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giovedì 10 settembre 2026

El pueblo unido jamás será vencido: un inno all'unità e alla resistenza

"El pueblo unido jamás será vencido" è molto più di una semplice canzone. È un inno alla speranza, alla solidarietà e alla lotta per un mondo più giusto ed equo. Composta da Sergio Ortega che ne scrisse la musica in collaborazione con il gruppo musicale Quilapayún, nel contesto del governo di Salvador Allende in Cile, questo brano musicale è diventato un simbolo di resistenza contro l'oppressione e l'ingiustizia.

Il Cile, all’inizio degli anni ’70, viveva un momento storico. L’elezione di Salvador Allende a presidente, in rappresentanza di Unità Popolare, ha significato un progresso significativo per le classi lavoratrici e i settori più svantaggiati. Tuttavia, questo processo di cambiamento sociale fu violentemente interrotto dal colpo di stato di Augusto Pinochet nel 1973.

In questo contesto, “El pueblo unido jamás será vencido” è diventato un grido di incoraggiamento per quanti si sono battuti per la democrazia e i diritti umani. La canzone, eseguita da vari artisti come Quilapayún e Inti-Illimani, ha oltrepassato i confini del Cile ed è diventata un inno per i movimenti sociali e le lotte popolari in tutto il mondo.

Il suo messaggio è valido ancora oggi, ispirando coloro che lottano per un mondo più giusto ed equo.


Video credit1un2dos3three caricato su YouTube


L'ultimo discorso di Salvador Allende



"La storia è nostra e la fanno i popoli"; perché è troppo vero, è troppo bello, è troppo giusto ed opportuno.

"Pagherò con la mia vita la difesa dei principi che sono cari a questa patria. Cadrà la vergogna su coloro che hanno disatteso i propri impegni, venendo meno alla propria parola, rotto la disciplina delle Forze Armate. Il popolo deve stare all’erta, vigilare, non deve lasciarsi provocare, né massacrare, ma deve anche difendere le sue conquiste. Deve difendere il diritto a costruire con il proprio lavoro una vita degna e migliore. 

Una parola per quelli che, autoproclamandosi democratici, hanno istigato questa rivolta, per quelli che, definendosi rappresentanti del popolo, hanno tramato in modo stolto e losco per rendere possibile questo passo che spinge il Cile nel baratro.

In nome dei più sacri interessi del popolo, in nome della patria vi chiamo per dirvi di avere fede.

La storia non si ferma né con la repressione né con il crimine; questa è una tappa che sarà superata, è un momento duro e difficile. E’ possibile che ci schiaccino, ma il domani sarà del popolo, sarà dei lavoratori. L’umanità avanza per la conquista di una vita migliore.

Compatrioti: è possibile che facciano tacere la radio, e mi accomiato da voi. In questo momento stanno passando gli aerei. E’ possibile che sparino su di noi. Ma sappiate che siamo qui, per lo meno con questo esempio, per mostrare che in questo paese ci sono uomini che compiono la loro funzione fino in fondo. Io lo farò per mandato del popolo e con la volontà cosciente di un presidente consapevole della dignità dell’incarico. Forse questa sarà l’ultima opportunità che avrò per rivolgermi a voi.

Le Forze Aeree hanno bombardato le antenne di radio Portales e di radio Corporacion. Le mie parole non sono amare ma deluse; esse saranno il castigo morale per quelli che hanno tradito il giuramento che fecero.

Soldati del Cile, comandanti in capo e associati - all’ammiraglio Merino - il generale Mendoza, generale meschino che solo ieri aveva dichiarato la sua solidarietà e lealtà al governo, si è nominato comandante generale dei Carabineros.

Di fronte a questi eventi posso solo dire ai lavoratori: io non rinuncerò. Collocato in un passaggio storico pagherò con la mia vita la lealtà del popolo.

E vi dico che ho la certezza che il seme che consegnammo alla coscienza degna di migliaia e migliaia di cileni non potrà essere distrutto definitivamente.

Hanno la forza, potranno asservirci, ma non si arrestano i processi sociali, né con il crimine, né con la forza.

La storia è nostra e la fanno i popoli.

Lavoratori della mia patria, voglio ringraziarvi per la lealtà che sempre avete avuto, la fiducia che avete riposto in un uomo che é stato soltanto interprete di grande desiderio di giustizia, che giurò che avrebbe rispettato la costituzione e la legge, così come in realtà ha fatto. In questo momento finale, l’ultimo nel quale io possa rivolgermi a voi, spero che sia chiara la lezione. Il capitale straniero, l’imperialismo, insieme alla reazione ha creato il clima perché le Forze Armate rompessero la loro tradizione: quella che mostrò Schneider e che avrebbe riaffermato il comandante Araya, vittima di quel settore che oggi starà nelle proprie case sperando di poter conquistare il potere con mano straniera a difendere le proprietà e i privilegi.

