sabato 25 giugno 2022

La Corte Suprema di destra ribalta la legge sulle armi da fuoco di New York

National School Walkout Rally (42615)


Articolo da People's World

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su People's World

La maggioranza di estrema destra alla Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato la legge centenaria di New York che richiedeva alle persone di mostrare la "giusta causa" per ottenere una licenza per portare una pistola nascosta fuori casa. La decisione, annunciata il 23 giugno, rende molto più facile il trasporto di armi in pubblico, anche nelle metropolitane, nei negozi di alimentari e nelle strade affollate.

La sentenza è la decisione più significativa della Corte che ha ampliato i diritti sulle armi in dieci anni e ribalta ancora una volta radicalmente un precedente legale di lunga data e accettato. Evocando la propria giustificazione legale, la maggioranza ha fatto orecchie da mercante alla protesta pubblica in seguito ai massacri della scuola elementare di Uvalde e di Buffalo e alla carneficina quotidiana sempre crescente della violenza armata che ha traumatizzato le comunità in tutto il paese.

Il 12 aprile, un uomo armato ha scosso New York City quando ha sparato a un vagone della metropolitana gremito durante l'ora di punta, ferendone dieci e ferendone molti altri. Oltre nove sparatorie di massa si sono verificate lo scorso fine settimana, provocando sei vittime e ferendone altre 42.

Nel frattempo, in risposta all'aumento della violenza armata, i legislatori del Congresso Democratico hanno approvato la legislazione sulla sicurezza delle armi più considerevole degli ultimi decenni rispetto all'opposizione di maggioranza del GOP. Non sorprende che i funzionari eletti repubblicani abbiano celebrato la decisione della Corte.

È l'ultimo esempio di questo blocco di giudici maggioritari di estrema destra che si è arrogantemente incaricato di riformulare radicalmente e rapidamente le leggi del paese. La Corte ha dimostrato ancora una volta di non essere al passo con la maggior parte degli americani poiché impone un'agenda teocratica e di destra radicale. La Corte ha anche emesso una sentenza che annullava Roe v. Wade il giorno successivo, il 24 giugno, erodendone ulteriormente la credibilità.

I giudici Breyer, Sotomayor e Kagin hanno espresso un netto dissenso nel caso New York State Rifle & Pistol Association, Inc. v. Bruen . Funzionari di New York e di altri cinque stati con restrizioni simili, insieme a organizzazioni e attivisti contro la violenza con le armi, hanno annullato la sentenza.

"Questa decisione ha un grande impatto", ha affermato il sindaco di New York City Eric Adams. “Questa decisione ha reso ognuno di noi meno al sicuro dalla violenza armata. Ignora la scioccante crisi della violenza armata che sta travolgendo New York e l'intero Paese".

Adams ha affermato che la sentenza "ignora la realtà di oggi" e "metterà i newyorkesi a ulteriore rischio di violenza armata". Ha promesso che la città lavorerà con i governi statali e federali per rivedere come definire "luoghi sensibili" in cui è ancora possibile limitare il trasporto di armi.

"Lavoreremo insieme per mitigare i rischi che questa decisione creerà una volta implementata, poiché non possiamo permettere a New York di diventare il selvaggio West", ha affermato Adams .

Il governatore di New York Kathy Hochul ha definito la sentenza " riprensibile ", "spaventosa" e un impedimento allo stato che protegge i suoi cittadini dalla violenza armata. Ha promesso di convocare una sessione speciale della legislatura quest'estate per rivedere le leggi statali e trovare modi per approvare una legislazione sulla sicurezza delle armi che sarebbe stata immune da azioni giudiziarie.

“Gli Stati hanno ancora il diritto di limitare i permessi di trasporto nascosto a coloro che possono possedere armi da fuoco in sicurezza. Il nostro ufficio ha seguito da vicino questo problema", ha affermato il procuratore generale della California Rob Bonta, a nome di uno degli stati interessati. "Stiamo lavorando con il governatore e il legislatore per far avanzare una legislazione che sia costituzionale e manterrà la sicurezza per i californiani".

La maggioranza della Corte ha completamente ignorato la storia della legge di New York e il suo impatto sulla sicurezza pubblica. Le mani degli stati per regolamentare le armi da fuoco e fornire sicurezza pubblica ai propri cittadini attraverso mezzi democratici sono effettivamente legate. Centralizza l'autorità legislativa nelle mani di sei giudici di estrema destra, minando ulteriormente la democrazia.

