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mercoledì 26 agosto 2026

Dolly Parton è morta all'età di 80 anni




Articolo da Boing Boing

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su Boing Boing


La celebre cantante country, filantropa e imprenditrice Dolly Parton è morta all'età di 80 anni. La notizia della sua scomparsa è stata annunciata dal nipote Brian Seaver sui social media .


"Dolly ha vissuto nella luce ed è tra le braccia di Gesù, sicuramente accolta da Carl, dai suoi genitori e da innumerevoli altre persone che l'hanno vegliata e hanno desiderato ardentemente incontrarla in cielo."

Nata in una capanna di una sola stanza nel gennaio del 1946, Dolly Parton è partita dalla povertà del Tennessee per diventare la più grande leggenda della musica country, vincendo 11 Grammy Awards ed entrando nella Rock & Roll Hall of Fame nel 2022. Trasferitasi a Nashville nel 1964, ha partecipato al "Porter Wagoner Show", ha scritto canzoni per altri artisti e poi ha intrapreso una carriera solista che le ha regalato successi come "Jolene", "Coat of Many Colors" e "I Will Always Love You" (in seguito diventata un successo per Whitney Houston). Una deviazione nel pop mainstream con "9 to 5" ha illuminato il film del 1980 e nel 1986 ha co-fondato il suo parco a tema, Dollywood. Per innumerevoli bambini, la sua Imagination Library ha offerto alfabetizzazione e centinaia di milioni di libri. Ha donato 1 milione di dollari alla ricerca sul vaccino anti-COVID-19 di Moderna. Ha sposato suo marito, Carl Dean, nel 1966; lui è morto l'anno scorso.

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Fonte: Boing Boing 

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Articolo tratto interamente da Boing Boing


Ricordiamo Enzo Baldoni

Oggi ricordiamo Enzo Baldoni, un giornalista e blogger freelance, oltre ad essere un'attivista per i diritti umani che ha perso la vita il 26 agosto del 2004 in Iraq.


Video credit SocialClimateJustice caricato su YouTube


Citazione del giorno


"Ho la certezza che potrà esserci un mondo diverso da quello che abbiamo, un mondo che tocca a noi costruire."

Alex Zanotelli

26 agosto 1883 – Quattro violentissime esplosioni vulcaniche distruggono l'isola di Krakatoa, provocando la morte di 36 000 persone



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera

L'eruzione del vulcano Krakatoa fu un violentissimo evento eruttivo, la cui fase terminale parossistica ebbe data nell'agosto del 1883. L'eruzione del vulcano, situato sull'isola indonesiana di Rakata, creò ingenti danni non solo sull'isola ma anche nel suo intorno.

Fu una delle maggiori eruzioni vulcaniche avvenute in tempi storici: sviluppò una potenza di 200 megatoni, espellendo circa 21 chilometri cubi[1] di roccia, cenere e pietra pomice, generando un boato tra i più forti mai registrati dall'essere umano. L'esplosione del cataclisma fu distintamente udita fino ad Alice Springs in Australia, e a Rodrigues, vicino all'isola Mauritius, e il riverbero delle onde atmosferiche fu avvertito in tutto il mondo.

Numerosissimi villaggi furono devastati, circa 36 000 persone morirono e molte migliaia furono ferite dall'eruzione, gran parte delle quali a causa del maremoto che seguì la tremenda esplosione. L'eruzione del 1883 distrusse i due terzi del territorio che allora era l'isola di Krakatoa. Nuove eruzioni del vulcano, dal 1927, hanno fatto emergere una nuova isola, detta Anak Krakatau (figlio di Krakatoa). 

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Scelgo...




"Scelgo di vivere per scelta, e non per caso.
Scelgo di fare dei cambiamenti, anziché avere delle scuse.
Scelgo di essere motivato, non manipolato.
Scelgo di essere utile, non usato.
Scelgo l'autostima, non l'autocommiserazione....
Scelgo di eccellere, non di competere.
Scelgo di ascoltare la voce interiore, e non l'opinione casuale della gente."


Eileen Caddy


Ma cos'è la memoria

"Ma cos'è la memoria se non il linguaggio dei sentimenti, un dizionario di volti, giorni e odori che si ripetono come verbi e aggettivi in ​​un discorso, insinuandosi dietro la cosa stessa, nel puro presente, rattristandoci o insegnandoci per interposta persona."

