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mercoledì 11 febbraio 2026

La notte intorno a me si oscura di Emily Brontë



La notte intorno a me si oscura

La notte intorno a me si oscura,

i venti soffiano con gelido furore

ma un sortilegio mi ha cinto di catene

e io non posso, io non posso andare.


Gli alberi smisurati inclinano

i rami spogli carichi di neve,

la tempesta discende a precipizio

e io non posso andare.


Nuvole sopra nuvole nei cieli,

deserti oltre deserti sulla terra;

ma non vi è orrore che mi possa muovere;

io non voglio, io non posso andare.

Emily Brontë 


Io vi auguro un amore puro


"Io vi auguro un amore puro, sincero, leale, niente di più; potrete dire di aver vinto nella vita solo nel momento in cui quando vi sentirete persi o tristi, ci sarà la vostra persona a dirvi “stai tranquillo, a te ci penso io."

Anonimo


Ama incondizionatamente


"Ama incondizionatamente, non chiedere nulla in cambio. Riceverai moltissimo, questo è un altro discorso, ma sarà un ritorno spontaneo; pertanto, non fare l’accattone: in amore, sii un imperatore. Dona il tuo amore semplicemente, e osserva cosa accade: ti ritorna moltiplicato mille volte."

Osho


Lo so che ti suona smielato...


"Lo so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Beh, dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare, perché se non hai tentato, non hai mai vissuto."

Tratto dal film Vi presento Joe Black


La storia di Elvira Rawson, medico e attivista femminista



Articolo da Mujeres con ciencia

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su Mujeres con ciencia

Elvira Rawson (1867-1954) fu una donna all'avanguardia per i suoi tempi: medico, educatrice, attivista e promotrice di profondi cambiamenti sociali in Argentina tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Nata in un'epoca in cui l'accesso delle donne all'istruzione superiore era visto con sospetto, fu la seconda donna a laurearsi in medicina nel suo Paese. Coniugò la maternità – crebbe otto figli – con un'attiva vita professionale, dedicata non solo all'assistenza sanitaria, ma anche al miglioramento delle condizioni di vita di donne e bambini e alla lotta per i diritti civili e politici delle donne.

Elvira del Carmen Rawson Guiñazú nacque nella città di Junín (provincia di Buenos Aires, Argentina) il 19 aprile 1867, in una famiglia illustre che dava grande importanza all'istruzione e che annoverava personaggi illustri come Guillermo Rawson, fondatore della Croce Rossa Argentina. All'età di sei anni, la famiglia si trasferì a Mendoza, segnando per lei l'inizio di una vita dedicata all'apprendimento. All'epoca era comune che le ragazze fossero istruite nelle Scuole Normali, ed Elvira frequentò quella di Mendoza. Lì conseguì la laurea in magistratura nel 1884 e iniziò la sua carriera. Questa esperienza come educatrice le fornì risorse finanziarie per la sua futura carriera e le instillò una precoce consapevolezza dell'importanza dell'istruzione e dell'emancipazione femminile.

Vocazione di fronte alle avversità

Nonostante la forte opposizione dei genitori, che si rifiutavano di finanziare una carriera che consideravano inappropriata per una donna, Elvira si trasferì a Buenos Aires per iscriversi alla Facoltà di Medicina dell'Università di Buenos Aires. Dovette sostenere ulteriori esami di ammissione, poiché la sua laurea in insegnamento non era sufficiente per l'ammissione. Pur trovandosi in un ambiente accademico ostile alle donne – era l'unica studentessa in una classe di 84 uomini – Rawson perseverò negli studi; li combinò con lavori di insegnamento per finanziarli e nel 1892 divenne la seconda donna a laurearsi in medicina in Argentina, appena tre anni dopo la pioniera Cecilia Grierson.

La sua tesi di laurea, intitolata "Note sull'igiene femminile", affrontava aspetti della salute riproduttiva femminile come la pubertà, la gravidanza e l'allattamento, proponendo una prospettiva che mirava a sfidare pregiudizi e tabù che circondavano il corpo femminile e a promuovere un'assistenza sanitaria informata e rispettosa. Il suo lavoro è considerato uno dei primi trattati medici con una prospettiva di genere in Argentina.

Un medico impegnato

Fin dai suoi primi anni di carriera, Rawson ha concentrato la sua pratica medica sulle esigenze delle donne e dei gruppi più vulnerabili. La sua formazione in igiene e cura dei bambini l'ha portata a lavorare come insegnante in queste discipline, sia a livello accademico che nella comunità, promuovendo pratiche sanitarie che migliorassero la qualità della vita delle famiglie.

