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domenica 31 maggio 2026

Momenti



"Ciò che nella vita rimane, non sono i doni materiali, ma i ricordi dei momenti che hai vissuto e ti hanno fatto felice. La tua ricchezza non è chiusa in una cassaforte, ma nella tua mente.
È nelle emozioni che hai provato dentro la tua anima."

Alda Merini 


Vivi!




"Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi."

Charlie Chaplin


La vita è breve

 


"La vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione è fugace, l'esperienza è fallace, il giudizio è difficile."

Ippocrate



31 maggio 1962 - A Voghera un treno merci proveniente da Milano non rispetta un semaforo rosso e piomba su un treno carico di passeggeri diretto in Liguria che sostava sul terzo binario, causando 63 vittime



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera

L'incidente ferroviario di Voghera è considerato uno tra gli incidenti più gravi nella storia delle ferrovie italiane.

Avvenne alla stazione di Voghera alle ore 2.35 del 31 maggio 1962. Vi morirono 64 persone e 36 rimasero ferite gravemente[1].

Alle ore 2.35 del giorno di giovedì 31 maggio 1962, il treno merci numero 8151, proveniente da Milano, trainato dal locomotore E626.379, entrò nella stazione di Voghera con i segnali di protezione a «via impedita» e investì in coda il treno viaggiatori 1391, che, in sosta sul terzo binario, stava per essere licenziato in partenza verso Genova. Il locomotore del treno 8151 si incuneò nell'ultima carrozza del treno 1391, provocando la morte di 60 persone nonché il ferimento di 40, quattro delle quali successivamente morirono in ospedale[1].

Tutte le vittime si trovavano nell'ultima carrozza: si trattava in gran parte di villeggianti diretti in Riviera Ligure.

Dall'esame della zona tachimetrica del treno 8151 risultò che per tutto il percorso a partire da Milano Rogoredo, salvo un breve rallentamento in corrispondenza di Pavia[1], il treno aveva tenuto una velocità tra i 70 e i 75 km/h. La velocità non fu diminuita neppure in arrivo a Voghera, salvo che nei nove secondi precedenti l'urto, in cui essa scese bruscamente da 72 km/h a circa 60. Questa velocità non era in alcun modo ammissibile, non soltanto perché il segnale di protezione era disposto al rosso, ma anche perché il treno avrebbe dovuto fermarsi alla stazione per il cambio del locomotore, essendo all'epoca il tratto di linea Milano-Voghera a trazione elettrica a corrente continua e quello Voghera-Genova a corrente alternata trifase[2]. L'inizio della frenatura del treno può collocarsi a circa 170 metri dalla coda del treno 1391, quindi, tenuto conto delle caratteristiche del freno e del tempo di entrata in azione del medesimo, si ritenne che esso fosse stato azionato solo in seguito alle segnalazioni di arresto fatte a mano da parte degli agenti della stazione dal posto di servizio collocato verso Milano; in seguito il macchinista del convoglio merci ammise che le cose si erano svolte proprio in tale modo[2].

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Sai qual è la cosa più difficile, oggi?



Sai qual è la cosa più difficile, oggi?
Alzarsi la mattina
e non diventare cattivi come il mondo.
La gentilezza
è un atto di resistenza quotidiana.
Non è roba da educati,
è roba da sopravvissuti.
Perché chi è gentile
lo è nonostante le ferite,
nonostante la fatica,
nonostante il disincanto.
Quando sei sfiancato,
quando non ce la fai,
non ti serve una morale da quattro soldi.
Ti serve qualcuno che ti guardi
e ti dica:
“ti vedo”.
Ti serve un gesto che non chiede nulla,
una mano che si tende,
un tempo che si regala.
La gentilezza non è una questione di buone maniere.
È un modo di stare al mondo
con coraggio,
di restare umani
anche quando conviene spegnersi.
È l’arte di non diventare come chi ferisce,
di non rispondere con lo stesso veleno.
È un no urlato piano
all’indifferenza che ci divora.
Un no che dice:
non mi fate smettere di sentire,
non mi fate smettere di credere.
E allora sì,
quando vi sembra di affogare,
quando pensate di non avere più nulla da dare,
non fate gli indifferenti.
Cercate la gentilezza.
Fatela.
Pretendetela.
Perché senza gentilezza
crolla tutto.
Crollano i gesti,
gli abbracci,
le carezze che salvavano la pelle.
E restiamo chiusi in una corazza
a fingere di bastarci.
Ognuno in silenzio
con la propria ferita in mano.
Perché la gentilezza
è attenzione
è cura
è duro lavoro.
Perché la gentilezza
è quel muscolo invisibile
che nessuno vede
ma che tiene in piedi il cielo.

Andrew Faber

Credo che negli ultimi periodi...



"Credo che negli ultimi periodi della nostra vita stiamo assistendo a una degenerazione delle coscienze collettive verso una deriva antiumana. È come se stessimo sprofondando oltre il baratro della barbarie, un abbrutimento interiore che fa smarrire la dimensione umana. È il delirio della paura, un disturbo del comportamento. La soluzione potrebbe essere nella "rivoluzione della normalità", la stessa ricerca di pace e convivenza che abbiamo messo in atto a Riace."