Breyer ha esaminato la lunga storia dei governi statali che regolano le armi da fuoco ignorate dalla maggioranza. La maggioranza della Corte ha una "preferenza per la regolamentazione dell'era fondante" ma "sceglie di ignorare i problemi odierni" e "circostanze moderne che i fondatori non potevano prevedere", si legge nel dissenso.

La sentenza storica ribalta cento anni di approvazione da parte degli stati di leggi che regolano le armi da fuoco per proteggere il pubblico. Parlando a nome della maggioranza, il giudice Clarence Thomas ha affermato che la Corte non esiterà dalla sua interpretazione dogmatica del 2° emendamento quando si tratta di legislazione statale. Pur ignorando i “diritti dello Stato” quando si tratta di armi, la Corte sostiene i “diritti dello Stato” in materia di aborto e diritto di voto.

La sentenza, come notato nel dissenso di Breyer, è un passo verso lo smantellamento della capacità degli stati e del governo federale di basare la politica sui processi democratici e affrontare la crisi della violenza armata.

"Al culmine dell'epidemia di violenza armata che è la principale causa di morte per i bambini, la Corte ci ha bloccato un braccio dietro la schiena e ha affermato che non vale la pena salvare le nostre vite", ha affermato March for Our Lives, il gruppo fondato dopo il massacro di Parkland, Florida.

Inoltre, la sentenza pregiudica la capacità del governo di regolamentare le industrie in generale, anche per motivi di sicurezza e salute pubblica. È prevista anche un'altra sentenza della Corte che limita radicalmente l'autorità del governo federale di ridurre i gas serra dalle centrali elettriche.

Le azioni dei produttori di armi sono aumentate a Wall Street alla notizia. Smith & Wesson Brands Inc. è balzata di quasi l'8%, le azioni Sturm Ruger & Co. sono aumentate del 4,4% e Ammo Inc. è balzata del 4,3%.

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Fonte: People's World

Autore: John Bachtell


Articolo tratto interamente da 
People's World

Photo credit Rhododendrites, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons


The Handmaid's Tale

The Handmaid's Tale

Articolo da La chiave di Sophia

Basata sul romanzo omonimo di Margaret Atwood, The Handmaid’s Tale (Il racconto dell’ancella) è una serie tv del 2017 e ancora in corso che ha saputo far parlare di sé per il futuro (non troppo futuro) distopico che ne viene affrescato, in cui una repubblica patriarcale dominata dal fondamentalismo religioso crea un sistema di controllo totale, in cui le donne sono relegate a precisi ruoli che le tengono lontane da qualsiasi forma di decisione (comunitaria e personale) ma anche di libertà.

Moglie, Marta, Zia, Nondonna, Ancella: queste sono le uniche possibilità di vita delle donne adulte nella Repubblica di Gilead, che con la forza militare si è fatta spazio dall’interno negli Stati Uniti soppiantandoli in toto. Ci sono le Mogli (e tra queste spiccano quelle dei Comandanti, l’élite del sistema); le Marta, ovvero le domestiche; le Zie, crudeli addestratrici di Ancelle, particolarmente devote alla causa e ugualmente violente; le Nondonne, peccatrici e traditrici spesso relegate in luoghi come Jezebel (ovvero bordelli) o le Colonie (dove s’incontra morte lenta e dolorosa); infine le Ancelle, quelle che, in quanto fertili o madri, vengono rapite e utilizzate come meri “forni” per garantire la discendenza dei Comandanti. Infatti, in questo futuro distopico le armi chimiche e nucleari hanno provocato un calo drastico della natalità e le Ancelle, appositamente addestrate, vivono nelle case dei Comandanti per poter essere fecondate – nei giorni di fertilità – durante una Cerimonia (di fatto uno “stupro cerimoniale”) a cui partecipano entrambi i coniugi.

“Tu non sei qui. Tu non esisti” si ripete Difred durante queste cerimonie. Difred è la protagonista, suo è il “racconto” cui si fa riferimento nel titolo. Negli Stati Uniti il suo nome era June Osborne, editor in una casa editrice, moglie di Luke e madre di Hannah; rapita da Gilead viene addestrata come ancella e in apertura alla serie la vediamo impiegata nella casa del Comandante Fred Waterford, da qui il nome Difred: sì perché se le Ancelle non hanno più un corpo, considerato come vero e proprio mezzo di procreazione, non hanno neanche più un nome proprio. Tanto è vero che, dopo aver dato alla luce il figlio dei Waterford, June viene spostata a casa di un altro Comandante, Joseph Lawrence, dove di conseguenza diventa Dijoseph.

