venerdì 1 agosto 2014

Lettera aperta agli ebrei italiani



 
Articolo da Osservatorio Iraq

Stefania Sinigaglia, ebrea, membro della rete ECO (Ebrei contro l'Occupazione), scrive una lettera aperta agli ebrei italiani.

Sono un’ebrea italiana della generazione post-1945, ebrea da generazioni da parte di entrambi i genitori. Sento il bisogno impellente in queste ore di angoscia e di guerra tra Gaza Palestina e Israele di rivolgermi ad altri ebrei italiani perché non riesco a credere che non provino lo stesso sgomento e la stessa repulsione per la carneficina che Israele sta compiendo a Gaza.

Non si mira a distruggere un nemico armato, non sono due eserciti ad affrontarsi: si sta sterminando un’ intera popolazione civile, perché il nemico è ovunque,  in un fazzoletto di terra che stipa in 365 km2 un milione e ottocentomila persone, il nemico è sotto la terra sopra la quale c’erano case e scuole e negozi e ospedali e strade, c’è la gente, e se vuoi colpire chi sta sotto la terra è giocoforza ammazzare chi ci sta sopra a quella terra, anche un bambino lo capisce; ma fanno finta di non saperlo gli strateghi sottili di questo orrore infinito che si dipana sotto i nostri occhi.

Come facciamo a tacere di fronte a questa ingiustizia suprema, noi che per millenni siamo stati costretti a nasconderci nei ghetti per vivere, che venivamo additati come responsabili di nefandezze mai sognate, obbligati a convertirci a volte per non essere bruciati sui roghi? 

Israele ha fondato uno Stato nel 1948 su terra altrui, sappiamo come e perché, ciò è stato accettato dal consesso internazionale e nel 1988 è stato accettato dall’OLP. I Palestinesi hanno riconosciuto il diritto di Israele a esistere, ma Israele dal 1967 occupa terra non sua, e lo sa.

Per anni e anni si è detto: quella terra occupata serve a fare la pace: territori in cambio di pace. Questo è stato il refrain che però è stato nel corso del tempo sepolto da guerre non più di difesa come nel 1967, ma di attacco, a partire dalla sciagurata invasione del Libano.

Come facciamo a non riconoscere che Israele ha scientemente, e  per decenni  ormai, rifiutato di addivenire a un compromesso sulle colonie, non ha mai smesso di costruirne e di avanzare annettendosi di fatto i territori su cui doveva negoziare, annichilendo la base pur ambigua ma reale che era l’accordo di Oslo.

Ha contribuito a creare Hamas, che in arabo significa “collera giusta”, e poi ne ha tollerato la crescita in funzione anti-OLP, ha reso la vita dei palestinesi una lotta per sopravvivere anche in Cisgiordania, e ha violato tutte le risoluzioni dell’ONU che gli imponevano di tornare alla famosa “Linea verde”.

Ha rubato altra terra  palestinese costruendo la barriera di 700 km, dichiarata illegale dalla Corte dell’Aia ma tuttora in piedi.

E ora con il pretesto dell’uccisione di tre ragazzi di cui Hamas non ha mai riconosciuto la responsabilità, un’ accusa  che non è stata corroborata da prove, ha scatenato una guerra non a Hamas ma a tutto un popolo. Non si può uccidere, annientare un popolo per sconfiggere un nemico che ha il diritto di difendersi.

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Fonte: Osservatorio Iraq


Autore: Stefania Sinigaglia

Licenza: Copyleft


Articolo tratto interamente da Osservatorio Iraq

Citazione del giorno

 
 
"Essere liberi non significa solo sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un modo che rispetta e valorizza la libertà degli altri."

 Nelson Mandela
 
 

L'alba di Rabindranath Tagore


L'alba

Ogni Alba porta un nuovo giorno,
lavando con la luce della speranza
le macchie e la polvere dello spirito
vuoto di ogni giorno passato.
Vuoi celare te stesso!
Il cuore non ubbidisce,
diffonde luce dagli occhi.
Nella vita non c’è speranza
di evitare il dolore:
che tu possa trovare nell’animo
la forza per sopportarlo.
Cieco, non sai che l’andare e il venire
camminano sulla stessa strada?
Se sbarri la strada all’andata
perdi la speranza del ritorno…

Rabindranath Tagore

lunedì 28 luglio 2014

Io dico ancora una volta: no alla guerra!

La settimana scorsa ho chiuso il blog due giorni, per protestare contro la guerra. Voglio ringraziare gli amici che hanno aderito a questa iniziativa, dimostrando la loro solidarietà verso un argomento molto importante. La pace è una conquista che va cercata seriamente, mettendo da parte gli errori del passato e guardando con occhi nuovi il futuro. Purtroppo si contano ancora morti in Palestina, quasi tutti civili inermi, ma ancora una volta il mondo si è girato dall'altra parte.
In rete girano video e immagini strazianti, ma ho scelto di non pubblicarle per rispetto delle vittime e per non urtare la sensibilità di qualcuno.

Se avete voglia d'informazione reale, seguite questi link:

http://nena-news.it/


http://osservatorioiraq.it/


https://www.facebook.com/rosa.schiano.stayhuman


http://www.infopal.it/


http://www.assopacepalestina.org/


http://www.freedomflotilla.it


Inoltre negli ultimi giorni, sono stati segnalati alcuni episodi negativi di antisemitismo. Purtroppo i vari nazionalisti e xenofobi, vogliono sfruttare l'occasione per riabilitare una cosa che mi fa vomitare solo a pensarlo: il nazismo.

I popoli sono vittime e non c'entrano nulla, se non quello di essere silenti davanti alle atrocità di qualche governo. Attualmente Israele è governata da un governo di destra e sionista, cieco e sanguinario davanti alla sofferenza che arreca al proprio popolo e ai palestinesi. 

Quella terra come il resto del mondo ha bisogno di pace, per troppi secoli, le divisioni hanno portato alla ribalta tutto il lato negativo dell'essere umano, mi auguro che in qualche angolino del corpo umano sia rimasto un po' d'umanità.


Chiudo con una frase del grande Vittorio Arrigoni: 


"Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che è la famiglia umana."




Io dico no alla guerra!
 
 
 
 

Proverbio del giorno


Quando due elefanti si scontrano, a soffrirne è l'erba sotto di essi.