mercoledì 24 maggio 2017

Vi consiglio di leggere questo post!

Francesco ha scritto dei versi sulla strage di Manchester che devono far riflettere.

Link diretto: http://arpaeolica.blogspot.it/2017/05/manchester-ore-2230.html

 


Na santarella: recensione teatrale


Na santarella
è una commedia scritta da Eduardo Scarpetta nel 1889 e rappresentata per la prima volta il 15 maggio dello stesso anno al Teatro Sannazaro di Napoli.

Trama

Felice Sciosciammocca ha una doppia vita: di giorno, suona musiche sacre come organista del convento delle Rondinelle e insegna musica alle educande, di notte, invece, di nascosto delle monache, si reca a Napoli dove, sotto la falsa identità di "Arturo Maletti", è conosciuto come autore di operette, di cui una dal titolo "La figlia dell'imperatore". Il suo segreto viene però scoperto da un'educanda sbarazzina, Nannina, detta santarella, per il fatto che ostenta con tutti, specie con la superiora, Donna Rachele, un comportamento ingenuo e innocente.

A dare il via all'azione drammatica è la decisione dello zio di Nannina di darla in sposa al tenente Eugenio Poretti, ufficiale di cavalleria. Di questa decisione l'educanda viene tenuta all'oscuro dicendole che dovrà recarsi a Roma con Felice Sciosciammocca, che dovrebbe accompagnarla, appunto a sua insaputa, dal futuro sposo. Ma Santarella, appassionata dell'operetta di Sciosciammocca, che conosce a memoria, lo ricatta minacciando che se non la condurrà al Teatro del Fondo, dove è messa in scena "La figlia dell'imperatore", rivelerà alle monache la sua attività licenziosa di autore di operette.

La prima donna dello spettacolo, Cesira, ingelosita dalla presenza della ragazza, che crede amante di Felice, abbandona la scena per essere sostituita da Nannina, di cui Eugenio Poretti casualmente si innamora, ignaro che ella sia la ragazza che le è stata promessa in sposa.

Inevitabile la conclusione finale: lo spettacolo avrà un gran successo e i due giovani si sposeranno felicemente.

Analisi della commedia

Con questa commedia Scarpetta raggiunse un grandissimo successo di pubblico e di cassetta, tanto che con i proventi fece costruire una villa al Vomero che chiamò La santarella tanto famosa che lo stesso Comune di Napoli chiamò la strada che portava alla villa Viale Santarella, nome che rimase nell'uso anche dopo che l'intitolazione della strada fu cambiata. In riconoscenza per i lauti guadagni realizzati Scarpetta fece innalzare nell'ingresso del palazzo che aveva al centro di Napoli, tre statue raffiguranti i personaggi principali della commedia.

L'opera deriva dall'operetta di Meilhac e Millaud Mam'zelle Nitouche di cui Scarpetta, come racconta nell'autobiografia Cinquant'anni di palcoscenico, conservò la trama ma cambiò completamente l'ambientazione e le caratterizzazioni dei personaggi, tolse tutto il terzo atto che si svolgeva in una caserma «grazioso nell'operetta ma poco adatto alla scena di prosa, specialmente di un teatro dialettale» e, in più, per dare vivacità comica alla commedia, introdusse tre nuovi personaggi con funzioni di macchiette: il Marchesino Sparice, il cuoco cabalista e il vecchio sagrestano.
Così trasformata la commedia fu rappresentata, con immutabile successo, per centodieci sere consecutive e più di mille furono le recite date in tutt'Italia.

Anche Eduardo ha portato dei cambiamenti alla rappresentazioni sia teatrali che televisive della commedia introducendo al terzo atto due lunghi monologhi di Felice Sciosciammocca che nella commedia originale non compaiono perché non venivano scritti, ma affidati alla recitazione a soggetto degli attori.


Ha aggiunto anche un nuovo personaggio quello di Suor Teresa che sorveglia l'educanda nel colloquio con il giovane tenente, affidandole anche una scena con Michele, il custode del convento.

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Sull'orlo di un precipizio selvaggio di Ady Endre



Sull'orlo di un precipizio selvaggio

Siamo in piedi, rigidi e dimenticati,
sull’orlo di un precipizio selvaggio,
l’uno all’altra attaccati;
né un lamento, lacrima o parola:
per precipitare basta una mossa.

Come legami di carne e sangue
ci proteggono le nostre labbra,
blu e tremanti, ci tengono attaccati.
Finché mi baci non abbiamo parole,
ma dì una parola e cadiamo entrambi.

Ady Endre


Citazione del giorno


"Anche quando il cielo si è stancato di essere azzurro, non chiudere mai l'oblò della speranza."

Bob Dylan


Cinema in lutto, addio a Roger Moore

Sir Roger Moore crop

Si è spento ieri mattina in Svizzera dopo una breve battaglia contro il cancro Roger Moore. Noto come il James Bond più longevo della storia del cinema, con sette film interpretati dopo aver ereditato il ruolo da Sean Connery.

Ripercorriamo la sua carriera, attraverso una biografia pubblicata su Wikipedia.


