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sabato 10 gennaio 2026

La riforma della Corte dei Conti del Governo è un liberatutti: controlli difficili, sperpero facile, sanzioni minime



Articolo da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

Sono legge dal 27 dicembre 2025 le modifiche all'ordinamento della Corte dei Conti con le riforme del danno erariale volute dal Governo Meloni. Alcuni punti sono particolarmente critici.

  • i risarcimenti per danno erariale sono limitati a solo il 30% del danno. Questo significa che se un politico o un dirigente pubblico volontariamente o per incapacità causerà un danno alle casse pubbliche, per esempio affidando un appalto inutile ad un prezzo più alto, dovrà risarcire solo il 30% del danno. Inoltre, la cifra non potrà comunque essere più alta di due anni del proprio stipendio.
  • Per i soli politici vi sarà inoltre una presunzione di buona fede, qualunque sia il danno causato, se non avranno ricevuto un esplicito avvertimento scritto da parte di un dirigente pubblico. In un'epoca in cui i dirigenti vengono licenziati se non obbediscono ai diktat del Sindaco o del politico di turno, sarà difficile che qualche dirigente anche se onesto si immoli per "avvertire" il politico malintenzionato, rischiando il posto. Più facile immaginare uno o due occhi chiusi, o un accordo per spartire il maltolto.
  • I casi di colpa grave vengono resi difficilissimi o impossibili da attribuire: saranno infatti dipendenti da fattori estremamente aleatori come il "grado di chiarezza e precisione delle norme violate". Considerato che sono gli stessi politici a promulgare norme incomprensibili, questa norma genererà leggi ancora più incomprensibili per poter giustificare qualunque fantasiosa interpretazione.
  • La riforma introduce poi un ulteriore ostacolo alla prova della responsabilità amministrativa: il silenzio-assenso. Qualora infatti la magistratura contabile non risponda entro 30 giorni a una richiesta di pareri (ad esempio sulla congruità o legittimità di un appalto), automaticamente sarà esclusa ogni colpa da parte del richiedente qualunque danno erariale ne derivi. Facile qui immaginare il diluvio di richieste di pareri pretestuose per paralizzare la Corte e guadagnare così un salvacondotto a priori per qualunque sperpero o abuso successivo.

Nel complesso la riforma, con la scusa di snellire e togliere la "paura della firma", appare orientata a garantire ogni genere di garanzia a politici e dirigenti, anche a fronte di sperperi di denaro pubblico.

Fonte: Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

Autori: vari

Licenza: 
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Articolo tratto interamente da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto


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