"La libertà di parola è sempre sotto attacco da parte della mentalità fascista, che purtroppo esiste in ogni parte del mondo."
Lawrence Ferlinghetti
"La libertà di parola è sempre sotto attacco da parte della mentalità fascista, che purtroppo esiste in ogni parte del mondo."
Lawrence Ferlinghetti
"Il vero orrore dell'esistenza non è la paura della morte, ma la paura della vita. È la paura di svegliarsi ogni giorno per affrontare le stesse lotte, le stesse delusioni, lo stesso dolore. È la paura che nulla cambierà mai, che sei intrappolato in un ciclo di sofferenza da cui non puoi scappare. E in quella paura c'è una disperazione, un desiderio di qualcosa, qualsiasi cosa, per rompere la monotonia, per dare un senso all'infinita ripetizione dei giorni."
Albert Camus
"Non aver fretta, e non aver paura.
Scegli quello che ti sembra giusto, ma, ogni tanto, quando puoi, anche quello che ti fa felice.
Se non ti vengono le parole, lascia che siano i tuoi occhi a parlare. E impara a leggere gli occhi degli altri, impara a capire quel che non ti dicono.
Ascolta il silenzio, fagli tutte le domande più scomode che ti vengono in mente. Non lasciarti fermare dalla paura per fare le cose che devono essere fatte.
Scappa quando devi, fermati quando puoi: c'è un momento per seminare e un momento per raccogliere - impara a distinguerli, impara ad assaporare entrambi.
Ascolta il tuo corpo e rispettalo: riposati quando te lo chiede, mangia quando hai fame e ogni tanto ubriacati - di vino, di amore o di qualche sogno. Cammina da sola su una spiaggia o in mezzo ad un bosco, piangi se ne hai voglia - ma cerca sempre di ridere di più.
Lascia correre ma non dimenticare: pretendi rispetto ma domandati se anche tu lo porti. Impara ciò che ogni botta ha da insegnarti ma non accettare le ingiustizie.
E ricorda sempre che ciò che ti rende strana o diversa non è necessariamente una debolezza."
Catherine Black
Articolo da InGenere.it
Chiudere i siti non basta. Un gruppo di amministratrici e consigliere lancia Libere anche qui, una campagna sul consenso digitale e sul contrasto alla violenza di genere online supportata da realtà femministe e centri antiviolenza, per portare il tema al centro del dibattito pubblico e dell’agenda politica e avviare un cambiamento a partire da un atlante, un manifesto e un modello di mozione da poter presentare sui territori
Dalle fotografie pubblicate senza consenso agli attacchi sessisti sui social, fino alla delegittimazione dell’impegno politico e civile delle donne, la violenza digitale di genere è un fenomeno reale, sempre più diffuso e normalizzato. Non meno reali sono gli effetti che questo tipo di violenza produce, limitando la libertà di donne e ragazze di prendere parola e partecipare alla vita pubblica, rendendo necessari strumenti adeguati di prevenzione e contrasto. Nasce con questo obiettivo Libere anche qui, campagna nazionale per promuovere la libertà delle donne online e portare il tema della violenza digitale di genere al centro del dibattito pubblico e dell’agenda politica italiana.
La campagna è stata presentata il 5 giugno 2026 a Roma presso il Senato della Repubblica su iniziativa di Cecilia D'Elia, senatrice del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione bicamerale sul femminicidio. Libere anche qui nasce dall'esperienza diretta della violenza digitale online delle sue promotrici, un gruppo di consigliere e amministratrici comunali e regionali provenienti da diverse parti d’Italia: Valeria Campagna, consigliera del Comune di Latina, Anna Frattini, assessora del Comune di Brescia, Lucrezia Iurlaro, presidente dell'associazione Tocca a noi, Giulia Pelucchi, presidente del municipio 8 del Comune di Milano, e Laura Sparavigna, assessora del Comune di Firenze.
La campagna può inoltre contare sul supporto della rete di amministratrici e amministratori di TiCandido e dell’associazione Tocca a noi, e sul contributo delle realtà femministe D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, Casa internazionale delle donne di Roma e Differenza Donna.
