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giovedì 19 marzo 2026

La Repubblica delle ombre


L'autore di questo racconto vuole rimanere anonimo, ha scritto questo breve racconto solo per sensibilizzare le persone e farle riflettere, prima che sia tardi.

La Repubblica delle ombre

In quel paese, ricordare era diventato difficile. La gente viveva giorno per giorno, tra frasi urlate, colori accesi e promesse facili. Non era cattiveria: era stanchezza. E quando si è stanchi, si ascolta chi parla più forte.

C’era un gruppo che si faceva chiamare “i Nostalgici”. Dicevano di voler tornare al passato, ma quel passato lo immaginavano più che conoscerlo: come un vecchio film dove tutto sembrava semplice, ordinato, obbediente.

Ogni volta che si votava, sceglievano il simbolo del Sole. Non perché sapessero cosa significasse, ma perché brillava. E in mezzo alla fatica, qualcosa che brilla sembra già una speranza.

Ripeteva ogni giorno che il Sole era l’unica luce possibile. Che chi dubitava era un nemico. Che leggere era complicato, pensare faticoso. Così, piano piano, il paese smise di discutere. Poi smise di chiedere. Infine smise di ricordare.

I Nostalgici, convinti di difendere la libertà, iniziarono a cederla. Un decreto alla volta. Un diritto alla volta. Un silenzio alla volta.

Finché un mattino, senza rumore, il Sole non fu più un simbolo. Era un ordine. E il paese si accorse di essere diventato proprio ciò che temeva: un luogo dove la luce non illuminava, ma accecava.

Solo allora, qualcuno tra i Nostalgici disse sottovoce: «Forse avremmo dovuto informarci». Ma era tardi. Le ombre, una volta allungate, non tornano indietro da sole.

L'autore di questo post, si è riservato il diritto di restare in anonimato, quindi non verrà rivelata l'identità e la fonte.

Autore: Anonimo

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

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Immagine generata con intelligenza artificiale



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