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martedì 31 marzo 2026

L’economia di guerra americana: un debito senza fine?




Articolo da Valori

In termini finanziari la guerra di Trump pesa notevolmente sul debito, rendendo ancora meno sostenibile l’economia degli Stati Uniti 

L’esplosione del debito federale si rivela sempre più devastante per gli Stati Uniti. Nel 2009, anno successivo allo scoppio della grande crisi dei subprime, la spesa per gli interessi da parte del Tesoro degli Stati Uniti era di 187 miliardi di dollari. Pari all’1,3% del Pil. Tale percentuale è rimasta invariata fino al 2021. E nel 2023 ha raggiunto il 2,4%. Oggi la spesa per interessi sul debito degli Stati Uniti ha raggiunto il 5% del Pil, per un totale di 1200 miliardi annui. Una percentuale enorme che risulta ancora più grave se si considera che circa il 30% della spesa pubblica federale degli Stati Uniti, stimata intorno ai 7300 miliardi di dollari, è coperta da nuovo debito.

La spesa militare degli Stati Uniti è coperta con il debito, di per sé già fuori controllo

In tale ottica è utile ricordare che la spesa militare è coperta con nuovo debito per il 31%. Per fare un confronto, nel 2015 la spesa federale era coperta dal debito per solo il 12%. I titoli decennali del debito degli Stati Uniti pagano ormai quasi il 4,5%. Se tale rendimento si consolidasse, il conto degli interessi annui salirebbe alla cifra mostruosa di 1700 miliardi, rappresentando la voce più alta del bilancio federale. Quasi due volte quella militare. E ben più consistente di quelle per l’istruzione, la sanità e l’assistenza.

A questo si aggiunge che circa il 30% del debito statunitense scadrà entro 12-24 mesi. Ciò significa che quando il Tesoro dovrà emettere nuovi titoli per ripagare quelli vecchi che scadevano – emessi anni fa con tassi vicini allo 0% o all’1% – dovrà farlo ai tassi attuali. Tassi che sono appunto del 4,5%. In quest’ottica si profila l’ipotesi molto concreta di interessi sul debito pari al 7% del Pil. Una percentuale che definisce una sostanziale insostenibilità dei conti del più grande paese capitalista al mondo.

Questo produrrà un aumento del carico fiscale e devastanti tagli sociali

Sembra evidente che a queste condizioni, in rapido peggioramento, la politica di spesa degli Stati Uniti sia sempre più difficoltosa. Senza aumentare il carico fiscale i tagli sociali saranno quindi ancora più devastanti, e le mire imperiali ben poco sostenibili per la stragrande maggioranza degli statunitensi. In tale contesto la spesa militare diventa impraticabile. Ogni giorno, infatti, l’operazione “Furia epica” costa in media agli Stati Uniti  circa 1,88 miliardi di dollari. Nei primi giorni del conflitto, per capirci, i costi hanno toccato picchi di oltre 2,2 miliardi di dollari al giorno. A causa dell’uso massiccio di munizioni di precisione e della perdita di mezzi costosi (come droni MQ-9 e caccia F-15).

Al tempo stesso, il Tesoro americano deve pagare ogni giorno circa 8 miliardi di dollari per finanziare il gigantesco debito federale.  Solo per pagare gli interessi sul debito esistente  il Tesoro spende circa 2,8 miliardi di dollari ogni ventiquattro  ore. Dunque, mentre gli Stati Uniti “bruciano” circa 2 miliardi di dollari al giorno per le operazioni militari contro l’Iran, il sistema economico americano sta aggiungendo complessivamente circa 8 miliardi di dollari di nuovo debito ogni giorno. In termini puramente finanziari, la guerra pesa per circa un quarto di tutto il deficit federale che gli Stati Uniti accumulano quotidianamente in questo periodo.

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Fonte: Valori

Autore: 
Alessandro Volpi

Licenza: Licenza Creative Commons
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Articolo tratto interamente da 
Valori



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