Oggi ricordiamo una donna che non è stata solo una testimone del Novecento, ma una presenza viva, ostinata, capace di attraversare un secolo senza mai piegarsi: Giovanna Marturano (1912–2013). La sua vita è stata un cammino “in direzione ostinata e contraria”, guidato da un’idea semplice e radicale: libertà e giustizia sociale.
Giovanna cresce in una famiglia sarda profondamente antifascista. La politica, per lei, non è un concetto astratto: è l’aria che respira da bambina. Durante il regime, la sua casa diventa un rifugio, un luogo sicuro per chi immaginava un’Italia diversa.
Dopo il confino del marito in Sardegna, torna a Roma e si unisce alla Resistenza come staffetta partigiana. Corre, organizza, rischia. E quel coraggio le vale la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Il 1945 non è un punto d’arrivo. Per lei è un nuovo inizio. Nell’UDI e nel PCI continua a battersi per i diritti delle donne, per il divorzio, per l’aborto, per la dignità del lavoro. Sempre con la stessa voce ferma, sempre dalla parte di chi non ha voce.
“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.”
Una frase che oggi pesa ancora di più.
Fino ai suoi 101 anni, Giovanna è stata nelle scuole, nelle piazze, tra i giovani. Portava con sé una grinta contagiosa e un sorriso che sapeva di speranza. Non raccontava la storia: la consegnava. Ci ricordava che la democrazia non è un monumento, ma un giardino da curare ogni giorno.
Ciao, Giovanna.
La tua staffetta continua nelle nostre gambe.
Autore: Resistenza Rosa
Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore
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