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martedì 8 settembre 2026

Ringraziamenti!

Oggi sono 51!

 



Anche quest'anno, voglio festeggiare il mio compleanno in rete. Oggi sono cinquantuno!

Concedetemi un bel brindisi virtuale con tutti voi!





Contro!



Contro tutte le intolleranze
Contro chi soffoca le speranze
Contro antichi fondamentalismi, nuovi imperialismi
Contro la poca memoria della storia
Contro chi fa credere la guerra un dovere
Contro chi vuole dominio e potere
Contro le medaglie all'onore, alla santità
Per tutta la gente che grida, "Libertà".


Nomadi
Tratto dal brano Contro dei Nomadi

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    Grazie per la tua collaborazione!


    Il razzismo


    "Il razzismo è una malattia degli adulti e dovremmo smetterla di usare i nostri figli per diffonderla."

    Ruby Bridges 




    Noi non possiamo essere imparziali

    "Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L'imparzialità è un sogno, la probità è un dovere."

    Gaetano Salvemini


    L'amore di Frédéric Mistral


    L'amore

    L’amore è un mazzo di fiori sul petto. è un calice d’ippocrasso puro e di delizia. 

    L’amore è una fonte che nasce e che sospira nella sua conca, e ridente poi abbonda e come un fiume trabocca, e lungo le sue isolette gli uccellini non fanno che cantare.

    L’amore è un dolce turbamento, un’emozione potente e viva, è un sogno in cui si vive nella voluttà degli dei,

    L’amore è un’ondata di sole in cui due anime inebbriate prendono lo slancio lino alla luce e divengono del tutto gemelle.

    L’amore è una fiamma squisita che si vede negli occhi e che riempie il cuore, imbalsamandolo, e che si dà colla mano: è un sospiro, un anelito che copre di fiori i cespugli, intine è una bocca infocata che balbetta e non trova altro luogo da bere dicendo: muoio! se non sopra una bocca sorella. 

     Frédéric Mistral


    Quando cerco un personaggio...



    "Quando cerco un personaggio, mi lascio aperto, come fa un medium. E penso che a volte si possa essere abitati dallo spirito di qualcuno che viveva in un momento o che era un po’ come la persona che stai facendo. E forse arrivano e ti usano come un'occasione per rivivere di nuovo."

    Peter Sellers


    Ho sempre ritenuto che gli animali...

    "Ho sempre ritenuto che gli animali siano gli spiriti più puri del mondo. Non fingono o nascondono i loro sentimenti e sono le creature più leali sulla Terra. E in qualche modo noi umani pensiamo di essere più brillanti, che barzelletta. Ogni volta che dovevo fare una relazione o un dibattito a scuola, facevo ricerche sul tema dei diritti degli animali. Mi ha inorridito scoprire la crudeltà e il dolore che sono stati costretti a sopportare per mano nostra.  Aspiro ad avere un giorno tanta terra, dove porterò in salvo molti animali."

    Pink

    Photo credit Raph_PH, CC BY 2.0, da Wikimedia Commons


    Il calcio

    "Il calcio è il gioco più bello del mondo per tutti quelli che amano il calcio. Purtroppo, o per fortuna, non sempre amare il calcio significa capirlo."

    Gianni Brera



    Citazione del giorno

     


    "Amici ascoltatori, allegria!"

    Mike Bongiorno


    O sicuro, secreto e fidel porto di Ludovico Ariosto



    O sicuro, secreto e fidel porto

    O sicuro, secreto e fido porto,

    dove, fuor di gran pelago, due stelle,

    le più chiare del cielo e le più belle,

    dopo una lunga e cieca via m’han scôrto:


    or io perdono al vento e al mare il torto

    che m’hanno con gravissime procelle

    fatto sin qui, poi che se non per quelle,

    io non potea fruir tanto conforto.


    O caro albergo, o cameretta cara,

    ch’in queste dolci tenebre mi servi

    a goder d’ogni sol notte più chiara!


    Scorda ora i torti e sdegni acri e protervi;

    che tal mercé, cor mio, ti si prepara,

    che appagherà quant’hai servito e servi.

