Angolo curato e gestito da Morpheus
Chi è cresciuto oggi non può capire cosa significasse "scaricare" un software nel 1998. Non c'erano icone che rimbalzavano o download istantanei. C'era solo un rito sacro: il viaggio in edicola.
C’era un giorno preciso del mese in cui correvi dal giornalaio con i soldi contati. Il trofeo era lì: una rivista pesante, avvolta nel cellophane, con quel disco argentato che brillava in copertina. PC Professionale, Win Magazine, The Games Machine.
Aprire quel cellophane era un’esperienza sensoriale. C’era l’odore della carta stampata che si mischiava a quello della custodia di plastica del CD. Non stavi solo comprando una rivista; stavi comprando i "superpoteri" per il tuo computer.
Tornavi a casa, accendevi il PC (che ci metteva tre minuti solo per farti vedere il desktop) e infilavi il disco nel lettore. Il rumore era inconfondibile: quel vrrrrr metallico del lettore CD che cercava di leggere i dati, mentre tu fissavi il led verde lampeggiante con una speranza infinita.
Oggi scarichiamo Gigabyte di dati in pochi secondi e li dimentichiamo un attimo dopo. Ma quei CD... quei CD li studiavamo. Leggevamo l'indice dei contenuti come se fosse un testo sacro. Se un disco era rigato, era una tragedia nazionale; provavi a pulirlo con la maglietta o, nei casi disperati, col dentifricio, sperando nel miracolo.
Oggi quei dischi sono probabilmente in uno scatolone in cantina o sono diventati dei sottobicchieri. Ma ogni volta che ne troviamo uno, è impossibile non sorridere pensando a quanto eravamo felici con soli 650 MB di novità.
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Immagine generata con intelligenza artificiale









