menù

sabato 30 maggio 2026

Sotto il sole in modo consapevole scegliendo la crema che non distrugge il mare



Articolo da Agenzia di Stampa Giovanile

Alcune creme solari rilasciano filtri UV che possono danneggiare coralli ed ecosistemi marini. Cresce l’attenzione verso alternative più sostenibili e pratiche di protezione solare eco-friendly.

Con l’arrivo dell’estate le giornate si allungano, il caldo aumenta e si torna a passare più tempo all’aperto, tra mare, amici e famiglia. E, puntualmente, arriva anche qualche scottatura di troppo. 

L’uso delle creme solari rappresenta uno strumento fondamentale per proteggere la pelle dai danni provocati dalle radiazioni ultraviolette. Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca scientifica ha portato alla luce un aspetto meno conosciuto: l’impatto che alcuni filtri UV possono avere sugli ecosistemi marini.

Il tema richiede però una premessa importante: le creme solari non devono essere demonizzate. Insieme ad altre strategie di protezione, come occhiali da sole, cappelli e abbigliamento leggero e traspirante anti-UV, rappresentano oggi gli strumenti più efficaci per ridurre i danni causati dall’esposizione al sole, limitando il rischio di melanoma e contrastando l’invecchiamento cutaneo precoce. Il problema, quindi, non è la protezione solare in sé, ma la necessità di comprendere meglio l’impatto di alcune formulazioni e promuovere scelte più sostenibili.

Gli effetti tangibili delle creme solari sulla biodiversità marina

I filtri UV contenuti nelle creme solari, infatti, non restano confinati sulla pelle. Durante il bagno, una parte di queste sostanze viene rilasciata nell’ambiente. Il fenomeno è particolarmente rilevante nelle aree turistiche ad alta frequentazione, dove la presenza simultanea di migliaia di bagnanti genera un accumulo continuo di queste sostanze nelle acque costiere.

Le stime indicano che ogni anno tra le 6.000 e le 14.000 tonnellate di creme solari raggiungano gli ecosistemi marini, con effetti più significativi nelle aree delle barriere coralline. I coralli sono organismi estremamente delicati che vivono in simbiosi con microalghe chiamate zooxantelle, essenziali per il loro nutrimento e la loro sopravvivenza. Alcuni filtri chimici, come l’ossibenzone e l’octinoxate, possono alterare questo equilibrio biologico inducendo lo sbiancamento dei coralli. In questo processo i coralli espellono le zooxantelle, perdendo così una fonte fondamentale di energia e diventando progressivamente più vulnerabili.

Gli effetti osservati delle creme solari sulla flora marina non si limitano allo sbiancamento. Diversi studi suggeriscono che queste sostanze possano favorire l’attivazione di infezioni virali latenti nelle alghe simbionti, accelerandone la distruzione. Sono stati inoltre rilevati fenomeni di stress ossidativo, alterazioni genetiche e interferenze con processi biologici essenziali come la fotosintesi. Le fasi più vulnerabili del ciclo vitale risultano particolarmente esposte: larve e organismi in sviluppo possono subire deformazioni o avere minori probabilità di sopravvivenza. In ecosistemi già sottoposti a forti pressioni, come l’aumento delle temperature marine legato al cambiamento climatico, questi fattori possono aggravare ulteriormente condizioni già critiche.

Alcuni passi avanti nelle leggi dei Paesi ad alto tasso turistico

La crescente attenzione verso il problema ha portato alcune aree del mondo a intervenire sul piano normativo. Paesi come Hawaii, Palau e Isole Vergini americane hanno introdotto restrizioni sulla vendita di prodotti contenenti ossibenzone e octinoxate, riconoscendo il legame tra la presenza di alcuni filtri UV e il deterioramento degli ecosistemi corallini.

Nel tentativo di individuare alternative più sostenibili, si è assistito a una crescente diffusione di prodotti a base minerale contenenti ossido di zinco o biossido di titanio. Questi filtri vengono spesso presentati come opzioni più rispettose dell’ambiente, ma la questione resta complessa. Alcune formulazioni contenenti nanoparticelle potrebbero infatti risultare problematiche per gli ecosistemi acquatici. Le particelle ultra-fini possono interagire con organismi marini sensibili e, in determinate condizioni, contribuire a fenomeni di tossicità ambientale.

