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sabato 2 maggio 2026

Ritmi retrò (viaggio nella musica): Let It Be dei The Beatles


Angolo curato e gestito da Mary B.

Ci sono brani che non invecchiano mai, che sembrano tornare ogni volta con un significato nuovo. Let It Be è uno di quelli. Pubblicata l’8 maggio 1970, negli ultimi mesi di vita dei Beatles come gruppo, porta con sé un’aura particolare: quella delle cose dette all’ultimo momento, quando si sente che un capitolo sta per chiudersi ma c’è ancora qualcosa da lasciare al mondo.

Basta l’inizio, quel pianoforte semplice e diretto, per creare un piccolo spazio di silenzio. È come se la canzone si aprisse da sola, senza forzature, e ti invitasse a respirare un po’ più lentamente. Paul McCartney l’ha scritta in un periodo complicato, e forse è proprio per questo che riesce a parlare a chiunque. Non è solo una melodia rassicurante: è un gesto di gentilezza, una frase che arriva quando serve, senza pretese.

“Let it be”. Lascia che sia. Tre parole che sembrano quasi banali, e invece no. Hanno il peso delle cose semplici che capisci davvero solo quando ne hai bisogno. È una canzone che non ti spinge a reagire, non ti dice cosa fare. Ti accompagna. Ti ricorda che, a volte, accettare è già un modo per andare avanti.

Riascoltarla oggi fa lo stesso effetto di sempre. Forse perché non cerca di impressionare, non vuole stupire. Si limita a esserci. E ogni volta che ritorna, sembra portare con sé una luce diversa, come se avesse ancora qualcosa da dire, anche dopo più di cinquant’anni.

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La via...



"La via si percorre passo dopo passo. Se un passo è intenso e perfetto, lo sarà anche quello successivo. Pensiamo a fare ogni passo in maniera perfetta, non alla via. Non chiediamo altro che il nostro pane quotidiano. E cioè: qui e ora, il nostro presente."

Alejandro Jodorowsky


Oggi viviamo in un tempo...

"Oggi viviamo in un tempo in cui il capitale sembra aver occupato ogni spazio dell'esistenza, anche i nostri sogni e i nostri desideri più intimi, trasformando tutto in merce e rendendo sempre più difficile immaginare un’alternativa che rimetta al centro la dignità dell'uomo e il valore del lavoro, in un mondo che sembra preferire la velocità dell'algoritmo alla lentezza necessaria della riflessione politica."

Valentino Parlato


Anche se il nostro maggio...



Anche se il nostro maggio
Ha fatto a meno del vostro coraggio
Se la paura di guardare
Vi ha fatto chinare il mento
Se il fuoco ha risparmiato
Le vostre Millecento
Anche se voi vi credete assolti
Siete lo stesso coinvolti

E se vi siete detti
Non sta succedendo niente
Le fabbriche riapriranno
Arresteranno qualche studente
Convinti che fosse un gioco
A cui avremmo giocato poco
Provate pure a credervi assolti
Siete lo stesso coinvolti

Fabrizio De André


Tratto dal brano Canzone del maggio di Fabrizio De André


Proverbio del giorno

 

Acqua di maggio è come la parola di un saggio.


Individualismo, narcisismo, egoismo...


"Individualismo, narcisismo, egoismo: sono tutte figure di solitudine. La socializzazione si è ridotta alla propria parvenza digitale. E se anche l’istruzione, superata questa fase sperimentale, costretta dai tempi, dovesse poi venire diffusa via internet? I ragazzi hanno bisogno di imparare ma anche di guardarsi in faccia, di ridere, di capire attraverso lo sguardo se l’altro dice la verità o sta mentendo. Hanno bisogno di esperienze fisiche. Nell’isolamento e nelle avversità, gli esseri umani hanno bisogno di sentire di non essere soli a lottare."

Umberto Galimberti

Gli esseri umani


"Gli esseri umani hanno creato una società che consuma tutto il loro tempo, le loro energie, la loro vita. Non rimangono spazi di tempo libero per imparare e così la vita diventa meccanica e quasi senza senso. Dobbiamo essere molto chiari sul significato dell'espressione “tempo libero”: un tempo, un periodo in cui la mente non sia occupata da nulla. È il tempo dell'osservazione. Soltanto una mente non occupata è in grado di osservare."

Jiddu Krishnamurti