C’è un motivo se nel 2018, durante le manifestazioni in Irlanda per il referendum sull’abolizione dell’ottavo emendamento della Costituzione (che vieta l’interruzione di gravidanza) alcune donne si sono vestite da ancelle (abito rosso e copricapo bianco). Il libro della Atwood è addirittura del 1985 ma ci ha chiaramente visto lungo: negli anni Venti del ventunesimo secolo la società è ancora sostanzialmente patriarcale e desiderosa di esercitare il proprio controllo sul corpo femminile. Per molti e molte questo è il vero e proprio centro del romanzo e anche il messaggio (per così dire) della scrittrice. June, la nostra protagonista è una donna forte, ingegnosa e abile che non solo soffre le pene dell’inferno per non piegarsi al regime, ma riesce anche a spingere una lunga serie di personaggi (soprattutto Ancelle) a ribellarsi altrettanto. Anche in questo la modernità ha letto alcuni echi di attualità, e mi riferisco in particolare al movimento #MeToo che sta portando le donne a denunciare sempre di più i casi di stupro. Basti ricordare a questo proposito uno dei motti della saga – soprattutto della prima stagione –, una frase in latino maccheronico scritta su un muro da un’ancella poi morta suicida: “Nolite te bastardes carborundorum” (letteralmente “Non lasciare che i bastardi ti annientino”) che può agilmente diventare mantra universale.

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Fonte: 
La chiave di Sophia

Autore: 
Giorgia Favero


Licenza: Licenza Creative Commons
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Articolo tratto interamente da La chiave di Sophia

Photo credit Victoria Pickering caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons


Vi ricordo l'iniziativa poesie e racconti dal web





Voglio ricordare a tutti gli amici e lettori di questo blog, l'iniziativa poesie e racconti dal web. Se siete interessati alla pubblicazione di una vostra opera su questo blog, inviatemi la vostra richiesta via mail.


Non dimenticate mai!


"Non dimenticate mai che sarà sufficiente una crisi politica, economica o religiosa perché i diritti delle donne siano rimessi in discussione. Questi diritti non sono mai acquisiti. Dovrete restare vigili durante tutto il corso della vostra vita."

 Simone de Beauvoir 



Stati Uniti: la Corte Suprema ha revocato il diritto all’aborto

May 2022 abortion protest at Foley Square 07

Articolo da Peoples Dispatch

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su Peoples Dispatch

Venerdì 24 giugno, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso 6-3 di ribaltare la storica decisione Roe v. Wade , derubando le donne del diritto all'aborto a livello nazionale. Questa sentenza arriva quasi due mesi dopo che la bozza della decisione è trapelata da una fonte sconosciuta a Politico il 2 maggio. 

La decisione faceva parte del caso Dobbs v. Jackson Women's Health Organization , che era una sfida a una legge del Mississippi che vietava gli aborti dopo 15 settimane di gravidanza, senza eccezioni per stupro e incesto. La legge non è mai stata applicata perché era bloccata nei tribunali, poiché la decisione Planned Parenthood v. Casey del 1992 proteggeva il diritto all'aborto prima delle 24 settimane. La sentenza di oggi sostiene la legge del Mississippi.

La decisione di Dobbs ribalta entrambe le decisioni Roe e Casey . Roe v. Wade è stata una sentenza storica del 1973 che ha posto per la prima volta le protezioni federali sul diritto di una donna all'aborto. Roe è stato il risultato di decenni di organizzazione femminista da parte di gruppi come il gruppo Redstockings a New York City o "Jane", un servizio di aborto clandestino che ha fornito aborti sicuri a migliaia di donne. La decisione Planned Parenthood v. Casey del 1992 ha indebolito le protezioni contro l'aborto nella decisione Roe, ma alla fine ha sostenuto il diritto all'aborto.

Il ribaltamento di Roe toglie immediatamente alle donne di oltre una dozzina di Stati il ​​diritto all'aborto. 13 stati hanno approvato "leggi trigger" dalla decisione Roe , leggi che stabiliscono che vieteranno l'aborto subito dopo la revoca delle protezioni Roe . Un'analisi del Guttmacher Institute prevede che, le leggi scatenanti combinate con i divieti di aborto esistenti sui libri che sono stati bloccati da Roe , significa che è probabile che 26 stati vietino presto o immediatamente l'aborto. Gruppi di destra, incoraggiati dai recenti attacchi ai diritti all'aborto, hanno proposto una legislazione tanto estrema quanto criminalizzare la discussione sull'aborto .

