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martedì 19 maggio 2026

L’Italia e il suo cielo di rabbia


In Italia c’è un vento che non somiglia a niente di buono. Non porta profumi, non porta sollievo: è un soffio ruvido, che graffia. Un vento fatto di parole scagliate di fretta, di giudizi che arrivano prima dei fatti, di un’inquietudine che si infila ovunque, anche dove non dovrebbe.

A volte sembra che il paese intero cammini con le spalle tese, come se aspettasse sempre il prossimo colpo. E quando qualcuno inciampa, quando qualcuno sbaglia, quando qualcuno semplicemente è diverso, c’è sempre una mano pronta a puntare il dito. Una mano, o un commento, o un coro.

Da dove nasce tutto questo?

Non serve essere sociologi per capirlo: viviamo in un’Italia stanca, che da anni tira avanti con stipendi che non crescono e promesse che evaporano. Un’Italia che ha imparato a convivere con la precarietà come fosse un’abitudine, e quando la vita traballa, trovare un colpevole diventa quasi un riflesso.

Poi ci sono i social, che amplificano tutto ciò che divide. La rabbia fa rumore, la paura fa clic. E così ci ritroviamo immersi in un’eco continua, dove chi urla di più sembra avere sempre ragione.

E c’è anche la politica, certo. Una politica che spesso preferisce indicare un nemico piuttosto che costruire una soluzione. Perché un nemico è semplice, immediato, funziona.

La cronaca, ogni giorno, ce lo sbatte in faccia

Aggressioni contro chi ama in modo diverso. Ragazzi picchiati per un’identità che non rientra negli schemi di qualcun altro. Donne uccise da uomini che confondevano il possesso con l’amore. Insulti che piovono su giornaliste, attiviste, sindaci, persone che hanno solo avuto il coraggio di parlare. Risse filmate come fossero intrattenimento, vite ridotte a clip da condividere.

E noi? Noi guardiamo, commentiamo, scorriamo. A volte ci indigniamo, a volte no. E questo “a volte no” è la parte che fa più paura.

Il vero pericolo è l’assuefazione

Non l’odio in sé, quello c’è sempre stato. Il problema è che non ci scuote più. Che ci sembra normale. Che lo accettiamo come si accetta un temporale improvviso: fastidioso, ma inevitabile.

Solo che inevitabile non lo è. È una crepa che attraversa il paese, sì, ma non è una crepa irreparabile. Dipende da noi decidere se allargarla o provare a chiuderla.

Perché l’Italia merita di più

Merita parole che non feriscono. Merita mani che si aprono, non che si stringono a pugno. Merita un respiro più largo, un orizzonte che non sia fatto solo di sospetto.

E forse, per ricominciare, basterebbe una cosa semplice: ricordarci che ogni volta che scegliamo l’odio, stiamo scegliendo di essere un po’ meno umani. E che non è questa l’Italia che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi.

Autore: Partigiana Cyber

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

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Immagine generata con intelligenza artificiale


Le persone sensibili



"Le persone sensibili hanno sempre il cuore al contrario, l'anima al contrario. Una lacrima pronta a cadere, un sorriso sulle labbra pronta a esplodere. Vivono in equilibrio tra le gioie e i dolori della vita. Non sono perfetti, al contrario. A volte si autodistruggono anche perché respirano attraverso il petto, mai attraverso i polmoni. Le persone sensibili possono sorridere per poco e piangere per nulla sanno fermarsi e meravigliarsi davanti a un arcobaleno, sorridere a un gatto, guardare il mare e assaporare in esso la pace e il tormento infinito. Sanno come trasformare la sabbia in polvere di stelle, illuminare un sogno nell'oscurità. Sanno vedere oltre l'apparenza, più di un sorriso, più di una lacrima. Oltre la rabbia, oltre il dolore perché vivono con il cuore."

Guilia Silvio


Ho imparato...


"Ho imparato che non si può tornare indietro, che l'essenza della vita è andare avanti. La vita, in realtà, è una strada a senso unico".

Agatha Christie



Il popolo vietnamita


"Il popolo vietnamita desidera ardentemente la pace per costruire il suo paese, ma si deve ottenere una vera indipendenza se si vuole avere la vera pace. La questione è molto chiara: l'imperialismo americano deve cessare i suoi attacchi aerei nel Nord, porre fine alla sua aggressione nel Sud, ritirare le sue truppe dal Vietnam meridionale e lasciare al popolo vietnamita di risolvere da sé i suoi affari."

Ho Chi Minh


19 maggio 1944: eccidio del Turchino

L’eccidio del Turchino è stato un massacro compiuto dalle SS naziste il 19 maggio 1944 in località Fontanafredda, vicino al Passo del Turchino (Genova), in cui vennero fucilati 59 prigionieri politici italiani


Video credit NIR Channel caricato su YouTube


Pensate all’eccesso di brutalità, di crudeltà e di falsità che dilaga attualmente nel mondo civile

"Pensate all’eccesso di brutalità, di crudeltà e di falsità che dilaga attualmente nel mondo civile. Credete veramente che un pugno di arrivisti e di corruttori senza coscienza sarebbe riuscito a scatenare tutti questi spiriti maligni, se milioni di uomini al loro seguito non avessero dato anch’essi il loro contributo?"

Sigmund Freud



Credo che i momenti perfetti durino soltanto un istante


"Credo che i momenti perfetti durino soltanto un istante, un dono dell'Universo che potrò conoscere e sperimentare molte volte nella vita, senza mai possederlo. Questo è ciò che provo quando contemplo un tramonto. Aspetto quel momento magico in cui l'oceano è sul punto di accogliere in un abbraccio la bellezza mozzafiato del sole all'orizzonte. L'istante esatto è quando il sole scompare, quando l'ultimo oro scintillante dell'astro si confonde con il blu trasparente dell'oceano per trasformarsi in un verde smeraldo. Un momento che dura una frazione infinitesima di secondo, ma un ricordo che di certo dura una vita."

Sergio Bambarén