"I recenti casi emersi attorno a piattaforme come Mia Moglie e Phica.eu hanno acceso i riflettori su una realtà che molte donne conoscono da tempo, ma sarebbe un errore pensare che il problema nasca online. La violenza digitale non crea dal nulla sessismo, controllo, prevaricazione e cultura del possesso: li rende più veloci, più visibili e più difficili da contrastare" hanno dichiarato le promotrici della campagna, che hanno vissuto in prima persona episodi di violenza digitale.
"Per questo non basta chiudere un sito o indignarsi di fronte all’ultimo caso. È dalla rabbia e l’indignazione verso la società patriarcale nella quale viviamo che nasce Libere anche qui. Serve affrontare le radici culturali di questa violenza, promuovere una cultura del consenso e costruire strumenti capaci di garantire libertà e rispetto anche negli spazi digitali" hanno aggiunto.
Dalle esperienze personali all'impegno collettivo, Libere anche qui si muove su due fronti, uno culturale e uno politico-istituzionale, avvalendosi di diversi strumenti per attivare un cambiamento concreto nel contrasto alla violenza digitale di genere.
Il Manifesto contro la violenza di digitale di genere raccoglie principi e posizioni che guidano la campagna – a partire dall'idea del digitale come "spazio reale e politico" e ribadendo che "la violenza online è violenza reale". Insieme all'Atlante del consenso digitale, un documento in 15 punti pensato come strumento pratico per promuovere una cultura del consenso, la campagna intende affrontare le radici culturali della cyberviolenza di genere.
Parallelamente, Libere anche qui promuove l'impegno delle istituzioni locali, mettendo a disposizione di amministratrici e amministratori un modello di mozione comunale da poter presentare nei territori, per portare questi temi dentro le istituzioni e avviare azioni concrete: dall'educazione al consenso e alla cittadinanza digitale nelle scuole all'alfabetizzazione digitale, dalla prevenzione della violenza online al sostegno alle persone che la subiscono.

La storia dei fratelli Carlo e Nello Rosselli è una delle vicende più significative dell'antifascismo italiano, culminata nel loro brutale assassinio politico per mano del regime di Benito Mussolini.
Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Il massacro di Tulle riguarda i crimini commessi nella città di Tulle dalla 2. SS-Panzerdivision "Das Reich" il 9 giugno 1944, 72 ore dopo lo sbarco in Normandia. A seguito di un'offensiva dei partigiani francesi (FTP), il 7 e 8 giugno 1944, l'arrivo di formazioni della «Das Reich» costringe i maquisards ad evacuare la città. Il 9 giugno 1944, dopo aver rastrellato gli uomini dai 16 ai 60 anni, le SS insieme a membri del Sipo-SD condannano all’impiccagione 120 abitanti di Tulle, dei quali 99 vengono effettivamente uccisi. Nei giorni seguenti, 149 uomini sono deportati a Dachau, dove 101 perderanno la vita. In totale, le vittime civili dei crimini della Wehrmacht, delle Waffen-SS e del Sipo-SD saranno 213.
Data la forte attività della Resistenza nella regione del Limousin[1], il dipartimento della Corrèze ed in particolare la città di Tulle con i suoi dintorni sono oggetto di attenzione particolare da parte dei servizi di sicurezza tedeschi.
