venerdì 22 agosto 2014

Oceani e fiori


Oceans of Flowers (Relaxing Timelapse 1080p) from EnriqueDominguezM on Vimeo.

Photo e video credit EnriqueDominguezM caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Cape Town


on Top - Cape Town, SA from Bassem Hamadeh on Vimeo.


Photo e video credit  caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Mare al mattino di Konstantinos Kavafis

 
Mare al mattino

Fermarmi qui. Per vedere anch'io un po' la natura.
Luminosi azzurri e gialle sponde
del mare al mattino e del cielo limpido: tutto
è bello e in piena luce.

Fermarmi qui. E illudermi di vederli
(e davvero li vidi un attimo appena mi fermai);
e non vedere anche qui le mie fantasie,
i miei ricordi, le visioni del piacere.

Konstantinos Kavafis




mercoledì 20 agosto 2014

Il nostro tempo è limitato...



"Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario."

Steve Jobs
 
 

Quali sono i Comuni ricicloni?



Articolo da TuttoGreen

Passi in avanti per la raccolta differenziata in Italia, il rapporto “Comuni ricicloni 2014″, realizzato da Legambiente col patrocinio del Ministero dell’Ambiente, premia 1.328 comuni (il 16% del totale, per una cifra di quasi otto milioni di cittadini cioè il 13,7% della popolazione nazionale) che hanno raggiunto l’obiettivo di legge del 65% di rifiuti destinati al riciclo. La novità di quest’anno è che questi Comuni virtuosi sono almeno uno per ogni regione d’Italia, con la sola eccezione della Valle d’Aosta, dove purtroppo non si sono riscontrate eccellenze.

Questo trend positivo della differenziata che tanto giova alla green economy, fornendo 150mila posti di lavoro, segna anche il lento spostamento al Centro-sud (dal 15 al 20%) della distribuzione geografica di questi Comuni ricicloni 2014. Un dato dovuto in particolar modo alla crescita registrata tra i municipi marchigiani (+ 15%), che hanno introdotto il moderno sistema del porta a porta e rigorosamente applicato la legge nazionale sul riciclo, prevedendo un tributo di 20 euro a tonnellata per i rifiuti che finiscono in discarica: un importo poi modulato in base alle performance di raccolta differenziata raggiunte dai Comuni.

Leggi anche: Riduzione rifiuti e raccolta differenziata: perché riguardano tutti noi

Per quanto riguarda le Regioni, Veneto e Friuli Venezia Giulia sono quelle con la più alta concentrazione di Comuni virtuosi, mentre il Piemonte vanta il primato di due capoluoghi ricicloni nella sua giurisdizione territoriale: Novara e Verbania. Consultando le prime 100 posizioni della classifica generale salta poi all’occhio il risultato estremamente positivo delle gestioni consortili, a testimonianza della maggiore funzionalità di questo modello in confronto all’operato dei singoli comuni.

Sul fronte delle grandi città, un giusto riconoscimento spetta a Milano, che nel 2013 ha sfiorato il 50% nella raccolta differenziata ed ha servito oltre 1 milione di abitanti col porta a porta, guadagnandosi il primato in Italia e il secondo posto in Europa – dopo Vienna – tra le città con oltre 1 milione di abitanti. Tra le altre metropoli italiane non si riscontrano invece risultati degni di rilievo in materia di differenziata, se si esclude Torino, dove il 50% di riciclo si registra però solo nella metà della città dove vige il porta a porta.

Continua la lettura su TuttoGreen

Fonte: TuttoGreen


Autore: Marco Grilli


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Articolo tratto interamente da TuttoGreen

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Gli esami non finiscono mai: recensione teatrale



Gli esami non finiscono mai, è una commedia in un prologo e tre atti, scritta e interpretata da Eduardo De Filippo.