    Ludovico Ariosto 


    lunedì 7 settembre 2026

    La sinistra che dimentica chi lavora consegna il futuro alla destra


    In Sassonia il voto ha parlato chiaro. Non servono analisi complicate: quando la sinistra smette di essere conflitto, la destra diventa rifugio per chi è stato lasciato indietro. Il risultato di ieri non sorprende nessuno. È la conseguenza di anni di precarietà, privatizzazioni, salari fermi e territori dimenticati. È la fotografia di una rabbia che nessuno ha voluto ascoltare.

    E c’è un punto che brucia più degli altri: la sinistra ha smesso di guardare negli occhi la classe operaia. Ha smesso di parlare con chi lavora di notte, con chi tiene in piedi fabbriche, ospedali, trasporti, magazzini. Ha smesso di capire la vita di chi vive con stipendi bassi, contratti fragili, affitti che mangiano metà del mese. Quando la sinistra dimentica chi produce la ricchezza, qualcun altro arriva a raccogliere la frustrazione. E lo fa senza scrupoli.

    Il voto in Sassonia è un campanello d’allarme, certo. Ma è anche una lezione che non possiamo più ignorare. Non esiste sinistra senza radici. Non esiste sinistra senza classe operaia. Non esiste sinistra senza organizzazione dal basso.

    Una sinistra vera non nasce nei salotti, nei think tank, nelle alleanze costruite a tavolino. Nasce nelle fabbriche, nei magazzini, nei quartieri popolari, nelle campagne. Nasce dove la crisi non è un concetto astratto, ma una vita quotidiana.

    Serve una sinistra che torni a dire parole che molti hanno smesso di pronunciare: redistribuzione, salario, diritti, welfare, antifascismo. Serve una sinistra che non rincorra la destra sul terreno della paura, ma che ricostruisca la sicurezza sociale: casa, lavoro, salute, istruzione, dignità.

    Il voto di ieri non è una fine. È un inizio, se vogliamo che lo sia. Ripartire dal basso non è uno slogan: è l’unico modo per tornare credibili. La sinistra o torna operaia, o non torna affatto.

    Autore: Spartaco

    Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

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    Immagine generata con intelligenza artificiale


    Il fascismo si è presentato...


    "Il fascismo si è presentato come l’anti-partito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano."

    Antonio Gramsci


    Il nuovo fascismo



    "I Lager nazisti sono stati l'apice, il coronamento del fascismo in Europa, la sua manifestazione più mostruosa; ma il fascismo c'era prima di Hitler e di Mussolini, ed è sopravvissuto, in forme palesi o mascherate, alla sconfitta della seconda guerra mondiale. In tutte le parti del mondo, là dove si comincia col negare le libertà fondamentali dell'Uomo, e l'uguaglianza fra gli uomini, si va verso il sistema concentrazionario, ed è questa una strada su cui è difficile fermarsi."

    Primo Levi




    Comunicazione di servizio: ripartono le interviste





    Voglio informare gli amici e lettori di questo blog, che presto tornerò a pubblicare interviste su diversi temi.

    Se vuoi essere intervistato, basta contattarmi via mail, cliccando sul banner "Contatti".

    Proverbio del giorno

     


    Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.

    Proverbio cinese


    Viviamo nell'era...



    "Viviamo nell'era degli arroganti, degli esperti del nulla, degli opinionisti d'accatto, degli economisti fallimentari. Sono loro che dettano le regole del gioco, in un mondo povero di valori che si sono assottigliati sempre più sino a diventare delle vere e proprie veline. In mezzo a tanto vuoto, ci sentiamo come naufraghi che lottano disperatamente per salvarsi dalle onde sotto gli occhi di finti maestri di nuoto, incapaci di prestarci soccorso."

    Romano Battaglia

    Tratto da Foglie di Romano Battaglia


    E se delirassimo per un momento?



    "E se delirassimo per un momento?
    Se guardassimo oltre l’infamia per provare a indovinare un altro mondo possibile?
    L’aria sarà ripulita da tutto il veleno che non venga dalle paure umane e dalle umane passioni.
    Si inserirà nei codici penali il delitto di stupidità, commesso da coloro che vivono per possedere e guadagnare, invece che vivere per il fatto stesso di vivere.
    I politici non crederanno che ai poveri piace sfamarsi di promesse.
    I bambini di strada non saranno trattati come spazzatura, perché non ci saranno bambini di strada.
    L’istruzione non sarà il privilegio di coloro che possono pagarla e la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla.
    La giustizia e la libertà, gemelle siamesi condannate a vivere separate, torneranno a unirsi, schiena contro schiena.
    Saremo imperfetti, perché la perfezione continuerà a essere il noioso privilegio degli dei.
    Ma in questo mondo semplice e fottuto saremo capaci di vivere ogni giorno come se fosse il primo e ogni notte come se fosse l’ultima."