Il 14 marzo 1944 un Kommando di dodici membri del Sipo-SD agli ordini del Kommandeur der Sicherheitspolizei und Siecherheitsdienst di Limoges, August Meier[2], arriva a Tulle. Al comando del Hauptsturmführer Friedrich Korten, questi uomini partecipano alla repressione dei maquis insieme ad elementi della Legione nord-africana al comando di Henri Lafont[3]. Per il prefetto Pierre Trouillé,
Questi uomini partecipano al rastrellamento sistematico effettuato nel mese di aprile dalla «divisione Brehmer». Questa non è in effetti una divisione vera e propria ma un raggruppamento temporaneo di unità composite, e precisamente del 1º reggimento della 325ª divisione di sicurezza e dei Georgiani del 799º battaglione di fanteria, reclutati tra i prigionieri dell’Armata Rossa. Dal 1° al 7 aprile la divisione del generale Brehmer arresta 3000 persone; nel villaggio di Lonzac, 17 abitanti sono uccisi e 24 case incendiate; a Brive, sono 300 gli arrestati, che poi saranno trasferiti ai campi di lavoro in Germania[5]. Il bilancio delle operazioni della divisione registra 1500 arresti confermati, 55 fucilati, 200 Ebrei assassinati, senza scontri diretti con i partigiani. La divisione Brehmer lascia la regione del Corrèze in maggio, dopo aver devastato i dipartimenti della Dordogna e la Haute-Vienne[6]. È proprio questa ondata di repressione che spiega almeno in parte l’assalto partigiano a Tulle, nella speranza di mettere un limite alle sofferenze della popolazione[5].
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"Amo moltissimo leggere. Penso che abbia un effetto quasi purificatore. Passiamo talmente tanto tempo con gli occhi sugli schermi che un libro è un'occasione per concentrarsi. Ci sono poche esperienze così, che permettono di immergersi completamente nel tuo mondo e nella tua immaginazione grazie alla guida di un autore."
Natalie Portman
Photo credit Gage Skidmore from Peoria, AZ, United States of America, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
“Durante la preparazione del film c'è una fase iniziale in cui si conosce il personaggio, poi il personaggio diventa una parte di te: non sono io che divento il personaggio, ma è lui che diventa una parte di me.”
Johnny Depp
Photo credit Angela George, CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons
Pau Donés
Photo credit Alberto-g-rovi, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
"Quando un popolo individualista come il nostro perde la fiducia in sé stesso e nelle istituzioni che lo reggono, l'immoralità diventa una forma di viver civile e la mediocrità invade la cosa pubblica."
Curzio Malaparte
“Non esisteva spettacolo più triste sul quale sorgere che quello di un uomo di buone qualità e buoni sentimenti, incapace di indirizzarli, incapace di aiutarsi e di rendersi felice, un uomo sensibile, succube della propria sorte avversa e rassegnato a farsi da essa divorare.”
Charles Dickens
"Essere definito un “utopista” per me è una benemerenza, non certo un’accusa. Ma in questo caso penso di essere un “realista”. Perché non c’è niente di più “realista” che battersi per abolire la guerra. La guerra è come il cancro, occorre cercare la soluzione, l'antidoto per debellarla. La violenza non è la medicina giusta, perché non cura la malattia, uccide il paziente."
Gino Strada
"I tempi cambiano ma l'uomo rimane lo stesso. La guerra è dentro di noi. Se non la eliminiamo dalla nostra mente, non potremo mai eliminarla dal mondo. Dobbiamo capire che la violenza genera solo altra violenza, in una catena infinita che alla fine distruggerà tutto. La pace non è solo l'assenza di guerra, ma una condizione dell'anima che nasce dal rispetto per la vita di ogni essere vivente."
Tiziano Terzani
"Amore, noi ti abbiamo dimenticato. Ma tu, non dimenticarci! Non abbiamo che te sulla terra. Non lasciarci morire assiderati. Dacci un segno di vita ! Sorgi improvviso, tendici la mano e salvaci!"
Jacques Prévert

Articolo da The Watchers
Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su The Watchers
Un forte terremoto di magnitudo 7.8, registrato dall'USGS, ha colpito Mindanao, nelle Filippine, alle 23:37 UTC del 7 giugno 2026 (07:37 ora locale dell'8 giugno). L'agenzia riporta una profondità di 55,2 km (34,3 miglia). L'EMSC riporta una magnitudo di 7.8 a una profondità di 45 km (28 miglia). Onde di tsunami alte fino a 1 metro (3,3 piedi) sono state osservate a Sultan Kudarat e Sarangani.
