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martedì 27 ottobre 2026

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"Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee."

George Bernard Shaw




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Alcuni odori hanno il profumo della nostalgia

"Alcuni odori hanno il profumo della nostalgia ti rapiscono e ti trascinano in luoghi e tempi ormai passati. Ti tuffi nella scia di quel profumo e malgrado siano trascorsi mesi, anni, ritrovi inalterate emozioni, sensazioni che credevi dimenticate, sono i ricordi che se pur nascosti in fondo al cuore ancora lo fanno palpitare."

Maria Rosaria Montesarchio


Tutti noi siamo un po' libri che gli altri leggono


"Tutti noi siamo un po' libri che gli altri leggono. I più si fermano alle prime pagine, altri le scorrono frettolosamente. Qualcuno ci legge con attenzione. Nessuno però potrà mai andare oltre il libro e conoscere la nostra anima. A meno che per leggere non usi l’anima a sua volta."

Margaret Mazzantini 


Il 27 ottobre 1962, precipitava l'aereo su cui volava Enrico Mattei

 Il 27 ottobre 1962 si spegne, in circostanze mai chiarite, Enrico Mattei.


Video credit Historica Mundi caricato su YouTube


La storica rimonta di Lula argina l'ondata reazionaria in America Latina



Articolo da World Politics Blog

Con il 51,78% dei voti, Lula ribalta il risultato del primo turno e conquista uno storico quarto mandato. La vittoria respinge il ritorno della dinastia Bolsonaro, limita l’influenza di Washington e interrompe l’avanzata delle destre filostatunitensi in America Latina.

Luiz Inácio Lula da Silva ha scritto un’altra pagina senza precedenti della storia politica brasiliana. Dopo avere concluso il primo turno del 4 ottobre alle spalle di Flávio Bolsonaro, il presidente uscente ha ribaltato il risultato nel ballottaggio del 25 ottobre, ottenendo il 51,78% dei voti validi contro il 48,22% del candidato della destra radicale. È la prima volta, dalla reintroduzione delle elezioni presidenziali dirette nel 1989, che il candidato arrivato secondo al primo turno riesce a conquistare la presidenza al ballottaggio.

Lula diventa inoltre il primo presidente brasiliano eletto democraticamente per quattro volte: dopo le vittorie del 2002 e del 2006 e il ritorno al Planalto nel 2022, l’ex operaio metalmeccanico guiderà dunque il Paese fino al 2030. Una traiettoria politica già eccezionale assume così una nuova dimensione, tanto più considerando le condizioni nelle quali si è prodotta questa vittoria: un Congresso spostato verso destra, un blocco bolsonarista consolidato, una situazione internazionale sfavorevole alle forze progressiste latinoamericane e pressioni provenienti direttamente dagli Stati Uniti.

La rimonta appare ancora più significativa osservando i dati del primo turno. Flávio Bolsonaro, candidato del Partito Liberale (Partido Liberal, PL), aveva ottenuto il 47,03%, pari a oltre 56,1 milioni di voti. Lula, candidato del Partito dei Lavoratori (Partido dos Trabalhadores, PT), si era fermato al 45,16%, circa 53,9 milioni. Più di 2,2 milioni di voti separavano i due candidati e tutte le precedenti esperienze della democrazia brasiliana suggerivano che il vantaggio iniziale sarebbe stato confermato.

Lula, tuttavia, ha smentito questa serie storica costruendo la rimonta attraverso una maggiore mobilitazione popolare e un netto aumento della partecipazione. L’astensione, che al primo turno aveva raggiunto il 21,08%, è scesa al 19,21%, il livello più basso registrato in un ballottaggio presidenziale dal 2006. Alle urne sono tornati circa tre milioni di elettori in più rispetto al 4 ottobre, mentre sono diminuiti anche i voti bianchi e nulli.

Il dato conferma quanto il PT aveva compreso dopo il primo turno: il problema non consisteva necessariamente nel convincere un numero elevato di elettori bolsonaristi a cambiare posizione, ma nel riportare alle urne quella parte delle classi popolari che, pur potenzialmente vicina al governo, non aveva partecipato alla prima votazione. La riduzione dell’astensione è stata particolarmente significativa in Bahia e Pernambuco, due delle principali roccaforti luliste, ma anche São Paulo ha registrato un aumento della partecipazione.

Il Nordeste ha ancora una volta svolto un ruolo fondamentale, ma sarebbe riduttivo descrivere il risultato esclusivamente come una vittoria regionale. Lula ha migliorato il proprio rendimento anche nel Sudest e soprattutto in Minas Gerais, Stato che storicamente rappresenta uno degli indicatori più affidabili degli equilibri elettorali nazionali. La mobilitazione nelle periferie urbane, tra le donne e nelle fasce popolari ha permesso al presidente di compensare l’ampia prevalenza bolsonarista in buona parte del Sud, del Centro-Ovest e dell’interno di Stato di São Paulo.

La campagna del secondo turno ha dunque corretto alcuni degli errori compiuti nelle settimane precedenti. Lula ha ridotto l’enfasi su una comunicazione prevalentemente istituzionale e ha riportato al centro salari, diritti del lavoro, programmi sociali, indebitamento delle famiglie e costo della vita. La proposta di superamento della scala lavorativa 6×1, insieme alla difesa del Bolsa Família, di Minha Casa Minha Vida, del salario minimo e degli investimenti pubblici, ha ricostruito una polarizzazione sociale più favorevole alla sinistra.

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Licenza: Copyleft 

Articolo tratto interamente da World Politics Blog



Pensavo che la cosa più bella del mondo...

"Pensavo che la cosa più bella del mondo dovesse essere l'ombra, il milione di forme in movimento e i vicoli ciechi dell'ombra. C'era ombra nei cassetti della scrivania e negli armadi e nelle valigie, e ombra sotto le case e gli alberi e le pietre, e ombra dietro gli occhi e i sorrisi delle persone, e ombra, miglia e miglia e miglia di ombra, sul lato notturno della terra." 

Sylvia Plath

Dai sospiri di Dylan Thomas



Dai sospiri

Dai sospiri nasce qualcosa,

Ma non dolore, questo l’ho annientato

Prima dell’agonia; lo spirito cresce,

Scorda, e piange;

Nasce un nonnulla che, gustato, è buono;

Non tutto poteva deludere;

C’è, grazie a Dio, qualche certezza:

Che non è amore se non si ama bene,

E questo è vero dopo perpetua sconfitta.


Dopo siffatta lotta, come il più debole sa,

C’è di più che il morire;

Lascia i grandi dolori o tampona la piaga,

Ancora a lungo egli dovrà soffrire,

E non per il rimpianto di lasciare una donna in attesa

Del suo soldato sporco di parole

Che spargono un sangue così acre.


Se ciò bastasse, se ciò bastasse a dar sollievo al male,

Il provare rimpianto quando quello è perduto

Che mi rendeva felice nel sole,

Quanto felice il tempo che durava,

Se ambiguità bastassero e abbondanza di dolci menzogne,

Potrebbero le vacue parole sostenere tutta la sofferenza

E guarirmi dai mali.


Se ciò bastasse, osso, tendine, sangue,

Il cervello attorcigliato, i lombi ben fatti,

Cercando a tastoni la materia sotto la ciotola del cane,

L’uomo potrebbe guarire dal cimurro.

Ché tutto quello che va dato, io l’offro:

Briciole, stalla, e cavezza.

Dylan Thomas