    Eduardo Galeano



    Le persone che hanno attraversato il panico...


    "Le persone che hanno attraversato il panico, le riconosci subito. C’è gratitudine e delicatezza nei loro occhi, nei loro gesti. Sono quelle che praticano gentilezza anche se il mondo gli restituisce rabbia. Che non hanno vergogna di piangere, di restare in silenzio, di mostrare un’emozione. Che si sono ritrovate un giorno a dover giustificare la loro sensibilità, la loro dolcezza. La loro fragilità. Sono quelle che sorridono e contagiano, che parlano a voce bassa e soprattutto ascoltano. Le persone che hanno attraversato il panico, sono esseri speciali che hanno avuto il coraggio di attraversare il loro buio. Perché certe battaglie si vincono in silenzio. Lontano da tutti e lontano da tutto. Un passo alla volta, che vuol dire Amore. Così, come ci si abbraccia dopo un lungo viaggio. Come si rinasce una seconda volta, tornando alla vita. Senza aver paura. Senza far rumore."

    Andrew Faber


    Il libero web in lutto per la fine di Autistici/Inventati



    Articolo da Il Manifesto

    Le pressioni determinate dalle sanzioni statunitensi contro il gruppo, definito «terrorista» senza alcuna prova, ha portato alla decisione di sospendere tutti i servizi. L’assenza del sostegno politico in Italia e in Europa ha fatto il resto

    La stretta determinata dalle sanzioni emanate dagli Stati Uniti contro Autistici/Inventati è stata troppo forte e la decisione è di quelle ferali. «Il collettivo Autistici/Inventati chiude e sospenderà tutti i servizi a breve termine» fa sapere il gruppo in una nota che più diretta non si può. Più che le difficoltà causate dalle misure economiche, pesa la consapevolezza che il collettivo è oggetto di una guerra ibrida condotta dall’amministrazione Trump fuori da ogni regola. «In questo clima continuare a offrire i nostri servizi è solo un pericolo in più per le nostre utenti, e per tutte le persone che fanno parte delle nostre comunità» spiega il collettivo. «La concreta possibilità di poter essere la causa di conseguenze penali o finanziarie per qualcuno che ci è vicino, o che anche solo interagisce con noi non ci permette altre scelte». Gli utenti riceveranno istruzioni tecniche nei prossimi giorni per recuperare i propri contenuti dalla piattaforma. Di materiale da salvare ce n’è parecchio e va sottolineato. «Sono stati 25 anni bellissimi. Sono stati una “bella storia”».

    Dal 26 agosto, data in cui il collettivo è stato incluso senza prove nella lista dei «terroristi globali» da isolare sul piano economico, tutto è precipitato in pochi giorni. I server scollegati e i fondi congelati da Banca Etica hanno certo pesato. Ma gli attacchi informatici da oltreoceano con relative schedature in favore del Pentagono – parte di una strategia più ampia avviata dall’amministrazione Trump sul piano globale – hanno fatto capire che non si trattava di una delle tante battaglie contro la censura che Autistici/Inventati ha combattuto e vinto in venticinque anni. Il mancato sostegno da parte della politica italiana ed europea ha fatto il resto.

    La storia del collettivo era iniziata nel 2001 – l’anno spartiacque delle Torri Gemelle e del G8 di Genova. All’epoca le Big Tech muovevano i primi passi e la rete sembrava ancora uno spazio relativamente libero. Da allora, Autistici/Inventati è diventato lo strumento principale per chi voleva utilizzare la rete senza cedere i propri dati ai colossi commerciali o alle agenzie di controllo. La piattaforma ospitava oltre settemila siti animati da utenti, collettivi e associazioni di tutto il mondo, e innumerevoli mailing list e caselle di posta. Più volte i servizi offerti dal gruppo sono stati nel mirino della magistratura. Non sono mancate le operazioni opache ai loro danni, come quando la polizia simulò un blackout elettrico per appropriarsi dei dati salvati sui server. Anche il mondo politico ha spesso drizzato le antenne, soprattutto quando sui blog ospitati si è esercitato il diritto di satira contro il Vaticano, Trenitalia e altri soggetti permalosi che hanno chiesto invano di bloccarne le attività.