L'epicentro è stato situato a 27 km (17 miglia) a sud-ovest di Kablalan (popolazione 2.698), 31 km (19 miglia) a sud-ovest di Glan (popolazione 24.256), 50 km (31 miglia) a sud-ovest di Malapatan (popolazione 19.439), 56 km (35 miglia) a sud-ovest di Lun Pequeño (popolazione 11.541) e 104 km (65 abitanti) miglia) SSE di Koronadal (popolazione 195 398), Filippine.
Si stima che 1,2 milioni di persone abbiano avvertito una forte scossa, 3,76 milioni una scossa molto forte, 7 milioni una scossa forte e 10 milioni una scossa moderata.
Il NWS PTWC ha segnalato la possibilità di onde di tsunami che raggiungono da 1 a 3 metri (da 3,3 a 9,8 piedi) sopra il livello della marea lungo alcune coste delle Filippine. Onde di tsunami che raggiungono da 0,3 a 1 metro (da 1 a 3 piedi) sopra il livello della marea sono possibili anche per alcune coste dell'Indonesia e della Malesia.
Il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha chiesto agli abitanti delle zone vulnerabili agli tsunami di recarsi immediatamente in aree più elevate. Anche le autorità indonesiane e malesi hanno emesso avvisi per le rispettive zone costiere, secondo quanto riportato dall'AP.
L'USGS ha emesso un'allerta gialla per il rischio di vittime a causa del terremoto e un'allerta arancione per le perdite economiche. Sono possibili alcune vittime. È probabile che si verifichino danni significativi e che il disastro sia potenzialmente esteso. Le perdite economiche stimate sono inferiori all'1% del PIL delle Filippine. Eventi precedenti con questo livello di allerta hanno richiesto una risposta a livello regionale o nazionale.
Nel complesso, la popolazione di questa regione risiede in strutture che rappresentano un mix di costruzioni vulnerabili e antisismiche. Le tipologie edilizie vulnerabili predominanti sono quelle in cemento armato e con struttura in legno massiccio.
I recenti terremoti in quest'area hanno causato pericoli secondari come tsunami e frane che potrebbero aver contribuito alle perdite.
Si stima che la liquefazione del terreno innescata da questo terremoto sia di vasta portata e/o di notevole entità. Il numero di persone che vivono in prossimità di aree potenzialmente soggette a liquefazione è elevato.
Si prevede che le frane saranno numerose e/o estese. Il numero di persone che vivono vicino alle aree che avrebbero potuto essere interessate da frane durante questo terremoto è significativo.
Il direttore dell'Istituto filippino di vulcanologia e sismologia (PHIVOLCS), Teresito Bacolcol, ha affermato che le stazioni di osservazione dello tsunami terrestri hanno osservato onde di 1 m (3 piedi) a Sultan Kudarat e Sarangani, con onde più piccole osservate in almeno un'altra provincia.
Il presidente Marcos ha dichiarato che un allarme tsunami era in vigore in diverse province costiere di Mindanao e ha ordinato alle agenzie governative di agire immediatamente. L'Ufficio della Protezione Civile e il Consiglio Nazionale per la Riduzione e la Gestione del Rischio di Disastri hanno iniziato a coordinare la risposta all'emergenza e il monitoraggio, mentre il Dipartimento per il Benessere Sociale e lo Sviluppo è stato incaricato di predisporre scorte di aiuti umanitari e preparare centri di evacuazione.
Nella provincia di Sarangani, il responsabile locale per la gestione delle emergenze, Rene Punzalan, ha dichiarato che l'elettricità e le telecomunicazioni sono interrotte, le lezioni scolastiche sono sospese ed è in corso una valutazione dei danni.
Nelle prime ore successive al terremoto, le segnalazioni di danni si sono concentrate nell'area di General Santos-Sarangani. Reuters ha riportato la caduta di mobili, danni a televisori ed elettrodomestici, scosse di assestamento e residenti che abbandonavano le proprie case a General Santos, mentre l'ufficio per la gestione delle emergenze della città ha dichiarato che le autorità stavano valutando le segnalazioni di danni e di alcuni feriti.