Continua la lettura su Agenzia di Stampa Giovanile

Fonte: Agenzia di Stampa Giovanile

Autore: Roberta Maria Serra Mentorship Paulo Lima

Licenza: Copyleft 

Articolo tratto interamente da Agenzia di Stampa Giovanile


Il filosofo francese Edgar Morin muore all'età di 104 anni



Articolo da elDiario.es

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su elDiario.es

Il creatore della teoria del pensiero complesso è uno dei filosofi e sociologi più importanti della seconda metà del XX secolo.

Edgar Morin, uno dei più importanti filosofi e sociologi francesi della seconda metà del XX secolo e creatore della teoria del pensiero complesso, è morto all'età di 104 anni. Fedele al suo impegno per la sinistra, l'intellettuale, la cui scomparsa a 104 anni è avvenuta venerdì 29 maggio, ma è stata annunciata sabato dai familiari, non ha mai esitato a criticare il proprio schieramento politico. Questo lo ha sempre portato a posizionarsi ai margini del pensiero, dove non ha mai negato di sentirsi più a suo agio.

Considerato un umanista che ha trasformato la sociologia e la filosofia moderne, Morin è studiato nelle università di tutto il mondo, soprattutto in America Latina, con opere come Il Metodo (sei volumi, 1977-2004), un progetto monumentale che ha richiesto quasi 30 anni di lavoro e in cui getta le basi del pensiero complesso collegando fisica, biologia, cibernetica e sociologia.

Nato a Parigi l'8 luglio 1921 da una famiglia ebrea sefardita originaria di Salonicco, ma con lontane origini italiane e spagnole, era figlio di un commerciante che si occupò della sua educazione, poiché la madre morì quando lui aveva sei anni. Fin da giovane aderì al Partito Comunista e partecipò alla resistenza durante l'occupazione nazista della Francia. Fu allora che adottò lo pseudonimo di Morin, che divenne poi il cognome con cui firmò tutte le sue opere.

In precedenza, aveva lavorato alla consegna di aiuti umanitari alle forze repubblicane durante la guerra civile spagnola. Disilluso dal comunismo stalinista, Morin abbandonò il movimento politico, pur continuando a considerarsi di sinistra. Da sempre contrario all'opinione dominante, questo lo portò ad essere etichettato come antisemita per aver criticato Israele o, più recentemente, come filo-Putin per essersi opposto alla guerra che l'Occidente ha intrapreso contro la cultura russa dopo l'invasione dell'Ucraina.

Anni dopo aver rotto con il Partito Comunista nel 1951, pubblicò due opere fondamentali della sua carriera: La Rumeur d'Orléans (1969), un'esplorazione sociologica della perniciosità delle dicerie, e Le Paradigme perdu: la nature humaine (1973), in cui collega biologia e antropologia.

Nel 1950 era entrato a far parte del prestigioso Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS) francese, istituzione di cui, 43 anni dopo, divenne direttore emerito della ricerca. L'insegnamento, in realtà, occupò gran parte della sua vita: insegnò a Santiago del Cile negli anni '60 e anche a San Diego, in California, Stati Uniti, dove gettò le basi per la sua teoria del pensiero complesso, che sviluppò nel corso di tutta la sua carriera.

Il successo editoriale gli giunse nell'ultima fase della sua vita. E, nonostante l'età avanzata, la sua penna non smise mai di riempire pagine con i suoi pensieri sempre lucidi, che condivideva anche su altri media e persino sui social network. Da queste piattaforme, denunciò instancabilmente, fino all'ultimo respiro, i "pericoli" che, a suo avviso, l'umanità si trova ad affrontare, minacciata da una crisi della globalizzazione, una crisi ecologica, una crisi di civiltà e, più recentemente, una crisi di pensiero che espone la società al dominio delle tecnologie dell'informazione.

«Avere speranza non significa essere ottimisti. Perché la speranza riguarda ciò che è possibile, non ciò che è certo. Impegnatevi, ma senza chiudere gli occhi, senza fanatismo», disse a un gruppo di giovani durante un convegno universitario poco dopo aver compiuto 101 anni. 

Nel 1983 fu insignito dell'Ordine della Legione d'Onore di Francia e nel luglio 2021, in concomitanza con il centenario della sua nascita, ricevette la Gran Croce della Legione d'Onore.

Continua la lettura su elDiario.es

Fonte: elDiario.es

Autore: EFE

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.

Articolo tratto interamente da elDiario.es

Photo credit Fronteiras do Pensamento, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons


Certe mattine

"Certe mattine basta una finestra aperta incorniciata da semplici e spontanei fiori selvatici, per ricordarci che la vera bellezza non ha bisogno di maquillage."