    In oltre due decenni di vita avventurosa, tuttavia, la «fedina penale» di Autistici/Inventati è rimasta pulita.

    Continua la lettura su Il Manifesto

    Fonte: Il Manifesto

    Autore: 
    Andrea Capocci

    Licenza: Licenza Creative Commons
    Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


    Articolo tratto interamente da Il Manifesto


    C’è gente che ha avuto mille cose...



    C’è gente che ha avuto mille cose,
    Tutto il bene, tutto il male del mondo.
    Io ho avuto solo te
    E non ti perderò,
    Non ti lascerò
    Per cercare nuove avventure.
    C’è gente che ama mille cose
    E si perde per le strade del mondo.
    Io che amo solo te,
    Io mi fermerò
    E ti regalerò
    Quel che resta
    Della mia gioventù.
    Io ho avuto solo te
    E non ti perderò,
    Non ti lascerò
    Per cercare nuove illusioni.

    Sergio Endrigo

    Tratto dal brano Io che amo solo te di Sergio Endrigo




    Rom'antich'e mmoderna di Giuseppe Gioachino Belli




    Rom'antich'e mmoderna

    Rom’antich’e mmoderna! E a li libbrari,
    Cqua, jj’è lléscito un libbro de sto nome?
    Eh ccamminate via, bbestie da some,
    Pe’ nnun dàvve er diproma de somari.

    Rom’antich’e mmoderna! Propio cari!
    Ma in che ccervello ha da sartà! mma ccome!
    Drent’ar monno sce so’ ddunque du’ Rome?!
    Oh ddatela pe’ ggiónta a li lunari.

    Rom’antich’e mmoderna! Oh cquest’è bbella!
    Mo adesso Roma s’è ffatt’un’amica!
    Ma ss’una è cquesta cqua, l’antra indóv’ella?

    Bbravi! Roma moderna, e Rrom’antica!
    Sarebbe com’a ddì: “Vostra sorella
    Lo pijja ne la fr..... e nne la f....„

    Giuseppe Gioachino Belli



    Ho lottato...

    "Ho lottato contro l’autolesionismo fino a tentare due volte il suicidio, sono stata ricoverata in un ospedale psichiatrico. Quello è stato, comunque, un punto di svolta: ho iniziato a cercare l’aiuto di un professionista per affrontare i miei traumi e i miei disordini mentali. Ma tante altre donne non sono così fortunate, spesso lo stupro diventa non un trauma ma una lenta morte."

    Evan Rachel Wood



    Il piacere del vero sognatore


    "Il piacere del vero sognatore non risiede nella sostanza del sogno, ma in questo: che le cose accadano senza alcuna interferenza da parte sua e completamente al di fuori del suo controllo. Grandi paesaggi si creano da soli, lunghe vedute splendide, colori ricchi e delicati, strade, case, che non ha mai visto né sentito nominare. Sconosciuti appaiono e sono amici o nemici, sebbene la persona che sogna non abbia mai fatto nulla al riguardo. Le idee di fuga e inseguimento sono ricorrenti nei sogni e sono altrettanto affascinanti. Cose eccellenti e spiritose vengono dette da tutti. È vero che se ricordate durante il giorno svaniscono e perdono il loro senso, perché appartengono a un piano diverso, ma non appena chi sogna si corica di notte, la corrente si chiude di nuovo e ricorda la loro eccellenza. Per tutto il tempo la sensazione di immensa libertà lo circonda e lo attraversa come aria e luce, una beatitudine ultraterrena. È una persona privilegiata, quella che non ha nulla da fare, ma per il cui arricchimento e piacere tutte le cose sono riunite."

    Karen Blixen


    Quanto migliore è il tuo pubblico

    "Quanto migliore è il tuo pubblico, tanto più energia hai, e tanto migliore è lo spettacolo che fai. Quanto migliore è lo spettacolo, tanto più il pubblico lo apprezza e tanto più energia ti restituisce."

    Gloria Gaynor



    Io racconto...

    “Io racconto delle storie di persecuzione, di terrore, di fastidio che rispecchiano in chiave onirica le alienazioni e le ossessioni della nostra epoca, ma non ho mai calcato la mano sul macabro o sull'orrido.” 