Domenico "Mimmo" Lucano


Photo credit Secretaría de Cultura de la Nación, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons


Viene chiamato "vuoto"

"Viene chiamato "vuoto" ma poi è come se dentro ci fosse racchiuso di tutto. Il nome di qualcuno che non c'è o che non esiste, la rabbia per una sconfitta, la nostalgia di una mancanza, tutto l'affetto che vorremmo dare, tutto quello di cui avremmo bisogno, tutta la felicità dispersa nella tristezza, quei mal di testa forti e anche quelle canzoni un po' tristi che in un modo o nell'altro ci tengono compagnia. Sono pieni di così tante cose che, alla fine dei conti, vengono chiamati vuoti, ma sono fottutamente pieni."

Charles Bukowski



Trova il tempo...


Trova il tempo di riflettere,
è la fonte della forza.
Trova il tempo di giocare,
è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere,
è la base del sapere.
Trova il tempo di essere gentile,
è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare,
è il sentiero che porta alle stelle.
Trova il tempo di amare,
è la vera gioia di vivere.
Trova il tempo d’esser contento,
è la musica dell’anima.

Antica ballata irlandese

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Salvare il suolo per salvare noi stessi



Articolo da inNaturale

Il degrado del suolo è la progressiva perdita di biodiversità e fertilità del terreno che oggi sta portando all’estinzione troppe specie.

Il degrado del suolo è un progressivo impoverimento di ciò che sta sotto i nostri piedi, che spesso passa inosservato. A determinare il fenomeno sono cambiamento climatico e attività umana e le conseguenze della dinamica rischiano di essere drammatiche. I numeri parlano ormai di un’estinzione di massa e gli esperti del settore chiedono di intervenire con piani coordinati e cambi di prassi.

Cos’è il degrado del suolo? 

Il degrado del suolo è la progressiva riduzione di fertilità e biodiversità di quest’ultimo. Il fenomeno si manifesta con un’escalation nell’inaridimento del terreno che inizia, parallelamente, ad assorbire meno acqua e a rivelarsi meno adatto a ospitare le forme di vita che dovrebbero abitarlo, nonché meno fertile, in un circolo vizioso. La desertificazione, che ormai non riguarda più solo le zone aride, rappresenta il massimo livello di degrado. 

Oggi la dinamica sta determinando la perdita di una specie su 5 tra quelle che ospita il suolo, che rappresentano il 59% della biodiversità globale. Si tratta di un totale di 1.758 specie a rischio. Su altre 1.722, pari quasi al 20% del totale, non abbiamo abbastanza informazioni per stilare un bilancio.

Quali sono le cause principali? 

Le cause principali del degrado del suolo sono tutte riconducibili all’uomo. In cima alla lista dei problemi troviamo lo sfruttamento eccessivo del territorio, incarnato dalle pratiche di agricoltura intensiva, che spingono al limite la produttività dei terreni senza rispettare i cicli naturali. L’impiego di pesticidi connesso al settore completa l’opera alzano i livelli di inquinamento

Il cambiamento climatico non migliora affatto il quadro. Gli eventi meteo estremi, infatti, si moltiplicano e le precipitazioni, sempre più violente e concentrate nel tempo, si fanno tutt’altro che salvifiche. La sempre più massiccia conversione di spazi naturali o agricoli in terreni urbani, dovuta all’espansione del range di azione della popolazione umana, rappresenta un’ulteriore problematica.

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Fonte: inNaturale

Autore: Alice Facchini

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.

Articolo tratto interamente da inNaturale



Addio a Zeudi Araya


Articolo da Firenze Post

ROMA – Dopo una lunga malattia è morta l’attrice e produttrice cinematografica Zeudi Araya. Venere Nera più famosa d’Italia negli anni ’70, incoronata regina sexy dalla pelle lunare, protagonista di una stagione irripetibile del cinema italiano e volto simbolo dell’erotismo elegante. Zeudi Araya, con la sua bellezza magnetica, il sorriso enigmatico e una presenza scenica capace di conquistare il pubblico fin dal primo sguardo, è stata una delle attrici che hanno segnato il filone delle pellicole sexy con titoli come “La ragazza dalla pelle di luna” (1972), “La ragazza fuoristrada” (1973) e “Il corpo” (1974).

Attrice, produttrice cinematografica e figura di riferimento per diverse generazioni di professionisti del settore audiovisivo, si è spenta domenica 24 maggio 2026 nella sua abitazione romana all’età di 75 anni. A dare la notizia della scomparsa, a distanza di sei giorni dal decesso, è stato oggi il figlio Michelangelo Spano.

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Fonte: Firenze Post


Autore:
Gilda Giusti

Licenza: 
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Italia.

Articolo tratto interamente da Firenze Post


Sull'orlo di Arturo Graf


Sull'orlo

Un passo ancora, un solo
Deliberato passo, —
E finirebbe il chiasso,
E finirebbe il duolo.

E il presente e il passato,
E il mio core e il mio nome,
Tutto sarebbe come
Se non fosse mai stato.

Che mi rattiene? Un molle
Cespo al mio piè verdeggia;
Dalla ferrigna scheggia
Umilmente s’estolle,

Ed un unico fiore,
Sul tremebondo stelo,
S’apre, invocando il cielo
Come un picciolo cuore.

Oh, Natura, Natura!
Insazïabilmente
Ogni cosa vivente,
Ogni tua creatura,

Brama e chiede la vita;
E sia pur poca e frale,
E sia pur d’ogni male
Inutilmente ordita.

