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sabato 15 agosto 2026

Buon Ferragosto a tutti!


Auguro un buon Ferragosto a tutti!



Woodstock 1969: tre giorni di pace, musica e libertà


15 agosto 1969. Una data che non è solo storia, ma memoria viva. In una fattoria sperduta a Bethel, New York, centinaia di migliaia di giovani si ritrovarono per qualcosa che nessuno aveva mai visto prima. Non era solo un festival. Era un modo di essere, di vivere, di credere. Era Woodstock.

Libertà, fango e abbracci 

Non c’erano hotel, né comfort. Solo tende, sacchi a pelo, pioggia e tanto fango. Ma nessuno sembrava preoccuparsene. Si condivideva tutto: cibo, coperte, emozioni. Si ballava sotto la pioggia, si cantava con sconosciuti, ci si abbracciava senza chiedere il perché. Per tre giorni, il mondo sembrava un posto migliore. Nessuna guerra, nessun odio. Solo pace, musica e libertà.

La musica che ha cambiato tutto 

Sul palco si sono alternati artisti che oggi sono leggende. Ognuno ha portato la propria anima, e l’ha lasciata lì, tra il fango e le stelle:

  • Richie Havens ha aperto con “Freedom”, improvvisata, urlata, sentita.

  • Joan Baez, dolce e potente, ha cantato per la pace con il cuore di una madre.

  • Santana ha fatto vibrare la terra con “Soul Sacrifice”.

  • Janis Joplin ha graffiato l’anima con la sua voce cruda e vera.

  • The Who hanno suonato fino all’alba, con “My Generation” come manifesto.

  • Joe Cocker ha trasformato “With a Little Help from My Friends” in un abbraccio collettivo.

  • Crosby, Stills, Nash & Young hanno portato armonie che sembravano venire da un sogno.

  • Jimi Hendrix ha chiuso il festival con una versione dell’inno americano che faceva piangere la chitarra.

E poi ancora: Arlo Guthrie, Jefferson Airplane, Grateful Dead, Creedence Clearwater Revival, Sly and the Family Stone, Ten Years After… tutti parte di un momento che non si può replicare.

Un’eredità che ci parla ancora 

Woodstock è stato disordinato, caotico, a tratti surreale. Ma è stato vero. E in quella verità c’era tutto: la voglia di cambiare, di amare, di vivere senza maschere. Oggi, più che mai, ci ricorda che la libertà non è un lusso, è un bisogno. Che la pace non è un’utopia, ma una scelta. E che stare insieme, davvero, può essere rivoluzionario.

Autore: Mary B.

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

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Photo credit Woodstock Whisperer, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Post originale 15 agosto 2025





Ma i cittadini italiani non sono da meno

"Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente. Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di «raptus»: era difficile non considerarli colpevolmente incoscienti."

Pier Paolo Pasolini


Conosco un bambino così povero...


"Conosco un bambino così povero

che non ha mai veduto il mare:

a Ferragosto lo vado a prendere

in treno a Ostia lo voglio portare.

“Ecco, guarda, gli dirò

questo è il mare, pigliane un po’!”

Col suo secchiello, fra tanta gente,

potrà rubarne poco o niente:

ma con gli occhi che sbarrerà

il mare intero si prenderà."

Gianni Rodari


Noi siamo sardi di Grazia Deledda


Noi siamo sardi

Noi siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi,
romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi.

Siamo le ginestre d’oro giallo che spiovono
sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese.

Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo,
lo splendore del cielo, il bianco fiore del cisto.

Siamo il regno ininterrotto del lentisco,
delle onde che ruscellano i graniti antichi,
della rosa canina,
del vento, dell’immensità del mare.

Siamo una terra antica di lunghi silenzi,
di orizzonti ampi e puri, di piante fosche,
di montagne bruciate dal sole e dalla vendetta.

Noi siamo sardi.

Grazia Deledda


La mia scuola

"La mia scuola sono stati i film che ho guardato, quelli degli altri e quelli dove ho recitato e dove mi sono odiata. Odiare quello che vedi è una fenomenale forma di apprendimento. Non ripeterai mai più quello che hai visto e non ti è piaciuto."

Jennifer Lawrence

Photo credit Ciné Zooms 2, CC BY 3.0, da Wikimedia Commons


Se sei un personaggio pubblico...

“Se sei un personaggio pubblico devi saper accettare la satira. Così ho accettato anche il rischio che ci sia qualche buontempone deciso a prendersi gioco di me.” 

Ben Affleck

Photo credit Nomoretitanic, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons