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domenica 31 maggio 2026

Sull'orlo di Arturo Graf


Sull'orlo

Un passo ancora, un solo
Deliberato passo, —
E finirebbe il chiasso,
E finirebbe il duolo.

E il presente e il passato,
E il mio core e il mio nome,
Tutto sarebbe come
Se non fosse mai stato.

Che mi rattiene? Un molle
Cespo al mio piè verdeggia;
Dalla ferrigna scheggia
Umilmente s’estolle,

Ed un unico fiore,
Sul tremebondo stelo,
S’apre, invocando il cielo
Come un picciolo cuore.

Oh, Natura, Natura!
Insazïabilmente
Ogni cosa vivente,
Ogni tua creatura,

Brama e chiede la vita;
E sia pur poca e frale,
E sia pur d’ogni male
Inutilmente ordita.

Onde sul duro ciglio
Della fosca ruina,
Dall’indurata spina
Pullula un fior vermiglio. —

Anima stanca, in alto,
Sotto il fardel che pesa!
Non cedere all’offesa
Del rinnovato assalto.

Della virtù che vuole
Fatti schermo e preghiera;
E aspettando la sera,
Mira ed invoca il sole.

Arturo Graf


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