Già prima di laurearsi, durante la Rivoluzione del Parco – un conflitto politico e sociale che sconvolse Buenos Aires nel 1890 – Rawson, allora tirocinante all'Ospedale Rivadavia, dimostrò un carattere incrollabile e forti convinzioni etiche. Lei e altri colleghi fondarono un ospedale da campo per curare equamente i feriti di entrambe le fazioni, sfidando gli ordini dei superiori, che limitavano le cure a un solo gruppo. Ottennero un'ambulanza trainata da cavalli per trasportare i feriti, ma fu attaccata dalle forze governative, che spararono e uccisero i cavalli. Basandosi sul principio che gli ospedali appartengono al popolo, non al governo, Elvira scese dall'ambulanza e completò il trasferimento a piedi in mezzo agli spari. Per questo atto di coraggio, ricevette una medaglia d'oro e un orologio da Leandro N. Alem, leader dell'Unione Civica, un movimento a cui rimase legata per il resto della sua vita.

Oltre all'assistenza clinica, questa dottoressa si è fatta promotrice di politiche pubbliche incentrate sul benessere dei bambini e della comunità. Nel suo ruolo nel Consiglio Nazionale dell'Istruzione, ha promosso, tra le altre iniziative, l'istituzione della prima mensa scolastica del Paese e la distribuzione obbligatoria del latte nelle scuole, dimostrando il suo impegno nel migliorare l'alimentazione e la salute pubblica dei bambini. Ha inoltre guidato la creazione della prima istituzione dedicata ai bambini con disabilità o gravi problemi, a dimostrazione del suo impegno per l'inclusione sociale.

Femminismo e attivismo

L'interesse di Elvira Rawson per la giustizia sociale non si limitava al campo della salute. Fu una delle fondatrici del primo Centro Femminista istituito nel Paese nel 1905, il cui obiettivo era promuovere l'emancipazione intellettuale, morale e materiale delle donne, sostenendo misure e modifiche legislative volte a migliorare la loro posizione sociale. La sua partecipazione in questo ambito la collocò tra le pioniere del movimento femminista latinoamericano.

Il suo attivismo si intensificò nel 1910 durante il Primo Congresso Internazionale delle Donne, tenutosi a Buenos Aires, dove ricoprì la carica di vicepresidente. In quell'occasione, presentò proposte volte a riformare il Codice Civile vigente, eliminando la subordinazione legale delle donne ai mariti e garantendo loro pari diritti in questioni come l'autorità parentale, la libera amministrazione della proprietà e la tutela dei diritti individuali sia all'interno che all'esterno del matrimonio. La sua partecipazione a questo forum segnò una svolta nel dibattito pubblico sulla parità di genere in Argentina.

Nel 1919 fondò, insieme a figure come Alfonsina StorniAdelina Di Carlo ed Emma Day, l'Associazione per i Diritti delle Donne, un'organizzazione che crebbe fino a comprendere undicimila iscritte e fu fondamentale nella promozione di leggi a tutela delle lavoratrici, come il divieto del lavoro notturno. Questa organizzazione presentò proposte legislative per l'emancipazione civile e il suffragio femminile al Congresso argentino, quest'ultimo considerato il primo del suo genere nella regione. Sebbene non fosse stata approvata all'epoca, la proposta gettò le basi per il futuro riconoscimento del diritto di voto alle donne in Argentina nel 1951, pochi anni prima della morte della dottoressa.

Elvira Rawson morì a Buenos Aires il 4 giugno 1954, all'età di 87 anni. Oggi il suo nome compare negli spazi pubblici, nelle istituzioni e nelle strade di città come Buenos Aires, dove un viale a Puerto Madero la onora come una delle grandi scienziate e attiviste che hanno forgiato l'uguaglianza in Argentina.

Riferimenti

Continua la lettura su Mujeres con ciencia

Fonte: Mujeres con ciencia

Autore: Edurne Gaston Estanga

Articolo tratto interamente da Mujeres con ciencia


La delusione



"Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. 
Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. 
E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. 
La vittima d'una ingiustizia che non t'aspettavi, d'un fallimento che non meritavi. 
Ti senti anche offeso, ridicolo, sicché a volte cerchi la vendetta. 
Scelta che può dare un po' di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado s'accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono." 

Oriana Fallaci 



Quando vedo abbassare lo sguardo di una donna perché viene criticata

Vanessa Incontrada

"Quando vedo abbassare lo sguardo di una donna perché viene criticata per come si veste, per come si trucca, se è magra, se è grassa, quanto profumo si mette, come guida, quanto parla, quante persone frequenta. Se vuole un figlio, se non lo vuole, se è troppo maschile, se è troppo femminile, se è troppo libertina è una poco di buono, se non lo è, è troppo rigida. Ogni volta mi ricordo di quante volte io ho abbassato lo sguardo per quello che mi son sentita dire, finché ho capito che nessuno mi può giudicare, perché ho capito che nessuno ti può giudicare".

Vanessa Incontrada

Photo credit Elena Torre caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons