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sabato 22 agosto 2026

Giovanna Marturano: la libertà cammina ancora con noi


Oggi ricordiamo una donna che non è stata solo una testimone del Novecento, ma una presenza viva, ostinata, capace di attraversare un secolo senza mai piegarsi: Giovanna Marturano (1912–2013). La sua vita è stata un cammino “in direzione ostinata e contraria”, guidato da un’idea semplice e radicale: libertà e giustizia sociale.

Giovanna cresce in una famiglia sarda profondamente antifascista. La politica, per lei, non è un concetto astratto: è l’aria che respira da bambina. Durante il regime, la sua casa diventa un rifugio, un luogo sicuro per chi immaginava un’Italia diversa.

Dopo il confino del marito in Sardegna, torna a Roma e si unisce alla Resistenza come staffetta partigiana. Corre, organizza, rischia. E quel coraggio le vale la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Il 1945 non è un punto d’arrivo. Per lei è un nuovo inizio. Nell’UDI e nel PCI continua a battersi per i diritti delle donne, per il divorzio, per l’aborto, per la dignità del lavoro. Sempre con la stessa voce ferma, sempre dalla parte di chi non ha voce.

La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.” Una frase che oggi pesa ancora di più.

Fino ai suoi 101 anni, Giovanna è stata nelle scuole, nelle piazze, tra i giovani. Portava con sé una grinta contagiosa e un sorriso che sapeva di speranza. Non raccontava la storia: la consegnava. Ci ricordava che la democrazia non è un monumento, ma un giardino da curare ogni giorno.

Ciao, Giovanna. La tua staffetta continua nelle nostre gambe.

Autore: Resistenza Rosa

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

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Post originale 27 marzo 2026


C'è una ragazza della stampa...

"C'è una ragazza della stampa nel mondo della musica che di recente mi ha detto: "T., capisci che le donne mi parlano di quanto sei fortunata ad avere ancora una carriera e di star facendo il tuo sedicesimo album?" Ho detto, "sono artefice della mia fortuna, ho lavorato sodo. Ho avuto, ovviamente, porte aperte per me lungo la strada? Ho avuto persone dalla mia parte che combattevano per me? Sì. Anche a me sono arrivate delle frecce". La gente non si domanda, "Dov'è andata questa cantautrice?" La gente forse pensa che ha sposato un miliardario e ha chiuso in bellezza, e che ha voluto lasciare il mondo della musica. No. La musica country è diversa, ma ciò è vero soprattutto nella musica alternativa. L'industria musicale manda le donne in pensione."

Tori Amos

Photo credit Justin Higuchi from Los Angeles, CA, USA, CC BY 2.0, da Wikimedia Commons




Esistono tre modi per imparare la saggezza...



 "Esistono tre modi per imparare la saggezza:

primo, con la riflessione, che è il metodo più nobile;

secondo, con l’imitazione, che è il metodo più facile;

terzo, con l’esperienza, che è il metodo più amaro."

Confucio


La risposta al blocco reazionario attraverso la mobilitazione dal basso



Articolo da La Città Futura

Sul piano internazionale cresce la resistenza popolare alle aggressioni imperialiste. D’altra parte aumenta il razzismo, che permette di conservare popolarità alle politiche reazionarie dei paesi imperialisti. In Italia ago della bilancia sono l’estrema destra e gli ultraliberisti a causa della debolezza della sinistra e dei sindacati. Per uscirne in parte ci vorrebbe una convergenza fra liberali di sinistra e sinistra radicale. Una soluzione più radicale potrebbe venire solo da una ripresa dei movimenti.

L’andamento dei vari fronti delle guerre imperialiste presentano una novità storica importante, i popoli e i paesi più piccoli e deboli sotto aggressione riescono a difendersi in modo molto più efficace grazie soprattutto all’utilizzo di droni, spesso prodotti in modo semi artigianale. Un po’ come l’introduzione delle armi da fuoco aveva messo in discussione il predominio militare assoluto dell’aristocrazia che controllava la cavalleria, oggi in primis i droni mettono in discussione il predominio assoluto del grande capitale finanziario tendenzialmente transnazionale con le sue potentissime, ma estremamente care, armi di distruzione di massa. Così gli Usa, che sembravano dopo la guerra fredda l’unica grande potenza militare internazionale, sono stati costretti, prima a fare un accordo di pace con i ribelli sciiti del nord dello Yemen, il paese più povero del mondo, e oggi sono costretti ad accogliere in buona parte le pretese degli iraniani in quanto hanno esaurito i costosissimi missili intercettori, mentre gli iraniani sono ancora pronti a lanciare soprattutto droni in una dimensione mai vista prima. Gli stessi potentissimi bombardamenti a tradimento di Usa e Israele non sono riusciti a bloccare la capacità di risposta di piccole unità da combattimento iraniane.