Trama

Guglielmo Speranza si presenta al pubblico sul palcoscenico raccontando la sua vita e segnando il trascorrere del tempo mettendosi di volta in volta tre barbe finte.
Appena superato l'esame di laurea, Speranza dovrà superare quello dei futuri suoceri che gli consentiranno di sposare Gigliola solo se sarà in grado di fare una grande carriera nel suo lavoro.

Guglielmo supera la prova: si sposerà, avrà due figli, un lavoro che gli assicura benessere e onori ma, nonostante il brillante esito di questi esami, la sua vita sarà infelice: avvelenata dall'invidia e dalla maldicenza del falso amico La Spina e dalla cattiveria della moglie che si è rivelata per quello che era, una donnetta viziata e infedele, che crede di più alle sue stupide, pettegole amiche piuttosto che al marito che ha sempre contrastato, ritenendolo un incapace e un sognatore, in questo sostenuta anche dai figli che la malignità popolare, riportata da La Spina, insinua non siano di Guglielmo.

Non sorprende quindi che alla fine Guglielmo si rifugi nell'amore disinteressato e vero della giovane Bonaria, una donna di umili origini ma leale e genuina nei suoi sentimenti e valori, che sarà costretta dalla maldicenza e dalla cattiveria altrui a lasciare Guglielmo.

Ormai vecchio, il protagonista si chiuderà sempre di più al mondo, fingendo di essere ammalato e di non poter più parlare. Arrivato il momento della morte, Guglielmo sarà ancora una volta ingannato dai suoi familiari: egli avrebbe voluto dei semplici funerali ed invece, abbigliato e truccato come un guitto di avanspettacolo, lascerà la commedia della vita salutando con gesti artefatti e leziosi gli spettatori.

Analisi della commedia

Il titolo della commedia è diventato, dall'epoca della rappresentazione, un modo di dire diffuso e popolare. Già questo fa riflettere come tutti si siano riconosciuti in quella amara verità che Eduardo ha voluto rappresentare tramite il racconto della vita di Guglielmo Speranza. Si chiama proprio così il protagonista e non a caso: egli attraverso le varie tappe fondamentali, gli esami, della sua vita ha sempre ingenuamente sperato di realizzare i suoi sogni.

Anche gli altri personaggi più importanti hanno nomi o cognomi significativi: La Spina, il falso amico, una vera spina velenosa nella vita di Speranza; Bonaria, l'amante che farà entrare un soffio d'aria buona nella vita del protagonista; Felice e Fortunato, i due figli, che vivono sereni e indifferenti nel benessere che Guglielmo ha procurato loro, e che danno più peso alle malignità della gente piuttosto che dare fiducia alle iniziative economiche del padre, tanto da essere pronti all'occorrenza a interdirlo. Persino i dottori chiamati a consulto per visitarlo, un altro dei numerosi esami della sua esistenza, hanno cognomi, Rosso, Bianco, Nero, che indicano chiaramente la scarsa fiducia che ha Eduardo in una medicina che esprime giudizi netti e contrastanti.

Fin dall'inizio della rappresentazione questo dramma vuole mostrare la sua originalità uscendo dagli schemi secondo i quali finora l'autore aveva strutturato le sue opere. Per la prima e ultima volta il racconto è accompagnato dal commento del protagonista che sul palcoscenico si rivolge direttamente al pubblico commentando, spiegando e talora anticipando quanto avverrà sulla scena. Sembra di poter dire che Eduardo riprenda la concezione del teatro pirandelliano dove i protagonisti interagivano con gli spettatori.

Speranza nel prologo si presenta abbigliato con un vestito che non cambierà mai nel corso della commedia, salvo alla fine nella scena del funerale, dove però saranno gli altri a vestirlo in un modo ridicolo. Questo vuole forse significare che il protagonista nel corso della sua vita si mantiene sempre fedele a se stesso, non cambia abito, non muta; solo dopo la sua morte gli altri lo trasformeranno in una caricatura di quello che era veramente. Non c'è più dignità, sembra dire il protagonista, neppure nella morte e nelle esequie trasformate dai vivi in una specie di spettacolo finale.

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