Sir Roger George Moore, conosciuto come Roger Moore (Londra, 14 ottobre 1927 – Crans-Montana, 23 maggio 2017), è stato un attore britannico, noto per la partecipazione alla serie televisiva Il Santo (1962-1969) e per essere stato il terzo interprete (dopo Sean Connery e George Lazenby) di James Bond. Con un totale di ben sette pellicole, dal 1973 al 1985, è stato l'attore più longevo nei panni dell'agente 007. Inoltre è stato ambasciatore dell'UNICEF.

Figlio di un agente di polizia, negli anni quaranta viene arruolato nell'esercito britannico poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, prestando servizio per un certo periodo nella Germania Ovest, per poi dedicarsi al teatro e in seguito al cinema.

Tra le sue prime apparizioni cinematografiche sono da segnalare i film L'ultima volta che vidi Parigi (1954), Oltre il destino (1955), Il ladro del re (1955) e Diana la cortigiana (1956), dove incomincia a mettersi in evidenza grazie all'eleganza e alla prestanza fisica. Nel (1959) è nel film Vento di tempesta e nel (1961) in Desiderio nel sole e L'oro dei sette santi.

Dopo la serie televisiva Ivanhoe (1958), trasmessa poi in Italia nei primi anni sessanta alla Tv dei ragazzi, a cui seguono The Alaskans e Maverick, è la serie Il Santo, dove interpreta il ladro gentiluomo Simon Templar, ad aprire definitivamente le porte del successo a Roger Moore. La prima serie di questo filone è datata 1962 ed è girata ancora in bianco e nero, mentre la seconda (a colori) prende il via nel 1966. L'attore veste questo ruolo dal 1962 al 1969 e alcuni degli episodi sono stati adattati per il grande schermo.

La carriera televisiva di Roger Moore si arricchisce di un ulteriore successo grazie alla serie Attenti a quei due, telefilm, che nel 1971 lo vede al fianco di Tony Curtis. Questa serie in Italia arriva solo nel 1973 ed è un trionfo.

Nello stesso anno l'attore inglese eredita il ruolo di James Bond, l'agente segreto precedentemente portato al successo dallo scozzese Sean Connery. I produttori permettono a Moore di adottare qualche modifica rispetto al Bond di Connery, onde evitare le recensioni negative che già avevano colpito il primo sostituto di Connery, George Lazenby. L'esordio di Moore in Agente 007 - Vivi e lascia morire riscuote un successo strepitoso sia di critica sia di incassi. A questo punto la notorietà del personaggio (e anche del suo nuovo interprete) crescono ulteriormente. Roger Moore interpreta nel frattempo altre quattro pellicole della saga, Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro, La spia che mi amava, Moonraker - Operazione spazio, Solo per i tuoi occhi, ma comincia a essere stanco del personaggio.

Tuttavia viene convinto dai produttori a tornare nei panni di Bond anche nel successivo Octopussy - Operazione piovra (1983), a causa della contemporanea uscita dell'apocrifo Mai dire mai, dove nel ruolo di 007 torna il mostro sacro Sean Connery; il risultato finale vede come trionfatore, anche se di pochi milioni di dollari, Moore. L'ultimo Bond di Moore fu in 007 - Bersaglio mobile (1985), all'età di 58 anni, criticato dallo stesso attore per la sua violenza e in parte rinnegato in quanto si sentiva troppo anziano per la parte. Fino a oggi, Moore è l'interprete che, nella serie ufficiale, ha interpretato più volte il ruolo di 007.

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Photo credit Allan warren (File:Sir Roger Moore Allan Warren.jpg) [CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons


martedì 23 maggio 2017

Comunicazione di servizio


Invito rivolto a tutti gli amici blogger

Vi prego di controllare se siete presenti nel blog roll in basso a destra. Se non trovate il vostro blog, sarò ben lieto d'inserirvi nella lista dei blog amici.
Grazie mille per l'aiuto.



Basta con i fascismi - Giornata antifascista


Comunicato da ANPI

"Un'iniziativa unica nel suo genere che segna un ulteriore e importante passo in avanti della nostra Associazione sul fronte del contrasto giuridico, sociale e culturale ai fascismi". Con queste parole Carlo Smuraglia, Presidente nazionale ANPI, lancia la Giornata antifascista che si svolgerà in tutta Italia sabato 27 maggio. Una iniziativa che intende costruire nel Paese una diffusa coscienza nazionale sul problema dell'intensificarsi del fenomeno e della minaccia neofascista in Italia e nel mondo, dei razzismi, della xenofobia e sulla necessità, quindi, di una piena attuazione dei principi e dei valori della Costituzione nata dalla Resistenza. In Italia, in particolare, assistiamo a sempre più diffuse manifestazioni di apologia del fascismo, come il recente raduno al Cimitero maggiore di Milano in onore dei repubblichini di Salò, che sembrano non avere adeguate risposte e attenzione da parte delle istituzioni e della politica. Ancora più grave è l'impatto sulle giovani generazioni delle dimostrazioni di forza e odio che imperversano in modo particolarmente preoccupante nel web: su Facebook, secondo l'inchiesta del quindicinale dell'ANPI sono 500 le pagine apologetiche del fascismo e del razzismo.

Per maggiori informazioni:

anpi.it/eventi/contesto/contrasto-al-fascismo


27 Maggio 2017 - Basta con i fascismi from ANPI on Vimeo.

Video credit ANPI caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons