mercoledì 26 novembre 2014

I vincitori di Wiki Loves Monuments Italia 2014

WLM ITA DEF H
 
 
Conclusa la cerimonia di premiazione, lo staff di Wiki Loves Monuments Italia è lieto di poter finalmente annunciare qui a tutti e con orgoglio i vincitori dell’edizione 2014. Il lavoro di selezione è stato difficile, sia per il numero di immagini ricevute (oltre ventunmila) sia per l’altissima qualità degli scatti. Il concorso cresce di anno e in anno e immensa è la soddisfazione di poter svelare al grande pubblico angoli preziosi dell’Italia attraverso le vostre fotografie.
Solo poche di queste hanno l’onore di ricevere un riconoscimento, ma vi ricordiamo che comunque tutti gli scatti in concorso sono visibili online su Wikimedia Commons e possono essere utilizzati per illustrare le voci di Wikipedia.
Ora, però, è il momento dei vincitori!
Per conoscere i primi 10 classificati del concorso nazionale che si sono aggiudicati un premio, e i vincitori dei premi speciali annunciati in occasione della cerimonia di premiazione a Pompei, rimandiamo alle pagine dedicate di questo sito: rispettivamente I vincitori 2014 e I vincitori dei premi speciali 2014.
Lasciamo qui spazio alle fotografie che si sono meritate una posizione sul podio e ancora complimenti a tutti!
 
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Fonte: Wiki Loves Monuments


Autore: Francesca Lissoni 


Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.



Articolo tratto interamente da Wiki Loves Monuments


Photo credit Jollyroger (derived from File:LUSITANA_WLM_2011_d.svg) [CC-BY-SA-3.0], attraverso Wikimedia Commons


 

La Camera cancella il diritto all'acqua


 
 

Il 13 novembre scorso la Camera ha approvato il Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014, cancellando un articolo che impediva i distacchi del servizio idrico e garantiva il diritto all'acqua tramite il minimo vitale.

Infatti, la formulazione originaria di suddetto provvedimento conteneva tre articoli sulla gestione del servizio idrico integrato, uno dei quali riguardante la disciplina della morosità.
In caso di utenti morosi l'articolo 26 imponeva ai gestori l'istallazione di limitatori di flusso idonei a garantire la fornitura giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona, evitando così il distacco completo.

Assume particolare rilevanza anche la modalità poco trasparente con cui questo articolo è stato cassato. Infatti, nonostante in un primo momento sia stato oggetto di discussione e modifiche con intenzioni migliorative, successivamente è stata imposta la sua cancellazione in Commissione Ambiente senza ulteriore possibilità di approfondimenti e dibattito neanche da parte dell'aula.

Questa soppressione è un vero schiaffo in faccia alle miglaia di famiglie colpite, giornalmente, dai distacchi idrici da parte di gestori che utlizzano questo strumento in modo diffuso e indiscriminato, al solo scopo di rendere più efficace il proprio recupero crediti e più consistenti gli utili aziendali.

In un momento in cui il Governo Renzi lavora alle nuove privatizzazioni, si vuole rendere il servizio idrico ancor più appetibile alle lobbies economiche e finanziarie, cercando di dimostrare che l'acqua non è un diritto, ma una merce come le altre.

La maggioranza degli italiani però non la pensa così: in 27 milioni hanno votato ai referendum del 2011 affinché l'acqua fosse svincolata dalle logiche di mercato e sarebbe necessario che il Governo tenesse conto di una volontà popolare così chiara.

Per questo il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua si sta mobilitando in tutto il Paese contro il rilancio delle privatizzazioni, per impedire che “passo dopo passo” il Governo Renzi faccia tornare indietro il Paese.
Inoltre annunciamo sin da subito che ci attiveremo affinchè nel passaggio al Senato tale articolo venga ripristinato.

Il futuro è in una gestione dell’acqua pubblica, partecipata, senza profitti. E senza distacchi!

Roma, 20 Novembre 2014.

Fonte: Forum Italiano Movimenti per l’Acqua


 

Un giorno



"Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani."

Fëdor Dostoevskij

Tratto da | Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij

martedì 25 novembre 2014

Oggi è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne


Articolo da Unimondo.org

“Fino a pochi anni fa nessuno sapeva cosa fosse il 25 novembre” così esordisce nell’intervista rilasciata a Unimondo Anna Pramstrahler, tra le fondatrici della Casa delle Donne “per non subire violenza” di Bologna, rivendicando il giusto ruolo che le iniziative di sensibilizzazione promosse intorno alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne hanno svolto nell’ultimo decennio nell’acquisizione di una maggiore consapevolezza sul problema. Un cambiamento costruito attraverso una contaminazione di iniziative in tutta Italia che mirano a smuovere una riflessione preconcetta sui ruoli di genere e sul “possesso” della donna, e a far prendere coscienza sui numeri allarmanti di questa realtà.
È proprio questo il punto centrale: la consapevolezza che ha la donna di aver subito o di star subendo una violenza. Al di là della vergogna e della naturale difficoltà a confessare un abuso e a fare scelte adeguate quanto difficili per porre fine alla violenza o per assicurare alla giustizia chi ne è responsabile, spesso il ricorso della donna a giustificazioni della violenza subita rappresenta la norma. I risultati dell’indagine svolta dall’Agenzia dell’UE per i Diritti Fondamentali sulle esperienze di violenza fisica, sessuale e psicologica subite da 42.000 donne intervistate dei 28 Stati membri dell’Unione Europea sono rivelatrici in tal senso. Pubblicato lo scorso marzo in vista della possibile adesione dell’UE alla Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa per prevenire e combattere la violenza sulle donne, il sondaggio rivela che la violenza sulle donne è una piaga ampiamente diffusa nello spazio europeo: il 33% delle intervistate ha dichiarato di aver subito violenza fisica o sessuale, il 22% ha attribuito tali violenze al partner, e ben il 67% ha ammesso di non aver mai denunciato la violenza né a un’associazione di supporto né alle forze di polizia. Il paradosso per cui l’Italia risulta ai livelli più bassi di tale classifica, anche rispetto ad altri Paesi europei quali quelli scandinavi, che vantano delle ottime politiche egualitarie, denuncia in realtà una situazione di modesta consapevolezza del fenomeno e di scarso ricorso agli strumenti giudiziari e di mutuo aiuto messi a disposizione dalla società civile. Proprio l’aumento in Italia del numero dei femminicidi e dei casi di violenza ai danni delle donne registrato da forze dell’ordine e centri antiviolenza non è tanto da valutare come un incremento della pratica, su cui la stampa sembra indugiare così volentieri, bensì alla maggiore disposizione alla denuncia di un fenomeno altrimenti sommerso.

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Fonte: Unimondo.org

Autore: Miriam Rossi

Licenza: Licenza Creative Commons
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Articolo tratto interamente da
Unimondo.org