Onde sul duro ciglio
Della fosca ruina,
Dall’indurata spina
Pullula un fior vermiglio. —

Anima stanca, in alto,
Sotto il fardel che pesa!
Non cedere all’offesa
Del rinnovato assalto.

Della virtù che vuole
Fatti schermo e preghiera;
E aspettando la sera,
Mira ed invoca il sole.

Arturo Graf


C'è sempre una persona per ogni miracolo...

"C'è sempre una persona per ogni miracolo

E la magia più dolce è che tu lo sia per me

Hai fatto di ogni lama della vita un rifugio di certezze

E calpestato il cielo per alzarmi sopra le minacce 

Solo tu, solo tu sei la strada per un'altra vita

Solo tu, solo tu la partenza e la mia via d'uscita

Il posto migliore per trovare pace è tra le tue dita che cercano me

E tengono strette ricordi e progetti 

Per amarci forte non siamo mai grandi

Non siamo mai grandi."

Tratto dal brano Solo tu di Gigi Finizio



Tu che sei nata dove c'è sempre il sole


"Tu che sei nata dove c'è sempre il sole

Sopra uno scoglio che ci si può tuffare

E quel sole ce l'hai dentro al cuore

Sole di primavera

Su quello scoglio in maggio è nato un fiore

E ti ricordi, c'era il paese in festa

Tutti ubriachi di canzoni e di allegria

E pensavo che su quella sabbia

Forse sei nata tu

O a casa di mio fratello, non ricordo più

E ci hai visto su dal cielo

Ci hai trovato e piano sei venuta giù

Un passaggio da un gabbiano

Ti ha posata su uno scoglio ed eri tu."

Tratto dal brano Fiore di maggio di Fabio Concato


Dipinto del giorno


Il ritorno di Pompeo dopo la battaglia di Farsalia di Jacopo Tintoretto 


Qualcuno ha detto che le avversità forgiano il carattere

"Qualcuno ha detto che le avversità forgiano il carattere, ma qualcun altro ha detto che le avversità rivelano il carattere. Sono piacevolmente sorpreso dalla mia resilienza. Persevero, e non ciecamente. Prendo il meglio, mi libero del resto e vado avanti, consapevole che si può scegliere di prendere ciò che è buono."

Brooke Shields

Photo credit Bojars, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons


Ho visto ogni genere di set

"Ho visto ogni genere di set. Sono stato su set cinematografici in cui tutti avevano i nervi a fior di pelle. Ma se cominci a urlare, a mostrarti insofferente, a schizzare da una parte all'altra, dai l'impressione di insicurezza. E questa diventa contagiosa. Si trasmette agli attori che diventano nervosi, poi si diffonde tra le maestranze e anch'esse si fanno irritabili, e questo non ti facilita le cose. E se io non sono di buon umore, se non riesco a comunicare questo stato d'animo, posso aspettarmi che gli altri lavorino serenamente."

Clint Eastwood

Photo credit Raffi Asdourian, CC BY 2.0, da Wikimedia Commons


C'è sempre chi vuole intraprendere questo lavoro

"C'è sempre chi vuole intraprendere questo lavoro e quindi mi piace dare dei consigli, ed è questo: di vedere molti film brutti e, prima di mettersi a scrivere una storia, leggere sempre il Guinness dei primati, che è quel libro nel quale c'è la più grande concentrazione di cose eccezionali che sono anche reali. Ed è questo che dovrebbe essere il cinema: eccezionale nel reale."

Paolo Sorrentino

Photo credit Pietro Luca Cassarino, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons



In teatro mi interessa...

"In teatro mi interessa di più il lavoro, il processo di creazione. Nel film, più nel risultato. Il teatro ha un pubblico diverso, più piccolo, più specializzato."

Rainer Werner Fassbinder

Photo credit Gorup de Besanez, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons




La Camera del Lavoro

"La Camera del Lavoro già al suo nascere segna il sindacalismo italiano di un tratto caratteristico che lo fa diverso dalle altre esperienze europee. Le Camere del Lavoro, infatti, superando i confini della organizzazione di mestiere, propongono il patrocinio e la tutela degli interessi di tutti i lavoratori per educarli praticamente alla fratellanza e al mutuo appoggio. Diventano in tal modo strumenti di lotta per la conquista di nuove condizioni di lavoro per apprendisti, per le donne e i fanciulli, per una durata di lavoro più umana, per garantire l’insegnamento professionale, l'elevazione culturale, la ricerca del lavoro e il controllo del collocamento."

Luciano Lama


sabato 30 maggio 2026

Tutto vale di Walt Whitman


Tutto vale

Credo che una foglia d’erba non sia meno di un giorno di
lavoro delle stelle,
e ugualmente è perfetta la formica, e un granello di sabbia,
e l’uovo dello scricciolo,
e una raganella è un capolavoro dei più alti,
e il rovo rampicante potrebbe adornare i salotti del cielo,
e la più stretta linea della mia mano se la può ridere di
ogni meccanismo,
e la vacca che rumina a testa bassa supera ogni statua,
e un topo è un miracolo sufficiente a far vacillare miriadi
di miscredenti.
Che cosa siano diventati i giovani e i vecchi?
E che cosa pensate siano diventate le donne e i piccoli?
Sono vivi e stanno bene, chissà dove,
il più minuto germoglio dimostra che davvero non c’è nessuna morte,
e che se anche ci fosse porterebbe dritta alla vita, e non
l’aspetta alla fine per arrestarla,
ed è cessata nel momento in cui la vita è apparsa.
Tutto continua e si estende, niente si annulla,
e morire è qualcosa di diverso da quello che si suppone,
qualcosa di più fortunato.
Qualcuno ha mai pensato che nascere è una fortuna?
Mi affretto ad informarlo, uomo o donna, che è una fortuna come morire, io lo so.
Passo attraverso la morte con il morente e attraverso la
nascita con il neonato lavato appena, e non sono contenuto
tra il mio cappello e i miei stivaletti,
e studio molteplici oggetti, neanche due eguali tra loro e
tutti buoni,
la terra buona e buone le stelle, e buono ciò che sta con esse.

Walt Whitman 


Come la Cina sta trasformando i suoi deserti in foreste gigantesche



Articolo da Il Bosone

Quando si pensa alla Cina, l’immagine della Grande Muraglia in pietra emerge immediatamente come simbolo di difesa e potere. Eppure, nel nord del Paese, esiste un’altra muraglia, molto meno visibile e infinitamente più silenziosa, che da oltre quarant’anni combatte una battaglia decisiva. Non respinge eserciti né segna confini politici, ma avanza lentamente contro il deserto, cercando di restituire vita a territori che sembravano perduti. Stiamo parlando della Grande Muraglia Verde della Cina, uno dei più vasti progetti ambientali mai realizzati dall’essere umano.

Cos’è la Grande Muraglia Verde cinese?

Conosciuto ufficialmente come Three-North Shelterbelt Program, il progetto nasce nel 1978 come risposta a un problema sempre più urgente: l’avanzata inarrestabile della desertificazione. Le regioni settentrionali, nord-occidentali e nord-orientali della Cina erano minacciate dall’espansione dei deserti del Gobi e del Taklimakan, con conseguenze dirette sull’agricoltura, sulla salute delle persone e sulla stabilità economica delle comunità locali.

L’idea era tanto semplice quanto ambiziosa: creare una gigantesca cintura verde composta da foreste, arbusti ed erbe capaci di bloccare il vento, stabilizzare il suolo e fermare le tempeste di sabbia. Il programma coinvolge oggi tredici province e si estende per migliaia di chilometri. La sua conclusione è prevista intorno alla metà del secolo, ma i suoi effetti sono già visibili.

Una crisi ambientale che minacciava milioni di persone

La desertificazione in Cina non è mai stata una questione astratta. Oltre un quarto del territorio nazionale è stato colpito dal degrado del suolo, con un impatto diretto su centinaia di milioni di persone. I terreni agricoli venivano lentamente inghiottiti dalla sabbia, i raccolti diminuivano e le tempeste di polvere diventavano sempre più frequenti.

Questi fenomeni non restavano confinati alle aree rurali. Le nubi di sabbia raggiungevano grandi città come Pechino, peggiorando la qualità dell’aria e mettendo a rischio la salute pubblica. Di fronte a questa emergenza, la Cina ha scelto di intervenire su una scala mai vista prima.

Trasformare il deserto con alberi, scienza e pazienza

Nei primi anni, l’approccio della Grande Muraglia Verde era fortemente orientato alla quantità. Milioni di alberi venivano piantati rapidamente, spesso in condizioni climatiche estreme, grazie a campagne di riforestazione che coinvolgevano contadini, studenti, soldati e funzionari pubblici. L’obiettivo era fermare il deserto il prima possibile.

Con il tempo, però, il progetto si è evoluto. Accanto alla piantumazione su larga scala, sono state introdotte tecniche più raffinate. Una delle più efficaci è la stabilizzazione delle dune attraverso barriere di paglia disposte a griglia. Queste strutture riducono l’erosione, trattengono l’umidità e creano un microambiente favorevole alla crescita delle piante.

La ricerca scientifica ha avuto un ruolo fondamentale. Sono state selezionate specie più resistenti alla siccità e, in alcune aree, sono state sperimentate paste a base di cellulosa vegetale capaci di trasformare la sabbia in un substrato in grado di trattenere acqua e nutrienti. Un’innovazione che ha permesso di rendere coltivabili terreni considerati inutilizzabili.

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Fonte: Il Bosone

Autore: 
Giuls

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da 
Il Bosone


Sotto il sole in modo consapevole scegliendo la crema che non distrugge il mare



Articolo da Agenzia di Stampa Giovanile

Alcune creme solari rilasciano filtri UV che possono danneggiare coralli ed ecosistemi marini. Cresce l’attenzione verso alternative più sostenibili e pratiche di protezione solare eco-friendly.

Con l’arrivo dell’estate le giornate si allungano, il caldo aumenta e si torna a passare più tempo all’aperto, tra mare, amici e famiglia. E, puntualmente, arriva anche qualche scottatura di troppo. 

L’uso delle creme solari rappresenta uno strumento fondamentale per proteggere la pelle dai danni provocati dalle radiazioni ultraviolette. Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca scientifica ha portato alla luce un aspetto meno conosciuto: l’impatto che alcuni filtri UV possono avere sugli ecosistemi marini.

Il tema richiede però una premessa importante: le creme solari non devono essere demonizzate. Insieme ad altre strategie di protezione, come occhiali da sole, cappelli e abbigliamento leggero e traspirante anti-UV, rappresentano oggi gli strumenti più efficaci per ridurre i danni causati dall’esposizione al sole, limitando il rischio di melanoma e contrastando l’invecchiamento cutaneo precoce. Il problema, quindi, non è la protezione solare in sé, ma la necessità di comprendere meglio l’impatto di alcune formulazioni e promuovere scelte più sostenibili.

Gli effetti tangibili delle creme solari sulla biodiversità marina

I filtri UV contenuti nelle creme solari, infatti, non restano confinati sulla pelle. Durante il bagno, una parte di queste sostanze viene rilasciata nell’ambiente. Il fenomeno è particolarmente rilevante nelle aree turistiche ad alta frequentazione, dove la presenza simultanea di migliaia di bagnanti genera un accumulo continuo di queste sostanze nelle acque costiere.

Le stime indicano che ogni anno tra le 6.000 e le 14.000 tonnellate di creme solari raggiungano gli ecosistemi marini, con effetti più significativi nelle aree delle barriere coralline. I coralli sono organismi estremamente delicati che vivono in simbiosi con microalghe chiamate zooxantelle, essenziali per il loro nutrimento e la loro sopravvivenza. Alcuni filtri chimici, come l’ossibenzone e l’octinoxate, possono alterare questo equilibrio biologico inducendo lo sbiancamento dei coralli. In questo processo i coralli espellono le zooxantelle, perdendo così una fonte fondamentale di energia e diventando progressivamente più vulnerabili.

Gli effetti osservati delle creme solari sulla flora marina non si limitano allo sbiancamento. Diversi studi suggeriscono che queste sostanze possano favorire l’attivazione di infezioni virali latenti nelle alghe simbionti, accelerandone la distruzione. Sono stati inoltre rilevati fenomeni di stress ossidativo, alterazioni genetiche e interferenze con processi biologici essenziali come la fotosintesi. Le fasi più vulnerabili del ciclo vitale risultano particolarmente esposte: larve e organismi in sviluppo possono subire deformazioni o avere minori probabilità di sopravvivenza. In ecosistemi già sottoposti a forti pressioni, come l’aumento delle temperature marine legato al cambiamento climatico, questi fattori possono aggravare ulteriormente condizioni già critiche.

Alcuni passi avanti nelle leggi dei Paesi ad alto tasso turistico

La crescente attenzione verso il problema ha portato alcune aree del mondo a intervenire sul piano normativo. Paesi come Hawaii, Palau e Isole Vergini americane hanno introdotto restrizioni sulla vendita di prodotti contenenti ossibenzone e octinoxate, riconoscendo il legame tra la presenza di alcuni filtri UV e il deterioramento degli ecosistemi corallini.

Nel tentativo di individuare alternative più sostenibili, si è assistito a una crescente diffusione di prodotti a base minerale contenenti ossido di zinco o biossido di titanio. Questi filtri vengono spesso presentati come opzioni più rispettose dell’ambiente, ma la questione resta complessa. Alcune formulazioni contenenti nanoparticelle potrebbero infatti risultare problematiche per gli ecosistemi acquatici. Le particelle ultra-fini possono interagire con organismi marini sensibili e, in determinate condizioni, contribuire a fenomeni di tossicità ambientale.

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Fonte: Agenzia di Stampa Giovanile

Autore: Roberta Maria Serra Mentorship Paulo Lima

Licenza: Copyleft 

Articolo tratto interamente da Agenzia di Stampa Giovanile


Il filosofo francese Edgar Morin muore all'età di 104 anni



Articolo da elDiario.es

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su elDiario.es

Il creatore della teoria del pensiero complesso è uno dei filosofi e sociologi più importanti della seconda metà del XX secolo.

Edgar Morin, uno dei più importanti filosofi e sociologi francesi della seconda metà del XX secolo e creatore della teoria del pensiero complesso, è morto all'età di 104 anni. Fedele al suo impegno per la sinistra, l'intellettuale, la cui scomparsa a 104 anni è avvenuta venerdì 29 maggio, ma è stata annunciata sabato dai familiari, non ha mai esitato a criticare il proprio schieramento politico. Questo lo ha sempre portato a posizionarsi ai margini del pensiero, dove non ha mai negato di sentirsi più a suo agio.

Considerato un umanista che ha trasformato la sociologia e la filosofia moderne, Morin è studiato nelle università di tutto il mondo, soprattutto in America Latina, con opere come Il Metodo (sei volumi, 1977-2004), un progetto monumentale che ha richiesto quasi 30 anni di lavoro e in cui getta le basi del pensiero complesso collegando fisica, biologia, cibernetica e sociologia.

Nato a Parigi l'8 luglio 1921 da una famiglia ebrea sefardita originaria di Salonicco, ma con lontane origini italiane e spagnole, era figlio di un commerciante che si occupò della sua educazione, poiché la madre morì quando lui aveva sei anni. Fin da giovane aderì al Partito Comunista e partecipò alla resistenza durante l'occupazione nazista della Francia. Fu allora che adottò lo pseudonimo di Morin, che divenne poi il cognome con cui firmò tutte le sue opere.

In precedenza, aveva lavorato alla consegna di aiuti umanitari alle forze repubblicane durante la guerra civile spagnola. Disilluso dal comunismo stalinista, Morin abbandonò il movimento politico, pur continuando a considerarsi di sinistra. Da sempre contrario all'opinione dominante, questo lo portò ad essere etichettato come antisemita per aver criticato Israele o, più recentemente, come filo-Putin per essersi opposto alla guerra che l'Occidente ha intrapreso contro la cultura russa dopo l'invasione dell'Ucraina.

Anni dopo aver rotto con il Partito Comunista nel 1951, pubblicò due opere fondamentali della sua carriera: La Rumeur d'Orléans (1969), un'esplorazione sociologica della perniciosità delle dicerie, e Le Paradigme perdu: la nature humaine (1973), in cui collega biologia e antropologia.

Nel 1950 era entrato a far parte del prestigioso Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS) francese, istituzione di cui, 43 anni dopo, divenne direttore emerito della ricerca. L'insegnamento, in realtà, occupò gran parte della sua vita: insegnò a Santiago del Cile negli anni '60 e anche a San Diego, in California, Stati Uniti, dove gettò le basi per la sua teoria del pensiero complesso, che sviluppò nel corso di tutta la sua carriera.

Il successo editoriale gli giunse nell'ultima fase della sua vita. E, nonostante l'età avanzata, la sua penna non smise mai di riempire pagine con i suoi pensieri sempre lucidi, che condivideva anche su altri media e persino sui social network. Da queste piattaforme, denunciò instancabilmente, fino all'ultimo respiro, i "pericoli" che, a suo avviso, l'umanità si trova ad affrontare, minacciata da una crisi della globalizzazione, una crisi ecologica, una crisi di civiltà e, più recentemente, una crisi di pensiero che espone la società al dominio delle tecnologie dell'informazione.

«Avere speranza non significa essere ottimisti. Perché la speranza riguarda ciò che è possibile, non ciò che è certo. Impegnatevi, ma senza chiudere gli occhi, senza fanatismo», disse a un gruppo di giovani durante un convegno universitario poco dopo aver compiuto 101 anni. 

Nel 1983 fu insignito dell'Ordine della Legione d'Onore di Francia e nel luglio 2021, in concomitanza con il centenario della sua nascita, ricevette la Gran Croce della Legione d'Onore.

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Fonte: elDiario.es

Autore: EFE

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.

Articolo tratto interamente da elDiario.es

Photo credit Fronteiras do Pensamento, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons


Certe mattine

"Certe mattine basta una finestra aperta incorniciata da semplici e spontanei fiori selvatici, per ricordarci che la vera bellezza non ha bisogno di maquillage."

 Virginia Ashly


La storia di Giovanna d'Arco


Video credit HUB Scuola caricato su YouTube


Proverbio del giorno

 

Momento dopo momento, ogni cosa viene fuori dal nulla. Questa è la vera gioia della vita.

Proverbio Zen


La vera unità di misura del tempo

"La vera unità di misura del tempo non sono i giorni, le settimane, i mesi, gli anni. La vera unità di misura del tempo sono gli accadimenti inattesi, quelli che cambiano tutto e ti fanno capire che tante altre cose, prima, sono successe e non te ne eri accorto, e avresti dovuto; e tante cose che davi per scontate non succederanno più."

Gianrico Carofiglio


L'ultimo discorso di Giacomo Matteotti



Presidente.1 Ha chiesto di parlare l’onorevole Matteotti. Ne ha facoltà2.

Giacomo Matteotti. Noi abbiamo avuto da parte della Giunta delle elezioni la proposta di convalida di numerosi colleghi. Nessuno certamente, degli appartenenti a questa Assemblea, all’infuori credo dei componenti la Giunta delle elezioni, saprebbe ridire l’elenco dei nomi letti per la convalida, nessuno, né della Camera né delle tribune della stampa. (Vive interruzioni alla destra e al centro)

Dario Lupi.3 È passato il tempo in cui si parlava per le tribune!

Giacomo Matteotti. Certo la pubblicità è per voi un’istituzione dello stupidissimo secolo XIX. (Vivi rumori. Interruzioni alla destra e al centro) Comunque, dicevo, in questo momento non esiste da parte dell’Assemblea una conoscenza esatta dell’oggetto sul quale si delibera. Soltanto per quei pochissimi nomi che abbiamo potuto afferrare alla lettura, possiamo immaginare che essi rappresentino una parte della maggioranza. Ora, contro la loro convalida noi presentiamo questa pura e semplice eccezione: cioè, che la lista di maggioranza governativa, la quale nominalmente ha ottenuto una votazione di quattro milioni e tanti voti... (Interruzioni).

Voci al centro: "Ed anche più!"

Giacomo Matteotti. ... cotesta lista non li ha ottenuti, di fatto e liberamente, ed è dubitabile quindi se essa abbia ottenuto quel tanto di percentuale che è necessario (Interruzioni. Proteste) per conquistare, anche secondo la vostra legge, i due terzi dei posti che le sono stati attribuiti! Potrebbe darsi che i nomi letti dal Presidente: siano di quei capilista che resterebbero eletti anche se, invece del premio di maggioranza, si applicasse la proporzionale pura in ogni circoscrizione. Ma poiché nessuno ha udito i nomi, e non è stata premessa nessuna affermazione generica di tale specie, probabilmente tali tutti non sono, e quindi contestiamo in questo luogo e in tronco la validità della elezione della maggioranza (Rumori vivissimi). Vorrei pregare almeno i colleghi, sulla elezione dei quali oggi si giudica, di astenersi per lo meno dai rumori, se non dal voto. (Vivi commenti - Proteste - Interruzioni alla destra e al centro)

Maurizio Maraviglia.4 In contestazione non c’è nessuno, diversamente si asterrebbe!

Giacomo Matteotti. Noi contestiamo....

Maurizio Maraviglia. Allora contestate voi!

Giacomo Matteotti. Certo sarebbe Maraviglia se contestasse lei! L’elezione, secondo noi, è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni. In primo luogo abbiamo la dichiarazione fatta esplicitamente dal governo, ripetuta da tutti gli organi della stampa ufficiale, ripetuta dagli oratori fascisti in tutti i comizi, che le elezioni non avevano che un valore assai relativo, in quanto che il Governo non si sentiva soggetto al responso elettorale, ma che in ogni caso - come ha dichiarato replicatamente - avrebbe mantenuto il potere con la forza, anche se... (Vivaci interruzioni a destra e al centro. Movimenti dell’onorevole Presidente del Consiglio)

Voci a destra: "Sì, sì! Noi abbiamo fatto la guerra!" (Applausi alla destra e al centro).

Giacomo Matteotti. Codesti vostri applausi sono la conferma precisa della fondatezza dei mio ragionamento. Per vostra stessa conferma dunque nessun elettore italiano si è trovato libero di decidere con la sua volontà... (Rumori, proteste e interruzioni a destra) Nessun elettore si è trovato libero di fronte a questo quesito...

Maurizio Maraviglia. Hanno votato otto milioni di italiani!

Giacomo Matteotti. ... se cioè egli approvava o non approvava la politica o, per meglio dire, il regime del Governo fascista. Nessuno si è trovato libero, perché ciascun cittadino sapeva a priori che, se anche avesse osato affermare a maggioranza il contrario, c’era una forza a disposizione del Governo che avrebbe annullato il suo voto e il suo responso. (Rumori e interruzioni a destra)

Una voce a destra: "E i due milioni di voti che hanno preso le minoranze?"

Roberto Farinacci.5 Potevate fare la rivoluzione!

Maurizio Maraviglia. Sarebbero stati due milioni di eroi!

Giacomo Matteotti. A rinforzare tale proposito del Governo, esiste una milizia armata... (Applausi vivissimi e prolungati a destra e grida di "Viva la milizia")

Voci a destra: "Vi scotta la milizia!"

Giacomo Matteotti. ... esiste una milizia armata... (Interruzioni a destra, rumori prolungati)

Voci: "Basta! Basta!"

Presidente. Onorevole Matteotti, si attenga all’argomento.

Giacomo Matteotti. Onorevole Presidente, forse ella non m’intende; ma io parlo di elezioni. Esiste una milizia armata... (Interruzioni a destra) la quale ha questo fondamentale e dichiarato scopo: di sostenere un determinato Capo del Governo bene indicato e nominato nel Capo del fascismo e non, a differenza dell’Esercito, il Capo dello Stato. (Interruzioni e rumori a destra)

Voci: a destra: "E le guardie rosse?"

Giacomo Matteotti. Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse. (Commenti) In aggiunta e in particolare... (Interruzioni) mentre per la legge elettorale la milizia avrebbe dovuto astenersi, essendo in funzione o quando era in funzione, e mentre di fatto in tutta l’Italia specialmente rurale abbiamo constatato in quei giorni la presenza di militi nazionali in gran numero... (Interruzioni, rumori)

Roberto Farinacci. Erano i balilla!

Giacomo Matteotti. È vero, on. Farinacci, in molti luoghi hanno votato anche i balilla! (Approvazioni all’estrema sinistra, rumori a destra e al centro)

Voce al centro: "Hanno votato i disertori per voi!"

Enrico Gonzales.6 Spirito denaturato e rettificato!

Giacomo Matteotti. Dicevo dunque che, mentre abbiamo visto numerosi di questi militi in ogni città e più ancora nelle campagne (Interruzioni), gli elenchi degli obbligati alla astensione, depositati presso i Comuni, erano ridicolmente ridotti a tre o quattro persone per ogni città, per dare l’illusione dell’osservanza di una legge apertamente violata, conforme lo stesso pensiero espresso dal Presidente del Consiglio che affidava ai militi fascisti la custodia delle cabine. (Rumori) A parte questo argomento del proposito del Governo di reggersi anche con la forza contro il consenso e del fatto di una milizia a disposizione di un partito che impedisce all’inizio e fondamentalmente la libera espressione della sovranità popolare ed elettorale e che invalida in blocco l’ultima elezione in Italia, c’è poi una serie di fatti che successivamente ha viziate e annullate tutte le singole manifestazioni elettorali. (Interruzioni, commenti)

Voci: a destra: "Perché avete paura! Perché scappate!"

Giacomo Matteotti. Forse al Messico si usano fare le elezioni non con le schede, ma col coraggio di fronte alle rivoltelle. (Vivi rumori. Interruzioni, approvazioni all’estrema sinistra) E chiedo scusa al Messico, se non è vero! (Rumori prolungati) I fatti cui accenno si possono riassumere secondo i diversi momenti delle elezioni. La legge elettorale chiede... (Interruzioni, rumori)

Paolo Greco. È ora di finirla! Voi svalorizzate il Parlamento!

Giacomo Matteotti. E allora sciogliete il Parlamento.