    Dario Argento

    Photo credit Pin, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons


    Il futuro è in movimento

    "Il futuro è in movimento. Ciò che mi aspetta è nella mia anima e nella musica alla quale mi abbandono come esperienza totale: senza confine."

    Giuni Russo



    domenica 6 settembre 2026

    40 secondi: recensione del film



    40 secondi è un film del 2025 diretto da Vincenzo Alfieri.

    Attenzione: il seguente articolo contiene spoiler del film!

    Trama 

    Alle tre del mattino del 6 settembre 2020, una coppia assiste sotto casa alla morte del ventiduenne Willy Monteiro Duarte, vittima di un violento pestaggio. Un agente in borghese, Ludovico, rintraccia un gruppo di giovani in un bar e chiede loro di andare in caserma per essere interrogati. Il film ricostruisce le ventiquattrore precedenti all'accaduto delle persone coinvolte.

    Il giovane Maurizio, frustrato dalla vita, aspira a entrare in un giro di delinquenti - di cui fanno parte i gemelli Lorenzo e Federico e Cosimo, che lo ha preso sotto la sua ala protettiva - nella speranza di ottenere rispetto e potere. Il 6 settembre si fa licenziare per aver trascurato il lavoro, viene respinto dalla sua ex ragazza quando le parla aggressivamente e Cosimo gli dice che è improbabile che entrerà a far parte della banda a causa della sua corporatura esile. La sera, viene convinto a uscire con la banda e si interessa a una ragazza di nome Michelle.

    Michelle conduce una vita sociale attiva e appagante, ma aspira a trasferirsi in una grande città; litiga per questo motivo con Christian, il suo ragazzo possessivo e, per distrarsi, va nello stesso locale dove si trovano Maurizio e il suo gruppo. Cosimo fa catcalling a Michelle, generando un litigio che sfocia in rissa quando Maurizio prende a pugni Christian. Con il degenerare della situazione fuori dal locale tra i gruppi delle persone coinvolte, Cosimo decide di chiamare Lorenzo e Federico affinché vengano ad aiutarli.

    I fratelli hanno una vita famigliare disastrata, con frequenti scoppi di violenza tra i genitori. Lorenzo sta con una ragazza di nome Rossella e aspetta un bambino da lei. Passano la giornata allenandosi alla boxe e compiendo spacci, estorsioni e pestaggi. Ludovico, che sta indagando sui crimini commessi dai gemelli, ne parla con "il Professore", padre di Rossella. In serata, Lorenzo e Federico vanno al locale e hanno un rapporto sessuale condiviso con una ragazza appena incontrata; frattanto, il Professore rivela a Rossella quanto ha scoperto sui fratelli, lasciandola sconvolta.

    Willy vive con la madre e la sorella, con cui è in rapporti stretti. Dopo aver promesso alla madre di stare con lei nei giorni successivi, passa del tempo con i suoi amici, a cui confida le sue aspirazioni future. Lavora come cuoco in un ristorante gourmet, litigando con il suo capo quando, contro il suo volere, propone allo chef delle variazioni al menù. La sera, Willy esce con gli amici a bere, finché non si imbattono nella situazione concitata fuori dal locale.

    Willy, essendo amico di Christian, interviene per calmare la situazione, finché non arrivano i fratelli, i quali hanno nel frattempo appreso che Rossella ha scoperto le loro attività criminali; aggrediscono brutalmente e senza preavviso diversi presenti, accanendosi con particolare ferocia contro Willy prima di fuggire con Cosimo e Maurizio. Willy rimane esanime a terra, mentre Michelle e gli altri amici cercano inutilmente di prestargli soccorso.

    Il giorno dopo, Ludovico viene informato che i gemelli hanno impiegato in totale 40 secondi tra quando sono scesi dall'auto per compiere il pestaggio e fuggire. Ludovico fa arrestare Lorenzo, Federico, Cosimo e Maurizio per l'omicidio di Willy e informa la madre e la sorella che è morto per difendere un amico. Si scopre che durante il turno al ristorante Willy, contro il parere dei suoi superiori, aveva fatto servire una personale variazione di un piatto a dei clienti, ottenendo una promozione per la sua inventiva, notizia che non ha avuto modo di comunicare ai suoi amici.