Secondo quanto riportato dall'Associated Press, almeno un piccolo edificio commerciale a General Santos è parzialmente crollato, e alcuni dipendenti di una filiale provinciale del DZRH sono riusciti a raggiungere il piano terra senza riportare ferite. Detriti sono caduti anche da altri edifici e hanno danneggiato i taxi a tre ruote parcheggiati al piano inferiore, mentre non è ancora chiaro se altre persone siano rimaste intrappolate sotto le macerie.
A Maasim, nella provincia di Sarangani, il responsabile della gestione delle emergenze, Arlene Hollero, ha dichiarato che erano in corso le evacuazioni nei villaggi costieri. Al momento dell'intervista con Reuters, non si segnalavano vittime. Hollero ha aggiunto che l'acqua si era ritirata poco dopo il terremoto, che un ponte aveva riportato delle crepe e che un santuario con una grande croce era crollato. Ad Alabel, il capo della polizia, Benjie Ancheta, ha affermato che l'edificio della polizia presentava delle crepe a seguito del terremoto, avvenuto durante una cerimonia dell'alzabandiera in cui alcune persone erano svenute.
Le autorità stanno verificando le segnalazioni di almeno cinque morti a General Santos, ha riferito Reuters alle 02:52 UTC dell'8 giugno, citando Agripino Dacera, responsabile della gestione delle emergenze della città.
Il governo filippino ha ordinato la sospensione delle lezioni a tutti i livelli nelle aree colpite di Mindanao fino a nuovo avviso. Il Dipartimento dei Lavori Pubblici e delle Autostrade è stato messo in stato di allerta per valutare le condizioni di strade, ponti e infrastrutture critiche e per liberare i percorsi necessari alle operazioni di soccorso e assistenza.
Forti scosse di assestamento hanno fatto seguito alla scossa principale, tra cui una di magnitudo 6.1 alle 23:48 UTC, una di magnitudo 6.0 alle 23:49 UTC e una di magnitudo 6.5 alle 00:55 UTC dell'8 giugno.
Secondo l'USGS, il terremoto è stato causato da una faglia inversa. La sua profondità e la stima del tensore del momento indicano che l'evento si è verificato all'interno della complessa zona di deformazione attiva associata alla subduzione verso ovest della placca filippina sotto la placca di Sunda.
L'Indonesia nord-orientale e le Filippine meridionali sono caratterizzate da una tettonica complessa in cui i movimenti di numerose piccole placche assecondano la convergenza su larga scala tra la placca del Mar delle Filippine e la placca di Sunda. Nel punto in cui si è verificato questo terremoto, la placca delle Filippine si sta muovendo verso la placca di Sunda a una velocità di 7,3 cm (2,8 pollici) all'anno.
Sebbene comunemente rappresentati come punti sulle mappe, i terremoti di questa magnitudo sono più correttamente descritti come scorrimenti distribuiti su un'ampia area di faglia. Gli eventi di faglia inversa dell'entità del terremoto del 7 giugno hanno in genere dimensioni di circa 120 x 50 km (65 x 31 miglia).
La regione circostante questo terremoto è tettonicamente attiva e i terremoti di forte magnitudo sono frequenti. Dal 1900, si sono verificati 35 terremoti di magnitudo superiore a 7 entro un raggio di 300 km da questo epicentro. Il più forte è stato un terremoto di magnitudo 8.3, avvenuto il 15 agosto 1918 a 118 km a ovest. Più recentemente, un evento di magnitudo 7.4 si è verificato il 10 ottobre 2025 a 260 km a nord-est, causando oltre dieci vittime.
Riferimenti:
1 Terremoto di magnitudo 7.8 a Mindanao, Filippine – USGS – 7 giugno 2026
2 Terremoto di magnitudo 7.8 a Mindanao, Filippine – EMSC – 7 giugno 2026
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Fonte: The Watchers
Autore: Teo Blašković

Articolo tratto interamente da The Watchers
Video credit SEVENRO caricato su YouTube
"Pensò ai venti della vita, perché ci sono venti che accompagnano la vita: lo zefiro soave, il vento caldo della gioventù che poi il maestrale si incarica di rinfrescare, certi libecci, lo scirocco che accascia, il vento gelido di tramontana. Aria, pensò, la vita è fatta d’aria, un soffio e via, e del resto anche noi non siamo nient’altro che un soffio, respiro, poi un giorno la macchina si ferma e il respiro finisce."
