Ci sono persone che, pur conoscendole solo attraverso uno schermo, riescono a lasciare un segno profondo.
Daniele Verzetti, il Rockpoeta®, era una di queste. La sua
Agorà era davvero una piazza: aperta, viva, a volte anche ruvida, ma sempre sincera. Un luogo dove si discuteva, ci si confrontava, si dissentiva con rispetto, e soprattutto si ascoltava.
La notizia della sua morte, avvenuta nei primi giorni del 2025, ha attraversato la blogosfera come un’onda lenta e dolorosa. Alcuni l’hanno scoperta mesi dopo, quasi per caso, come racconta chi lo seguiva da anni e ne ha ricordato la scomparsa con affetto e malinconia. È il segno di quanto Daniele fosse parte di una comunità: quando una voce così si spegne, il silenzio arriva ovunque.
La sua poetica non si limitava a denunciare: cercava di sentire il dolore degli altri, di trasformarlo in qualcosa che potesse essere condiviso.
Nella sua ultima poesia, “What a Beautiful Day”, si percepisce un inverno interiore che riflette un mondo in crisi, un’umanità smarrita.
Visto che ho parlato dei suoi ultimi versi, voglio condividerli con voi, lasciando un passaggio significativo:
"Una malinconica giornata di sole
Non è un lasciapassare verso nuove speranze
Ma solo quello che vediamo
Una malinconica giornata di sole
Una carezza pietosa e compassionevole
Pronta a sussurrarti all'orecchio:
"Hai fatto il possibile
Di più non potevi ottenere."
Resta il suo blog,
L’Agorà, ancora lì, come un archivio vivo di pensieri, poesie, battaglie, emozioni. Nel mio piccolo, cercherò di portare avanti la tua memoria e le tante iniziative fatte con altri blogger.
Ciao Daniele.
La tua voce non si è spenta: risuona ancora, forte, nelle pagine che ci hai lasciato.
Questo post aderisce all'iniziativa promossa con altri blog.
Io lo ricordo a Collevecchio con Angela. Le poesie sono talmente tante che sceglierle diventa limitativo e impossibile. 💚👋
RispondiEliminaSono veramente tante e tutte significative.
EliminaPer questo motivo ho scelto il ricordo di Collevecchio.
Elimina👍
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