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lunedì 19 ottobre 2026

La vera violenza ha un altro nome



Non è violenza rifiutare di morire di stenti mentre i profitti battono record.
Non è violenza pretendere salari dignitosi, una casa, cure accessibili e pensioni che permettano di vivere.
Non è violenza affermare che la vita non è una merce e che il lavoro non deve essere sfruttamento.

Non è violenza scioperare contro chi ci fa lavorare senza garantire un futuro.
Non è violenza riempire strade e piazze contro affitti insostenibili, sfratti e speculazione.
Non è violenza ostacolare chi trae profitto dalla casa, dal cibo, dall'energia e dalla sopravvivenza delle persone.

Non è violenza chiamare il capitalismo con il suo nome: un sistema che genera povertà, precarietà, guerre e devastazione ambientale in nome del profitto.
Non è violenza sostenere che la ricchezza prodotta da tutti non possa essere concentrata nelle mani di pochi.

Non è violenza difendere braccianti, migranti, operai, disoccupati, studenti e precari.
Non è violenza abbattere i muri dell'esclusione e affermare che nessun essere umano è illegale.
Non è violenza dire che il Mediterraneo non deve essere un cimitero e che le frontiere possono trasformarsi in strumenti di morte.

Non è violenza opporsi al genocidio, all'occupazione, alle guerre e a chi le finanzia.
Non è violenza rifiutare il riarmo mentre ospedali, scuole e case popolari vengono abbandonati.
Non è violenza scegliere la pace, una pace fondata sulla giustizia e non sulla resa.

Non è violenza diffidare di chi predica calma mentre smantella welfare, salari, diritti e futuro.
Non è violenza rifiutare la criminalizzazione del dissenso e la delegittimazione della rabbia sociale.
Non è violenza rispondere all'ingiustizia con organizzazione, solidarietà e lotta collettiva.

La vera violenza è il lavoro che uccide.
È l'affitto che consuma lo stipendio.
È l'ospedale che non cura.
È la precarietà elevata a normalità.
È la guerra che chiede sempre nuovi sacrifici.

Non chiediamo elemosina.
Non chiediamo permesso.
Esigiamo dignità, diritti e giustizia sociale.

E finché esisterà chi accumula ricchezza sulla miseria altrui, la lotta per cambiare le cose non sarà violenza.
Sarà resistenza.

Autore: Partigiana Cyber

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

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Immagine generata con intelligenza artificiale


✉️ Segnalazione dei Lettori: Articolo basato sulla mail inviata da un lettore. Il testo originale è stato riorganizzato e affinato nella forma con l'ausilio dell'IA prima della pubblicazione.


Gli idoli

"Gli idoli dell'uomo moderno avido, alienato sono la produzione, il consumo, la tecnologia, lo sfruttamento della natura. Quanto più ricchi sono i suoi idoli, tanto più l'uomo si impoverisce. Invece della gioia egli va in cerca di piacere e di eccitamento; invece di crescere cerca possesso e potere; invece di essere, egli persegue avere e sfruttamento; invece di ciò che è vivo sceglie ciò che è morto."

Erich Fromm



19 ottobre 1944 - A Palermo ha luogo la Strage del pane ad opera del Regio Esercito italiano. Si registrano 24 morti e 158 feriti



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera

La strage del pane, o strage di Via Maqueda, fu un fatto di sangue accaduto a Palermo, in Via Maqueda, il 19 ottobre 1944, durante la seconda guerra mondiale.

Fu una delle prime stragi documentate durante la campagna d'Italia, un episodio che aumentò il consenso della popolazione nei confronti del separatismo siciliano e contribuì, in maniera significativa, alla nascita dell'EVIS. 

I militari di un plotone del Regio Esercito, appartenenti al 139º Reggimento fanteria "Bari" (provenienti dalla 47ª Divisione fanteria "Bari" e dal 30 settembre 1944 utilizzati per costituire la IV Brigata Sicurezza Interna[1]) che si trovavano davanti a Palazzo Comitini (allora sede della prefettura e oggi della provincia), spararono ad altezza uomo e lanciarono due bombe a mano contro una folla di civili che protestavano, in maniera pacifica, per la mancanza di cibo e lavoro e la mancata ricostruzione dei palazzi distrutti nei due anni precedenti dai bombardamenti francesi, inglesi, tedeschi e soprattutto americani[2][3][4]. 

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Oggi, 19 ottobre, si celebra la Giornata internazionale contro il cancro al seno


Oggi, 19 ottobre, si celebra la Giornata internazionale contro il cancro al seno, una malattia che colpisce ogni anno milioni di donne in tutto il mondo. Il cancro al seno è il tumore più frequente tra le donne e rappresenta la prima causa di morte per tumore nella fascia di età tra i 35 e i 64 anni. Per questo motivo, è fondamentale sensibilizzare la popolazione femminile sull'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, che possono fare la differenza nella cura e nella sopravvivenza.

Per maggiori informazioni:

Tumore al seno: sintomi, prevenzione, cause, diagnosi (airc.it)



Chiediamo solo giustizia...

“Chiediamo solo giustizia e uguali diritti: il diritto al voto, il diritto ad avere i nostri guadagni e l'uguaglianza di fronte alla legge.” 

Lucy Stone


Citazione del giorno

 


"Le parole giuste al posto giusto, fanno la vera definizione dello stile."

Jonathan Swift


Lo scioperante

“Lo scioperante è un lavoratore che ha preso coscienza della sua condizione di sfruttato e deliberatamente affronta la lotta e sacrifici sempre maggiori, onde rivendicare i suoi diritti.” 

Vasco Pratolini