 Virginia Ashly


La storia di Giovanna d'Arco


Video credit HUB Scuola caricato su YouTube


Proverbio del giorno

 

Momento dopo momento, ogni cosa viene fuori dal nulla. Questa è la vera gioia della vita.

Proverbio Zen


La vera unità di misura del tempo

"La vera unità di misura del tempo non sono i giorni, le settimane, i mesi, gli anni. La vera unità di misura del tempo sono gli accadimenti inattesi, quelli che cambiano tutto e ti fanno capire che tante altre cose, prima, sono successe e non te ne eri accorto, e avresti dovuto; e tante cose che davi per scontate non succederanno più."

Gianrico Carofiglio


L'ultimo discorso di Giacomo Matteotti



Presidente.1 Ha chiesto di parlare l’onorevole Matteotti. Ne ha facoltà2.

Giacomo Matteotti. Noi abbiamo avuto da parte della Giunta delle elezioni la proposta di convalida di numerosi colleghi. Nessuno certamente, degli appartenenti a questa Assemblea, all’infuori credo dei componenti la Giunta delle elezioni, saprebbe ridire l’elenco dei nomi letti per la convalida, nessuno, né della Camera né delle tribune della stampa. (Vive interruzioni alla destra e al centro)

Dario Lupi.3 È passato il tempo in cui si parlava per le tribune!

Giacomo Matteotti. Certo la pubblicità è per voi un’istituzione dello stupidissimo secolo XIX. (Vivi rumori. Interruzioni alla destra e al centro) Comunque, dicevo, in questo momento non esiste da parte dell’Assemblea una conoscenza esatta dell’oggetto sul quale si delibera. Soltanto per quei pochissimi nomi che abbiamo potuto afferrare alla lettura, possiamo immaginare che essi rappresentino una parte della maggioranza. Ora, contro la loro convalida noi presentiamo questa pura e semplice eccezione: cioè, che la lista di maggioranza governativa, la quale nominalmente ha ottenuto una votazione di quattro milioni e tanti voti... (Interruzioni).

Voci al centro: "Ed anche più!"

Giacomo Matteotti. ... cotesta lista non li ha ottenuti, di fatto e liberamente, ed è dubitabile quindi se essa abbia ottenuto quel tanto di percentuale che è necessario (Interruzioni. Proteste) per conquistare, anche secondo la vostra legge, i due terzi dei posti che le sono stati attribuiti! Potrebbe darsi che i nomi letti dal Presidente: siano di quei capilista che resterebbero eletti anche se, invece del premio di maggioranza, si applicasse la proporzionale pura in ogni circoscrizione. Ma poiché nessuno ha udito i nomi, e non è stata premessa nessuna affermazione generica di tale specie, probabilmente tali tutti non sono, e quindi contestiamo in questo luogo e in tronco la validità della elezione della maggioranza (Rumori vivissimi). Vorrei pregare almeno i colleghi, sulla elezione dei quali oggi si giudica, di astenersi per lo meno dai rumori, se non dal voto. (Vivi commenti - Proteste - Interruzioni alla destra e al centro)

Maurizio Maraviglia.4 In contestazione non c’è nessuno, diversamente si asterrebbe!

Giacomo Matteotti. Noi contestiamo....

Maurizio Maraviglia. Allora contestate voi!

Giacomo Matteotti. Certo sarebbe Maraviglia se contestasse lei! L’elezione, secondo noi, è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni. In primo luogo abbiamo la dichiarazione fatta esplicitamente dal governo, ripetuta da tutti gli organi della stampa ufficiale, ripetuta dagli oratori fascisti in tutti i comizi, che le elezioni non avevano che un valore assai relativo, in quanto che il Governo non si sentiva soggetto al responso elettorale, ma che in ogni caso - come ha dichiarato replicatamente - avrebbe mantenuto il potere con la forza, anche se... (Vivaci interruzioni a destra e al centro. Movimenti dell’onorevole Presidente del Consiglio)

Voci a destra: "Sì, sì! Noi abbiamo fatto la guerra!" (Applausi alla destra e al centro).

Giacomo Matteotti. Codesti vostri applausi sono la conferma precisa della fondatezza dei mio ragionamento. Per vostra stessa conferma dunque nessun elettore italiano si è trovato libero di decidere con la sua volontà... (Rumori, proteste e interruzioni a destra) Nessun elettore si è trovato libero di fronte a questo quesito...

Maurizio Maraviglia. Hanno votato otto milioni di italiani!

