a quelli di oggi, infatti gennaio aveva solo 28 giorni e febbraio 31.

In uno di quei freddissimi mesi di gennaio la terra era ricoperta da una coltre bianca e anche i merli erano bianchi, ma proprio tutti bianchi tranne, come oggi,  il becco giallo.

Fu così che un anno il 28 gennaio i merli uscirono dai loro nidi contenti che il periodo per loro più difficile stesse per finire. Già si vedeva qualche filo d’erba spuntare da sotto la neve e sotto i primi pallidi raggi di sole cominciarono a prendersi giuoco del buon vecchio Generale Inverno. 

Soprattutto le merle femmine che, come nella gran parte delle specie animali, avevano la lingua più lunga inziarono a vantarsi dello scampato pericolo: “anche quest’anno ce l’abbiamo fatta”, “il Genarale inverno non fa più paura a nessuno”, “ha appena la forza di rinfrescare per un paio di mesi”, “domani sarà febbraio e il vecchio Generale non sarà più capace di fare niente”…

L’orgoglioso Generale tollerò per un po’, ma poi sentendosi sbeffeggiato da quegli insignificanti uccellini (al suo cospetto erano effettivamente piccoli e indifesi) montò su tutte le furie e sbottò: “voi bianchi pennuti mi avete stancato, vi farò pentire di avere preso in giro il potentissimo Generale Inverno! Avete voluto scherzare, ma adesso la pagherete!” Ciò detto raccolse tutte le sue forze, gonfiò il petto e con le sue grosse manone strappò tre giorni a febbraio e li attaccò alla fine di gennaio. Quindi scatenò la più grande bufera di tutto l’inverno: vento gelido e neve per tre giorni come non si era mai visto.

I merli che stavano festeggiando in anticipo la fine dell’inverno smisero subito di ridere e scherzare e cercarono conforto nei loro nidi. Ma il vento era troppo potente e il gelo arrivò anche lì. Allora cercarono riparo tra gli alberi o sotto le tettoie ma il freddo li raggiunse implacabile. Alla fine per trovare un po’ di tepore si rifugiarono nei camini delle case. Passò quindi il 29 gennaio e il freddo aumentò, passò anche il 30 gennaio e continuò a nevicare, arrivò il 31 gennaio e fu il giorno più freddo di tutto l’anno.

I merli si salvarono restando appollaiati per tre giorni nei tiepidi camini in cui si erano rifugiati. La sera del 31 gennaio la tempesta si placò e la temperatura iniziò a risalire, il Generale Inverno aveva terminato la sua prova di forza e, soddisfatto, poteva lasciare spazio a un febbraio in cui avrebbe condiviso il tempo con la fresca primavera.

Finalmente i merli poterono uscire dai loro ripari di fortuna. Iniziarono a becchettare i primi fili d’erba che già spuntavano per placare i morsi della fame. Appena furono più tranquilli finalmente alzarono gli occhi e guardandosi gli uni con gli altri videro che qualcosa era cambiato: le loro bianche piume dopo i tre giorni trascorsi nei camini si erano impregnate di fuliggine ed erano diventate tutte nere. Provarono a lavarsi in qualche pozza di neve sciolta, si strisciarono le piume nelle prime foglioline verdi,  si becchettarono le penne l’un l’altro … non ci fu niente da fare: il nero non se ne andò e il loro piumaggio bianco fu perso per sempre.


Continua la lettura su L’Undici 


Fonte: 
L’Undici



Articolo tratto interamente da 
L’Undici


mercoledì 21 gennaio 2026

La sfida musicale: scegli la tua canzone preferita



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mercoledì 14 gennaio 2026

La prima persona a firmare un'opera letteraria è stata una donna: Enheduanna

Disk of Enheduanna (2)


Articolo da The Conversation

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su The Conversation

Quando ci chiediamo chi sia stato il primo autore letterario della storia, molti pensano a Omero. L'immagine del poeta cieco dell'antica Grecia occupa spesso l'apice della tradizione letteraria occidentale.

Ma la verità è che dobbiamo guardare molto più indietro, oltre la Grecia, oltre persino l'alfabeto, e volgere lo sguardo all'origine stessa della scrittura: l'antica Mesopotamia. Lì, più di 4.000 anni fa, una donna firmò la sua opera con il proprio nome: Enheduanna.

Chi era Enheduanna?

Enheduanna visse intorno al 2300 a.C. nella città di Ur, nell'attuale Iraq meridionale. È nota per diversi motivi: era la sacerdotessa del dio della luna Nanna, il che le conferì un notevole potere politico e religioso. Inoltre, era figlia del re Sargon di Akkad, fondatore del primo impero mesopotamico, e, soprattutto, autrice di un'opera letteraria di profondo contenuto teologico, politico e poetico.

