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giovedì 4 giugno 2026

Feed bloccati, blog fermi: il bug continua

Qualche settimana fa avevo segnalato un problema piuttosto fastidioso su Blogger: l’Elenco lettura e il Blogroll non si aggiornano più in modo regolare. I feed arrivano in ritardo, a volte di ore, a volte non arrivano proprio.

Da allora le segnalazioni sono aumentate, letteralmente fioccano nei forum di assistenza e nei gruppi di blogger. Purtroppo, però, la situazione non è cambiata: il bug è ancora attivo e riguarda i server di Blogger. Questo significa che non serve reinstallare widget, modificare impostazioni o cancellare il blogroll: non risolve nulla.

Il problema è stato segnalato al supporto, ma al momento non ci sono comunicazioni ufficiali né tempi di risoluzione.


Immagine generata con intelligenza artificiale


Tu sei come una terra di Cesare Pavese



Tu sei come una terra

Tu sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola
che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
C’è un vento che ti giunge.
Cose secche e rimorte
t’ingombrano e vanno nel vento.
Membra e parole antiche.
Tu tremi nell’estate.

Cesare Pavese

4 giugno 1944 - Eccidio de La Storta



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera

L'eccidio de La Storta fu una strage commessa a Roma durante la seconda guerra mondiale, il 4 giugno 1944 da soldati dell'esercito nazista in fuga da Roma, in cui morirono quattordici persone in precedenza detenute nella prigione di via Tasso a Roma, dei quali dodici cittadini italiani.

Tra le vittime ci furono il sindacalista Bruno Buozzi e l'ufficiale della Regia Marina italiana Alfeo Brandimarte, un ebreo polacco e un agente segreto delle forze armate britanniche, Gabor Adler, la cui vicenda è stata a lungo sconosciuta.[1][2]

Il nome dell'eccidio deriva dalla località più vicina al luogo del massacro, La Storta appunto. Esattamente il massacro avvenne in un boschetto al km 14.200 della via Cassia

Secondo le ricostruzioni (che comunque non sono ancora riuscite a fare piena luce sull'accaduto), nella notte fra il 3 e il 4 giugno, mentre gli alleati si accingevano ad entrare da sud nella Capitale, i tedeschi in fuga caricarono due camion di prigionieri di via Tasso per trasferirli a Verona; erano in gran parte socialisti delle Brigate Matteotti o membri del Fronte militare clandestino. I passeggeri del primo camion, tra i quali Iole Mancini[3], il comandante delle Brigate Matteotti Giuseppe Gracceva, il docente Arrigo Paladini[4] ed il grafico e pittore Sergio Ruffolo[5], si salvarono perché l'automezzo era guasto e non partì[6]. Sul secondo camion SPA 38 salirono altri 14 prigionieri.

L'autocolonna tedesca si mosse da via Tasso verso nord; il convoglio pernottò nei pressi della località "La Storta", sulla via Cassia. All'alba del 4 giugno presso il quattordicesimo chilometro della Cassia, in aperta campagna, i prigionieri furono portati in una rimessa della tenuta Grazioli; nel pomeriggio furono giustiziati con un colpo di pistola alla testa. L'autore materiale dei quattordici assassinii fu un anziano ufficiale delle SS, Hans Kahrau, ma è incerto se egli abbia agito di sua iniziativa, oppure se abbia dato corso a un ordine ricevuto da Erich Priebke[7]. I corpi furono recuperati nei giorni immediatamente successivi all'eccidio, dopo essere stati individuati dagli Alleati su indicazione dei contadini del luogo: le salme furono trasportate all'Ospedale Santo Spirito, mentre i funerali si svolsero l'11 giugno, nella chiesa del Gesù: all'epoca si ignorava l'identità dell'agente segreto inglese ucciso. 

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La gente pensa che chi fa ridere sia sempre allegro

"La gente pensa che chi fa ridere sia sempre allegro, che si svegli la mattina raccontando barzellette allo specchio. Ma la comicità nasce quasi sempre da un disagio, da una sofferenza che cerchi di esorcizzare. Io faccio ridere perché sono timido, perché ho paura delle cose, perché non so mai cosa dire quando ci sono più di tre persone nella stanza. Allora mi invento le battute, mi rifugio nei paradossi. La risata è una difesa, una specie di corazza contro la malinconia del mondo. Se non ridessi delle mie miserie, passerei la giornata a piangere."

Massimo Troisi


Ho parlato di nuovo di mafia perché mi viene spontaneo...

"Ho parlato di nuovo di mafia perché mi viene spontaneo, e ho voluto farlo col sorriso. Mi diverte dirigere senza essere sul set. Invento per questo storie parallele, e spero in futuro di continuare a fare il regista ma senza dover recitare. C'è molta Sicilia in questo film. Ho girato ad Erice, a Scala dei Turchi, usando anche la fantasia. Spero di poter esportare la pellicola in America, il mio sogno è di riuscire a raccontare la Sicilia interessando il mondo intero."

Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif




La verità è che amo essere viva

"La verità è che amo essere viva. E amo sentirmi libera. Quindi, se non posso avere queste cose, mi sento come un animale in gabbia e preferirei non essere in gabbia. Preferirei essere morta. Ed è molto semplice. E penso che non sia poi così raro."

Angelina Jolie 

Photo credit Gage Skidmore from Peoria, AZ, United States of America, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons




Nel costruire un personaggio...


"Nel costruire un personaggio mi ispiro alla realtà delle cose, anche se i gesti non vanno riprodotti in modo meccanico, ma reinventati e poi espressi in un linguaggio che tutti possono comprendere. Cioè trasporto i gesti, i movimenti, i tic che sono un patrimonio di esperienze comuni a tutti alle mie corde interpretative."

Nino Manfredi