Paolo Greco. Voi non rispettate la maggioranza e non avete diritto di essere rispettati.

Giacomo Matteotti. Ciascun partito doveva, secondo la legge elettorale, presentare la propria lista di candidati... (Vivi rumori)

Maurizio Maraviglia. Ma parli sulla proposta dell’onorevole Presutti.

Giacomo Matteotti. Richiami dunque lei all’ordine il Presidente! La presentazione delle liste - dicevo - deve avvenire in ogni circoscrizione mediante un documento notarile a cui vanno apposte dalle trecento alle cinquecento firme. Ebbene, onorevoli colleghi, in sei circoscrizioni su quindici le operazioni notarili che si compiono privatamente nello studio di un notaio, fuori della vista pubblica e di quelle che voi chiamate "provocazioni", sono state impedite con violenza. (Rumori vivissimi)

Giuseppe Bastianini. Questo lo dice lei!

Voci dalla destra: "Non è vero, non è vero."

Giacomo Matteotti. Volete i singoli fatti? Eccoli: ad Iglesias il collega Corsi stava raccogliendo le trecento firme e la sua casa è stata circondata... (Rumori)

Maurizio Maraviglia. Non è vero. Lo inventa lei in questo momento.

Roberto Farinacci. Va a finire che faremo sul serio quello che non abbiamo fatto!

Giacomo Matteotti. Fareste il vostro mestiere!

Emilio Lussu. È la verità, è la verità!...

Giacomo Matteotti. A Melfi... (Rumori vivissimi - Interruzioni) a Melfi è stata impedita la raccolta delle firme con la violenza (Rumori). In Puglia fu bastonato perfino un notaio (Rumori vivissimi)

Gino Aldi-Mai. Ma questo nei ricorsi non c’è! In nessuno dei ricorsi! Ho visto gli atti delle Puglie e in nessun ricorso è accennato il fatto di cui parla l’on. Matteotti.

Roberto Farinacci. Vi faremo cambiare sistema! E dire che sono quelli che vogliono la normalizzazione!

Giacomo Matteotti. A Genova (Rumori vivissimi) i fogli con le firme già raccolte furono portati via dal tavolo su cui erano stati firmati

Voci: "Perché erano falsi."

Giacomo Matteotti. Se erano falsi, dovevate denunciarli ai magistrati!

Roberto Farinacci. Perché non ha fatto i reclami alla Giunta delle elezioni?

Giacomo Matteotti. Ci sono.

Una voce dal banco delle commissioni: "No, non ci sono, li inventa lei."

Presidente. La Giunta delle elezioni dovrebbe dare esempio di compostezza! I componenti della Giunta delle elezioni parleranno dopo. Onorevole Matteotti, continui.

Giacomo Matteotti. Io espongo fatti che non dovrebbero provocare rumori. I fatti o sono veri o li dimostrate falsi. Non c’è offesa, non c’è ingiuria per nessuno in ciò che dico: c’è una descrizione di fatti.

Attilio Teruzzi. Che non esistono!

Giacomo Matteotti. Da parte degli onorevoli componenti della Giunta delle elezioni si protesta che alcuni di questi fatti non sono dedotti o documentati presso la Giunta delle elezioni. Ma voi sapete benissimo come una situazione e un regime di violenza non solo determinino i fatti stessi, ma impediscano spesse volte la denuncia e il reclamo formale. Voi sapete che persone, le quali hanno dato il loro nome per attestare sopra un giornale o in un documento che un fatto era avvenuto, sono state immediatamente percosse e messe quindi nella impossibilità di confermare il fatto stesso. Già nelle elezioni del 1921, quando ottenni da questa Camera l’annullamento per violenze di una prima elezione fascista, molti di coloro che attestarono i fatti davanti alla Giunta delle elezioni, furono chiamati alla sede fascista, furono loro mostrate le copie degli atti esistenti presso la Giunta delle elezioni illecitamente comunicate, facendo ad essi un vero e proprio processo privato perché avevano attestato il vero o firmato i documenti! In seguito al processo fascista essi furono boicottati dal lavoro o percossi. (Rumori, interruzioni)

Voci: a destra: "Lo provi."

Giacomo Matteotti. La stessa Giunta delle elezioni ricevette allora le prove del fatto. Ed è per questo, onorevoli colleghi, che noi spesso siamo costretti a portare in questa Camera l’eco di quelle proteste che altrimenti nel Paese non possono avere alcun’altra voce ed espressione. (Applausi all’estrema sinistra) In sei circoscrizioni, abbiamo detto, le formalità notarili furono impedite colla violenza, e per arrivare in tempo si dovette supplire malamente e come si poté con nuove firme in altre provincie. A Reggio Calabria, per esempio, abbiamo dovuto provvedere con nuove firme per supplire quelle che in Basilicata erano state impedite.

Una voce al banco della giunta: "Dove furono impedite?"

Giacomo Matteotti. A Melfi, a Iglesias, in Puglia... devo ripetere? (Interruzioni, rumori) Presupposto essenziale di ogni elezione è che i candidati, cioè coloro che domandano al suffragio elettorale il voto, possano esporre, in contraddittorio con il programma del Governo, in pubblici comizi o anche in privati locali, le loro opinioni. In Italia, nella massima parte dei luoghi, anzi quasi da per tutto, questo non fu possibile.

Una voce: "Non è vero! Parli l’onorevole Mazzoni!" (Rumori)