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Di Cecilia Remis*
In occasione della Giornata internazionale della donna, le Nazioni Unite hanno pubblicato un rapporto incriminatorio che denuncia una preoccupante regressione dei diritti delle donne e delle ragazze in tutto il mondo. Il principale monito del rapporto sottolinea che i sistemi giudiziari, concepiti per proteggere e garantire l'uguaglianza, riflettono e perpetuano disuguaglianze strutturali.
La promessa di piena uguaglianza per le donne rimane una promessa disattesa a livello globale. Lo rivela l'ultimo rapporto di UN Women, intitolato "Garantire e rafforzare l'accesso alla giustizia per tutte le donne e le ragazze", presentato giovedì scorso, 5 marzo, in una conferenza stampa a New York. Il documento traccia un quadro allarmante: i diritti legali delle donne raggiungono solo il 64% di quelli di cui godono gli uomini, un divario che le rende estremamente vulnerabili a discriminazione, violenza ed esclusione.
"Mentre il mondo affronta un arretramento democratico, crescenti conflitti, pressioni economiche e una riduzione dello spazio civico, si assiste a una crescente e organizzata resistenza contro l'uguaglianza di genere e a un ridimensionamento dei diritti delle donne", ha affermato Sarah Hendriks, Direttrice delle Politiche di UN Women. Hendriks ha individuato con chiarezza i sistemi giudiziari come parte del problema: "Non sono immuni a queste pressioni; le riflettono".
Fatti scioccanti: definizioni legali che escludono le donne
Il rapporto presenta cifre che dimostrano l'entità del fallimento sistemico:
• Stupro senza consenso: in oltre la metà dei paesi del mondo (54%), la definizione legale di stupro non si basa sul consenso. Ciò significa, in pratica, che un'aggressione sessuale potrebbe non essere classificata come reato se non è conforme a criteri legali obsoleti, lasciando innumerevoli vittime senza protezione o giustizia.
• Matrimonio infantile forzato: la legislazione di quasi tre paesi su quattro (74%) consente il matrimonio infantile forzato, una pratica che stronca l'infanzia e il futuro di milioni di ragazze.
• Disuguaglianza salariale legale: nel 44% dei paesi non esistono leggi che impongano la parità di retribuzione per lavori di pari valore. Questa scappatoia legale rende perfettamente possibile che una donna venga pagata meno di un uomo per svolgere lo stesso lavoro.
"Quando a donne e ragazze viene negata giustizia, l'entità del danno va ben oltre un caso isolato. La fiducia pubblica si erode, le istituzioni perdono legittimità e lo stesso stato di diritto si indebolisce", ha affermato Sima Bahous, Direttore Esecutivo di UN Women. "Un sistema giudiziario che non rispetta i propri obblighi nei confronti di metà della popolazione non può affermare di lavorare per la giustizia".
Il cocktail esplosivo: reazioni conservatrici, conflitti e impunità
Il rapporto di UN Women non si limita a diagnosticare la situazione giuridica, ma identifica anche le forze che determinano questa regressione. Segnala un'intensificazione delle reazioni ostili ai progressi in materia di parità di genere. In molti luoghi, le leggi vengono riscritte per limitare le libertà delle donne, mettere a tacere le loro voci e perpetuare una cultura dell'impunità che si manifesta sia nei tribunali che negli spazi digitali.
Un contesto particolarmente brutale è quello dei conflitti armati. Secondo i dati presentati, nel 2024, 676 milioni di donne e ragazze vivevano entro 50 chilometri da una zona di conflitto, la cifra più alta dagli anni '90. Questa esposizione ha conseguenze dirette e devastanti: i casi di violenza sessuale legati ai conflitti sono aumentati dell'87% in soli due anni.
Un appello all'azione urgente: riforme "progettate da e per le donne"
Nonostante le fosche prospettive, il rapporto non perde di vista la possibilità di un cambiamento. Sarah Hendriks ha osservato che i sistemi possono evolversi e ha citato come esempio il fatto che, dal 1970, oltre 600 milioni di donne hanno ottenuto accesso a opportunità economiche grazie alle riforme del diritto di famiglia.
In risposta all'emergenza, UN Women lancia un appello urgente ai governi di tutto il mondo affinché attuino, entro il 2030, profonde riforme giudiziarie e, soprattutto, "progettate dalle donne e per le donne".
L'urgenza è più che giustificata. Il rapporto si conclude con una statistica che riflette la fragilità dei progressi compiuti: quasi il 90% delle organizzazioni che lavorano sul campo per porre fine alla violenza contro donne e ragazze segnala tagli ai servizi essenziali forniti e solo il 5% è fiducioso di poter mantenere la situazione attuale oltre i prossimi due anni.
⇒ Garantire e rafforzare l'accesso alla giustizia per tutte le donne e le ragazze ⇐
* Con informazioni da UN News.
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Fonte: LoQueSomos
Autore: Cecilia Remis

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Articolo tratto interamente da LoQueSomos







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