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mercoledì 25 marzo 2026

Il prezzo del lavoro precario: salute negata e vite ai margini



Articolo da Diario Prevenzione

[ Testo dell’intervento al Seminario SMIPS sui “ “Determinanti Socio-economico-culturali, Benessere, Salute”  Bologna 28 febbraio 2026 ]

Con questo contributo intendo mettere in luce le correlazioni tra la condizione di lavoratore povero e salute .

I lavoratori che vengono definiti poveri secondo i dati Eurostat 2024  in Italia erano 2,4 milioni. La definizione di lavoratore povero secondo stessa Direttiva UE 2041 del 2022 riguarda quella persona, uomo o donna che percepisce un salario inferiore al 60% della linea mediana dei salari o inferiore al 50% della linea media dei salari. La Direttiva in fattispecie ha incontrato resistenze nei paesi nordici, Svezia e Danimarca ove le parti sociali sono molto gelose della loro autonomia contrattuale hanno richiesto e ottenuto  modifiche rispetto ai vincoli per gli stati. Nei fatti l’Italia con i CCNL avrebbe raggiunto tutti gli obiettivi di copertura formale della contrattazione e in tal modo il governo ne fa un utilizzo strumentale per non introdurre il salario minimo legale..

Non credo interessi a questo Seminario aprire un dibattito sul passaggio complicato dal modello contrattuale al salario minimo legale …. 

Interessa invece definire come il reddito da lavoro al di sotto di una certa soglia divenga un determinante in negativo per la salute delle persone che pure lavorando sono povere e non sono in grado di soddisfare i  bisogni primari, abitazione, cibo e spese per la propria cura. Naturalmente in questa esposizione farò riferimento solo alla condizione di lavoratore povero individuale magari inserito in un contesto famigliare senza compensazioni di altri redditi al di sopra della curva mediana dei salari .

Per offrire un’immagine sul rischio di scivolare nella condizione di povertà  sia pure lavorando mi avvalgo dei grafici che corredano l’articolo “ Povertà in crescita in Italia: da cosa dipende? “ di Enrico Franzetti

Non ritengo necessario aggiungere altre considerazioni 

I SETTORI VULNERABILI

  • Ristorazione 
  • Servizi alle persone
  • Cooperative sociali
  • Logistica ( Riders)
  • Vigilanza e custodia
  • Lavori in agricoltura

In questi settori si riscontrano  i rischi maggiori di lavoro sottopagato e di lavoratori poveri . Cominciamo dalla logistica nella quale si registrano subappalti con contratti pirata nella consegna a domicilio di merci acquistate online dalle note piattaforme  fino alla condizione dei rider che vediamo correre sulle loro biciclette elettriche in ogni ora del giorno. Nel caso dei rider non vi è bisogno che mi dilunghi, sappiamo degli interventi della magistratura a Milano su due grandi piattaforme per palese “ capolarato digitale “ . Questi ragazzi e ragazze sono lavoratori “autonomi” che si devono dotare del proprio mezzo di trasporto e relativi costi di gestione e manutenzione,  DPI , non hanno assicurazione e dipendono dalla prenotazione che arriva tramite l’app della piattaforma. Nei fatti si tratta di  un lavoro subordinato niente affatto autonomo, la distribuzione delle chiamate tra i diversi rider avviene tramite un algoritmo che premia o punisce sulla base di criteri  sconosciuti ai lavoratori. Questi lavoratori e lavoratrici non arrivano a guadagnare in media, in base al numero di consegne dai 6 agli 8 euro ora. Lascio alla vostra immaginazione la valutazione dei rischi per la salute in questo tipo di lavoro in mezzo al traffico urbano, allo smog, al rischio di incidenti e cadute …

I riders in italia sono stimati essere oltre 30 mila ( come gli operai di Fiat Mirafiori negli anni 70 )  con una forte presenza di stranieri.

Nella ristorazione ci sono certamente molti lavoratori poveri nelle mansioni di pulizia e lavaggio in cucina.  In questo caso la bassa remunerazione  è spesso data dal part time obbligatorio e dal numero di ore lavorate (personale di sala ). Nella ristorazione qualificata  siamo a fronte di persone che vengono assunte con contratti di lavoro dipendente.

Guardie armate e disarmate anti taccheggio 

Un altro gruppo di lavoratori e lavoratrici a rischio di lavoro povero sono le guardie disarmate 

 della vigilanza e security nei grandi magazzini . Si stimano oltre 50.000 persone operanti nella grande distribuzione, uffici e banche con questa funzione.

Anche in questi casi di lavoro dipendente le remunerazioni sono spesso attorno ai 9,50 , 10 euro ora. Si tenga conto che parliamo di stipendi lordi. Diversa è la condizione delle guardie armate che hanno una autorizzazione prefettizia per il porto d’armi. La loro remunerazione è superiore .

In una situazione di impoverimento con  l’aumento delle pratiche di furto di beni alimentari l’intervento delle guardie disarmate è spesso conflittuale e stressante e sotto pressione da parte delle aziende perché le perdite da taccheggio vengano contenute. I furti di cibo sono tra i più frequenti. 

Per la cronaca diverse fonti stimano le perdite da taccheggio sui 600 milioni di euro annui in continua crescita, anche questo dato può essere un indicatore dell’impoverimento. 

Badanti – Servizi alla persona 

Sono circa 500 mila le persone che svolgono funzioni di badantato  presso le famiglie per la cura di persone anziane non autosufficienti. Molte sono straniere . In questo ambito anche se persiste una quota di lavoro irregolare la maggioranza sono contrattualizzate. Il problema di questi lavori è rappresentato dalle condizioni di rischio per la salute psicologica. Molte ricerche sottolineano le condizioni di stress e di disagio psicologico per le donne straniere  che sono maggioranza in questo tipo di lavoro.

Molto spesso le famiglie delegano in toto la cura degli anziani e le badanti debbono spesso prendere decisioni  e assumersi responsabilità non proprie. Il profilo di rischio per la salute delle badanti è abbastanza noto: disturbi muscoloscheletrici per il sollevamento di persone non autosufficienti e spesso dalla relazione difficile con persone con gravi alterazioni psichiche cognitive derivano disagio e malessere psicologico

Lavori in agricoltura – Caporalato 

La letteratura è molto ampia in fattispecie per lavoratori e lavoratrici stranieri che vengono in Italia per le raccolte dei pomodori dell’uva e frutta. In molte situazioni si registrano condizioni di vita inaccettabili per la qualità igienica delle abitazioni per l’alimentazione per lo sfruttamento e le vessazioni del caporalato. Si tenga conto che questi lavoratori all’aperto vivono in prima persona gli effetti del cambiamento climatico. Da diversi anni si registrano casi di decesso a causa di colpi di calore.

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Fonte: 
Diario Prevenzione


Autore: 
Gino Rubini


Licenza: Licenza Creative Commons
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Articolo tratto interamente da 
Diario Prevenzione


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