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martedì 11 agosto 2026

Le spiagge italiane stanno scomparendo a causa dell'erosione



Articolo da LifeGate

Innalzamento dei livelli del mare e cementi, così le spiagge sono sotto attacco su tutti i fronti. L’allarme di Legambiente e una proposta parlamentare. 

L’Italia perde terreno, letteralmente, lungo i suoi litorali. Il nuovo rapporto Spiagge 2026 dell’Osservatorio Nazionale Città Clima di Legambiente e una proposta di legge presentata di recente in Parlamento raccontano la stessa storia da due angolazioni diverse: quella dei numeri e quella della politica che finora non è riuscita a tenere il passo di una crisi che si misura in metri di spiaggia che ogni anno spariscono. 

Erosione, i numeri di un Paese che arretra 

Il quadro fotografato da Legambiente è netto. Dal 2010 sono stati registrati 1.073 eventi meteo-idro nei comuni costieri, pari al 38,6 per cento del totale nazionale, concentrati in appena 308 comuni su 643. Le mareggiate, in particolare, sono la categoria in crescita più vertiginosa: +550 per cento tra il 2022 e il 2026. A gennaio di quest’anno il ciclone Harry ha colpito duramente la Sicilia ionica, causando dieci vittime tra i Paesi del Mediterraneo, centinaia di morti tra i migranti sorpresi in mare e circa 2 miliardi di euro di danni.

Un episodio che, ricorda il dossier di Legambiente Sicilia, non è piovuto dal cielo: negli ultimi quarant’anni il cemento, legale e illegale, ha sottratto quasi il 30 percento del suolo entro i 300 metri dalla costa siciliana, cancellando le difese naturali che avrebbero potuto assorbire l’urto.  

I dati Ispra citati nel rapporto confermano la dimensione strutturale del fenomeno: oltre il 40 per cento delle coste basse italiane è interessato da processi erosivi, e 1.500 chilometri di litorale sono ormai protetti da opere rigide, aumentate sensibilmente negli ultimi vent’anni. Eppure il problema continua ad avanzare, perché l’erosione non nasce sulla spiaggia, ma molto più a monte: dighe, escavazioni di inerti, cementificazione degli alvei fluviali interrompono il flusso di sedimenti che per millenni ha alimentato le coste. 

Una crisi nata a monte, non sul bagnasciuga 

È lo stesso ragionamento al centro della proposta di legge presentata da Patty L’Abbate, che ha portato il tema in Commissione Ambiente della Camera attraverso un question time al ministro dell’Ambiente. La deputata parte da un dato che l’Ipcc colloca al centro delle sue analisi: il Mediterraneo è uno dei principali hotspot climatici del pianeta, con una temperatura superficiale che cresce più velocemente della media globale e un livello del mare che sale di 3-4 millimetri l’anno, con un’accelerazione ormai evidente. “Non stiamo assistendo a una semplice trasformazione del paesaggio”, scrive L’Abbate, “ma a una profonda alterazione dell’equilibrio geomorfologico dei sistemi costieri”. 

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Fonte:
LifeGate

Autore:
Simone Santi

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Articolo tratto interamente da
LifeGate


11 agosto 1944: liberazione di Firenze


Video credit Istituto nazionale Ferruccio Parri caricato su YouTube


Dipinto del giorno

Nutrire i piccioni di Giacomo Favretto


È giusto che in Italia, mentre i grandi monopoli...

"È giusto che in Italia, mentre i grandi monopoli continuano a moltiplicare i loro profitti e le loro ricchezze, ai lavoratori non rimangano che le briciole? È giusto che il salario dei lavoratori sia al di sotto dei bisogni vitali dei lavoratori stessi e delle loro famiglie, delle loro creature? È giusto questo? Di questo dobbiamo parlare, perché questo è il compito del sindacato."

Giuseppe Di Vittorio



Felicità di Edith Wharton


Felicità

Questo amore perfetto non riesce a trovare parole da dire.
Quali parole sono rimaste, ancora sacre per il nostro uso,
che non hanno subito l'abuso del triste mondo,
e raffigurano una gioia offuscata e grigia?
Restiamo ancora in silenzio, poiché le parole trasmettono
solo immagini ombrose, in cui perdiamo
la pienezza della luce dell'amore; le nostre labbra rifiutano
il fluente luogo comune di ieri.

Allora sentiremo sotto l'ala meditabonda
del silenzio quali voci persistenti dormono,
le note primordiali della natura, che superano
i piccoli rumori dell'uomo, gorgheggiano o piangono,
il canto che le stelle del mattino cantano insieme,
il suono dell'abisso che chiama l'abisso.

Edith Wharton


Oggi la crisi è crisi profonda


"Oggi la crisi è crisi profonda. Crisi del sé, e dell'essere sempre insoddisfatti di tutto, o quasi. È la crisi del vivere immersi in un grigiore diffuso che rende grigi sentimenti, emozioni, fino a ingrigire l'anima; fino a quella scontentezza che, se non accolta come una normale fase ciclica della vita, impedisce di pensare a un futuro, di creare e progettare, e di uscirne. E così moltissimi tra noi vivono sempre sulla soglia della depressione, un limite molto fragile, facilmente oltrepassabile, al di là del quale si può spalancare il baratro della patologia vera e propria. Dietro la maschera, magari in pubblico sorridente e gaudente, si nasconde la sensazione di non sentirsi all'altezza, di essere inadeguati o comunque scontenti, talvolta senza neppure sapere bene perché."

Robin Williams


lunedì 10 agosto 2026

Nelle notti d’agosto...


"Nelle notti d’agosto non sai se la cosa che cade sia una stella, né se a dover cadere sia proprio quella. E non sai se convenga bene augurare o trarre vaticini. Da un equivoco astrale? Quasi non fosse ancor giunta la modernità?"

Wisława Szymborska