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lunedì 9 febbraio 2026

Radio Alice, 50 anni dopo: il podcast Rai che riaccende le voci del ’77


Articolo da Zero

Radio Alice torna a parlare, a cinquant’anni di distanza, in un podcast originale RaiPlay Sound che ne ripercorre la storia, le voci e l’impatto culturale e che verrà presentato stasera, lunedì 9 febbraio, alle h 18 in Biblioteca Salaborsa. Si intitola Radio Alice, voci e storie dal ’77 ed è una serie in sei puntate che ricostruisce l’esperienza della storica emittente bolognese, nata nel 1976 e chiusa nel 1977, inserendola nel contesto politico, sociale e creativo di quegli anni.

Ideato, scritto e condotto da Maria Antonietta Giudicissi, con la direzione artistica di Andrea Borgnino, il podcast racconta una stagione irripetibile attraverso le testimonianze dei protagonisti e le riflessioni di studiosi e osservatori. Tra le voci presenti Franco “Bifo” Berardi, Valerio Minnella, Patrizio Fariselli e Wu Ming 1, affiancati dal contributo della studiosa di media Marta Perrotta e del filosofo Stefano Bonaga. Il progetto propone una rilettura del fenomeno Radio Alice a mezzo secolo di distanza, sottolineando il ruolo innovativo dell’emittente nella trasformazione del linguaggio radiofonico e nella costruzione di una comunicazione partecipata, capace di anticipare dinamiche che oggi associamo ai social network.

La prima puntata torna al 9 febbraio 1977, quando dal civico 41 di via del Pratello iniziano le trasmissioni: l’idea di una radio come atto poetico e politico prende forma e diventa immediatamente esperienza collettiva. L’attenzione si sposta poi sul linguaggio sperimentale dell’emittente, fatto di nonsense, improvvisazione e microfoni aperti, capace di rompere i codici delle nascenti radio libere. Non manca il paesaggio sonoro della città che entrava in onda: dalla musica degli Area al jazz, fino al punk, passando per feste, piazze e voci quotidiane. Infine la chiusura, il 12 marzo 1977, con l’irruzione della polizia e l’accusa (falsa) per i suoi fondatori di aver diretto gli scontri che seguirono all’omicidio dello studente Francesco Lorusso.

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Fonte: Zero

Autore: redazione Zero

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Articolo tratto interamente da Zero.eu


Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà...


"Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà

fosse una loro concessione

e ringraziassi e obbedissi.

Ma io sono libera prima e dopo di loro,

con loro e senza di loro

sono libera nella vittoria e nella sconfitta.

La mia prigione è la mia volontà!"

Joumana Haddad


Il vero amore di Ibn Hazm



Il vero amore

Non nasce in un'ora
il vero amore
né dà scintille a comando la sua pietra,
ma lento nasce e si propaga
dopo una lunga complicità che lo rafforza.
Invulnerabile diventa
alla noia e agli abbandoni.
Dura poco quanto vediamo
nascere all' improvviso.
Sono una terra dura e rocciosa,
aspra alla vegetazione;
ma se una pianta vi affonda le radici
non deve temere le piogge di primavera.

Ibn Hazm

Il leader del nostro paese...

"Il leader del nostro paese sta usando una retorica che incoraggia le persone a far emergere la loro paura, odio e violenza, e credo davvero che dobbiamo fare qualcosa per fermarlo."

 Carole King



Elezioni in Portogallo: il socialista António José Seguro vince con una maggioranza schiacciante

António José Seguro - Isto é Gozar com quem trabalha


Articolo da LARED21

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su LARED21 

Seguro ha assicurato una vittoria netta e simbolica al centro-sinistra moderato, rafforzando la democrazia liberale portoghese e offrendo una tregua all'Europa, ma l'avanzata di Chega serve a ricordare che l'estrema destra è un attore importante.

António José Seguro, un veterano politico socialista portoghese (ex segretario generale del Partito Socialista – PS – e figura moderata che era stato lontano dalla prima linea politica per più di un decennio), ha vinto con decisione le elezioni presidenziali in Portogallo domenica 8 febbraio 2026.

