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lunedì 13 luglio 2026

Genova ospita l'assemblea nazionale No Kings con i movimenti uniti contro guerra e autoritarismo

 

Articolo da GlobalProject

Il 18 luglio a Palazzo Ducale la rete No Kings chiama movimenti, territori e realtà sociali a costruire nuove convergenze verso l'autunno

Il 18 luglio, dentro le giornate per i 25 anni dal G8 di Genova, la rete No Kings si ritrova a Palazzo Ducale per costruire convergenze tra movimenti sociali, lotte territoriali, pratiche democratiche e mobilitazioni contro riarmo, repressione e concentrazione del potere.

Venticinque anni dopo il G8 del 2001, Genova torna a essere un luogo decisivo per interrogare il presente. Non solo uno spazio della memoria, ma un punto di attraversamento politico tra le ferite ancora aperte di allora e le nuove forme del comando globale. Dentro il programma di “25Genova 2001-2026”, sabato 18 luglio 2026 si terrà a Palazzo Ducale l’Assemblea nazionale No Kings, nella Sala del Maggior Consiglio, con apertura dei lavori in mattinata.

La scelta di Genova non è neutra. Nel luglio 2001, il movimento dei movimenti seppe nominare con una forza straordinaria la sproporzione tra pochi centri di potere e la vita di miliardi di persone. Oggi quello stesso nodo ritorna, ma dentro una composizione del dominio più frammentata e più feroce: guerra permanente, economie del riarmo, crisi climatica, frontiere, piattaforme digitali, rendita urbana, estrazione di valore dai territori e dai corpi.

Dire No Kings significa allora rifiutare l’idea che il mondo debba essere governato da sovrani, autocrati, padroni della finanza, signori della guerra, proprietari delle città, gestori delle frontiere e nuovi oligarchi tecnologici. Non si tratta soltanto di opporsi alle figure più evidenti dell’autoritarismo globale, ma di leggere il modo in cui la crisi della democrazia liberale si salda alla normalizzazione della guerra, alla repressione del dissenso e alla trasformazione della sicurezza in dispositivo ordinario di governo.

L’assemblea del 18 luglio nasce da questa consapevolezza: non basta resistere, bisogna costruire connessioni e avanzamenti politici collettivi. No Kings fin dall'inizio si è proposto come spazio di convergenza tra movimenti sociali, reti civiche, organizzazioni, territori e pratiche di democrazia radicale impegnate contro autoritarismo, guerre, disuguaglianze e concentrazione del potere. La grandissima riuscita della due giorni romana del 27 e 28 marzo lo dimostrano ampiamente. L'appuntamento di Palazzo Ducale rappresenta allo stesso tempo un momento di verifica, di rilancio e di allargamento.

La giornata del 18 luglio si colloca infatti dentro un calendario più ampio di iniziative che attraverserà Genova dal 17 al 21 luglio, con appuntamenti dedicati a repressione, capitalismo della sorveglianza, cittadinanza digitale, intelligenza artificiale, memoria di Carlo Giuliani, Diaz, diritto al dissenso e continuità delle lotte sociali. L’assemblea No Kings sarà anche e soprattutto un passaggio organizzativo verso l’autunno. I lavori prevedono una sessione plenaria e tavoli tematici su guerra e riarmo, migranti, diritti sociali, territorio, repressione, lavoro, casa, salute, ambiente ed energia. Tra i temi in discussione ci sarà anche la proposta di una mobilitazione europea coordinata con studenti e sindacati per il 20, 21 e 22 novembre.

È qui che l’appuntamento genovese assume un significato più largo. Dopo mesi segnati dall’accelerazione bellica europea, dal riarmo come nuova grammatica economica, dalla complicità dei governi occidentali nel genocidio in Palestina, dall’attacco ai diritti sociali e dalla torsione securitaria delle democrazie, il problema non è semplicemente sommare vertenze. La sfida è costruire una nuova capacità di confederare lotte differenti senza neutralizzarne le specificità.

Guerra e carovita, repressione e precarietà, crisi climatica e rendita, frontiere e lavoro povero, controllo digitale e impoverimento democratico non sono capitoli separati. Sono parti dello stesso paesaggio. I “re” contro cui si muove No Kings non abitano soltanto i palazzi del potere politico, ma anche le filiere economiche che trasformano la guerra in profitto, la casa in rendita, la mobilità in confine, la città in vetrina, i dati in comando, la crisi ecologica in nuova occasione estrattiva.

Per questo Genova può diventare un passaggio importante: perché permette di tenere insieme memoria e organizzazione, storia e futuro, trauma e possibilità. I No Kings lo sintetizzano con chiarezza: non vogliono re né padroni, e si oppongono a guerra, autoritarismo e concentrazione del potere. Ricordare il 2001 non significa consegnarlo all’archivio, ma riconoscere che molte delle domande poste allora sono tornate con ancora maggiore urgenza: chi decide sulle nostre vite? Chi accumula ricchezza dalle crisi? Chi paga il prezzo della guerra, delle frontiere, della devastazione ambientale? Quali forme di democrazia possono nascere quando quelle esistenti vengono svuotate dall’alto?

No Kings prova a rispondere a queste domande non con un’identità chiusa, ma con un metodo: allargare alleanze, connettere territori, costruire campagne, organizzare mobilitazioni concrete. Non una sommatoria indistinta, ma uno spazio in cui la lotta contro autoritarismo e guerra possa intrecciarsi con le pratiche sociali che già producono alternative: mutualismo, solidarietà internazionale, ecologia politica, lavoro, reddito, movimenti per la casa, reti antirazziste, femministe e transfemministe, esperienze di democrazia dal basso.

Genova, ancora una volta, può essere una soglia. Non il luogo di una nostalgia, ma quello di una ripartenza. Il 18 luglio l’Assemblea nazionale No Kings proverà a trasformare la memoria in forza comune, il rifiuto dei nuovi sovrani in organizzazione collettiva, la denuncia dell’autoritarismo in una pratica politica capace di guardare all’autunno e oltre.

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Autore: redazione GlobalProject
Licenza: Creative Commons (non specificata la versione

Articolo tratto interamente da GlobalProject  


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