sabato 25 giugno 2022

Stati Uniti: la Corte Suprema ha revocato il diritto all’aborto

May 2022 abortion protest at Foley Square 07

Articolo da Peoples Dispatch

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su Peoples Dispatch

Venerdì 24 giugno, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso 6-3 di ribaltare la storica decisione Roe v. Wade , derubando le donne del diritto all'aborto a livello nazionale. Questa sentenza arriva quasi due mesi dopo che la bozza della decisione è trapelata da una fonte sconosciuta a Politico il 2 maggio. 

La decisione faceva parte del caso Dobbs v. Jackson Women's Health Organization , che era una sfida a una legge del Mississippi che vietava gli aborti dopo 15 settimane di gravidanza, senza eccezioni per stupro e incesto. La legge non è mai stata applicata perché era bloccata nei tribunali, poiché la decisione Planned Parenthood v. Casey del 1992 proteggeva il diritto all'aborto prima delle 24 settimane. La sentenza di oggi sostiene la legge del Mississippi.

La decisione di Dobbs ribalta entrambe le decisioni Roe e Casey . Roe v. Wade è stata una sentenza storica del 1973 che ha posto per la prima volta le protezioni federali sul diritto di una donna all'aborto. Roe è stato il risultato di decenni di organizzazione femminista da parte di gruppi come il gruppo Redstockings a New York City o "Jane", un servizio di aborto clandestino che ha fornito aborti sicuri a migliaia di donne. La decisione Planned Parenthood v. Casey del 1992 ha indebolito le protezioni contro l'aborto nella decisione Roe, ma alla fine ha sostenuto il diritto all'aborto.

Il ribaltamento di Roe toglie immediatamente alle donne di oltre una dozzina di Stati il ​​diritto all'aborto. 13 stati hanno approvato "leggi trigger" dalla decisione Roe , leggi che stabiliscono che vieteranno l'aborto subito dopo la revoca delle protezioni Roe . Un'analisi del Guttmacher Institute prevede che, le leggi scatenanti combinate con i divieti di aborto esistenti sui libri che sono stati bloccati da Roe , significa che è probabile che 26 stati vietino presto o immediatamente l'aborto. Gruppi di destra, incoraggiati dai recenti attacchi ai diritti all'aborto, hanno proposto una legislazione tanto estrema quanto criminalizzare la discussione sull'aborto .

Il 72% delle persone negli Stati Uniti si oppone al ribaltamento di Roe. Ma l'opinione pubblica non ha alcuna influenza sulla decisione della Corte Suprema, poiché tutti e nove i giudici della corte non sono eletti, scontando la vita. Molte organizzazioni di movimenti sociali chiedono non solo la tutela del diritto all'aborto, ma l'abolizione della Corte Suprema, adducendo il carattere antidemocratico dell'istituzione. 

"La sentenza di oggi dimostra che la Corte Suprema non esiste per proteggere i diritti del popolo americano, non esiste per promuovere e proteggere l'uguaglianza e i diritti costituzionali", ha affermato Elizabeth Birriel, attivista femminista e caporedattore di Breaking the Chains . "Esiste per portare avanti l'agenda reazionaria della destra".

"Spero solo che le persone non siano dissuase dalla lotta", ha continuato. "Che le persone usino la loro rabbia, la loro rabbia in un modo per portare avanti la lotta e la lotta rivoluzionaria, e per unirsi in tutti i movimenti per combattere per un mondo migliore".

