Articolo da inNaturale
Il degrado del suolo è la progressiva perdita di biodiversità e fertilità del terreno che oggi sta portando all’estinzione troppe specie.
Il degrado del suolo è un progressivo impoverimento di ciò che sta sotto i nostri piedi, che spesso passa inosservato. A determinare il fenomeno sono cambiamento climatico e attività umana e le conseguenze della dinamica rischiano di essere drammatiche. I numeri parlano ormai di un’estinzione di massa e gli esperti del settore chiedono di intervenire con piani coordinati e cambi di prassi.
Cos’è il degrado del suolo?
Il degrado del suolo è la progressiva riduzione di fertilità e biodiversità di quest’ultimo. Il fenomeno si manifesta con un’escalation nell’inaridimento del terreno che inizia, parallelamente, ad assorbire meno acqua e a rivelarsi meno adatto a ospitare le forme di vita che dovrebbero abitarlo, nonché meno fertile, in un circolo vizioso. La desertificazione, che ormai non riguarda più solo le zone aride, rappresenta il massimo livello di degrado.
Oggi la dinamica sta determinando la perdita di una specie su 5 tra quelle che ospita il suolo, che rappresentano il 59% della biodiversità globale. Si tratta di un totale di 1.758 specie a rischio. Su altre 1.722, pari quasi al 20% del totale, non abbiamo abbastanza informazioni per stilare un bilancio.
Quali sono le cause principali?
Le cause principali del degrado del suolo sono tutte riconducibili all’uomo. In cima alla lista dei problemi troviamo lo sfruttamento eccessivo del territorio, incarnato dalle pratiche di agricoltura intensiva, che spingono al limite la produttività dei terreni senza rispettare i cicli naturali. L’impiego di pesticidi connesso al settore completa l’opera alzano i livelli di inquinamento.
Il cambiamento climatico non migliora affatto il quadro. Gli eventi meteo estremi, infatti, si moltiplicano e le precipitazioni, sempre più violente e concentrate nel tempo, si fanno tutt’altro che salvifiche. La sempre più massiccia conversione di spazi naturali o agricoli in terreni urbani, dovuta all’espansione del range di azione della popolazione umana, rappresenta un’ulteriore problematica.
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Fonte: inNaturale
Autore: Alice Facchini
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Articolo tratto interamente da inNaturale







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