La deriva fascista nel mondo non è un fantasma del passato: è qui, adesso, che bussa alla porta. E se facciamo finta di niente, un giorno ci sveglieremo troppo tardi, chiedendoci “come è potuto succedere di nuovo?”.
In tanti paesi vediamo gli stessi segnali: leader che insultano minoranze, governi che attaccano la stampa libera, politici che chiamano “traditori” quelli che non la pensano come loro.
Il meccanismo è sempre lo stesso: paura, nemico, semplificazione. Ti dicono che è colpa dei migranti, degli omosessuali, delle donne che vogliono diritti, degli “intellettuali”, dei poveri che “pesano sulla società”. Ti convincono che serva “l’uomo forte”, che “la democrazia è lenta”, che “i diritti sono un lusso”. Così, piano piano, accetti leggi più dure, meno libertà, più controllo, meno umanità.
Questa deriva non è solo politica, è morale. Quando accettiamo insulti verso chi è diverso, quando ridiamo di fronte alla violenza verbale, quando ci voltiamo dall’altra parte davanti alle ingiustizie, stiamo collaborando, anche in silenzio, alla distruzione dei valori che diciamo di difendere: dignità, uguaglianza, solidarietà, libertà. Senza questi, non resta che la legge del più forte.
Per questo oggi serve un blocco antifascista globale, non solo di partiti, ma di persone. Non è una parola vecchia, è una necessità attuale. Vuol dire: non normalizzare l’odio, non votare chi predica disprezzo e violenza, difendere la stampa libera, sostenere chi lotta per i diritti umani, parlare chiaro con amici, familiari, colleghi quando ripetono slogan razzisti e sessisti.
Essere antifascisti oggi significa scegliere da che parte stare: o con chi costruisce muri e gerarchie tra esseri umani, o con chi difende l’idea che nessuno vale meno di un altro. Non esiste neutralità: il silenzio di fronte alla barbarie è complicità.
Se non vogliamo il collasso totale dei valori che rendono una società degna di essere vissuta, dobbiamo agire adesso. Informiamoci, organizziamoci, votiamo con coscienza, scendiamo in piazza quando serve, sosteniamo chi viene preso di mira. La storia ci ha già mostrato cosa succede quando il fascismo dilaga. L’unica vera domanda è: abbiamo imparato qualcosa, oppure no?
Autore: Spartaco
Immagine generata con intelligenza artificiale







Una deriva molto pericolosa.
RispondiElimina👍
EliminaSarebbe da condividere in stile catena di sant'antonio.
RispondiEliminaOgnuno è libero di condividere questo post, essendo con una licenza Creative Commons. Bisogna più che altro, sostenere il contenuto di questo articolo.
EliminaParole necessarie. La storia non torna da sola: la riportiamo noi quando smettiamo di vigilare.
RispondiEliminaConcordo!
EliminaQuesto post è un promemoria potente: non basta indignarsi, bisogna agire. Anche nei piccoli gesti quotidiani, nelle conversazioni scomode, nelle scelte che facciamo, soprattutto nelle urne.
RispondiEliminaGiusto ricordare le urne, perché certi personaggi sono stati votati.
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