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Fonte: Peoples Dispatch

Autore: Natalia Marques


Articolo tratto interamente da 
Peoples Dispatch

Photo credit Legoktm, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons


Dipinto del giorno


 I papaveri di Claude Monet



Il potere

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"Il potere consiste appunto nell’infliggere la sofferenza e la mortificazione. Il potere consiste nel fare a pezzi i cervelli degli uomini e nel ricomporli in nuove forme e combinazioni di nostro gradimento. Riesci a vedere, ora, quale tipo di mondo stiamo creando? Esso è proprio l’esatto opposto di quella stupida utopia edonistica immaginata dai riformatori del passato. Un mondo di paura, di tradimenti e di torture, un mondo di gente che calpesta e di gente che è calpestata, un mondo che diventerà non meno, ma più spietato, man mano che si perfezionerà. Il progresso, nel nostro mondo, vorrà dire soltanto il progresso della sofferenza. Le civiltà del passato pretendevano di essere fondate sull’amore e sulla giustizia. La nostra è fondata sull’odio."

George Orwell

Tratto da | 1984 di George Orwell

Photo credit Jordan L'Hôte (Opera propria) [CC-BY-3.0], attraverso Wikimedia Commons


venerdì 24 giugno 2022

Flessibilità



"Flessibilità è una parola che suona bene, così come riforme, e quindi si presume che sia una cosa buona. Ma in realtà flessibilità significa precarietà. Vuol dire andare a dormire senza sapere se al mattino avrai ancora il tuo posto di lavoro. Naturalmente, qualsiasi economista sarà in grado di spiegarvi che si tratta di una buona ricetta per l'economia, e infatti lo è se si tratta di aumentare i profitti, ma non per migliorare il tenore di vita della gente."

Noam Chomsky

Tratto da | Il golpe silenzioso di Noam Chomsky





Proverbio del giorno


 A buona volontà, non manca facoltà.


Vesuvio: l'eruzione del 79 d.C . non fu in estate ma ad ottobre

 


Articolo da INGV

Un nuovo studio multidisciplinare ha permesso di individuare l’esatta datazione dell’evento E di seguire gli effetti dell’eruzione fino a migliaia di chilometri di distanza, aprendo nuovi fronti di ricerca per eventi simili


Tutto sarebbe accaduto tra il 24 e 25 agosto del 79 d.C. È questa, infatti, in base alle conoscenze attuali, la data in cui, secondo la famosa lettera di Plinio il Giovane a Tacito, si verificò l’eruzione di Pompei.

 Ma la vera data è un’altra!

A quasi 2000 anni dall’episodio che distrusse gran parte del territorio e delle città circostanti, un team internazionale di ricercatori ha analizzato nuovamente l’evento per offrire un piano esaustivo dello stato dell’arte sulle conoscenze dell’eruzione più famosa della storia, a partire dalla vera data in cui accadde.
L’integrazione tra lo studio sul campo, le analisi in laboratorio e la rilettura delle fonti storiche ha consentito di seguire temporalmente tutte le fasi dell’eruzione, dalla camera magmatica fino alla deposizione della cenere in aree lontanissime dal Vesuvio, trovandone traccia fino in Grecia.
 
Lo studio “The 79 CE eruption of Vesuvius: a lesson from the past and the need of a multidisciplinary approach for developments in volcanology”, recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista ‘Earth-Science Reviews’, è stato condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con l’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IGAG-CNR), il Centro Interdipartimentale per lo Studio degli Effetti del Cambiamento Climatico (CIRSEC) e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, il Laboratoire Magmas et Volcans di Clermont-Ferrand (LMV) in Francia e la School of Engineering and Physical Sciences (EPS) della Heriot-Watt University di Edimburgo nel Regno Unito. La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto di ricerca ‘Pianeta Dinamico’ finanziato dall’INGV.
 
Il team di ricercatori pluridisciplinari ha raccolto e analizzato criticamente la vasta produzione scientifica disponibile sull’eruzione, integrandola con nuove ricerche.
 