Julio Cortázar



martedì 25 agosto 2026

Spegnere la cultura, accendere la propaganda



Articolo da FriuliSera

Chi ha una certa età anagrafica lo ricorda, il primo di ottobre era la data ufficiale di inizio lezioni in tutta Italia, poi nel 1977 le cose cambiarono. Una legge, era l’agosto 1977, stabilì che da quell’anno la scuola avrebbe dovuto iniziare tra il 10 e il 20 settembre e che l’ultima lezione si tenesse tra il 10 e il 30 giugno. Da quel momento, in nome dell’autonomia, il calendario passò alle Regioni con non poche ripercussioni sulle famiglie. Ma dal prossimo primo ottobre  altra rivoluzione darà  brutto segnale al mondo dell’insegnamento e alla produzione culturale. Dal 1° ottobre 2026 infatti Rai Scuola chiuderà, dopo lento e costante strangolamento  e sul canale 57 del digitale terrestre, comincerà a trasmettere “Italiana”, la nuova rete che la Rai dedica al racconto dei territori, delle loro produzioni e delle manifestazioni nazionali. Un canale, temiamo, fatto tutto di narrazione alla “va tutto ben madama la marchesa” di tagli di nastri e di servizievoli racconti funzionali al potere.   Insomma dei mega spot di cui saranno felici le Proloco. Ma in realtà c’è di più,  non si tratta infatti di uno dei molti riassetti di palinsesto attraverso i quali un azienda televisiva cambia indirizzi seguendo i gusti del pubblico, ma in questo caso ad essere sacrificato sull’altare dell’ideologismo della destra spesso allergica al sapere,  non è una trasmissione giornalistica sgradita, ma un intero  canale culturale. Rai Scuola  rispondeva in pieno alla mission didattica che un servizio pubblico televisivo dovrebbe avere ma era poco appetibile perché la produzione è faticosa. Certo forse alcune modifiche potevano essere opportune per rendere più moderno il format ma andavano investite risorse non garrotata l’intera rete.  Così sul canale 57 la scuola svanisce e diventa una bella sagra, Platone sostituito da una salciccia, la biologia dalla polenta e Leonardo da Vinci da un bel fritto di paranza.  Niente più istruzione al  suo posto ci sarà Italiana, nuova rete diretta dal fedele  Angelo Mellone che racconterà l’Italia dei borghi, delle comunità, dei territori, magari delle corporazioni,  per oltre 700 ore l’anno. Una rete fatta, almeno in prima fase, di repliche ripescate negli archivi. Secondo l’azienda, che si dimostra sempre di più a trazione sovranista, il nuovo canale si proporrà “come punto di riferimento sul racconto dell’Italia, capace di attivare emozioni identitarie e personali”.  Si legge nel comunicato Rai che Canale Territorio sarà “un modo nuovo, ma collaudato, per raccontare l’Italia con diverse realtà narrative che si basa sul successo e sull’esperienza ormai decennale di “Linea Verde””. In sostanza “un mix di Intrattenimento Day Time e Cultura/Educational, con cluster come “Il Paese che cambia”, “Vite in soggettiva”, “Ritorni, borghi, nuovi abitanti”, “Visioni del presente”, “Sapori, Storie, Comunità”, oltre a Patrimonio culturale/Imprese italiane e Natura (Geo/Doc) e in seconda serata/notte anche “narrazioni lunghe” (“Racconto del Bel Paese”, “Paesaggi, Memorie e Viaggi”) e finestre digital/transmediali (“Mestieri e Eccellenze”)”. Nel piano aziendale Rai Scuola trasloca su RaiPlay come “progetto di e-learning”, che è il modo elegante per dire che una rete pubblica dedicata alla didattica non esiste più nella sua produzione,  ma viene sostituita dalla logica on demande. Insomma barattiamo scienza, cultura e insegnamento con contenuti “identitari” e in gran parte riciclati. Già immaginiamo lunghi e dettagliati servizi sulle sagre, sui raduni degli alpini e ogni genere di contenuti nazional popolari. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi rivendica la scelta affermando che una narrazione identitaria “e allo stesso tempo moderna” e respinge l’etichetta di canale sovranista. La realtà è però proprio questa, tutto lascia pensare che “Italiana” a iniziare dal nome che giurano non centri nulla con la prima premier “italiana” , sarà nella sua natura una rete sovranista o peggio con futuro criptofascista. 

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Fonte: FriuliSera

Autore: 
FF -


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Articolo tratto interamente da FriuliSera

Immagine generata con intelligenza artificiale