Giacomo Matteotti. ... se cioè egli approvava o non approvava la politica o, per meglio dire, il regime del Governo fascista. Nessuno si è trovato libero, perché ciascun cittadino sapeva a priori che, se anche avesse osato affermare a maggioranza il contrario, c’era una forza a disposizione del Governo che avrebbe annullato il suo voto e il suo responso. (Rumori e interruzioni a destra)

Una voce a destra: "E i due milioni di voti che hanno preso le minoranze?"

Roberto Farinacci.5 Potevate fare la rivoluzione!

Maurizio Maraviglia. Sarebbero stati due milioni di eroi!

Giacomo Matteotti. A rinforzare tale proposito del Governo, esiste una milizia armata... (Applausi vivissimi e prolungati a destra e grida di "Viva la milizia")

Voci a destra: "Vi scotta la milizia!"

Giacomo Matteotti. ... esiste una milizia armata... (Interruzioni a destra, rumori prolungati)

Voci: "Basta! Basta!"

Presidente. Onorevole Matteotti, si attenga all’argomento.

Giacomo Matteotti. Onorevole Presidente, forse ella non m’intende; ma io parlo di elezioni. Esiste una milizia armata... (Interruzioni a destra) la quale ha questo fondamentale e dichiarato scopo: di sostenere un determinato Capo del Governo bene indicato e nominato nel Capo del fascismo e non, a differenza dell’Esercito, il Capo dello Stato. (Interruzioni e rumori a destra)

Voci: a destra: "E le guardie rosse?"

Giacomo Matteotti. Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse. (Commenti) In aggiunta e in particolare... (Interruzioni) mentre per la legge elettorale la milizia avrebbe dovuto astenersi, essendo in funzione o quando era in funzione, e mentre di fatto in tutta l’Italia specialmente rurale abbiamo constatato in quei giorni la presenza di militi nazionali in gran numero... (Interruzioni, rumori)

Roberto Farinacci. Erano i balilla!

Giacomo Matteotti. È vero, on. Farinacci, in molti luoghi hanno votato anche i balilla! (Approvazioni all’estrema sinistra, rumori a destra e al centro)

Voce al centro: "Hanno votato i disertori per voi!"

Enrico Gonzales.6 Spirito denaturato e rettificato!

Giacomo Matteotti. Dicevo dunque che, mentre abbiamo visto numerosi di questi militi in ogni città e più ancora nelle campagne (Interruzioni), gli elenchi degli obbligati alla astensione, depositati presso i Comuni, erano ridicolmente ridotti a tre o quattro persone per ogni città, per dare l’illusione dell’osservanza di una legge apertamente violata, conforme lo stesso pensiero espresso dal Presidente del Consiglio che affidava ai militi fascisti la custodia delle cabine. (Rumori) A parte questo argomento del proposito del Governo di reggersi anche con la forza contro il consenso e del fatto di una milizia a disposizione di un partito che impedisce all’inizio e fondamentalmente la libera espressione della sovranità popolare ed elettorale e che invalida in blocco l’ultima elezione in Italia, c’è poi una serie di fatti che successivamente ha viziate e annullate tutte le singole manifestazioni elettorali. (Interruzioni, commenti)

Voci: a destra: "Perché avete paura! Perché scappate!"

Giacomo Matteotti. Forse al Messico si usano fare le elezioni non con le schede, ma col coraggio di fronte alle rivoltelle. (Vivi rumori. Interruzioni, approvazioni all’estrema sinistra) E chiedo scusa al Messico, se non è vero! (Rumori prolungati) I fatti cui accenno si possono riassumere secondo i diversi momenti delle elezioni. La legge elettorale chiede... (Interruzioni, rumori)

Paolo Greco. È ora di finirla! Voi svalorizzate il Parlamento!

Giacomo Matteotti. E allora sciogliete il Parlamento.

Paolo Greco. Voi non rispettate la maggioranza e non avete diritto di essere rispettati.

Giacomo Matteotti. Ciascun partito doveva, secondo la legge elettorale, presentare la propria lista di candidati... (Vivi rumori)

Maurizio Maraviglia. Ma parli sulla proposta dell’onorevole Presutti.

Giacomo Matteotti. Richiami dunque lei all’ordine il Presidente! La presentazione delle liste - dicevo - deve avvenire in ogni circoscrizione mediante un documento notarile a cui vanno apposte dalle trecento alle cinquecento firme. Ebbene, onorevoli colleghi, in sei circoscrizioni su quindici le operazioni notarili che si compiono privatamente nello studio di un notaio, fuori della vista pubblica e di quelle che voi chiamate "provocazioni", sono state impedite con violenza. (Rumori vivissimi)

Giuseppe Bastianini. Questo lo dice lei!