Antonio Tabucchi
"La semplicità è una cosa difficile da ottenere in questo mondo. Questo è il limite estremo dell'esperienza e l'ultimo ingegnoso sforzo."
George Sand
Articolo da VoxFeminae
Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su VoxFeminae
La società non la perdona alla leggera: la chiamano ninfomane, frigida, lesbica, la brava signora di Nohant, spettegolano nei salotti, la prendono in giro con caricature.
Amantine-Lucile-Aurore Dupin, la più famosa romantica e visionaria francese, nacque il 1° luglio 1804 a Parigi, ma trascorse gran parte della sua vita nella tenuta di famiglia a Nohant. Figlia di un "nobile e di una bohémien", crebbe in uno strano attrito tra diverse classi sociali: tra la famiglia aristocratica del padre (una famiglia di generali, nobili e re lontani) e la famiglia bohémien-operaia della madre (venditori di uccelli sulle rive della Senna).
La sua educazione non è strutturata; trascorre diversi anni a studiare in un convento e, profondamente delusa dall'istruzione inferiore delle ragazze, divora classici della letteratura e della filosofia. Il suo tutore la incoraggia a indossare occasionalmente abiti maschili per poter esplorare più facilmente la natura, cavalcare e andare a caccia.
Aurore ama la natura, la musica e l'arte, sogna, contempla, non pensa al matrimonio, mentre il suo entourage femminile cerca di farla sposare. È inevitabile. A 18 anni, sposa Casimir Dudevant, da cui ha due figli: Maurice e Solange.
Più tardi racconterà alla figlia:
"Non ho mai amato la vita quanto nel momento in cui ho imparato a guadagnarmi da vivere."
Inizialmente lavorò come giornalista a Le Figaro , unica donna nella redazione, e scrisse regolarmente testi giornalistici e saggi politici per diversi giornali durante la sua carriera, soprattutto in periodi di crisi politica e sociale. Prima di decidere di dedicarsi alla scrittura, si dedicò anche alla pittura, e alcuni dei suoi ritratti (e molti cimeli) sono ora esposti al Museo della Vita Romantica di Parigi .
Scrisse la sua prima opera, il racconto Rose et Blanche (1831), in collaborazione con il suo socio dell'epoca, lo scrittore Jules Sandeau , che pubblicò sotto lo pseudonimo di Jules Sand. Per la sua prima opera indipendente, Indiana adottò lo pseudonimo di George Sand, che non abbandonò mai.
"Tutti i giornali hanno parlato bene del signor G. Sand, insinuando che da qualche parte la mano di una donna dovesse essersi insinuata impercettibilmente e aver rivelato allo scrittore certe sottigliezze del cuore e dell'anima di una donna, ma è stato dichiarato che c'era troppa mascolinità nello stile e nel pensiero perché l'autore dell'opera non fosse un uomo."
Molti grandi scrittori e artisti furono suoi amici, lettori o corrispondenti di lunga data: Henry James la definì "la sorella di Goethe", Belinsky "la Giovanna d'Arco dei nostri tempi", Dostoevskij "la madre del romanzo" e Victor Hugo "la più grande scrittrice della sua epoca, e forse di tutti i tempi". Fu anche l'unica scrittrice del XIX secolo a vivere della sua scrittura.
Tuttavia, i suoi contemporanei non gradivano le sue opinioni religiose, filosofiche, sociali, politiche e soprattutto femministe.
Le sue opere di narrativa sono state inserite nell'Indice dei Libri Proibiti in diverse occasioni. È stata dichiarata "pericolosa", "demagoga", "anticattolica", "comunista", accusata di "fuorviare il cuore e la mente", di essere "la fonte dello scetticismo moderno, del linguaggio laico e dell'ateismo". Questo era un tentativo di impedire che i suoi romanzi entrassero nelle biblioteche e di indispettire i suoi editori.
