Articolo da NuovAtlantide.org
L’enigma del cuore come nucleo dei sentimenti è stato nel passato
tema centrale di tante anime sensibili, che ne hanno esplorato la
dinamica e il fondamento del nostro essere umani. Ma è divenuto
argomento fuori moda, cosa del romanticismo, liquidata come scoria dell’
educazione religiosa, tabù per tanti, cosa da signorine del secolo
scorso. E poi il cuore è sempre stato recalcitrante alla comprensione
razionale e le sue logiche, trovandosi sulla riva opposta. Dunque, il
cuore non si presta a etichette per sua natura, sfuggente come è, eppure
così reale nelle relazioni umane. Ma può essere una cosa sfuggente e
reale allo stesso tempo? Segui il tuo cuore, ascolta la tua voce
interiore, ci è stato suggerito nelle situazioni difficili. Ma
raggiungere e toccare l’altro o l’altra col cuore, invece che con le
mani, ci soddisfa in questa epoca così materialista?
Jung poi rinnova il mistero: i drammi più commoventi non si
svolgono nei teatri, ma nei cuori umani. Quello che io sono, tutti lo
possono sapere, ma il mio cuore lo possiedo solo io. Questa frase di
Goethe ribadisce che siamo individui unici, ci rimanda al chi siamo, e
al pericolo di essere assorbiti da noi stessi. Siamo al punto di
partenza, ma almeno l’ inquietudine è sorta insieme alla domanda, e come
sempre non ci sono risposte univoche. Il cuore è dunque l’ineffabile allo
stato puro. La nostra vita emozionale senza dubbio è imparentata col
cuore, ci avvolge la babele sentimentale delle gioie, i dolori, le
passioni, e solo la ragione in apparenza riesce a mitigarne le onde,
stabilire una certa calma raffreddando e distraendo.
Quell’ineffabile è l’anima, senza mezzi termini.
Possiamo forse accudire alla scienza della materia per svelarne i
segreti? La scienza tende ad allontanare da sé comportamenti ed
emozioni, a occuparsi di ciò che avviene nel campo fisico, biologico e
così via, e a ridurli a fenomeni rintracciabili nella fisiologia umana. A
vederne solo le connessioni e le dipendenze fisiche. Per tanti. Il
cuore non è altro che l’ oggetto principale di cui si occupa la
cardiologia.
Il pensiero ha la sua base nel sistema nervoso, alla base del
sentire come accennato c’è la respirazione e il sistema ritmico. Sono
attività riflesse nel corpo e in esso rintracciabili, ma l’ agente è l’
anima. La scienza non riconosce l’ anima. Essa si è da tempo trasformata
in tecnologia e questa ha fatto crescere a dismisura l’ artificiale.
Abbiamo i farmaci di sintesi, e la tecnologia ne sforna decine nuovi al
giorno, e poi l’ illuminazione artificiale, l’ inseminazione
artificiale, i tessuti artificiali, l’IA, le protesi, e anche il cuore
artificiale. Ci sono farmaci per soggiogare pensieri ed emozioni
influendo sulle rispettive basi fisiologiche e dunque sulla coscienza
immediata.
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