Articolo da Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Un’indagine del Forum disuguaglianze e diversità su quasi 3mila studenti tra 17 e 19 anni racconta una generazione sensibile a lavoro, clima e diritti, ma distante da partiti e istituzioni.
Lavoro, guerra, diritti, crisi climatica. Le preoccupazioni delle nuove generazioni sono chiare. Meno chiaro il rapporto tra questa consapevolezza e la fiducia nelle istituzioni, nella politica e nelle forme tradizionali dell’impegno collettivo. Il dato che emerge con più forza dalla nuova indagine del Forum disuguaglianze e diversità è questo: l’81,5% dei giovani tra i 17 e i 19 anni ritiene che la propria voce non conti in Italia. Eppure il report restituisce l’immagine di una generazione coinvolta e consapevole. Le ragazze e i ragazzi coinvolti mostrano sensibilità elevate verso le disuguaglianze sociali e ambientali, individuano responsabilità precise dietro la crisi climatica e riconoscono il peso delle ingiustizie economiche e sociali. L’indagine “Preoccupazioni, consapevolezze e impegno delle nuove generazioni”, pubblicata a maggio 2026, nasce dal confronto diretto con 2.977 studenti di 21 istituti superiori distribuiti in tutta Italia. Il lavoro è stato realizzato nell’ambito del progetto “A prova di futuro! Giovani e protagonismo”. Le scuole coinvolte comprendono licei, istituti tecnici, professionali e comprensivi, dal Nord alle Isole.
Giovani tra 17 e 19 anni: cosa emerge dal report
- 81,5% sente che la propria voce non conta in Italia
- Il lavoro è la principale preoccupazione, soprattutto al Sud
- Più della disoccupazione pesa la paura di lavori precari e poco dignitosi
- La crisi climatica viene attribuita soprattutto al modello economico estrattivo
- I giovani credono più nelle azioni individuali che nei partiti e nelle organizzazioni
- 74,6% favorevole alla proposta di eredità universale
Lavoro e guerra guidano le preoccupazioni
La mancanza di lavoro resta la preoccupazione più forte, con un punteggio medio di 3,8 su 5. Seguono la guerra, i diritti delle persone, la sensazione che la voce dei giovani abbia poco peso, l’incertezza sul futuro e il cambiamento climatico. Nel Sud e nelle Isole la preoccupazione per il lavoro raggiunge i livelli più alti. C’è poi un altro elemento che emerge con forza: più della disoccupazione pesa il timore di trovare lavori precari o poco dignitosi. La guerra rappresenta invece il punto di maggiore convergenza tra giovani e adulti. Secondo gli studenti, è l’unico tema su cui le preoccupazioni della propria generazione e di quella dei genitori tendono quasi a coincidere. La distanza appare più ampia sui temi ambientali e sulla percezione del peso della voce giovanile. Molti ragazzi ritengono che gli adulti attribuiscano poca importanza sia alla crisi climatica sia alla difficoltà delle nuove generazioni di incidere realmente nelle scelte pubbliche.
Il confronto tra le preoccupazioni dei giovani e quelle attribuite alla generazione dei genitori mostra una distanza particolarmente forte sui temi ambientali e sul peso della voce delle nuove generazioni.
Disuguaglianze, clima e differenze di genere
Di fronte alla parola “disuguaglianza”, ragazze e ragazzi associano soprattutto “colore della pelle”, “genere” e “classe sociale”. La “classe sociale” viene indicata più spesso del “reddito”, segnale di una percezione delle ingiustizie che riguarda anche la posizione sociale e le opportunità di partenza.
Sulla
crisi climatica emerge invece una forte attribuzione di responsabilità
all’attuale modello economico estrattivo, cioè a un sistema produttivo
che consuma più risorse di quante il pianeta riesca a rigenerare. Subito
dopo compaiono i comportamenti individuali, mentre appare più debole il
ruolo attribuito alle politiche pubbliche.
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Fonte: Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Autore: Monica Sozzi
Licenza: 
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Articolo tratto interamente da Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS







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