    Un testo alla fine del film riporta che, in seguito alla morte di Willy, il ministro della giustizia ha modificato il decreto sicurezza per inasprire le sanzioni in caso di rissa e che oggi è conosciuto come "Daspo Willy". Per l'omicidio, Marco Bianchi è stato condannato all'ergastolo, mentre Gabriele Bianchi a ventotto anni, Francesco Bellaggia a ventitré anni e Mario Pincarelli a ventun anni.[5] Per il valore del gesto di Willy, il presidente della repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito una medaglia d'oro al valore civile postuma.

    Curiosità sul film

    È ispirato all'omonimo libro della giornalista e saggista Federica Angeli sulla storia realmente accaduta di Willy Monteiro Duarte, ragazzo italiano figlio di capoverdiani, medaglia d'oro al valore civile alla memoria[1], vittima di omicidio a seguito di un pestaggio compiuto dai fratelli Gabriele e Marco Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, condannati rispettivamente all'ergastolo e a ventotto, ventuno e ventiquattro anni di reclusione.[2][3]

    Le riprese del film si sono svolte a Roma tra giugno e luglio 2025.

    La mia opinione

    40 secondi, racconta gli ultimi istanti della vita di Willy Monteiro Duarte. Non cerca scorciatoie né effetti speciali: punta dritto al cuore della vicenda, mostrando il coraggio di un ragazzo che ha fatto l’unica cosa che sentiva giusta, pagando un prezzo ingiusto.

    Voto: 7,5

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    Immagine generata con intelligenza artificiale


    Questo è l'inizio del tuo giorno

    "Questo è l'inizio del tuo giorno. La vita è più complicata di quello che sembra. Sii sempre te stessa lungo la strada. Vivendo fino in fondo lo spirito dei tuoi sogni."

    Dolores O'Riordan 

    Tratto dal brano Ordinary Day di Dolores O'Riordan 

    Photo credit Poudou99, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons



    Che cosa straordinaria...


    "Che cosa straordinaria possono essere i libri. Ti fanno vedere posti in cui agli uomini succedono cose meravigliose. Allora la testa ti parte per un altro verso, gli occhi scoprono prospettive fino a quel momento inedite. E cominci a farti parecchie domande."

    Andrea Camilleri



    Dipinto del giorno


      Riposo in Maremma di Giovanni Fattori



    Gli esseri umani


    "Gli esseri umani non sono in grado di essere onesti con se stessi su se stessi. Non riescono a parlare di se stessi senza farne un romanzo. Questa sceneggiatura [Rashomon] ne è un ritratto."

    Akira Kurosawa


    Penso che una vita...

    Luciano Pavarotti 15.06.02 cropped2 (squared)


    "Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene ed è a questo che mi sono dedicato."

    Luciano Pavarotti

    Photo credit Pirlouiiiit Pirlouiiiit, squared by Juan Pablo Arancibia Medina, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons


    Voglio essere nella trincea della vita!



    "Voglio essere nella trincea della vita.
    Io non voglio essere al quartier generale, io non voglio essere seduto in un albergo da qualche parte a guardare il mondo che cambia, voglio cambiarlo io.
    Voglio essere impegnato.
    Probabilmente, in un modo che mio padre forse approverebbe."

    Roger Waters




    sabato 5 settembre 2026

    L'eredità di una leggenda: 80 anni di Freddie Mercury



    Articolo da Il Bo Live, il giornale dell'Università di Padova

    5 settembre 1946, ospedale di Stone Town. La famiglia Bulsara accoglie il primogenito Farrokh in una Zanzibar allora ancora protettorato britannico. È una storia tipica del tardo impero: famiglia indiana, etnia parsi e fede zoroastriana, con un capofamiglia dipendente pubblico che si sposta di colonia in colonia. Fino al 1964, quando proprio dall’isola africana sarà costretta a fuggire per lo scoppio della rivoluzione. Destinazione: Middlesex, vicino a Heathrow, periferia sudoccidentale della capitale.

    È da questo contesto che proviene una delle più grandi star della storia del rock, un cantante e autore che ha formato una delle band inglesi più famose nel mondo, i Queen, e ha inciso alcune canzoni che sono diventate monumenti dell’immaginario collettivo occidentale. Ma accanto ai successi della sua carriera di uomo di spettacolo, la storia di Farrokh nel frattempo diventato Freddie Mercury è anche quella di uno dei primi casi di un artista morto all’inizio degli anni Novanta a causa dell’AIDS, dopo aver gestito con estrema riservatezza la malattia, determinando uno shock collettivo in un momento in cui l’omosessualità, nel discorso pubblico inglese come quello italiano, faceva ancora rima con peccato e depravazione per cui il contagio era una sorta di punizione divina.