Il 72% delle persone negli Stati Uniti si oppone al ribaltamento di Roe. Ma l'opinione pubblica non ha alcuna influenza sulla decisione della Corte Suprema, poiché tutti e nove i giudici della corte non sono eletti, scontando la vita. Molte organizzazioni di movimenti sociali chiedono non solo la tutela del diritto all'aborto, ma l'abolizione della Corte Suprema, adducendo il carattere antidemocratico dell'istituzione. 

"La sentenza di oggi dimostra che la Corte Suprema non esiste per proteggere i diritti del popolo americano, non esiste per promuovere e proteggere l'uguaglianza e i diritti costituzionali", ha affermato Elizabeth Birriel, attivista femminista e caporedattore di Breaking the Chains . "Esiste per portare avanti l'agenda reazionaria della destra".

"Spero solo che le persone non siano dissuase dalla lotta", ha continuato. "Che le persone usino la loro rabbia, la loro rabbia in un modo per portare avanti la lotta e la lotta rivoluzionaria, e per unirsi in tutti i movimenti per combattere per un mondo migliore".

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Fonte: Peoples Dispatch

Autore: Natalia Marques


Articolo tratto interamente da 
Peoples Dispatch

Photo credit Legoktm, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons


Dipinto del giorno


 I papaveri di Claude Monet



Il potere

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"Il potere consiste appunto nell’infliggere la sofferenza e la mortificazione. Il potere consiste nel fare a pezzi i cervelli degli uomini e nel ricomporli in nuove forme e combinazioni di nostro gradimento. Riesci a vedere, ora, quale tipo di mondo stiamo creando? Esso è proprio l’esatto opposto di quella stupida utopia edonistica immaginata dai riformatori del passato. Un mondo di paura, di tradimenti e di torture, un mondo di gente che calpesta e di gente che è calpestata, un mondo che diventerà non meno, ma più spietato, man mano che si perfezionerà. Il progresso, nel nostro mondo, vorrà dire soltanto il progresso della sofferenza. Le civiltà del passato pretendevano di essere fondate sull’amore e sulla giustizia. La nostra è fondata sull’odio."

George Orwell

Tratto da | 1984 di George Orwell

Photo credit Jordan L'Hôte (Opera propria) [CC-BY-3.0], attraverso Wikimedia Commons


venerdì 24 giugno 2022

Flessibilità



"Flessibilità è una parola che suona bene, così come riforme, e quindi si presume che sia una cosa buona. Ma in realtà flessibilità significa precarietà. Vuol dire andare a dormire senza sapere se al mattino avrai ancora il tuo posto di lavoro. Naturalmente, qualsiasi economista sarà in grado di spiegarvi che si tratta di una buona ricetta per l'economia, e infatti lo è se si tratta di aumentare i profitti, ma non per migliorare il tenore di vita della gente."

Noam Chomsky

Tratto da | Il golpe silenzioso di Noam Chomsky





Proverbio del giorno


 A buona volontà, non manca facoltà.


Vesuvio: l'eruzione del 79 d.C . non fu in estate ma ad ottobre

 


Articolo da INGV

Un nuovo studio multidisciplinare ha permesso di individuare l’esatta datazione dell’evento E di seguire gli effetti dell’eruzione fino a migliaia di chilometri di distanza, aprendo nuovi fronti di ricerca per eventi simili


Tutto sarebbe accaduto tra il 24 e 25 agosto del 79 d.C. È questa, infatti, in base alle conoscenze attuali, la data in cui, secondo la famosa lettera di Plinio il Giovane a Tacito, si verificò l’eruzione di Pompei.

 Ma la vera data è un’altra!

A quasi 2000 anni dall’episodio che distrusse gran parte del territorio e delle città circostanti, un team internazionale di ricercatori ha analizzato nuovamente l’evento per offrire un piano esaustivo dello stato dell’arte sulle conoscenze dell’eruzione più famosa della storia, a partire dalla vera data in cui accadde.
L’integrazione tra lo studio sul campo, le analisi in laboratorio e la rilettura delle fonti storiche ha consentito di seguire temporalmente tutte le fasi dell’eruzione, dalla camera magmatica fino alla deposizione della cenere in aree lontanissime dal Vesuvio, trovandone traccia fino in Grecia.
 
