Angolo curato e gestito da Mary B.
Oggi, 11 luglio, se n’è andato Peppino di Capri, una delle voci più luminose e gentili della musica italiana. Un artista che non ha mai smesso di cantare l’amore con eleganza, con quella sua malinconia leggera che sembrava sempre arrivare dal mare.
In questo giorno che pesa, torno a una delle sue canzoni più iconiche: “Luna Caprese”. Un brano che non è solo una serenata, ma un piccolo rito collettivo. Una luna che consola, che ascolta, che accompagna chi ama e chi ha amato. Una luna che oggi sembra più bassa, più lenta, quasi in lutto.
“Luna Caprese” è la fotografia di un’Italia che sapeva essere romantica senza essere sdolcinata, che sapeva raccontare il sentimento con una semplicità disarmante. È una canzone che ha attraversato generazioni, feste di paese, estati infinite, notti di silenzi e di ritorni.
E oggi, mentre la notizia della sua scomparsa ci raggiunge, quella luna diventa un simbolo: la sua voce che resta, la sua eleganza che non se ne va, la sua Capri che continua a brillare.
Grazie Peppino, per averci insegnato che la dolcezza è una forma di resistenza.
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