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giovedì 25 giugno 2026

Vicini al popolo venezuelano con tutto il cuore💛💙❤️

Le notizie che arrivano dal Venezuela in queste ore ci lasciano con il fiato sospeso e il cuore pesante. La devastante sequenza sismica di magnitudo 7.2 e 7.5 che ha colpito il Paese, in particolare lo Stato di Yaracuy, La Guaira e la capitale Caracas, sta causando enormi sofferenze, distruzione e purtroppo la perdita di vite umane.

In questo momento di profondo dolore e incertezza, desideriamo esprimere la nostra più totale vicinanza e solidarietà a tutto il popolo venezuelano, a chi ha perso i propri cari e a chi sta vivendo ore di angoscia in strada.

Un pensiero di immenso ringraziamento va ai soccorritori, al personale medico e a tutti i volontari che, senza sosta e tra mille difficoltà, stanno scavando tra le macerie per salvare vite umane.

 #FuerzaVenezuela 💛💙❤️


Immagine generata con intelligenza artificiale


Due potenti terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il Venezuela, causando decine di morti a Caracas


Articolo da elDiario.es

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su elDiario.es

L'United States Geological Survey (USGS) ha indicato che il primo terremoto ha avuto una magnitudo di 7.2, e il secondo, ancora più forte, di magnitudo 7.5, si è verificato appena un minuto dopo. L'USGS stima che potrebbero esserci fino a 100.000 morti; nella sua stima iniziale, il governo venezuelano ha riportato 32 morti e 700 feriti.

Mercoledì pomeriggio due potenti terremoti hanno colpito il Venezuela, provocando il crollo di edifici nella capitale, Caracas.

Secondo le stime preliminari del suo sistema PAGER, l'United States Geological Survey (USGS) ha calcolato mercoledì che i terremoti potrebbero causare un numero di vittime compreso tra 10.000 e 100.000, prevedendo anche ingenti perdite economiche.

La presidente venezuelana Delcy Rodríguez ha fornito stasera un primo bilancio ufficiale: 32 morti e oltre 700 feriti ricoverati nelle strutture sanitarie. Queste cifre non includono ancora i dati provenienti dallo stato di La Guaira.

"I due forti terremoti che hanno appena colpito il meraviglioso popolo del Venezuela sono di enorme magnitudo e hanno causato un numero devastante di vittime", ha dichiarato Trump su Truth Social. "Gli Stati Uniti sono pronti, disposti e in grado di aiutare! Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo lì per i nostri meravigliosi nuovi amici. I primi rapporti non sono affatto buoni!!!"

L'USGS ha riferito che il primo terremoto ha avuto una magnitudo di 7,2 e che il suo epicentro si trovava a ovest della città di Morón, sulla costa caraibica del paese, a circa 168 chilometri a ovest di Caracas. Il terremoto ha avuto una profondità di 13 chilometri.

L'USGS ha segnalato un terremoto ancora più forte, di magnitudo 7.5 sulla scala Richter, appena un minuto dopo. Il secondo sisma ha avuto un ipocentro a 10 chilometri di profondità e il suo epicentro si trovava a 16 chilometri a sud-ovest di Morón.

Questi terremoti sono tra i più forti che abbiano colpito il Venezuela in oltre un secolo.

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza. "Dichiariamo lo stato di emergenza, come previsto dalla nostra Costituzione", ha affermato Rodríguez in un discorso trasmesso dal canale televisivo statale Venezolana de Televisión (VTV), accompagnata dal presidente dell'Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez, e dal ministro dell'Interno e della Giustizia, Diosdado Cabello.

Ha inoltre affermato che l'intera rete sanitaria pubblica e privata del Paese è stata attivata, soprattutto nelle zone più colpite, per assistere i feriti, senza tuttavia specificarne il numero.

I terremoti si sono verificati poco dopo le 18:00 ora locale. Gli abitanti di Caracas hanno evacuato gli edifici che oscillavano e sono rimasti per le strade; molti erano visibilmente scossi nel vedere interi muri crollare, lasciando a nudo i mobili sottostanti, come riporta l'AP. Nuvole di polvere si sono alzate anche in due quartieri della capitale, solitamente affollati di ristoranti e altre attività commerciali. La gente si è trattenuta per le strade anche dopo il tramonto. Alcuni si sono seduti per terra abbracciando i propri animali domestici mentre la polvere si depositava intorno a loro.

Il Centro di allerta tsunami del Pacifico degli Stati Uniti ha emesso un'allerta tsunami per le Isole Vergini. Anche le autorità della Repubblica Dominicana hanno emesso un'allerta, e un'ulteriore allerta è stata attivata per Porto Rico.

Il Centro nazionale di allerta tsunami degli Stati Uniti ha spiegato che le due scosse hanno formato un "doppietto sismico", un fenomeno in cui due forti terremoti si verificano a pochi secondi di distanza l'uno dall'altro nella stessa area. Le informazioni ufficiali sono state quindi aggiornate per identificare il terremoto di magnitudo 7.5 come l'evento principale, riferisce l'agenzia Efe.

Il ministro dell'Interno Diosdado Cabello ha dichiarato che il terremoto è stato avvertito in diversi stati. Ha osservato che il quartiere di Altamira a Caracas presentava "situazioni allarmanti" con case ed edifici crollati, il che fa pensare a feriti a causa del sisma. Ha esortato gli automobilisti a dare la precedenza alle ambulanze e agli altri veicoli di emergenza, secondo quanto riportato dall'AP.

«Comprendiamo che alcune persone possano essere disperate, ma stiamo agendo secondo i protocolli per attivare le operazioni di soccorso e assistenza al fine di aiutare chi ne ha più bisogno», ha dichiarato Cabello alla televisione di stato: «Fate particolare attenzione ai bambini e agli anziani; chiamatevi a vicenda e verificate che nessuno sia rimasto ferito».

Ha inoltre esortato la popolazione a rimanere all'aperto, poiché le scosse di assestamento potrebbero causare ulteriori danni ad alcune strutture.

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Fonte: elDiario.es

Autore: elDiario.es

Licenza: Licenza Creative Commons
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Articolo tratto interamente da elDiario.es

Video credit SEVENRO caricato su YouTube


Rutte accusa: 500 scali dagli aeroporti italiani verso l’Iran



Articolo da Il Manifesto

Il segretario della Nato Mark Rutte intervistato da Fox Tv: «Un numero enorme». Il governo italiano si difende: «Solo assistenza logistica». Dalle basi di Sigonella e Aviano fornito supporto fondamentale per l’apparato bellico statunitense

Il Segretario generale della Nato Mark Rutte ha scatenato una tempesta mediatica dichiarando che «500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione Epic Fury» contro l’Iran. Il discorso, che partiva dalla «delusione» di Donald Trump per il mancato appoggio dei Paesi europei alla guerra in Medioriente, ha chiamato in causa direttamente il governo di Roma, sottolineando anche che si tratta di «un numero enorme» di voli, dato che «se consideriamo l’intera Europa, si parla di una cifra compresa tra 4.000 e 5.000».

IMMEDIATA la risposta, piccata a dir poco, del ministro della Difesa Guido Crosetto: «Abbiamo operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti». Le opposizioni sono subito esplose in un coro di condanna e richiesta di spiegazioni sull’operato del governo.

NEL POMERIGGIO la portavoce della Nato, Allison Hart, ha chiarito che Rutte «ha sottolineato come gli Alleati, tra cui l’Italia, abbiano dato attuazione agli accordi bilaterali esistenti in materia di stazionamento delle forze e sorvoli. Il tipo di sostegno cui ha fatto riferimento riguarda il supporto logistico o tecnico». Parole che sembrano suggerite da Roma per placare le polemiche, ma che al momento non sono bastate.

DEL RESTO la questione è molto più spinosa di come il nostro governo vuole farla apparire. Il trattato bilaterale Usa-Italia risale al 1954 e da allora è sempre rimasto segreto. Nessun governo si è azzardato a spiegare cosa prevede questo accordo e dunque il biasimo non può ricadere solo su Guido Crosetto. Ma la giustificazione «gli aerei partiti dalle basi italiane non vanno a bombardare» è quantomai equivoca, se non apertamente fuorviante. «Abbiamo innumerevoli documenti» ci spiega Antonio Mazzeo, corrispondente di Pagine Esteri ed esperto di Difesa, «che provano che dalle basi di Aviano e Sigonella sono transitati aerei-cisterna per il rifornimento dei bombardieri partiti, ad esempio, dalla Gran Bretagna per bombardare l’Iran. Abbiamo il tracciato di grandi velivoli dell’US Airforce che hanno fatto scalo nelle stesse basi italiane per poi portare rifornimento alle truppe nel Golfo».

Inoltre, a Sigonella sono di stanza i droni Triton (velivolo ultra-tecnologico usato per lo spionaggio e il monitoraggio al suolo) e i pattugliatori P8 Poseidon della marina, specializzati nell’individuazione dei sottomarini e probabilmente usati sullo stretto di Hormuz. «Dopo che con la Rete italiana pace e disarmo abbiamo denunciato questi movimenti, abbiamo notato che a metà marzo due droni Triton sono stati trasferiti nelle basi Usa in Arabia Saudita e in Giordania e uno di questi è anche stato abbattuto dagli iraniani mentre l’altro alla fine è rientrato in Sicilia dov’è tuttora attivo» spiega ancora Mazzeo. Il fatto che la guerra voluta da Trump stesse già diventando molto impopolare rende plausibile l’ipotesi che il governo Meloni volesse sganciarsi in qualche modo.

ANCHE SE la versione della Difesa è plausibile sul piano teorico, alla prova dei fatti i distinguo non reggono. Innanzitutto la definizione di «attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche» adottata dal ministero come garanzia del suo operato è poco chiara.

«Interpellate qualsiasi esperto di forze armate e vi dirà la stessa cosa: sono tutte soste cinetiche, ovvero operazioni in movimento: l’atterraggio, il decollo, il rifornimento è un’espressione inventata per sganciarsi dalle operazioni Usa» prosegue Mazzeo. Fonti della Difesa a conoscenza del dossier confermano la difficoltà di circoscrivere in modo stringente la natura «tecnica» di un passaggio aereo: questo può riguardare la manutenzione, il rifornimento o altri tipi di operazioni sia di velivoli che partono da basi europee sia di quelli di ritorno da altri scenari. Senza considerare la possibilità di uno scalo: aggiungendo una tappa intermedia tra l’Italia e il Golfo, come fu la Turchia nel 2003 quando gli Usa portavano la guerra in Iraq. Se gli aerei-cisterna vanno a rifornire i bombardieri su Teheran o i droni sorvolano le basi dei pasdaran per individuare le coordinate da trasmettere all’aviazione per i raid, o ancora si spiano i movimenti delle alte cariche dello stato nemico, in questi casi possiamo considerare che gli aerei che decollano dall’Italia stanno partecipando attivamente alla guerra?

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Fonte: Il Manifesto

Autore: 
Michele Gambirasi, Sabato Angieri

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Articolo tratto interamente da Il Manifesto


Il giorno più nero per gli animali: il Senato ha approvato il Ddl Caccia



Articolo da Lipu 

Il commento di Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e WWF Italia dopo l'approvazione in Senato del Ddl. Ecco i nominativi dei senatori che hanno votato a favore

Il voto di oggi al Senato è una violenza inaccettabile nei confronti della natura e degli animali selvatici e contrario alla volontà della stragrande maggioranza degli italiani, alle evidenze della scienza e alla sicurezza delle persone. 

L’affollatissimo sit-in di oggi al Pantheon organizzato da Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu Bird Life Italia e WWF Italia ha espresso un chiaro NO al disegno di legge sparatutto voluta dal governo Meloni e dalla sua maggioranza. Un provvedimento che rappresenta un regalo ad una minoranza di cacciatori. Il conto lo pagheranno gli animali selvatici e le persone, che vengono espropriate del diritto di vivere la natura in libertà. Con questa controriforma, i boschi somiglieranno sempre di più a poligoni di tiro, senza regole. 

Ora la battaglia si sposta alla Camera. E il governo non può continuare a ignorare una protesta sempre più forte che, partita dalle associazioni ambientaliste e animaliste, ha ormai coinvolto il mondo della scienza e milioni di cittadini italiani. Una mobilitazione che oggi non deve fermarsi, ma anzi intensificarsi. A iniziare dalla politica dove all’impegno profuso finora dai senatori di opposizione, che le associazioni ringraziano, si deve ora aggiungere lo sforzo dei tanti deputati che vogliono combattere per una natura di tutti prigioniera dei capricci dei pochi cacciatori.

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Fonte: Lipu

Autore:
Lipu 

Licenza: This work is licensed under Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International

Articolo tratto interamente da Lipu


Dipinto del giorno

 


Salome di Henri Robert


Al futuro o al passato...



"Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l'uno dall'altro e non vivono soli... a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto. Dall'età del livellamento, dall'età della solitudine, dall'età del Grande Fratello, dall'età del bispensiero... tanti saluti!"

George Orwell

 Tratto dal libro "1984" di George Orwell


Spleen di Charles Baudelaire


Spleen

Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve
Sull’anima gemente in preda a lunghi affanni,
E in un unico cerchio stringendo l’orizzonte
Riversa un giorno nero più triste dell notti;

Quando la terra cambia in un’umida cella,
Entro cui la Speranza va, come un pipistrello,
Sbattendo la sua timida ala contro i muri
E picchiando la testa sul fradicio soffitto;

Quando la pioggia stende le sue immense strisce
Imitando le sbarre di una vasta prigione,
E, muto e ripugnante, un popolo di ragni
Tende le proprie reti dentro i nostri cervelli;

Delle campane a un tratto esplodono con furia
Lanciando verso il cielo un urlo spaventoso,
Che fa pensare a spiriti erranti e senza patria
Che si mettano a gemere in maniera ostinata.

– E lunghi funerali, senza tamburi o musica,
Sfilano lentamente nel cuore; la Speranza,
Vinta, piange, e l’Angoscia, dispotica ed atroce,
Infilza sul mio cranio la sua bandiera nera…

Charles Baudelaire

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