sabato 15 dicembre 2018

Gli auguri di fine anno di Mirtillo



Ecco gli auguri di Mirtillo.


Gli auguri di fine anno di Mirtillo

"Il mio pensiero, stasera, va a tutte le persone che in questo 2018 hanno perso la vita in modo assurdo, vittime della follia umana, dei facili guadagni, della mancanza di attenzioni e precauzioni e penso ai morti di Genova, ai ragazzi della discoteca, al giovane giornalista italiano morto a Strasburgo. Quante vite piene di speranze e promesse gettate al vento. Quante famiglie nel dolore e nella disperazione !Mi auguro che, nel nuovo anno ci sia più attenzione verso gli altri, mi auguro che ci sia rispetto per tutti e che la vita umana sia considerata un bene prezioso da difendere a qualunque costo. Questo è il mio augurio per tutti e la mia speranza, perché il 2019 possa essere un anno migliore."

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Significativo l'augurio che ha lasciato Mirtillo.


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La virtù del rispetto


Articolo da Nuovoeutile

Dov’è finito il rispetto? Questa, lo so, sembra una domanda da vecchie signore. Ma, poiché non mi dispiace giocarmela ogni tanto da vecchia signora, è una domanda che mi sento autorizzata a pormi, e a porvi, anche se non esattamente in questi termini stizziti.

La prendo da un altro verso, invitandovi a a formulare una definizione esauriente del termine. Riuscirci non è facile come sembra.
Su, concedetevi  qualche secondo per pensarci.

COME LO DEFINIAMO? Sentimento e atteggiamento di riguardo, di stima e di deferenza, devota e spesso affettuosa, verso una persona, dice il vocabolario Treccani.  E poi: sentimento che porta a riconoscere i diritti, il decoro, la dignità. E ancora: osservanza, esecuzione fedele e attenta di un ordine, di una regola. Infine: riguardo, considerazione, attenzione.

CONVIVENZA E REGOLE. La definizione del termine è ampia. Considera ogni possibile ambito a cui l’idea e la pratica di quello che intendiamo per “rispetto” si può estendere: le relazioni tra persone. Le buone pratiche della convivenza. L’osservanza delle regole. Più in generale, il prestare attenzione a quanto ci sta attorno. Eppure, anche a leggerla nella sua interezza, sembra che manchi qualcosa.

RISPETTARE, CIOÈ GUARDARE. Vabbé, torno alle origini, abbandono la ricerca in rete, apro il vecchio vocabolario di latino e vado a pescare il verbo respĭcĭo, da cui deriva l’italiano rispetto. Il quale verbo significa, guarda un po’, guardare, guardare indietro, voltarsi a guardare.
Questo è un ottimo punto: il guardare.

TI RICONOSCO: TU ESISTI. Se ti rispetto, vuol dire che prima di tutto ti vedo. E che ti guardo, e non una volta sola. Se ti guardo, vuol dire che ti dedico il mio tempo e la mia attenzione, riconoscendo implicitamente il tuo valore.
C’è un sentimento che nasce da una distanza (appunto: uno spazio di rispetto), da un un indugio e da un riconoscimento.
Vuol dire insomma che non procedo come se tu non ci fossi. Non ti ignoro come se tu non contassi niente. Non ti scanso o ti calpesto come se tu fossi irrilevante o invisibile. Insomma: non faccio finta che tu non esista.

UNA QUESTIONE DI SOSTANZA. Sul rispetto reciproco si basano le relazioni interpersonali e la convivenza civile. Sul rispetto si fonda l’empatia. Non è (o non è solo) una questione di buone maniere o di deferenza. In altre parole: non è una questione di forma, ma di sostanza.

RISPETTABILITÀ: UN’ALTRA COSA. Tutto ciò, per inciso e a scanso di equivoci, c’entra assai poco con il concetto ottocentesco di decoro e rispettabilità borghese, formale e basata su rigide gerarchie, estese anche all’ambito familiare, fondamentalmente inique e… poco rispettose.

IL VALORE DELL’ALTRO. Qui si tratta, appunto, di riconoscere il valore dell’interlocutore e la legittimità della sua posizione e dei suoi interessi, all’interno di un confronto o di uno scambio. Questo vuol dire che interessi e posizione, che pure possono essere oggetto di discussione, in primo luogo vanno (ti vedo! E ti riconosco) considerati. Di fatto, rispettare anche gli avversari – ne abbiamo parlato di recente – è il modo per non trasformare un conflitto in una catastrofe irreparabile.

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Fonte: Nuovoeutile

Autore: 
Annamaria Testa 

Licenza: Licenza Creative Commons
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Articolo tratto interamente da 
Nuovo e utile


A Sirmione di Catullo



A Sirmione

O Sirmio, fior di tutte le penisole
e l'isole che il duplice Nettuno 
da chiari laghi e dal gran mar protende,
con che brama gioiosa a te ritorno!
Dunque la Tinia ed il bitinio suolo 
proprio ho lasciati e salvo io ti riveggo?

Oh come è dolce, senza più travagli,
por giù il peso dell'animo, e alla nostra
casa tornare dalle vie del mondo
a riposar nel sospirato letto!
Questo è sol premio a tanti affanni. Oh salve,
Sirmio gentil! Del signor tuo gioisci,
e voi gioite, onde del lidio lago!
Tutte ridete, o risa della villa!

Catullo


Immagine del giorno

Canyonlands

Parco nazionale delle Canyonlands

Photo credit Mr. Nixter caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons




venerdì 14 dicembre 2018

Antonio Megalizzi non ce l'ha fatta


Purtroppo è arrivata una notizia che non avrei mai voluta dare: Antonio Megalizzi, il giovane reporter  radiofonico italiano rimasto gravemente ferito alla testa nell'attacco al mercatino di Natale di Strasburgo, non ce l'ha fatta . Antonio si è spento nel pomeriggio all'ospedale Hautepierre di Strasburgo, dopo tre giorni di coma.

Ancora una volta la follia umana ha colpito, vittima un giovane innocente. Esprimo il mio più profondo cordoglio a tutti i parenti.






Aggiornamento sulla pagina Facebook bloccata


Voglio ricordare a tutti, che la pagina Facebook di questo blog è ancora bloccata dopo sette giorni. L'unica comunicazione arrivata dal supporto è stata la presa in carica delle mie segnalazioni. A questo punto, temo che il blocco durerà ancora a lungo.

Ringrazio tutti per la vostra solidarietà!




Tibet

Tibet བོད from Liu Xiang on Vimeo.

Photo e video credit Liu Xiang caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons