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sabato 4 luglio 2026

Ritmi retrò (viaggio nella musica): Riders on the Storm dei The Doors



Angolo curato e gestito da Mary B.

“Riders on the Storm” non è soltanto una canzone: è un varco. Una porta che si apre su un mondo sospeso, dove la pioggia cade lenta e Jim Morrison sembra ancora lì, a mormorare versi come fossero presagi. Uscito nel giugno del 1971, l’ultimo brano registrato dai Doors con Jim in vita ha qualcosa di inevitabile, come se sapesse già di essere un addio. Eppure non è un requiem: è un viaggio, un attraversamento, un lampo di lucidità dentro il caos.

La struttura del pezzo è ipnotica. Quel suono di pioggia, il piano elettrico di Ray Manzarek che scivola come acqua sulle superfici, la chitarra che non invade ma accompagna, e poi la voce di Jim, profonda, quasi distante. Sembra parlare da un’altra stanza, o da un altro tempo. “Riders on the Storm” è una cavalcata dentro l’ignoto, un invito a guardare la parte oscura delle cose senza scappare. Morrison lo fa con la calma di chi ha già visto troppo, di chi sa che ogni tempesta è anche una rivelazione.

Il significato del brano è stratificato. C’è la metafora del viaggio, certo, ma anche quella dell’esistenza come strada bagnata, scivolosa, dove si procede comunque, nonostante tutto. C’è la figura del “killer on the road”, che non è solo un personaggio inquietante: è l’ombra che ci accompagna, la parte di noi che non possiamo ignorare. Jim non la giudica, la osserva. La riconosce. E in questo riconoscimento c’è una sincerità che oggi sembra quasi disarmante.

Riascoltare “Riders on the Storm” significa tornare a quel momento in cui i Doors erano ancora un corpo unico, anche se già incrinato. Morrison stava per partire per Parigi, cercando una pausa, un silenzio, forse una via d’uscita. Non l’ha trovata, ma ha lasciato questa traccia, che suona come un messaggio in bottiglia. Ogni volta che parte quel temporale, sembra di sentirlo ancora vivo, ancora in cammino, ancora sulla strada.

E forse è questo il motivo per cui la canzone non invecchia: perché non parla di un’epoca, ma di una condizione. Siamo tutti riders, prima o poi. Tutti costretti a muoverci attraverso le nostre tempeste, cercando un equilibrio che dura un attimo e poi scivola via. Jim lo sapeva, e lo ha detto senza retorica, senza compiacimento. Con quella voce che non chiede attenzione, la prende.

“Riders on the Storm” resta lì, come una fotografia che non scolorisce. Un saluto, un avvertimento, un frammento di verità. E ogni volta che lo ascolti, ti ricorda che anche nella pioggia più fitta c’è sempre una strada da seguire. Anche quando non la vedi. Anche quando fa paura.

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Immagine generata con intelligenza artificiale


Ero felice e lo sapevo

 

"Ero felice e lo sapevo.

Mentre viviamo la felicità,

difficilmente la percepiamo;

solo quando è successo

e guardiamo indietro,

improvvisamente capiamo

e a volte con stupore

quanto eravamo felici."

Nikos Kazantzakis


Non possiamo mai perdere...

"Non possiamo mai perdere ciò che abbiamo mai goduto: un tramonto, una montagna bagnata dal chiaro di luna, l'oceano calmo o in piena tempesta. Li contempliamo, amiamo la loro bellezza e conserviamo questa immagine nel nostro cuore."

Helen Keller


4 luglio 1944 - La strage di Cavriglia


La strage di Cavriglia è stato uno dei più efferati massacri civili compiuti in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra il 4 e l'11 luglio 1944, i soldati nazisti della divisione corazzata "Hermann Göring" trucidarono barbaramente 192 civili inermi nel territorio comunale di Cavriglia (Arezzo).


Video credit almanaccoresistente caricato su YouTube


Ora che domina luglio di Rocco Scotellaro


Ora che domina luglio

Ancora non mi palpita una fede:

per questo mi viene la luce

e non me la sento il mattino

e so il mio giorno rapito

in un vortice inane.

Se fossi zolla! M'avrebbe

rimossa la vanga, darei erbe

e frutti a questa stagiona che sorvola.

E sono sorgente seccata

che mi scansano le greggi

ora che domina luglio.

Rocco Scotellaro


Tributo ai nativi americani


Video credit oceanidigrazia caricato su YouTube

I pregiudizi

"I pregiudizi ed i preconcetti sono figli dell'ignoranza e nipoti della stupidità. Sono mostri che crescono e si ingigantiscono nella mente degli individui predisposti a queste malattie incurabili e difficilmente guaribili."

Jean-Paul Malfatti