Articolo da Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
"Questa Riforma farà pagare i magistrati che sbagliano, finalmente giustizia sarà fatta".
Falso, signora Maria, come tutti i lavoratori, i magistrati sono responsabili dei propri errori.
L’errore fisiologico è ineliminabile e dipendente dalla complessità dei fatti e delle leggi: per questo in Italia ci sono tre gradi di giudizio (anche per una semplice multa).
1° Grado (Giudizio di Merito): La causa viene introdotta davanti a un primo giudice (Tribunale o Giudice di Pace) che esamina prove, testimonianze e ricostruisce i fatti per emettere una sentenza.
2° Grado (Appello - Giudizio di Merito): La parte insoddisfatta della sentenza di primo grado può ricorrere in Appello. La Corte d'Appello (o il Tribunale in funzione di appello) riesamina completamente la controversia, potendo confermare, modificare o annullare la decisione precedente.
3° Grado (Cassazione - Giudizio di Legittimità): La Corte di Cassazione, a Roma, non riesamina i fatti, ma verifica solo se le leggi sono state applicate correttamente dai giudici precedenti. Il suo giudizio è definitivo ma può anche rinviare il caso al tribunale d'appello perché la sentenza venga riformata..
Lei signor Pinco Pallino che viene a commentare nella pagina di chi vota No con epiteti contro i magistrati, sicuramente lei vuole un solo grado di giudizio simile al modello USA con un giudice infallibile.
Se lei vuole, signor Pinco Pallino un solo grado di giudizio l'alternativa è seguire il modello USA: un giudice "infallibile" e un solo grado di giudizio come fu per Sacco e Vanzetti, i due anarchici italiani emigrati negli Stati Uniti.
Le racconto la storia di Sacco e Vanzetti, la loro storia rappresenta uno dei casi più celebri di errore giudiziario e intolleranza razziale/politica della storia statunitense del XX secolo.
Nel maggio 1920 furono arrestati con l'accusa di aver ucciso un contabile e una guardia durante una rapina al calzaturificio Slater-Morrill di South Braintree.
Il processo si svolse in un clima di "isteria" contro gli immigrati e le ideologie sovversive (il "pericolo rosso"). Le prove erano scarse e gli alibi ignorati, portando alla condanna a morte.
Vennero giustiziati sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927, nonostante anni di mobilitazione internazionali, scioperi e petizioni di intellettuali come Albert Einstein.
Nel 1977, cinquant'anni dopo, il governatore del Massachusetts Michael Dukakis emise un proclama per riconoscere ufficialmente che il processo era stato iniquo e per riabilitare la memoria dei due italiani.
In Italia se i magistrati commettono un reato sono responsabili penalmente.
Se recano un danno alle casse pubbliche sono responsabili davanti alla Corte dei Conti.
Se recano un danno al cittadino questo può chiedere i danni (come per ogni professionista, e infatti i magistrati hanno anche una assicurazione privata).
Ma sono previste anche sanzioni disciplinari.
L'attuale Csm ha emesso 199 sentenze disciplinari: 82 condanne (41%); 94 assoluzioni (47%), 23 non doversi procedere (in 15 casi il magistrato si è dimesso prima della sentenza). 8 sono state le rimozioni dall’ordine giudiziario. Il Ministro ha impugnato solo 6 sentenze della Sezione Disciplinare.
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Fonte: Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Autore: Santina Sconza
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