    Abbiamo scelto dieci momenti e canzoni per raccontare la straordinaria carriera di Freddie Mercury e quanto la sua voce sia stata indimenticabile, tanto che molti brani che abbiamo scelto sono ormai vero e proprio patrimonio collettivo. 

     

    Bohemian Rhapsody (1975)

    I Queen hanno già inciso tre dischi, tra il 1973 e il ‘74. Hanno garantito un buon successo in un mercato, quello inglese degli anni Settanta, particolarmente affollato di rock band di qualità. Almeno un paio di brani diventeranno dei classici della band (Killer Queen, Now I’m Here), ma è con il disco A Night At The Opera che tutto cambia e sviluppano uno stile davvero inconfondibile. Bohemian Rhapsody è il classico singolo che non dovrebbe funzionare in radio: quasi sei minuti, siamo matti? E poi cosa sono questi riferimenti a Galileo, Figaro? Ok portare all’eccesso lo stile del glam rock, ma ibridarlo con il rock progressivo, il musical, l’opera: si esagera. Eppure il brano è un successo clamoroso e il trampolino di lancio definitivo per la storia della band, grazie anche allo straordinario video che lo accompagna, che anticipa l’era di MTV quando i videoclip musicali diventano quasi opere d’arte loro stessi.

    Non mi stancherò mai...


    "Non mi stancherò mai di spiegare che per essere liberi bisogna avere tempo: tempo da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano.
    Mentre sei obbligata a lavorare per sopperire alle tue necessità materiali, non sei libera, sei schiava della vecchia legge della necessità.
    Ora, se non poni un limite alle tue necessità, questo tempo diventa infinito.
    Detto più chiaramente: se non ti abitui a vivere con poco, con il giusto, dovrai vivere cercando di avere molte cose e vivrai solo in funzione di questo.
    Ma la vita se ne sarà andata via…
    Oggi la gente sembra non accorgersene e si preoccupa soltanto di comprare e comprare e comprare, in una corsa infinita."
    Josè Pepe Mujica




    Citazione del giorno

     


    "La speranza è la ragione per cui gli uomini vivono e muoiono." 

    André Malraux 


    Delle radici de' gran mali del mondo di Tommaso Campanella



    Delle radici de' gran mali del mondo

    Io nacqui a debellar tre mali estremi:

    tirannide, sofismi, ipocrisia;

    ond’or m’accorgo con quanta armonia

    Possanza, Senno, Amor m’insegnò Temi.

    Questi principi son veri e sopremi

    della scoverta gran filosofia,

    rimedio contra la trina bugia,

    sotto cui tu piangendo, o mondo, fremi.

    Carestie, guerre, pesti, invidia, inganno,

    ingiustizia, lussuria, accidia, sdegno,

    tutti a que’ tre gran mali sottostanno,

    che nel cieco amor proprio, figlio degno

    d’ignoranza, radice e fomento hanno.

    Dunque a diveller l’ignoranza io vegno. 

    Tommaso Campanella


    5 settembre 1938: le leggi razziali in Italia



    Avevo già pubblicato questi documentari, realizzati in modo chiaro dall'ANPI. Questa è una delle pagine più vergognose della storia italiana, infatti il 5 settembre  del 1938, il re Vittorio Emanuele III firmò i "provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista", voluti dal governo Mussolini.

    Mai come oggi, non bisogna dimenticare!

    Credits: Anpi

    1 SCUOLA leggi razziali


    1 SCUOLA leggi razziali from ANPI on Vimeo.

    Video credit ANPI caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons

    2 PROFESSIONI leggi razziali


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    3 FAMIGLIA leggi razziali


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    4 SPETTACOLO leggi razziali


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    5 DIVIETI leggi razziali


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    Sentire


    "Mi piace il verbo sentire. Sentire il rumore del mare, sentirne l'odore. Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco. Sentire l'odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore. Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente."

    Alda Merini


    Salari al palo e profitti record: l’Italia che premia il capitale e punisce il lavoro



    Articolo da Pressenza

    Mentre i salari reali italiani restano sotto i livelli di trent’anni fa, il settore bancario chiude il 2025 con utili record. I dati raccontano uno squilibrio di lungo periodo nella distribuzione del reddito tra lavoro e capitale.