Voci dalla destra: "Non è vero, non è vero."

Giacomo Matteotti. Volete i singoli fatti? Eccoli: ad Iglesias il collega Corsi stava raccogliendo le trecento firme e la sua casa è stata circondata... (Rumori)

Maurizio Maraviglia. Non è vero. Lo inventa lei in questo momento.

Roberto Farinacci. Va a finire che faremo sul serio quello che non abbiamo fatto!

Giacomo Matteotti. Fareste il vostro mestiere!

Emilio Lussu. È la verità, è la verità!...

Giacomo Matteotti. A Melfi... (Rumori vivissimi - Interruzioni) a Melfi è stata impedita la raccolta delle firme con la violenza (Rumori). In Puglia fu bastonato perfino un notaio (Rumori vivissimi)

Gino Aldi-Mai. Ma questo nei ricorsi non c’è! In nessuno dei ricorsi! Ho visto gli atti delle Puglie e in nessun ricorso è accennato il fatto di cui parla l’on. Matteotti.

Roberto Farinacci. Vi faremo cambiare sistema! E dire che sono quelli che vogliono la normalizzazione!

Giacomo Matteotti. A Genova (Rumori vivissimi) i fogli con le firme già raccolte furono portati via dal tavolo su cui erano stati firmati

Voci: "Perché erano falsi."

Giacomo Matteotti. Se erano falsi, dovevate denunciarli ai magistrati!

Roberto Farinacci. Perché non ha fatto i reclami alla Giunta delle elezioni?

Giacomo Matteotti. Ci sono.

Una voce dal banco delle commissioni: "No, non ci sono, li inventa lei."

Presidente. La Giunta delle elezioni dovrebbe dare esempio di compostezza! I componenti della Giunta delle elezioni parleranno dopo. Onorevole Matteotti, continui.

Giacomo Matteotti. Io espongo fatti che non dovrebbero provocare rumori. I fatti o sono veri o li dimostrate falsi. Non c’è offesa, non c’è ingiuria per nessuno in ciò che dico: c’è una descrizione di fatti.

Attilio Teruzzi. Che non esistono!

Giacomo Matteotti. Da parte degli onorevoli componenti della Giunta delle elezioni si protesta che alcuni di questi fatti non sono dedotti o documentati presso la Giunta delle elezioni. Ma voi sapete benissimo come una situazione e un regime di violenza non solo determinino i fatti stessi, ma impediscano spesse volte la denuncia e il reclamo formale. Voi sapete che persone, le quali hanno dato il loro nome per attestare sopra un giornale o in un documento che un fatto era avvenuto, sono state immediatamente percosse e messe quindi nella impossibilità di confermare il fatto stesso. Già nelle elezioni del 1921, quando ottenni da questa Camera l’annullamento per violenze di una prima elezione fascista, molti di coloro che attestarono i fatti davanti alla Giunta delle elezioni, furono chiamati alla sede fascista, furono loro mostrate le copie degli atti esistenti presso la Giunta delle elezioni illecitamente comunicate, facendo ad essi un vero e proprio processo privato perché avevano attestato il vero o firmato i documenti! In seguito al processo fascista essi furono boicottati dal lavoro o percossi. (Rumori, interruzioni)

Voci: a destra: "Lo provi."

Giacomo Matteotti. La stessa Giunta delle elezioni ricevette allora le prove del fatto. Ed è per questo, onorevoli colleghi, che noi spesso siamo costretti a portare in questa Camera l’eco di quelle proteste che altrimenti nel Paese non possono avere alcun’altra voce ed espressione. (Applausi all’estrema sinistra) In sei circoscrizioni, abbiamo detto, le formalità notarili furono impedite colla violenza, e per arrivare in tempo si dovette supplire malamente e come si poté con nuove firme in altre provincie. A Reggio Calabria, per esempio, abbiamo dovuto provvedere con nuove firme per supplire quelle che in Basilicata erano state impedite.

Una voce al banco della giunta: "Dove furono impedite?"

Giacomo Matteotti. A Melfi, a Iglesias, in Puglia... devo ripetere? (Interruzioni, rumori) Presupposto essenziale di ogni elezione è che i candidati, cioè coloro che domandano al suffragio elettorale il voto, possano esporre, in contraddittorio con il programma del Governo, in pubblici comizi o anche in privati locali, le loro opinioni. In Italia, nella massima parte dei luoghi, anzi quasi da per tutto, questo non fu possibile.

Una voce: "Non è vero! Parli l’onorevole Mazzoni!" (Rumori)