Se la guerra tende a favorire i settori militari più oltranzisti, che appaiono in grado di condizionare in modo sempre più pesante le decisioni dei politici, come abbiamo visto, in particolare, in Ucraina, Israele e Iran, negli Stati Uniti cresce in maniera significativa il movimento che si oppone alla guerra imperialista. In particolare colpisce la crescita inaudita negli Usa di forze che si richiamano espressamente al socialismo.

Anche in Palestina ci sono delle novità significative. Finalmente fra i palestinesi vittima dello squadrismo dei coloni, con la consueta copertura dell’esercito, vi è anche un cittadino degli Stati Uniti. Quest’ultimo, nonostante palestinese, è stato riconosciuto come un essere umano persino dall’ambasciatore statunitense in Israele. Quando questo ultrasionista reazionario evangelico ha denunciato come terroriste le consuete azioni dei coloni, che seguono la stessa dinamica delle camicie nere, già riprese dalla camice brune, persino la stampa mainstream italiana ha dovuto denunciare, con toni naturalmente molto più edulcorati, le violenze israeliane. Come mai la destra estrema al governo degli Stati Uniti ha denunciato le consuete azioni terroriste dei coloni, quando in passato non ha fiatato nemmeno quando sono stati assassinati dall’esercito israeliano persino affermati giornalisti palestinese con cittadinanza Usa? È evidente che Israele sta, al solito, facendo di tutto per impedire il disimpegno degli Stati Uniti dal fronte mediorientale, per concentrare l’aggressione imperialista sui più strategici scenari dell’America latina, a partire da Cuba, e del Pacifico, a cominciare dalla Cina. Così facendo Israele sta trascinando i suoi migliori alleati statunitensi ai livelli più bassi in termini di capacità di egemonia sul piano internazionale. Tanto che, per seguire Israele nella sua politica di guerra a oltranza alla maggioranza dei paesi dell’Asia sudoccidentale, gli Stati Uniti hanno sempre maggiore difficoltà a mantenere buoni rapporti anche con le petromonarchie tiranniche e integraliste del Golfo, i loro secondi più degni alleati dopo i sionisti.

Naturalmente mentre la Francia ne ha approfittato per prendere le distanze dai coloni estremisti, rei di lesa maestà verso l’uomo bianco, grazie al passaporto statunitense di un perseguitato, il governo italiano non ha avuto niente da ridire. Mentre si è schierato nuovamente in prima linea, assieme, non a caso, all’ultimo governo socialdemocratico dell’Unione europea, il governo danese, nel contrasto razzista ai richiedenti asilo extracomunitari da deportare in stati canaglia come la dittatura ultrafilosionista e ultra omofoba ugandese. Il tutto finalizzato a continuare a inseguire l’estrema destra di Futuro nazionale, mediante l’attacco al governo spagnolo. Il governo Sanchez è la presunta dimostrazione che ci si può distinguere facendo politiche di sinistra, senza perciò rinunciare al riformismo di destra. In realtà questo governo è una coalizione, tra una forza catalana apertamente di destra e una grande maggioranza di nominalmente socialisti, ma in realtà socialiberisti, come tutti i riformisti di destra europei, guidata da Sanchez. Vi è, Infine, una componente di sinistra minoritaria rispetto al centro socialiberista che, proprio perché divisa, riesce ad avere una influenza inaudita sul governo, dal momento che si regge su un solo voto in più delle minoranza di destra. Per questo motivo, per la prima volta, le forze di sinistra per quanto minoritarie al governo di un paese imperialista riescono a condizionarlo in maniera significativa. Intendiamoci, significativa rispetto all’altro governo di centro-sinistra europeo, il governo danese, che procede in totale consonanza con i principali eredi del fascismo al governo in Italia nello sviluppare ideologie razziste. Queste ultime non hanno nessuna influenza sui flussi migratori, di cui paesi come Danimarca e Italia hanno assoluto bisogno per il costante invecchiamento della posizione autoctona, e dovrebbero servire ad arginare l’estrema destra. Anche questa pseudo giustificazione è palesemente assurda, in quanto imponendo la propria ideologia dall’opposizione al governo in carica, l’estrema destra non può che rafforzarsi sempre di più.

