domenica 4 dicembre 2022

“C’era una volta in Italia” la sanità pubblica



Articolo da Pressenza

Esce in sala il 5 dicembre il documentario “C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando” di Federico Greco e Mirko Melchiorre, due giovani registi romani che hanno fatto assurgere a simbolo universale la lotta per la riapertura dell’ospedale pubblico di Cariati, in Calabria.  La prima parte del titolo sta a significare “c’era una volta in Italia” la sanità pubblica.  “Giacarta sta arrivando” riprende una scritta che comparve a Santiago del Cile sui muri delle case di molti attivisti vicini ad Allende poco prima del golpe del 1973, riferita al massacro del 1965 in Indonesia, quando il presidente Sukarno venne spodestato e tra i 500mila e i 3 milioni di attivisti di sinistra, legati al suo governo, vennero uccisi.

Grido d’allarme che tradotto suona “Se sparisce la sanità pubblica sarà un’ecatombe per chi non ha mezzi”. Corriamo questo pericolo in Italia? Si. Non siamo più la nazione in cui il Servizio Sanitario Nazionale possa essere portato ad esempio. Molti se ne sono accorti dal momento che non riescono a far fronte al costo degli esami a pagamento e vi hanno rinunciato. Altri li affrontano con fatica. Inoltre sappiamo che, a causa delle lunghissime file – quanto di esse è usato come scudo a fini commerciali? – solo se hai soldi arrivi a farti visitare.

Per documentare il paradigma secondo cui la sanità è speculare alle dinamiche del mondo, Greco e Melchiorre sono partiti dal caso di Cariati, in Calabria, dove un manipolo di ribelli aveva deciso di protestare occupando l’ospedale per ottenerne la riapertura. In quella zona gli abitanti sono 200.000 e i letti ospedalieri a disposizione 1 ogni mille persone. Il presidio sanitario più vicino è a diverse decine di chilometri. Gino Strada, che in Calabria ha lavorato, intervistato dai due registi afferma che il Sistema Sanitario non dovrebbe fare utili ed è un’aberrazione che i tagli avvengano su sanità e istruzione.

“C’era una volta in Italia. Giacarta sta arrivando” attraverso interviste a scienziati, economisti, artisti, attivisti  – per citarne alcuni Roger Waters, Jean Ziegler, Ken Loach, Gino Strada, Michael Marmot, Vittorio Agnoletto, Adriano Cattaneo, Ivan Cavicchi, Nicoletta Dentico, Santo Gioffrè, Gavino  Maciocco, Warren Mosler, Carlo Palermo, Maria Elisa Sartor, Randall Wray,Michele Caligiuri, Cataldo Curia, Mimmo Frmaro, Ninì Formaro, Mimmo Massaro, Cataldo Perri – ci svela le vere responsabilità locali e globali dell’attacco alla salute pubblica, dove Cariati non è che la punta dell’iceberg.

Il film chiarisce il percorso storico a livello globale per la privatizzazione del settore sanitario: illumina su manovre di capitani d’industria, coadiuvati da esponenti di governo, per raggiungere accordi denunciati in documenti resi noti da Julian Assange. Per capirne la gravità basti pensare che la prevenzione nel pubblico è una risorsa, nel privato è considerata attività non redditizia.

Per riaprire l’ospedale di Cariati fece clamore l’appello del leader dei Pink Floyd Roger Waters, intervistato dai due giovani registi. La sanità pubblica italiana oggi è allo sfascio a causa di decenni di tagli al bilancio e privatizzazioni. Il “Piano di rientro” che ha decretato nel giro di una notte la chiusura dell’ospedale di Cariati, come di altri 18 ospedali soltanto in Calabria, è la prova evidente di un’epoca nella quale il diritto alla salute è sempre meno garantito. Il documentario di Greco e Melchiorre è un grido d’allarme, prima che sia troppo tardi.

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Fonte: Pressenza


Autore: 
Bruna Alasia

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Articolo tratto interamente da Pressenza 


4 commenti:

  1. Vincenzo, a Pescara va tutto bene. Certamente con i fascisti al Governo è normale preoccuparsi.

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  2. 3 ricoveri da gennaio per 3 cose diverse. A gennaio io avevo tutte ricette urgenti entro i 10 giorni e così è stato anche se correvo in ospedali diversi sparsi sul territorio.... 2° ricovero prima visita a pagamento e di fila le altre....terzo ricovero gamba bionica passaggio da un ospedale dove ho subito operazione al altro parte opposta del Piemonte per riabilitazione tutto mutuato perchè urgente compresa l'autoambulanza per il cambio di ospedale. Fortuna non so, forse perchè tutto molto urgente.....ma so di chi deve andare a pagamento per una risonanza che sarebbe a 13 mesi....eppure basterebbe, forse che i medici di base segnassero urgenti le ricette quando effettivamente lo sono e così tu devi passare entro i 10 giorni

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