Lo studio “The 79 CE eruption of Vesuvius: a lesson from the past and the need of a multidisciplinary approach for developments in volcanology”, recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista ‘Earth-Science Reviews’, è stato condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con l’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IGAG-CNR), il Centro Interdipartimentale per lo Studio degli Effetti del Cambiamento Climatico (CIRSEC) e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, il Laboratoire Magmas et Volcans di Clermont-Ferrand (LMV) in Francia e la School of Engineering and Physical Sciences (EPS) della Heriot-Watt University di Edimburgo nel Regno Unito. La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto di ricerca ‘Pianeta Dinamico’ finanziato dall’INGV.
 
Il team di ricercatori pluridisciplinari ha raccolto e analizzato criticamente la vasta produzione scientifica disponibile sull’eruzione, integrandola con nuove ricerche.
 
“Il nostro lavoro esamina con un approccio ampio e multidisciplinare diversi aspetti dell’eruzione del 79 d.C, integrando dati storici, stratigrafici, sedimentologici, petrologici, geofisici, paleoclimatici e di modellazione dei processi magmatici ed eruttivi di uno degli eventi più famosi e devastanti che hanno interessato l’area vulcanica napoletana”, spiega Mauro A. Di Vito, vulcanologo dell’INGV e coordinatore dello studio. “L’articolo parte dalla ridefinizione della data dell’eruzione, che sarebbe avvenuta nell’autunno del 79 d.C. e non il 24 agosto come si è ipotizzato in passato, e prosegue con l’analisi vulcanologica di siti in prossimità del vulcano per poi spostarsi progressivamente fino a migliaia di chilometri di distanza, dove sono state ritrovate tracce dell’eruzione sotto forma di ceneri fini”.
 
“Fin dal XVIII secolo, la data del 24 agosto è stata oggetto di dibattito fra storici, archeologi e geologi perché incongruente con numerose evidenze”, dice Biagio Giaccio, ricercatore dell’Igag-Cnr e coautore dell’articolo. “Come, ad esempio, i ritrovamenti a Pompei di frutta tipicamente autunnale o le tuniche pesanti indossate dagli abitanti che mal si conciliavano con la data del 24- 25 agosto”, aggiunge Giaccio. La prova definitiva dell’inesattezza della data è però emersa solo pochi anni fa. “Un’iscrizione in carboncino sul muro di un edificio di Pompei che tradotta cita ‘Il sedicesimo giorno prima delle calende di novembre, si abbandonava al cibo in modo smodato’, indicando che l’eruzione avvenne certamente dopo il 17 ottobre”, continua Giaccio.
 
La data più accreditata è, quindi, quella del 24-25 Ottobre.

La ricerca è stata poi integrata dalla valutazione quantitativa dell’impatto delle singole fasi dell’eruzione sulle aree e sui siti archeologici vicini al vulcano.
 
“Lo spirito del nostro lavoro è stato quello di comprendere come un evento del passato possa rappresentare una finestra sul futuro, aprendo nuove prospettive per lo studio di eventi simili che potranno verificarsi un domani”, prosegue Domenico Doronzo, vulcanologo dell’INGV e coautore della ricerca. “Questo studio, quindi, consentirà di migliorare l’applicabilità di modelli previsionali, dai fenomeni precursori all’impatto dei vari processi eruttivi e deposizionali, ma potrà anche contribuire a ridurre la vulnerabilità delle aree e delle numerose infrastrutture esposte al rischio vulcanico, non solo in prossimità del vulcano, ma - come ci insegna questo evento - anche a distanza di centinaia di chilometri da esso”

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Fonte: INGV


Autore: 
INGV

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Articolo tratto interamente da INGV


Scoperta a Pompei una tartaruga di 2mila anni fa con il suo uovo



Articolo da Grande Napoli

Il Parco Archeologico di Pompei continua a offrire sorprese nonostante sia uno dei siti più conosciuti del mondo. Ecco che arriva una nuova scoperta, un ritrovamento inaspettato e meraviglioso: lo annuncia il direttore Gabriel Zuchtriegel ad Ansa.