Non a caso in Italia l’unica forza politica in costante e sensibile crescita elettorale è l’estrema destra, che conquista voti nell’elettorato della destra radicale egemonica nel governo. La politica dell’opposizione di sinistra di attendere che il cadavere del proprio avversario gli scorra davanti non paga. Bene che va la sinistra moderata rappresentata in parlamento resta stabile, mentre la sinistra radicale non è nemmeno presa in considerazione dai sondaggi. Potere al popolo è data allo 0,5, mentre Agorà non è nemmeno presa in considerazione.

Attualmente tutto sembra dipendere dal possibile accordo fra la destra di governo e l’estrema destra. In caso di apparentamento conserverebbero un lieve vantaggio sul campo larghissimo, tanto che a fare da arbitro potrebbe essere Calenda con poco più del 3% dei voti. Mentre senza accordo a destra il campo larghissimo prevarrebbe di circa il 2,5%. In entrambi i casi, visti i limitati scarti, molto importanti rischiano di essere la modifica della legge elettorale che, quasi certamente, sarà portata a termine, in quanto con l’attuale sistema vincerebbe certamente l’opposizione. In ogni caso avrebbero una grandissima influenza le forze sedicenti di centro, in realtà ultra liberiste e guerrafondaie, all’interno del campo larghissimo e all’interno dei due poli.

In assenza di una significativa ripresa dei movimenti sociali l’unica novità significativa potrebbe essere la candidatura di Di Battista, quotata intorno al 3,5%. Se con essa facessero blocco le forze della sinistra radicale, oggi disperse, si potrebbe raggiungere un 5% in grado di riequilibrare, almeno in parte, il ruolo determinante di aghi della bilancia che hanno oggi l’estrema destra e il centro ordoliberista e atlantista.

Un tale scenario penalizzerebbe principalmente il Movimento 5 Stelle. Se questa possibile forza decidesse di fare politica mettendo, come fa Futuro Nazionale, dei chiari paletti a un possibile accordo elettorale potrebbe creare dei sommovimenti non indifferenti fra le forze di opposizione progressiste. Lo stesso campo larghissimo, dato oggi quasi per scontato, rischierebbe seriamente di saltare. Già oggi l’allargamento del campo largo inciderebbe pochissimo, perché i voti guadagnati dal campo larghissimo sarebbero pochi di più di quelli persi da elettori di sinistra che non sosterrebbero questo ulteriore spostamento su posizioni centriste.

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Articolo tratto interamente da La Città Futura 

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I mari europei sono già un terreno fertile per malattie, tempeste, insonnia e "un prezzo che i ricchi non sono disposti a pagare"



Articolo da Climática

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su Climática

Secondo uno studio del World Weather Attribution (WWA), il riscaldamento di origine antropica ha contribuito ad aumentare la temperatura del Mediterraneo di almeno 2°C, quella della Cantabria e della penisola iberica di 1,4°C e quella del Mar Celtico di 1,3°C. 

Le lunghe e intense ondate di calore che hanno colpito l'Europa quest'estate stanno avendo ripercussioni anche sul mare e sulla vita che esso ospita. Temperature record sono state registrate nell'Atlantico lungo le coste europee e nel Mediterraneo occidentale, con ondate di calore marine che si estendono dall'Irlanda al Mediterraneo. A giugno, nelle aree del Mediterraneo sono state registrate anomalie fino a 6°C al di sopra della norma. A livello globale, luglio è stato il mese in cui i mari hanno raggiunto le temperature superficiali più alte mai registrate. Si tratta di episodi di caldo estremo, sia sulla terraferma che in acqua, innescati dai cambiamenti climatici causati dalla combustione di combustibili fossili.

Mercoledì scorso, la rete scientifica World Weather Attribution (WWA) ha pubblicato un nuovo studio di attribuzione che analizza le alte temperature registrate nei mari europei. Lo studio avverte che le acque che circondano il continente si stanno riscaldando a un ritmo superiore alla media globale , trasformando drasticamente la natura, i sistemi alimentari e le comunità costiere. 

Dopo aver analizzato quattro regioni chiave – il Mar Celtico, il Golfo di Biscaglia e la penisola iberica, e i bacini del Mediterraneo occidentale e orientale – combinando osservazioni e modelli climatici, il team ha concluso che il cambiamento climatico è il fattore determinante di questa anomalia termica. In particolare, mentre modelli e osservazioni mostrano tendenze simili nella regione celtica, le osservazioni nelle altre aree superano le previsioni dei modelli. Il riscaldamento di origine antropica ha aggiunto, secondo una stima prudente, circa 2°C di calore aggiuntivo al Mediterraneo , superando di gran lunga il livello del riscaldamento globale, nonché 1,4°C alle regioni cantabrica e iberica e 1,3°C al Mar Celtico.

