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giovedì 29 gennaio 2026

Un testo di legge contro le donne



Articolo da Il Manifesto in rete

Complimenti alla prima donna presidente del consiglio, quella donna che, secondo l’ex deputata per mancanza di voti Barbara Saltamartini che ha persino scritto un libro in proposito, avrebbe «mandato in tilt il femminismo». La foga repressiva del governo Meloni più che altro sembra aver mandato in tilt il cervello degli agenti di polizia.

Ieri pomeriggio hanno accerchiato e costretto letteralmente contro un muro il piccolo gruppo di femministe e rappresentanti dei centri antiviolenza (una quarantina in tutto) che manifestavano pacificamente davanti al Senato. E manifestavano proprio contro la violenza. In particolare contro la nuova versione del cosiddetto ddl stupri, di fatto un aggiornamento dell’attuale legge sulla violenza sessuale inizialmente concordato tra maggioranza e opposizione per introdurre il principio del consenso, come tra l’altro indicato dalla Convenzione di Istanbul.

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Ma Meloni è notoriamente anticonvenzionale e dunque è solita ribaltare anche principi elementari della convivenza civile e delle relazioni umane in nome della lotta al wokismo, quello che una volta era detto “buonismo” o “dittatura del politicamente corretto”. Ecco quindi che per mandare il tilt la femminista Elly Schlein, dopo averci siglato un “patto” Giorgia Meloni lo ha stracciato e così la sua maggioranza ha potuto stravolgere il testo sul consenso. Un testo che secondo quanto promesso dalla leghista avvocata Giulia Bongiorno avrebbe avuto bisogno solo di alcune correzioni tecniche, ma dal quale invece, come in uno scherzo di pessimo gusto, è stata cancellata del tutto proprio la parola “consenso” sostituita, con perversa ironia per questa destra autoritaria, da “dissenso”. Del resto l’ansia securitaria della prima donna presidente del consiglio (che infatti pretende di essere chiamata “il presidente”) la porta a proteggere soprattutto il suo fianco destro dall’assalto cattivista di Matteo Salvini, passando come una panzer sul corpo delle donne.

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Fonte: Il Manifesto in rete 

Autore: 
Micaela Bongi

Licenza: Creative Commons (non specificata la versione


Articolo tratto interamente da Il Manifesto in rete


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