martedì 2 agosto 2022

Il grillo di Giovanni Prati



Il grillo

Son piccin, cornuto e bruno;
me ne sto fra l'erbe e i fior:
sotto un giunco o sotto un pruno
la mia casa è da signor.
Non è d'oro e non d'argento,
ma ritonda e fonda elI' è:
terra è il tetto e il pavimento,
e vi albergo come un re.
Se il fanciul col suo fuscello!
fuor mi trae dal mio manier,
in un picciolo castello
io divento il suo piacer.
Canto all'alba e canto a sera
in quell'atrio o al mio covil;
monachello in veste nera
rodo l'erbe e canto apriI.
So che il cantico d'un grillo
è una gocciola nel mar;
ma son mesto, s'io non trillo:
deh! lasciatemi cantar.
So che, al par dell'altra gente,
se il destin morir mi fa,
un fratello od un parente
sepoltura a me non dà.
Pur, negletta e fredda spoglia,
se nel prato io morirò,
là sull'orlo alla mia soglia
anche morto un re sarò.
Il re buono, il re piccino
fiori ed erbe avrà per vel,
ed avrà per baldacchino
sulla testa il roseo ciel.

Giovanni Prati 

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