Al secondo turno (ballottaggio), Seguro ottenne circa il 66-67% dei voti validi (con oltre il 99% scrutinato), rispetto al 33-34% del suo rivale, André Ventura, leader del partito di estrema destra Chega. Questa fu una delle più grandi vittorie nella storia democratica portoghese, superando persino il record di voti assoluti di Mário Soares nel 1991. Divenne il primo presidente socialista in 20 anni, dopo due mandati del conservatore Marcelo Rebelo de Sousa.

La campagna si è polarizzata attorno al dilemma tra moderazione ed estremismo. Seguro si è presentato come un candidato "apartitico", calmo, aperto al dialogo e difensore dei valori democratici, attirando voti non solo dalla sinistra e dal centro, ma anche da settori conservatori moderati preoccupati per lo stile populista e autoritario di Ventura (anti-immigrazione, anti-establishment, retorica aggressiva contro la corruzione e le minoranze). Molti analisti sottolineano che il voto è stato più un rifiuto di Ventura che un entusiasmo smisurato per Seguro.

Cosa significa questa vittoria socialista per il Portogallo?

Il presidente portoghese ha poteri limitati (è più un arbitro morale e può porre il veto alle leggi o sciogliere il Parlamento in casi estremi), ma Seguro promette di svolgere un ruolo esigente senza porsi in opposizione diretta al governo di centro-destra di Luís Montenegro (Alleanza Democratica). Ci si aspetta un rapporto pragmatico e collaborativo tra i due, evitando crisi istituzionali.

La schiacciante vittoria interrompe (almeno temporaneamente) lo slancio acquisito dal partito di estrema destra e neofascista eChega, che in pochi anni è passato dall'essere marginale a diventare la seconda forza politica del Paese alle elezioni legislative del 2025 (con circa il 23% dei voti e un gruppo parlamentare molto ampio).

Ma l'estrema destra non scompare.

Nonostante la netta sconfitta, Ventura ha ottenuto oltre il 33% dei voti (e più voti assoluti di quelli ottenuti da Chega nelle precedenti elezioni legislative). Ciò conferma che il Portogallo non è più un'eccezione in Europa: la destra radicale e populista ha una solida base (sentimento anti-immigrazione, malcontento economico e rifiuto della classe politica tradizionale). Chega ne esce relativamente rafforzato, poiché candidarsi alle elezioni presidenziali e assicurarsi un terzo dei voti al ballottaggio è una pietra miliare storica per l'estrema destra portoghese.

Un piccolo freno all'estrema destra europea

La vittoria di Seguro è interpretata come una buona notizia per le forze democratiche e progressiste europee, in un momento in cui l'estrema destra sta guadagnando terreno in diversi paesi (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Austria, ecc.).

Dimostra che quando esiste un'opzione moderata e trasversale per contrastare un candidato radicale, un'ampia maggioranza può mobilitarsi per bloccarlo. Il "fronte antifascista" informale o "cordone sanitario" ha funzionato in Portogallo grazie al diffuso rifiuto di Ventura.

Tuttavia, questa non è una sconfitta definitiva per il fenomeno: Chega sta crescendo e normalizzando discorsi prima marginali. L'estrema destra europea vede il risultato di Ventura come un progresso (raggiungere il secondo turno e superare il 30% è un successo strategico), anche se non ha vinto.

Nell'attuale contesto europeo (con elezioni chiave in diversi paesi e l'ascesa di partiti come AfD, RN, Vox, ecc.), il Portogallo sta inviando il messaggio che la moderazione e il dialogo possono ancora prevalere quando viene presentata un'alternativa chiara e unita all'estremismo. Organizzazioni come l'Internazionale Socialista si sono già congratulate con Seguro definendolo "un'affermazione dei valori democratici di fronte al populismo".

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Fonte: LARED21


Autore: LARED21 

Licenza: This work is licensed under Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International


Articolo tratto interamente da LARED21

Photo credit SIC, CC BY 3.0, da Wikimedia Commons


La vita è piena di dolori


"La vita è piena di dolori, rimpianti, ma anche di splendidi scenari come l’azzurro del cielo, la luce del sole, il verde della valle, il profumo dei fiori. Dovremmo sempre tenerci in contatto con le cose buone della vita, altrimenti ogni minuto della nostra esistenza va perduto nel nulla."

Romano Battaglia



Le avversità sono come un vento forte


''Le avversità sono come un vento forte. Ci strappano via tutto tranne ciò che non può essere strappato, e ci rivelano per quello che realmente siamo.'' 

Arthur Golden