Pompei, un ritrovamento inaspettato: l’incredibile scoperta

L’ultima sorpresa di Pompei è una piccola tartaruga di terra, incredibilmente conservata con il suo uovo mai deposto. Lo riporta Ansa in anteprima, con le parole commosse di Dario Franceschini e Zuchtriegel

Il ritrovamento apre una finestra sugli ultimi anni di vita della città” afferma il direttore, quelli successivi al terremoto, appunto, “nei quali l’intera Pompei si era trasformata in un grande, pulsante, cantiere edilizio“. In questa situazione cambia l’ecosistema della cittadina, sottolinea il direttore, con animali selvatici che trovano il loro spazio nei locali in lavorazione o in botteghe come questa, in pieno centro.

La testuggine si era evidentemente introdotta nella taberna ” in un angolo protetto, si era scavata una tana dove deporre il suo uovo“, fa notare l’antropologa Valeria Amoretti, “cosa che non le è riuscita e che potrebbe averne causato la morte”.

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Fonte: Grande Napoli

Autore: redazione Grande Napoli


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Articolo tratto interamente da GrandeNapoli.it


Il mio avvenire di Edith Irene Södergran



Il mio avvenire

Un attimo capriccioso
mi ha derubato dell’avvenire,
costruito come capitava.
Io lo fabbricherò molto più bello,
come lo pensavo all’inizio.
Io lo fabbricherò sulla terra ferma
che ha nome la mia volontà.
Io lo innalzerò sulle alte colonne
che hanno nome i miei ideali.
Io lo fabbricherò con un passaggio segreto
che ha nome la mia anima.
Io lo fabbricherò con un’alta torre
che ha nome solitudine.

Edith Irene Södergran




24 giugno 217 a.C. – Battaglia del lago Trasimeno. Annibale distrugge l'esercito romano comandato dal console Gaio Flaminio

Hannibal in Italy by Jacopo Ripanda - Sala di Annibale - Palazzo dei Conservatori - Musei Capitolini - Rome 2016 (2)


Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera

La battaglia del Trasimeno è stato uno degli scontri bellici maggiori della seconda guerra punica, e fu combattuta il mattino del 21 giugno 217 a.C.[6] presso le sponde nord-occidentali del Lago Trasimeno tra l'esercito romano, guidato dal console Gaio Flaminio Nepote, e quello cartaginese al cui comando era Annibale Barca.

Annibale voleva decimare le due legioni guidate da Flaminio, che lo stavano seguendo lungo la sua marcia in Etruria, prima che si ricongiungessero con quelle dell'altro console Gneo Servilio Gemino. Scendendo la Val di Chiana in direzione di Roma, il condottiero cartaginese fece accelerare il passo alle sue truppe e giunse con alcune ore di anticipo in prossimità del Lago Trasimeno: decise quindi di deviare verso Est il suo percorso, in direzione di Perugia, poiché aveva individuato, in una valle compresa tra le estreme pendici dei monti di Cortona e il lago, i luoghi adatti per tendere un'imboscata alle legioni romane. Annibale qui si accampò con la fanteria pesante su una collina e dispose gli altri reparti sulle pendici dei colli circostanti, nascosti in modo da sorprendere ai fianchi l'esercito romano e circondarlo.

Il console romano arrivò presso le rive del lago quando il sole stava per tramontare e fu costretto ad accamparsi e ad attendere il giorno seguente per riprendere l'inseguimento, ignaro che l'accampamento nemico si trovasse lì vicino, essendo separati solo dai bassi colli di Cortona che si protendono verso il lago.

L'indomani i reparti di Annibale erano già pronti all'agguato, quando i Romani all'alba incominciarono a lasciare l'accampamento e, superato uno stretto passaggio tra uno sprone roccioso e le acque del lago, entrarono nella valle immersa nella nebbia, ignari del pericolo incombente, non avendo inviato esploratori in avanscoperta.[7]

L'esercito cartaginese conseguì sul campo una vittoria piena avendo colto la maggior parte delle truppe romane ancora in ordine di marcia nel fondo della valle.[8]

Le fonti riferiscono della morte in battaglia del console Flaminio e di notevoli perdite romane, mentre quelle cartaginesi furono tra i 1.500 ed i 2.500 soldati, compresi soprattutto nelle file celtiche[9].

La disfatta, la morte di Flaminio, la distanza da Roma dell'altro console Servilio, spinsero i comizi centuriati a nominare dittatore Quinto Fabio Massimo Verrucoso e maestro della cavalleria Marco Minucio Rufo.[10]

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Photo credit © José Luiz Bernardes Ribeiro


Pollice su e giù della settimana









 

giovedì 23 giugno 2022

L'invidia...



