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martedì 3 febbraio 2026

Il governo Meloni e l'odio per il dissenso: un deja-vu del Ventennio che solo i ciechi non vedono


Questo governo Meloni non sopporta nemmeno una mosca che ronza contro. Ogni critica è un nemico da schiacciare, ogni voce fuori dal coro è un pericolo per la "patria". E no, non sto esagerando: guardate le leggi che hanno sfornato una dietro l'altra, tutte mirate a tappare la bocca a chi dissente. È un copione che puzza di muffa fascista, quel Ventennio che i leghisti e i meloniani fingono di odiare ma copiano alla lettera. Solo chi ha i paraocchi non lo vede!

Partiamo dalle basi, la riforma del CSM? vogliono blindare i magistrati fedeli al potere, riducendo l'indipendenza della giustizia. Mussolini fece lo stesso: magistratura al guinzaglio del regime. Similitudine? Totale. Chi indaga sui potenti ora deve inchinarsi.

Poi c'è la legge sul carcere per chi critica Israele (il cosiddetto "decreto sicurezza bis" del 2024): offendi il governo di Tel Aviv sui social? Puoi rischiare anche il carcere. Libera espressione? Macché, è "odio". Ricorda le leggi fasciste del 1931 contro la "stampa sovversiva": guai a criticare l'alleato del Duce, o finivi al confino. 

Non dimentichiamo la legge bavaglio sulle intercettazioni, approvata a furor di popolo (loro): niente più scoop giornalistici che disturbano i VIP al potere. Giornali ammaestrati, come durante il Ventennio con la Carta della Stampa del 1938, che impose il giuramento di fedeltà al Fascismo. Oggi è "riforma per la privacy", ma è lo stesso: chi parla troppo finisce zittito.

E la riforma della Rai? Trasformata in megafono del governo, con nomine dirette da Meloni e Tajani. Critichi il premier in TV? Via subito, come i giornalisti antifascisti epurati nel 1925. O pensate al decreto contro le ONG e le proteste in mare: blocca chi salva migranti, accusandoli di "traffico". Mussolini chiudeva i porti e sparava ai "clandestini" d'Africa. Stessa musica.

Aggiungete la legge anti-rave del 2022, estesa ora a qualsiasi assembramento "non autorizzato": festival, picchetti, manifestazioni spontanee? Repressione dura, con arresti preventivi. Ricorda le squadracce fasciste che scioglievano scioperi a manganellate. E non scordiamo il divieto di scritte murali politiche nelle città: basta uno striscione contro la guerra o per i diritti LGBTQ+, e scatta la multa salata. Fascismo 1926: proibite le affissioni "antipatriottiche".

Persino la riforma costituzionale sul premierato forte puzza di dittatura light: poteri concentrati in una persona; proprio Mussolini si fece dare i pieni poteri con una legge ad hoc. 

Solo gente con i paraocchi fa finta di non vedere. Questo non è un normale governo di destra: è un sistema che prova a normalizzare il silenzio, a convincerci che chi protesta è esagerato, che chi critica “odia l’Italia”.

Il punto è questo: se ci abituiamo a tutto, se ci limitiamo a brontolare al bar o sui social, il passo successivo sarà sempre un po’ peggiore del precedente. Non serve essere eroi, ma serve esserci: informarsi, discutere, scendere in piazza quando serve, difendere chi viene zittito, non voltarsi dall’altra parte perché “tanto non cambia niente”.

La democrazia non muore in un colpo solo, muore di indifferenza, di rassegnazione, di “non mi riguarda”. E invece ci riguarda eccome. Sta a noi decidere se farci mettere il bavaglio piano piano o tenere la testa alta e la voce ferma, finché possiamo ancora usarla.


Autore: Spartaco

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

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Immagine generata con intelligenza artificiale



Oggi, dopo le tristi esperienze subite


"Oggi, dopo le tristi esperienze subite, noi tutti sappiamo che la società contemporanea rimane sempre esposta al virus totalitario: l'arco dei mezzi di persuasione e di dominio del consenso a disposizione del potere è amplissimo, le possibilità di corruzione delle libere coscienze sono infinite, la tecnologia più raffinata consente ora l'uso della violenza dolce e silenziosa, laddove nell'evo antico e nell'età più prossima funzionava la violenza bruta e l'annientamento fisico del dissidente."

Sandro Pertini


Agli estorsori di consensi...

"Agli estorsori di consensi convengono i disagi sociali degli uomini: gli uomini disagiati, senza lavoro, senza soldi, sono facilmente orientabili, sono facilissime fonti di consensi (anche elettorali)."

Fabrizio De André


Cos'è il ridicolo?


"Cos'è il ridicolo? Rinunciare volontariamente alla propria libertà: ecco la definizione del ridicolo. Se la libertà ti viene strappata con la forza, superfluo dire che non sei ridicolo, se non per colui che con la forza te l'ha tolta. Ma chi regala la propria libertà, chi muore dalla voglia di regalarla, entra nel regno del ridicolo. Chi è libero può essere pazzo, stupido, ripugnante, infelice proprio perché è libero, ma non è ridicolo. Ha lo spessore di un essere umano."

Philip Roth


Le folle non hanno mai avuto sete di verità


"Le folle non hanno mai avuto sete di verità. Dinanzi alle evidenze che a loro dispiacciono, si voltano da un’altra parte, preferendo deificare l’errore, se questo le seduce. Chi sa fornire loro illusioni, può facilmente diventare il loro padrone, chi tenta di disilluderle è sempre la loro vittima."

Gustave Le Bon


Uno Stato totalitario


"Il governo dei manganelli e dei plotoni di esecuzione, della carestia artificiale, dell'imprigionamento in massa e della deportazione di massa, non solo è inumano (nessuno se ne preoccupa più di tanto ai giorni nostri), ma è palesemente inefficiente, e in un'epoca di tecnologia avanzata l'inefficienza è un peccato mortale. Uno Stato totalitario davvero efficiente sarebbe quello in cui l'onnipotente potere esecutivo dei capi politici e il loro corpo manageriale controllano una popolazione di schiavi che non devono essere costretti ad esserlo con la forza perché amano la loro schiavitù."

Aldous Huxley


3 febbraio 1998, la strage del Cermis

L'incidente della funivia del Cermis del 3 febbraio 1998 (noto anche come "strage del Cermis") è avvenuto quando un aereo militare statunitense, un Grumman EA-6B Prowler, ha tranciato i cavi dell'impianto a fune in Val di Fiemme.


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