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venerdì 14 agosto 2026

Meriggio di Antonia Pozzi


Meriggio

In questa doratura di sole

io sono

una gemma pelosa

legata crudelmente con un filo di refe

perché non possa sbocciare

a bagnarsi di luce.

Accanto a me tu sei

una freschezza riposante d’erba

in cui vorrei affondare

perdutamente

per sfrangiarmi anch’io

in un ebbro ciuffo di verde 

per gettare in radici sottili

il mio piú acuto spasimo

ed immedesimarmi con la terra.

Antonia Pozzi


Proverbio del giorno

 

La vigilia di Ferragosto anche gli uccelli digiunano nel bosco.


Impara a vivere dai gatti

"Impara a vivere dai gatti: sentiti una regina,

donati solo quando vuoi e a chi lo merita,

fuggi da chi ti fa star male, sii sempre libera

e non dipendere mai completamente da nessuno."

Manuele Dalcesti


Qualcosa si è perduto...


"Qualcosa si è perduto,

qualcosa che un tempo era al mondo,

un certo profumo, un fascino innocente,

e non so se potrà ritornare."

Hermann Hesse


Prima il cibo, poi la morale: 70 anni di Bertolt Brecht (1956-2026)



Articolo da Transform! Europe

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su Transform! Europe

Nelle sue opere letterarie, Bertolt Brecht criticò l'ingiustizia sociale, denunciò il nazionalsocialismo e alimentò la speranza di una società socialista più umana. A settant'anni dalla sua morte, ricordare Brecht significa anche riscoprire la sua convinzione che l'arte debba mettere in discussione i rapporti di potere esistenti e immaginare una società diversa.

 cibo è la prima cosa, la morale viene dopo.” [1]

Il 14 agosto 2026 ricorre il 70° anniversario della morte di Bertolt Brecht (1898-1956), il più importante drammaturgo e regista di lingua tedesca. Quest'anno ha visto la messa in scena di diverse nuove produzioni brechtiane, dopo decenni di relativo silenzio attorno al suo teatro profondamente politico.

Brecht raggiunse il successo a Berlino, dove studiò la teoria marxista e sviluppò il teatro epico (dialettico), con la sua opera più rappresentata, L'opera da tre soldi (1928). Invece di presentare i tragici destini individuali caratteristici del teatro illusionistico borghese, il teatro epico utilizza l'effetto di straniamento – attraverso canti, commenti e segni visivi – per rappresentare conflitti sociali come la guerra, la rivoluzione, l'economia e l'ingiustizia sociale, invitando il pubblico a partecipare attivamente alla trasformazione della società.

Brecht fuggì dalla Germania nazista nel 1933, viaggiando attraverso Praga, Vienna, Zurigo e diversi paesi scandinavi prima di raggiungere gli Stati Uniti nel 1941. Dopo essere stato interrogato dalla Commissione per le attività antiamericane della Camera nel 1947, tornò in Europa e, insieme alla moglie Helene Weigel, fondò il leggendario Berliner Ensemble a Berlino Est.

“E lo squalo, ha i denti…” Così inizia la celebre canzone dell’Opera da tre soldi . Tra la vivace musica di Kurt Weill e il tono umoristico dell’opera, il suo messaggio critico viene spesso trascurato: la denuncia satirica del comportamento criminale dei capitalisti, grandi e piccoli, che ricorrono a mezzi illegali per mantenere il potere in tempi di crisi. Esistono numerosi parallelismi con i nostri tempi: l’opera nacque dalla crisi economica alla fine della Repubblica di Weimar e riflette il divario tra ricchi e poveri, la perdita di coesione sociale e l’erosione dei principi democratici. Proprio come Mackie Messer di Brecht, che operava nel mondo criminale, le élite odierne occupano posizioni chiave all’interno dello Stato, governano con il terrore e la violenza, eppure continuano a crescere in popolarità.

Laddove i malfattori di Brecht incontrano infine la loro rovina, gli attori contemporanei siedono alle leve del capitale internazionale, manipolano le elezioni, discriminano gli stranieri e istigano guerre illegali. Sebbene L'opera da tre soldi rimanga una delle opere di Brecht più rappresentate, il suo messaggio politico si perde spesso nell'assurdità dell'azione sul palcoscenico: chi non riesce a resistere all'erosione della democrazia prima che sia troppo tardi ha già perso.

 

Note:

[1] Originale tedesco: “Erst kommt das Fressen, dann kommt die Moral”. Da Bertolt Brecht, L'opera da tre soldi ( Die Dreigroschenoper ), tradotto da John Willett e Ralph Manheim.

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Fonte:
Transform! Europe

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Articolo tratto interamente da Transform! Europe


La storia di Irma Bandiera

Irma Bandiera (1915-1944) è una delle figure simbolo della Resistenza italiana e il suo sacrificio incarna il coraggio delle donne partigiane che hanno combattuto per la Liberazione.


Video credit MAR-TE mare e territorio caricato su YouTube


14 agosto 2018 – A Genova crolla il viadotto autostradale Polcevera, provocando 43 vittime e quasi 600 sfollati dalle abitazioni sottostanti




Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Il viadotto Polcevera (noto anche come ponte Morandi o ponte delle Condotte)[4] è stato un ponte autostradale che scavalcava il torrente Polcevera e i quartieri di Campi, Certosa e Rivarolo, nella città di Genova.[5] Fu progettato dall'ingegnere Riccardo Morandi e venne costruito fra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d'Acqua.

Il viadotto, con i relativi svincoli, costituiva il tratto finale dell'autostrada italiana A10 (gestita dalla Autostrade per l'Italia in quel punto[6]), a sua volta ricompresa nella strada europea E80. Tale attraversamento rappresenta un tassello strategico per il collegamento stradale fra l'Italia settentrionale e la Francia meridionale, oltre a essere il principale asse stradale fra il centro-levante di Genova, il porto container di Voltri-Pra', l'aeroporto Cristoforo Colombo e le aree industriali della zona genovese.[4]

Il 14 agosto 2018 crollò l'intero sistema bilanciato della pila 9 del ponte, provocando 43 morti e 566 sfollati.[7][8] Per due anni il traffico è stato quindi forzatamente deviato sia in entrata che in uscita della A10 nello svincolo di Genova Aeroporto, provocando grossi problemi alla circolazione urbana. Nel febbraio 2019 è stata avviata la demolizione dei resti del suddetto ponte, mediante tecniche di smontaggio meccanico. La demolizione è culminata, idealmente e a livello mediatico, nella demolizione con esplosivi dei due piloni strallati superstiti, avvenuta il 28 giugno 2019 e poi terminata (eccetto che per la rimozione delle macerie) con la demolizione dell'ultima pila il 12 agosto 2019.[9]

Il 3 agosto 2020 è stato inaugurato, in sua sostituzione, il nuovo viadotto Genova San Giorgio, costruito su disegno dell'architetto Renzo Piano e aperto al traffico il giorno dopo verso le 22 circa[10]

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Photo credit Alessio Sbarbaro, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons