Articolo da Radio Città Fujiko
«Appena 2,4 miliardi per la sanità, che andranno in gran parte al privato accreditato e alle case farmaceutiche (alla sanità privata finiranno anche 1,6 miliardi attraverso i bonus agli over 75), una cifra che non copre neanche lontanamente l’inflazione e men che meno le assunzioni necessarie a garantire l’assistenza territoriale e la messa a regime degli investimenti realizzati con il Pnrr». È così che la Cgil ha sintetizzato le misure relative alla sanità contenute nella bozza di Legge di Bilancio licenziata dal Consiglio dei Ministri.
Gli stanziamenti insufficienti per la sanità nella Legge di Bilancio
I numeri racchiusi nell’analisi del ddl Bilancio 2027 tracciano un quadro critico per la tenuta della sanità pubblica in Italia. Il costante calo delle risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in rapporto alla ricchezza nazionale proietta il settore verso una sofferenza strutturale. Una dinamica che rischia di allargare il divario tra i bisogni effettivi della popolazione e la capacità di risposta del sistema pubblico, acuendo le tensioni tra Stato, Regioni e rappresentanze dei lavoratori.
In definitiva, sottolinea il sindacato, «prosegue il definanziamento della sanità pubblica, con il fabbisogno sanitario nazionale che sprofonderà dal già risicato 6,14% del Pil di quest’anno al 5,83% del 2029: valori assolutamente insufficienti a garantire il diritto alla salute delle persone».
Per comprendere le reali risorse stanziate non va letto il semplice dato economico, ma occorre focalizzarsi sul rapporto con il pil. In questo senso si registra un crollo di 10,6 miliardi nel triennio.
L’analisi dell’evoluzione finanziaria, infatti, evidenzia come nel 2026 il Fabbisogno Sanitario Nazionale (FSN) sia fissato a 142,9 miliardi di euro, pari al 6,14% del PIL. Il dato segna una netta contrazione rispetto al 2022, quando la quota si attestava al 6,6%: una riduzione di quasi mezzo punto di pil che equivale a una minore spesa annua stimata in circa 10,6 miliardi di euro.
La tendenza al ribasso non sembra destinata a invertirsi con la nuova manovra finanziaria per il 2027. Il Disegno di Legge porta la dotazione complessiva del FSN a 146,3 miliardi di euro, prevedendo incrementi pari a 2,36 miliardi per il 2027, 2,35 miliardi per il 2028 e 2,40 miliardi per il 2029. Questi stanziamenti aggiuntivi, tuttavia, non riescono a pareggiare l’impatto dell’inflazione e l’aumento dei costi operativi.
In rapporto al pil, l’incidenza della spesa sanitaria pubblica scenderà ulteriormente al 6,11% nel 2027, per poi proseguire la parabola discendente fino al 5,98% nel 2028 e toccare il 5,83% nel 2029. Un trend che allontana progressivamente l’Italia dai parametri dei principali Paesi europei avanzati e che rischia di tradursi in un ridimensionamento dei servizi garantiti ai cittadini.
Risorse vincolate e il nodo del personale tra Pnrr e spesa privata
Oltre all’entità complessiva delle risorse, il nodo centrale riguarda la loro destinazione. Gran parte delle somme previste risulta vincolata a voci specifiche, come l’innalzamento dei tetti del payback per la spesa farmaceutica e l’incremento delle quote destinate alla sanità privata accreditata, lasciando scoperte le attività ordinarie del settore pubblico.
A farne le spese è soprattutto il capitolo legato alle risorse umane. Le coperture finanziarie attuali non consentono né le assunzioni necessarie né la valorizzazione economica del personale, oggi sottoposto a forti pressioni operative.
Una carenza che rischia di paralizzare gli investimenti strutturali realizzati con oltre 10 miliardi di euro dal Pnrr, destinati allo sviluppo della rete territoriale tramite Case della Comunità, Ospedali di Comunità e assistenza domiciliare, strutture che privi dei necessari organici rischiano di rimanere prive di operatività.
Sotto il profilo del sostegno individuale fa discutere anche l’efficacia delle misure di supporto economico, come l’introduzione di contributi per l’assistenza agli anziani ultrasettantacinquenni che equivalgono a una copertura stimata in soli 0,82 centesimi di euro al giorno.
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Fonte: Radio Città Fujiko
Autore: Redazione Attualità e Politica
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Articolo tratto interamente da Radio Città Fujiko
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