"L'invidia è la religione dei mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi, per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è, mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato. Fortunato colui al quale latrano i cretini, perché la sua anima non apparterrà mai a loro."

Carlos Ruiz Zafón


Metaverso, tra presente e futuro


Articolo da Valori

«Siamo all’inizio di un nuovo capitolo dell’era di internet». Una nuova piattaforma che «sarà ancora più immersiva; un internet incarnato in cui sei parte dell’esperienza, non ti limiti a guardarla». Sono bastate queste parole del numero uno di Facebook Mark Zuckerberg, pronunciate all’ormai celebre conferenza Connect di ottobre 2021, a consacrare il metaverso come la “next big thing” nel mondo del digitale. A più di sei mesi di distanza, però, sul tema circolano ancora più domande che risposte.

L’abc del metaverso

Parlare di metaverso oggi, sostiene Wired, è un po’ come parlare di internet negli anni Settanta. Pur essendo qualcosa che formalmente esiste, infatti, sembra quasi che nessuno abbia davvero capito cos’è. Il compito diventa più semplice se iniziamo a considerarlo non più come una specifica tecnologia, bensì come la nostra modalità di relazionarci con la tecnologia stessa.

Di fatto, il metaverso è una sorta di internet che si sovrappone al mondo fisico, permettendo agli utenti di interagire in modo più diretto e meno artificioso e partecipare a eventi pianificati o spontanei. Questa esperienza è resa possibile da un mix di dispositivi e infrastrutture: realtà aumentata (AR, cioè quella che arricchisce di elementi virtuali il mondo reale), realtà virtuale (VR, cioè quella interamente digitale, visibile attraverso i cosiddetti “occhialoni”), connessione superveloce 5G, blockchain… Tuttavia, non si esaurisce in alcuna di esse.

Un esempio? Oggi per le riunioni coi colleghi ci si collega a piattaforme come Zoom, restando seduti alla propria scrivania e scrutando i rettangolini con le loro facce inquadrate da una webcam. Una modalità che ha letteralmente salvato milioni di aziende durante il lockdown, ma che risulta anche artificiosa e stancante (a dirlo sono i ricercatori di Harvard).

Con il metaverso ci si potrà dare appuntamento in una stanza virtuale, popolata da avatar realistici e in 3D dei colleghi. La questione è molto più che estetica. Alla mimica facciale, infatti, si aggiunge il linguaggio del corpo. Oltre a modificare documenti condivisi in cloud, ci si potrà passare di mano in mano un prototipo di un macchinario o un abito della nuova stagione. Gli specializzandi in medicina, invece di guardare il video di un intervento, potranno affiancare virtualmente il chirurgo.

Le implicazioni energetiche

Quanta energia consuma il metaverso

Il metaverso è un universo virtuale, ma il suo impatto sui consumi di energia – e quindi sul riscaldamento globale – sarà molto concreto

Quanti metaversi esistono

Per come stanno adesso le cose, è più corretto parlare di “metaversi”. Zuckerberg infatti si è auto-attribuito il ruolo di pioniere lanciando Horizon Worlds, uno spazio virtuale a cui si può accedere con il proprio account Facebook e indossando i visori Oculus (società acquisita dalla stessa Facebook, oggi Meta, già nel 2014).

Stando ai dati di febbraio 2022, sono circa 300mila gli utenti che si connettono a Horizon Worlds per giocare, costruire il proprio mini-mondo separato (ne esistono più o meno 10mila) e partecipare a eventi virtuali. C’è anche una piattaforma ad hoc per il lavoro, Horizon Workrooms. Con una curiosità: gli avatar arrivano fino alla cintola e fluttuano nel vuoto. Tracciare i loro movimenti di gambe e piedi e riprodurli fedelmente, infatti, va ancora oltre le possibilità tecniche della piattaforma.

Ben prima dell’annuncio di Zuckerberg, milioni di persone si collegavano quotidianamente a uno spazio che si avvicina alla sua idea di metaverso: si tratta del videogioco Fortnite, lo stesso in cui il rapper americano Travis Scott ha tenuto uno spettacolare concerto mentre il mondo era paralizzato dalla prima ondata di Covid-19. Nonostante queste interessanti evoluzioni, Fortnite non è un metaverso (o perlomeno, non lo è ancora) perché gli utenti possono soltanto compiere le specifiche azioni che sono previste dalle regole del gioco.

