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lunedì 23 febbraio 2026

Il governo spagnolo declassifica i documenti relativi al tentato colpo di Stato del 23F e il PAMA avverte: "Non stiamo parlando del passato. Stiamo parlando del presente"

Antonio Tejero


Articolo da AraInfo

Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su AraInfo

Quarantacinque anni dopo, Pedro Sánchez annuncia la declassificazione dei documenti relativi al tentato colpo di Stato del 1981 "per saldare un debito storico con i cittadini". La Piattaforma aragonese per la memoria storica sottolinea che "non si è trattato di un incidente isolato" e mette in guardia dagli attuali rischi posti dalla rinascita del fascismo.

Nel 45° anniversario del tentato colpo di Stato del 23 febbraio 1981, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato che martedì il governo desecreterà i documenti ufficiali relativi al 23F.

"La memoria non può essere chiusa a chiave. Domani desecreteremo i documenti del 23 febbraio per saldare un debito storico con i cittadini. Le democrazie devono conoscere il loro passato per costruire un futuro più libero. Grazie a coloro che hanno aperto la strada", ha scritto Sánchez alle 8:32 di questo lunedì sul suo account Twitter.

La decisione sarà approvata nella riunione del Consiglio dei Ministri prevista per martedì prossimo, dove il Governo definirà nel dettaglio la portata della documentazione. La declassificazione entrerà in vigore mercoledì 25 febbraio, dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato, e da quel momento i documenti potranno essere consultati attraverso il sito web della Moncloa.

Tra i documenti in attesa di declassificazione c'è il riassunto completo del processo, tenutosi presso la Corte Suprema, composto da 89 fascicoli che includono registrazioni originali e dichiarazioni dei soggetti coinvolti. Saranno aperti anche gli archivi dei servizi segreti dell'epoca, il CESID – predecessore dell'attuale CNI – contenenti documenti interni e trascrizioni di intercettazioni telefoniche della notte del colpo di Stato, classificate come "top secret". A questi si aggiungono le comunicazioni della Casa Reale, dell'Ufficio del Primo Ministro e i rapporti di mobilitazione interna emessi da diverse regioni militari.

La misura risponde a una richiesta di lunga data da parte di gruppi commemorativi, giornalisti e ricercatori che da decenni cercano di accedere a documentazione fondamentale per chiarire le responsabilità politiche e militari in uno degli episodi più gravi contro il sistema costituzionale emersi dopo la dittatura.

Il PP parla di “cortina fumogena”

La deputata Ester Muñoz, del Partito Popolare, ha reagito all'annuncio affermando che "ogni giorno assistiamo a una cortina fumogena" e che "si stanno seguendo i passi verso il collasso totale". Le sue dichiarazioni inseriscono l'annuncio nel contesto dell'attuale scontro politico, in un giorno segnato dal ricordo dell'assalto al Congresso dei Deputati guidato dal tenente colonnello della Guardia Civil Antonio Tejero.

PAMA: “Di fronte all’estrema destra e ai suoi tentativi di delegittimare il sistema, abbiamo bisogno di più democrazia”

In concomitanza con questo 45° anniversario, la Piattaforma d'azione per la memoria d'Aragona (PAMA) ha rilasciato una dichiarazione in cui ricorda che il tentato colpo di Stato "non è stato un episodio isolato: è stato un tentativo deliberato di imporre con la forza ciò che non era stato ottenuto alle urne".

La piattaforma sostiene che il 23 febbraio è stata "l'espressione più estrema di una destra autoritaria che non ha accettato il pluralismo politico né il mandato delle urne" e che ha cercato di "spezzare la volontà popolare e imporre con la forza un progetto di esclusione".

Ma la dichiarazione non si limita alla memoria storica. "Non stiamo parlando del passato. Stiamo parlando del presente", sottolinea PAMA, avvertendo di come oggi "le forze di estrema destra stiano nuovamente mettendo in discussione apertamente la legittimità del Governo quando non sono d'accordo con la sua composizione", screditando il Parlamento e diffondendo "teorie infondate di frode".

La piattaforma denuncia anche la banalizzazione del franchismo e la minimizzazione del tentativo di colpo di Stato nel dibattito pubblico. "Quando si semina una sfiducia sistematica nelle istituzioni (...) si sta erodendo lo stesso consenso democratico che ha rischiato di crollare il 23 febbraio", avverte la piattaforma.

Il PAMA ribadisce il suo impegno per lo stato di diritto e conclude con un chiaro appello: "Di fronte all'estrema destra e ai suoi tentativi di delegittimare il sistema, abbiamo bisogno di più democrazia. Più diritti. Più determinazione. Perché la democrazia non si eredita: si protegge".

La declassificazione dei fascicoli 23F apre un'opportunità per promuovere la verità e la trasparenza su uno degli episodi più gravi della storia recente dello Stato spagnolo. Per le associazioni che si occupano della memoria, questo passo dovrebbe anche segnare l'inizio di un processo più ampio per chiarire altri episodi in sospeso e accedere a documentazione che rimane ufficialmente segreta. Perché la memoria democratica non può dipendere da decisioni eccezionali, ma deve diventare una politica pubblica sostenibile.

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Fonte: AraInfo

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Articolo tratto interamente da 
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Photo credit Diario Región (Oviedo)Agencia EFE, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons


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