    Continuiamo a dire che il capitalismo italiano ha smesso di essere industriale per diventare finanziario, come se fosse una metafora. Non lo è. È una sequenza di bilanci, ed è una perdita che dura da tre decenni, non un incidente di percorso.

    Il punto di partenza è la quota di reddito che il valore prodotto dal Paese destina a chi lavora. Le stime più solide, basate sui dati AMECO e riprese dalla letteratura accademica, indicano che in Italia questa quota è scesa dal 66,9% del 1970 al 50% del 2018: un crollo di quasi diciassette punti che coincide, non a caso, con la fine dell’indicizzazione automatica dei salari nel 1992, con l’apertura ai mercati globali e con la lunga stagione delle riforme di flessibilizzazione del mercato del lavoro. Su questo arco storico la letteratura economica, da Torrini agli studi più recenti di Paternesi Meloni e Stirati, è concorde: i salari reali hanno smesso di seguire la produttività, e quel disallineamento è diventato struttura permanente dell’economia italiana.

    C’è però un dato che rende questa erosione ancora più netta, perché non riguarda la quota su un aggregato contabile ma il potere d’acquisto concreto delle buste paga. Secondo l’Ocse, tra il 1990 e il 2020 l’Italia è l’unico grande Paese dell’area a registrare una variazione negativa dei salari reali: mentre in Germania, Francia e nei Paesi baltici gli stipendi a prezzi costanti crescevano, anche in misura sostanziale, in Italia diminuivano. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha di recente quantificato la caduta in un 6,6% in termini reali dal 1990. Lo shock inflazionistico del 2021-2022 ha aggravato una tendenza già strutturale: nel solo 2022 i salari reali italiani sono crollati del 7,3% rispetto all’anno precedente, e a inizio 2025 l’Ocse li registrava ancora inferiori del 7,5% rispetto al 2021, il risultato peggiore tra le grandi economie dell’organizzazione. Un lavoratore italiano oggi, in termini di potere d’acquisto, guadagna meno di un collega di trent’anni fa: non è un’impressione, è la fotografia ufficiale.

    È in questo quadro che va letto l’aumento nominale del 4,2% dei redditi da lavoro dipendente registrato dall’Istat nei conti 2025 delle società non finanziarie. Non è un segnale di inversione di tendenza, ma in larga parte l’effetto dei rinnovi dei contratti collettivi arrivati dopo anni di CCNL scaduti e bloccati, che nella contabilità di un singolo esercizio producono un salto nominale senza colmare il divario reale accumulato nel decennio precedente. Allo stesso modo, il fatto che il tasso di profitto delle imprese non finanziarie sia sceso al 43,3% nel 2025, dal 44,1% del 2024, non racconta un’inversione strutturale: è l’oscillazione di un solo anno, misurata su una base che resta comunque quella di un’economia in cui, dal 1970 a oggi, la parte spettante al capitale è cresciuta di quasi venti punti percentuali. Un anno di sottoscrizioni contrattuali non cancella mezzo secolo di moderazione salariale, così come una rondine non fa primavera.

    Il contrasto più stridente, in questo senso, resta quello con il settore bancario. Nel 2025 le banche italiane hanno chiuso l’anno con utili netti record: 47,5 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 46,5 miliardi del 2024 e ai 40,6 miliardi del 2023, secondo l’analisi del Centro Studi Unimpresa su dati di Banca d’Italia. Il quinquennio 2021-2025 ha prodotto complessivamente 176,5 miliardi di utili netti aggregati, il periodo più profittevole nella storia recente del settore. Il motore resta il margine di interesse, cioè la differenza tra quanto le banche incassano sui prestiti e quanto pagano sui depositi: per anni le famiglie e le imprese indebitate hanno pagato di più per lo stesso prestito, mentre chi teneva i risparmi in conto corrente ha visto remunerazioni pressoché ferme. E questi utili record procedono insieme a una riduzione dell’occupazione: circa 8mila posti di lavoro in meno nel settore secondo i dati diffusi da First Cisl, mentre i primi cinque gruppi bancari sfioravano i 28 miliardi di utili con una crescita del 10,6%.

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    Fonte: Pressenza
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    Articolo tratto interamente da Pressenza