Fortnite e Travis Scott

È per questo che la sua casa di sviluppo – Epic Games – ora è intenzionata a costruire un metaverso propriamente detto. Sony e KIRKBI (la holding a cui fa capo il marchio Lego) sembrano crederci parecchio, tanto da investire un miliardo di dollari a testa nel 2022.

Tra criptovalute e speculazione

Volendo scegliere gli esempi di metaverso che finora appaiono più riusciti, gli addetti ai lavori appaiono unanimi nell’indicare due nomi: Decentraland e The Sandbox. Il primo è stato fondato nel 2017 da due sviluppatori argentini, Esteban Ordano e Ari Meilich, ed è aperto al pubblico dal 2020. È un mondo virtuale in cui gli utenti comprano e vendono lotti di terreno (land), intere proprietà (estates), contenuti di ogni tipo e NFT (non-fungible token). Si paga attraverso una criptovaluta che si chiama MANA ed è agganciata a Ethereum.

C’è sempre la blockchain di Ethereum alla base del funzionamento di The Sandbox, un metaverso che nasce dall’omonimo videogioco e oggi viaggia sui 30mila utenti mensili. La sua mappa è composta da 166.464 appezzamenti (LAND), da comprare attraverso una criptovaluta nativa ($SAND) e aggregare tra loro, formando ESTATE e DISTRICT. Per rientrare dall’investimento, si può affittare un terreno a un altro utente che crea giochi; oppure, far pagare una sorta di biglietto a chi lo visita o partecipa alle esperienze che si svolgono in loco.

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Fonte: Valori


Autore: 
Valentina Neri


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Valori


Un abbraccio




"Quanti significati sono celati dietro un abbraccio? Che cos'è un abbraccio se non comunicare, condividere e infondere qualcosa di sé ad un'altra persona? Un abbraccio è esprimere la propria esistenza a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada, nella gioia che nel dolore. Esistono molti tipi di abbracci, ma i più veri ed i più profondi sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti. A volte un abbraccio, quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt'uno, fissa quell'istante magico nell'eterno. Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso, fa vibrare l'anima e rivela ciò che ancora non si sa o si ha paura di sapere. Ma il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all'altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo."
Pablo Neruda



Istanbul

Ode to Istanbul from Sinan Ceylan on Vimeo.

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Marocco

MOROCCO | Gateway to Africa from Nick Adams on Vimeo.

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Tanzania: i Masai sfrattati dalle loro terre


Articolo da Middle East Monitor

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su Middle East Monitor

I Maasai della Tanzania hanno affrontato una violenta repressione da parte della polizia nelle ultime due settimane, tra i piani per sfrattarli dalla loro patria ancestrale in alcune parti del Parco Nazionale del Serengeti per far posto alla caccia ai trofei e alle zone di conservazione.

Le organizzazioni per i diritti umani e il popolo Maasai hanno accusato la polizia tanzaniana di aver usato gas lacrimogeni, proiettili veri e di aver picchiato i manifestanti che si oppongono allo sviluppo pianificato nel distretto di Ngorongoro vicino al villaggio di Ololosokwani.

Finora, almeno 700 abitanti dei villaggi Masai sono fuggiti attraverso il confine verso il vicino Kenya come rifugiati, mentre dozzine sono stati feriti dalla polizia. La risposta delle autorità tanzaniane è stata  condannata  dalla Commissione africana per i diritti umani e i diritti dei popoli che ha invitato il governo a fermare gli sgomberi forzati in corso e ad aprire indagini indipendenti sulle violenze contro il popolo Maasai che dovrebbe essere consultato e autorizzato a rivedere i piani per istituire l'area di conservazione.

Secondo un rapporto di  Al Jazeera  la scorsa settimana, le proteste sono scoppiate dopo che la polizia ha iniziato a delimitare 1.500 chilometri quadrati (540 miglia quadrate) di terra per far posto alla riserva, che sarà gestita da una società di proprietà degli Emirati Arabi Uniti.

Il governo nega le accuse di voler sfrattare i Maasai dalla loro terra ancestrale e ha affermato che avranno ancora accesso a 2.500 chilometri quadrati di essa.

La Corte di giustizia dell'Africa orientale si pronuncerà su una sfida legale agli sgomberi pianificati, ma è probabile che si  pronuncerà a favore  della controversa mossa, che potrebbe sfollare fino a 70.000 persone ma rappresenterà un importante contributo al settore turistico vitale del paese.

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Fonte: Middle East Monitor

Autore: Middle East Monitor


Articolo tratto interamente da 
Middle East Monitor