Mi rivolgo, soprattutto, alla semplice donna della nostra terra: alla contadina che ha creduto in noi; all’operaia che ha lavorato di più, alla madre che ha sempre curato i propri figli.

Mi rivolgo ai professionisti della patria, ai professionisti patrioti, a coloro che da giorni stanno lavorando contro la rivolta auspicata dagli ordini professionali, ordini di classe che solo vogliono difendere i vantaggi di una società capitalista.

Mi rivolgo alla gioventù, a quelli che hanno cantato la loro allegria e il loro spirito di lotta.

Mi rivolgo all’uomo del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo è già presente da tempo negli attentati terroristici, facendo saltare ponti, interrompendo le vie ferroviarie, distruggendo oleodotti e gasdotti. Di fronte al silenzio di quelli che avevano l’obbligo di intervenire, la storia li giudicherà. Sicuramente radio Magallanes sarà fatta tacere e il suono tranquillo della mia voce non vi giungerà.

Non importa, continuerete ad ascoltarmi. Sarò sempre vicino a voi, per lo meno il ricordo che avrete di me sarà quello di un uomo degno che fu leale con la patria.

Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi. Il popolo non deve lasciarsi sterminare e non deve farsi umiliare.

Lavoratori della mia patria: ho fiducia nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno il momento grigio ed amaro in cui il tradimento vuole imporsi.

Andate avanti sapendo che, molto presto, si apriranno grandi viali attraverso cui passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore. Viva il Cile, viva il popolo, viva i lavoratori!

Queste sono le mie ultime parole, ho la certezza che il sacrificio non sarà vano.

Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una punizione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento.

Tratto da L'ultimo discorso di Salvador Allende pronunciate a Radio Magellanes


mercoledì 9 settembre 2026

Vi ricordo l'iniziativa: gli angoli


Voglio ricordare l'iniziativa: gli angoli


Per maggiori informazioni:


Brezza marina di Stéphane Mallarmé


Brezza marina

La carne è triste, ahimè! e ho letto tutti i libri.
Fuggire là, fuggire! Io sento uccelli ebbri
D'esistere tra cieli ed ignorate spume.
O notti! né il chiarore deserto del mio lume
Sulla pagina vuota che il candore difende,
Riterrà questo cuore che al mare si protende,
Né la giovane donna che allatta ad una culla,
Né antichi parchi a specchio d'occhi pensosi, nulla.
Io partirò! Veliero dall'alta alberatura,
Salpa l'ancora verso un'esotica natura!
Un Tedio, desolato dalle speranze inani,
Crede ancora all'addio supremo delle mani!
E questi alberi forse, amici alle-tempeste,
Sono quelli perduti che il vento adesso investe,
Perduti, senza vele, né verdi isole ormai...
Ma tu, mio cuore, ascolta cantare i marinai!


Stéphane Mallarmé

Senza una sola di queste cause...


"Senza una sola di queste cause non sarebbe potuto accadere nulla. Dunque tutte queste cause, miliardi di cause, hanno agito in concomitanza per dar luogo a ciò che accadde. Di conseguenza, nulla fu causa isolata ed esclusiva dell'evento, ma l'evento dovette verificarsi semplicemente perché doveva verificarsi. Milioni di uomini, rinunciando ai loro sentimenti umani e alla loro umana ragione, dovevano andare da occidente a oriente e uccidere i loro simili, così come secoli prima altre folle di uomini erano andati da oriente a occidente per agire all'identico modo."

 Lev Tolstoj 


Il vero coraggio...


"Il vero coraggio è quando non vedi nessuno vicino a te. Allora devi partire da solo. E poi magari ti volti indietro e c'è qualcuno, in mezzo agli alberi, sulla cima di una montagna, al di là del fiume. E capisci che sta camminando al tuo fianco."

Stefano Benni


Tu chiamale se vuoi emozioni...



Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi

Ritrovarsi a volare

E sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare

Un sottile dispiacere

E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire

Dove il sole va a dormire

Domandarsi perché quando cade la tristezza in fondo al cuore

Come la neve non fa rumore

E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere

Se poi è tanto difficile morire

E stringere le mani per fermare qualcosa che è dentro me

Ma nella mente tua non c'è

Capire tu non puoi

Tu chiamale se vuoi emozioni

Tu chiamale se vuoi emozioni 


Tratto dal brano Emozioni di Lucio Battisti