“Il nostro lavoro esamina con un approccio ampio e multidisciplinare diversi aspetti dell’eruzione del 79 d.C, integrando dati storici, stratigrafici, sedimentologici, petrologici, geofisici, paleoclimatici e di modellazione dei processi magmatici ed eruttivi di uno degli eventi più famosi e devastanti che hanno interessato l’area vulcanica napoletana”, spiega Mauro A. Di Vito, vulcanologo dell’INGV e coordinatore dello studio. “L’articolo parte dalla ridefinizione della data dell’eruzione, che sarebbe avvenuta nell’autunno del 79 d.C. e non il 24 agosto come si è ipotizzato in passato, e prosegue con l’analisi vulcanologica di siti in prossimità del vulcano per poi spostarsi progressivamente fino a migliaia di chilometri di distanza, dove sono state ritrovate tracce dell’eruzione sotto forma di ceneri fini”.
 
“Fin dal XVIII secolo, la data del 24 agosto è stata oggetto di dibattito fra storici, archeologi e geologi perché incongruente con numerose evidenze”, dice Biagio Giaccio, ricercatore dell’Igag-Cnr e coautore dell’articolo. “Come, ad esempio, i ritrovamenti a Pompei di frutta tipicamente autunnale o le tuniche pesanti indossate dagli abitanti che mal si conciliavano con la data del 24- 25 agosto”, aggiunge Giaccio. La prova definitiva dell’inesattezza della data è però emersa solo pochi anni fa. “Un’iscrizione in carboncino sul muro di un edificio di Pompei che tradotta cita ‘Il sedicesimo giorno prima delle calende di novembre, si abbandonava al cibo in modo smodato’, indicando che l’eruzione avvenne certamente dopo il 17 ottobre”, continua Giaccio.
 
La data più accreditata è, quindi, quella del 24-25 Ottobre.

La ricerca è stata poi integrata dalla valutazione quantitativa dell’impatto delle singole fasi dell’eruzione sulle aree e sui siti archeologici vicini al vulcano.
 
“Lo spirito del nostro lavoro è stato quello di comprendere come un evento del passato possa rappresentare una finestra sul futuro, aprendo nuove prospettive per lo studio di eventi simili che potranno verificarsi un domani”, prosegue Domenico Doronzo, vulcanologo dell’INGV e coautore della ricerca. “Questo studio, quindi, consentirà di migliorare l’applicabilità di modelli previsionali, dai fenomeni precursori all’impatto dei vari processi eruttivi e deposizionali, ma potrà anche contribuire a ridurre la vulnerabilità delle aree e delle numerose infrastrutture esposte al rischio vulcanico, non solo in prossimità del vulcano, ma - come ci insegna questo evento - anche a distanza di centinaia di chilometri da esso”

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Fonte: INGV


Autore: 
INGV

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Articolo tratto interamente da INGV


Scoperta a Pompei una tartaruga di 2mila anni fa con il suo uovo



Articolo da Grande Napoli

Il Parco Archeologico di Pompei continua a offrire sorprese nonostante sia uno dei siti più conosciuti del mondo. Ecco che arriva una nuova scoperta, un ritrovamento inaspettato e meraviglioso: lo annuncia il direttore Gabriel Zuchtriegel ad Ansa.

Pompei, un ritrovamento inaspettato: l’incredibile scoperta

L’ultima sorpresa di Pompei è una piccola tartaruga di terra, incredibilmente conservata con il suo uovo mai deposto. Lo riporta Ansa in anteprima, con le parole commosse di Dario Franceschini e Zuchtriegel

Il ritrovamento apre una finestra sugli ultimi anni di vita della città” afferma il direttore, quelli successivi al terremoto, appunto, “nei quali l’intera Pompei si era trasformata in un grande, pulsante, cantiere edilizio“. In questa situazione cambia l’ecosistema della cittadina, sottolinea il direttore, con animali selvatici che trovano il loro spazio nei locali in lavorazione o in botteghe come questa, in pieno centro.

La testuggine si era evidentemente introdotta nella taberna ” in un angolo protetto, si era scavata una tana dove deporre il suo uovo“, fa notare l’antropologa Valeria Amoretti, “cosa che non le è riuscita e che potrebbe averne causato la morte”.

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Fonte: Grande Napoli

Autore: redazione Grande Napoli


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Articolo tratto interamente da GrandeNapoli.it