La gravità di questa crisi oceanica non ha precedenti nella storia recente. Secondo i dati della WWA, nel 2026, tra l'80% e il 90% delle acque del Mediterraneo occidentale e delle coste cantabriche e iberiche ha subito gravi ondate di calore marino. Come previsto, si registrano forti tendenze al riscaldamento in tutte le regioni: nella regione celtica l'aumento è stato il più contenuto (1,2°C), un evento che si verificherebbe una volta ogni 100 anni in un clima 1,4°C più freddo. Tuttavia, nelle altre tre regioni, questi valori sarebbero stati praticamente impossibili in un clima preindustriale . Le osservazioni indicano aumenti di 1,5°C sulla costa iberica e nel Golfo di Biscaglia, rispetto a 3,1°C nel Mediterraneo occidentale e 2,6°C nel Mediterraneo orientale. "Ogni tonnellata aggiuntiva di carbonio che emettiamo spinge le temperature e gli ecosistemi costieri europei in territori inesplorati", spiega Thomas Frölicher , professore di Fisica del Clima e dell'Ambiente all'Università di Berna e uno degli autori dello studio.

Sotto la superficie, le conseguenze sono devastanti e spingono gli ecosistemi al limite della loro capacità di adattamento biologico. Il calore estremo degli oceani sta causando eventi di mortalità di massa in specie strutturali o che formano habitat, come coralli, macroalghe e spugne, innescando impatti a cascata lungo tutta la rete trofica. Allo stesso tempo, la distribuzione della vita marina si sta alterando: mentre i pescatori nel Regno Unito segnalano improvvisi aumenti delle popolazioni di polpi, altre specie sono costrette a migrare verso acque più fredde e settentrionali. Questo rapido riscaldamento minaccia direttamente il futuro della pesca, vitale per le comunità costiere, portando al collasso di specie come merluzzo, sgombro e aragosta.

Con l'aumento delle persone che si recano sulle spiagge per rinfrescarsi durante le ondate di calore, i cambiamenti delle condizioni marine comportano gravi implicazioni per la salute umana, affermano gli esperti. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha messo in guardia contro un aumento del rischio di malattie trasmesse dall'acqua , come la vibriosi, durante questi periodi prolungati di alte temperature. Inoltre, l'espansione delle aree con carenza di ossigeno favorisce la proliferazione delle meduse, a scapito di alcune specie ittiche. Questa abbondanza di meduse minaccia direttamente il turismo costiero, portando spesso alla chiusura delle spiagge.

Ma il mare non è un compartimento chiuso e le ondate di calore marine alimentano il calore prodotto sulla terraferma . L'acqua calda aggrava direttamente lo stress termico delle popolazioni costiere, innalzando le temperature notturne e l'umidità atmosferica. Inoltre, questo mare surriscaldato immette un'umidità estrema nell'atmosfera, fungendo da combustibile ideale per lo sviluppo di tempeste distruttive, come le depressioni isolate.

Considerato questo scenario, gli scienziati concordano sul fatto che la semplice mitigazione dei danni non sia più un'opzione praticabile a lungo termine . Ritardare la riduzione delle emissioni ci avvicina pericolosamente a un punto di non ritorno biologico. Analizzando le stesse regioni per un futuro riscaldamento di 1,4 °C (ovvero un riscaldamento globale di 2,8 °C rispetto all'era preindustriale, il livello previsto entro la fine di questo secolo), la WWA avverte che eventi come quelli osservati nel 2026 comporterebbero un aumento della temperatura compreso tra 1,3 °C e 1,9 °C. Come conclude la dottoressa Friederike Otto dell'Imperial College di Londra, una delle leader della WWA: "Non possiamo semplicemente adattarci per uscirne. Nei nostri oceani e mari, potrebbero esserci limiti molto stringenti all'adattamento. Più a lungo aspettiamo ad abbandonare i combustibili fossili, più alto sarà il prezzo da pagare. Un prezzo che i ricchi non saranno disposti a pagare".

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Fonte: Climática

Autore: Eduardo Robaina

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Articolo tratto interamente da Climática


I sognatori

"I sognatori dal cuore al cuore pulito vinceranno sempre. Eternamente, conosceranno il male di ferite che diventeranno ricordo di tradimenti e promemoria di coraggio. Eternamente, abbracceranno anime che sapranno dipingere istanti con i colori del bene."

 Natascja Di Berardino