A Parigi ricomincia a indossare abiti maschili, ma il suo stile non è mai stato un mero esibizionismo, bensì una scelta pratica ed economica che le consente di condurre una vita attiva.
"Correvo con qualsiasi tempo, tornavo a tutte le ore, entravo nelle platee di tutti i teatri."
George Sand, dopo le sue ultime enigmatiche parole "Lasciate andare il verde" ("Laissez verdure"), morì l'8 giugno 1876.
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Fonte: VoxFeminae
Autore: Jasmina Jurčan
Articolo tratto interamente da VoxFeminae
"A volte si vive per anni con degli amici, è un'occasione rara. Altri amici vanno e vengono a seconda delle loro occupazioni o noi delle nostre. Alcuni stanno con noi mesi, giorni o solamente poche ore, ma ogni amicizia è una conquista durevole. Credo del resto che l'amicizia, come l'amore, del quale ha un po' la stessa natura, possa paragonarsi a una figura di danza ben riuscita, ci vogliono molto slancio e molto controllo, molta energia e tanta delicatezza, molte parole e molti silenzi e soprattutto molto rispetto."
Marguerite Yourcenar
"Suppongo di non essere obbligata a lavorare, ma adoro farlo. Mi considero una ragazza della classe operaia e non ho mai smesso di lavorare. Quando mi vengono offerti spettacoli, ne accetto moltissimi perché penso che anche altre persone vorrebbero ricevere le stesse offerte; chi sono io per dire di no? Sono decisamente della classe operaia e lo sarò sempre."
Bonnie Tyler
Photo credit Stefan Brending
Fiumi del Canada
Oh, tutti i piccoli fiumi che scorrono verso la Baia di Hudson,
mi chiamano e mi chiamano a seguirli.
Missinaibi, Abitibi, Little Current, dove scorrono
danzando e scintillando li vedo al sole.
Sento il fragore delle rapide, il tuono della cascata,
e quando penso a loro non posso fermarmi affatto.
All'estremità del percorso, dove inizia la natura selvaggia,
fammi scendere con il mio carico in canoa e il perdono dei miei peccati.
Oh, tutti i possenti fiumi sotto la Stella Polare,
mi chiamano e mi chiamano a seguirli lontano.
Peace e Athabasca e Coppermine e Slave,
e Yukon e Mackenzie, le strade maestose dei coraggiosi.
Saskatchewan, Assiniboine, il Bow e il Qu'Appelle,
e molti fiumi della prateria il cui nome è come un incantesimo.
Sussurrano nel crepuscolo ai margini dell'ignoto:
"C'è un messaggio che ti aspetta, e un regno tutto tuo.
"La natura selvaggia ti nutrirà, il suo splendore sarà la tua guida.
Uscite dalle desolazioni, il nostro cammino di speranza è ampio.
Oh, tutti i fiumi impetuosi che si affrettano verso Ovest,
mi chiamano e mi attirano con la gioia della loro irrequietezza.
Columbia e Fraser e Bear e Kootenay,
amo i loro tratti impavidi dove giocano venti immacolati --
Lo scroscio dell'acqua glaciale attraverso la barra ghiaiosa
verso pozze azzurre levigate dove si nascondono i massi.
Proprio lì, con il cielo sorridente, vorrei essere ogni mattina,
dove tutti i fiumi d'argento corrono verso il mare.
Oh, fiumi ben ricordati che cantano di tempi lontani,
viaggiando attraverso l'estate o sognando sotto la neve.
Tra le loro isole di prato in giorni placidi scivolano,
e dove i pacifici frutteti sono arginati contro la marea.
Tobique e Madawaska e lo splendente Gaspereaux,
St. Croix e Nashwaak e St. John i cui luoghi conoscevo.
E tutti i piacevoli fiumi che cercano la spuma di Fundy,
mi chiamano e mi chiamano a seguirli a casa.
William Bliss Carman