"Enheduanna" non era il suo nome identificativo, ma un titolo religioso che potrebbe essere tradotto come "sacerdotessa, ornamento del cielo". Il suo vero nome rimane un mistero. Ciò che non è in discussione è il suo impatto: Enheduanna scrisse, firmò e lasciò traccia della sua paternità, rendendola la prima persona, uomo o donna, di cui siamo a conoscenza ad averlo fatto.

Scrittura, potere e spiritualità

La scrittura cuneiforme esisteva già dalla metà del IV millennio a.C. Era emersa come strumento amministrativo, utile per tenere registri finanziari, controllare le tasse e contare il bestiame. Tuttavia, all'epoca di Enheduanna, aveva iniziato a essere utilizzata anche per esprimere idee religiose, filosofiche ed estetiche. Era un'arte sacra, legata alla dea Nisaba, patrona degli scribi, del grano e della conoscenza.

In questo contesto, la figura di questa autrice è particolarmente rivelatrice. La sua opera coniuga una profonda devozione religiosa con un chiaro messaggio politico. La sua poesia è inquadrata in una strategia imperiale: legittimare il dominio di Akkad sulle città sumere attraverso una lingua comune, una fede condivisa e un discorso teologico unificato.

Un'opera di alto livello

Sono conservate diverse composizioni di Enheduanna, tra cui spiccano le seguenti:

  • Esaltazione di Inanna: un lungo inno in cui loda la dea dell'amore e della guerra, Inanna, chiedendole aiuto in tempi di esilio. È considerata la sua opera più personale e potente.

  • Gli Inni del Tempio: una raccolta di 42 inni dedicati a vari templi e divinità di Sumer. Qui, Enheduanna costruisce una mappa spirituale del territorio, esaltando il legame tra religione e potere politico.

  • Altri inni frammentari, tra cui uno dedicato al suo dio Nanna.

Questi esempi non sono semplici testi religiosi: sono strutturati con grande raffinatezza, carichi di simbolismo, emozione e visione politica. In essi, Enheduanna appare come una mediatrice tra gli dei e gli umani; tra suo padre, l'imperatore, e le città conquistate.

Perché non la conosciamo?

È sconvolgente che Enheduanna non compaia nei libri di testo scolastici o nella maggior parte dei corsi universitari di letteratura. Poche persone, al di fuori della storia antica o degli studi di genere, ne hanno sentito parlare.

È legittimo chiedersi se l'abbandono di Enheduanna derivi da una sistematica cancellazione delle donne nella storia culturale. Come sottolinea la storica dell'arte Ana Valtierra Lacalle, la presenza di scribi o artiste nell'antichità è stata negata per secoli, nonostante le prove archeologiche dimostrino che sapevano leggere, scrivere e gestire le risorse.

Enheduanna non fu un caso isolato: la sua esistenza dimostra che le donne parteciparono attivamente allo sviluppo della civiltà mesopotamica, sia in ambito religioso che intellettuale. Il fatto che sia stata la prima persona a firmare un testo con il suo nome merita un posto di tutto rispetto nella storia dell'umanità.

Enheduanna rappresenta non solo una pietra miliare della letteratura, ma anche un potente simbolo della capacità delle donne di creare, pensare e guidare fin dalle origini stesse della cultura scritta. La sua voce risuona dalle tavolette d'argilla con una forza che trascende i millenni, perché con lei la storia inizia non solo con le parole, ma con una voce, con un'esperienza soggettiva e con una consapevolezza autoriflessiva dell'atto dello scrivere che non dovrebbe passare inosservata.

Continua la lettura su The Conversation

Fonte: The Conversation

Autore: 

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Articolo tratto interamente da The Conversation

Photo credit Mefman00, CC BY 4.0, da Wikimedia Commons


lunedì 29 dicembre 2025

Principali eventi del 2025 secondo Wikipedia (parte 1)

Sein Pan fire-affected area

 

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Nb: foto evento

Questo articolo è pubblicato nei termini della licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.



sabato 13 settembre 2025

La sfida musicale: scegli la tua canzone preferita



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sabato 2 agosto 2025

Commenti liberi: dove si va in vacanza?


Preferite rilassarvi al mare con un buon libro, o siete tipi da scarponi e sentieri in montagna? Magari una città da esplorare, o un angolino tranquillo lontano da tutto?

Scrivete nei commenti dove vorreste andare, oppure raccontate se siete già andati in vacanza.

Attendo una vostra opinione in merito e ringrazio tutti per la partecipazione.