venerdì 16 novembre 2018

L'Europa dei muri


Articolo da ZNET Italy

Di Alternatives
14 novembre  2018

Il 9 novembre 1989, cadde il muro di Berlino, segnando ciò che molti speravano sarebbe stata una nuova era di cooperazione e di apertura attraverso i confini. Il presidente tedesco Horst Koehler che celebrò la sua scomparsa alcuni anni dopo, ha parlato di un “edificio della paura” sostituito da un “luogo di gioia”, aprendo la possibilità di una “governance collaborativa globale  a vantaggio di tutti”. 30 anni dopo, sembra che sia successo il contrario. Gli edifici della paura, sia reali che immaginari, sono stati costruiti ovunque alimentando un aumento della xenofobia e creando un mondo circondato da mura che è molto più pericoloso per i rifugiati che fuggono per cercare la sicurezza.

Questo rapporto del Transnational Institute  rivela che gli stati membri dell’Unione Europea e dell’area Schengen hanno costruito quasi 1000 km di muri, l’equivalente di oltre sei volte la lunghezza totale dei muri di Berlino, dagli anni ’90 per impedire agli sfollati di emigrare verso l’Europa. Questi muri fisici sono accompagnati da “muri marittimi” ancora più lunghi, operazioni navali che pattugliano il Mediterraneo, così come “muri virtuali”, sistemi di controllo alle frontiere che cercano di impedire alle persone di entrare o addirittura di viaggiare in Europa e di controllare il movimento della popolazione. L’Europa si è trasformata in una fortezza escludendo le persone che stanno fuori, e intanto ha anche aumentato il suo uso della sorveglianza e delle tecnologie militarizzate che hanno implicazioni per i suoi cittadini all’interno delle mura.

Il rapporto cerca di studiare e analizzare lo scopo della fortificazione dell’Europa e le idee e le narrazioni su cui è costruita. Questo rapporto esamina i muri di paura alimentati da partiti xenofobi che sono cresciuti in popolarità e che esercitano un’indebita influenza sulla politica europea. Esamina inoltre come la risposta europea sia stata modellata nel contesto del dopo 11 settembre,  da un paradigma di sicurezza ampliato, basato sulla cartolarizzazione delle questioni sociali. Ciò ha trasformato le politiche europee da un’agenda più sociale a una incentrata sulla sicurezza, in cui le migrazioni e i movimenti delle persone sono considerati minacce alla sicurezza dello stato. Di conseguenza, vengono avvicinati con i tradizionali strumenti della sicurezza: militarismo, controllo e sorveglianza.

La risposta dell’Europa purtroppo non è isolata. Gli stati di tutto il mondo stanno rispondendo ai più grandi problemi di sicurezza globale per mezzo di muri, la militarizzazione e l’isolamento dagli altri stati e dal resto del mondo. Ciò ha creato un mondo sempre più ostile per le persone in fuga dalla guerra e dalla persecuzione politica.

Le fondamenta della “Fortezza Europa” risalgono al Trattato di Schengen del 1985, che, mentre stabiliva la libertà di movimento all’interno dei confini dell’UE, richiedeva maggior controllo dei suoi confini esterni. Questo modello ha stabilito l’idea di un “dentro” sicuro e di un “fuori” insicuro.
Successive strategie europee per la sicurezza, dopo i 2003, basate sul modello di “Sicurezza Nazionale”, hanno trasformato il confine in un elemento che collega la sicurezza locale e la sicurezza globale. Di conseguenza, la PESC – Politica estera e di sicurezza comune dell’Unione Europea (PESC) è diventata sempre più militarizzata e la migrazione è stata sempre più considerata una minaccia.


La Fortezza Europa è stata ulteriormente estesa con una politica di esternalizzazione della gestione del confine, a paesi terzi per promuovere il controllo al confine e accettare i migranti espulsi. Il confine è stato, quindi trasformato in un concetto geografico più ampio.

Frontex: le guardie di confine dei muri

La Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) svolge un ruolo importante in tutto questo processo di espansione della fortezza e agisce e stabilisce il coordinamento con i paesi terzi tramite i punti di coordinamento dell’operazione congiunta. I suoi budget sono saliti alle stelle in questo periodo, passando da 6,2 milioni nel 2005 a 302 milioni nel 2017. Un’analisi dei dati del bilancio di Frontex mostra un crescente coinvolgimento nelle operazioni di espulsione, i cui bilanci sono passati da 80.000 euro nel 2005 a 53 milioni di euro nel 2017. Le deportazioni dell’Agenzia europea per la frontiera e la guardia costiera (Frontex) spesso violano i diritti delle persone che chiedono asilo. Attraverso gli accordi di Frontex con paesi terzi, i richiedenti asilo finiscono in stati che violano i diritti umani, hanno democrazie deboli o hanno un punteggio negativo in termini di sviluppo umano (HDI).

Muri di paura e l’influenza dell’estrema destra


L’estrema destra ha manipolato l’opinione pubblica per creare la paura irrazionale dei rifugiati. Questa xenofobia innalza muri mentali nelle persone che poi chiedono muri fisici. I dati analizzati mostrano un aumento preoccupante nelle opinioni razziste in anni recenti, cosa che ha incrementato la percentuale di voti a favore dei partiti europei con un’ideologia xenofoba e che ha facilitato la loro crescente influenza politica. In 28 stati membri dell’Unione Europea, ci sono 39 partiti classificati come populisti di estrema destra che a un certo punto della loro storia hanno avuto almeno un seggio in parlamento (nel Parlamento nazionale o nel Parlamento Europeo. Al completamento di questo rapporto (luglio 2018), 10 stati membri (Germania, Austria, Danimarca, Finlandia , Francia, Paesi Bassi, Ungheria, Italia, Polonia e Svezia) hanno partiti xenofobi con una forte presenza che hanno ottenuto più di mezzo milione di voti nelle elezioni fin dal 2010. Con l’eccezione della Finlandia, questi partiti hanno aumentato la loro rappresentanza. In alcuni casi, come quelli in Germania, Italia, Polonia e Svezia c’è stato un aumento allarmante come Alternativa per la Germania (AfD) che ha ottenuto 94 seggi nelle elezioni del 2017 (un partito che non aveva avuto una rappresentanza parlamentare nelle elezioni del 2013), il Partito Legge e Giustizia PiS) in Polonia che ha ottenuto 235 seggi dopo le elezioni del 2015 (un aumento del 49%), e la forte crescita della Lega Nord (LN) in Italia che è andata dai 18 seggi nel 2013 ai 124 seggi nel 2018.

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Fonte: ZNET Italy


Autore: 
European Alternatives - traduzione di Maria Chiara Starace

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Articolo tratto interamente da ZNET Italy



4 commenti:

  1. I muri più pericolosi sono quelli del cuore. Ahimè, sempre più diffusi..

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  2. Mi sembra giusto ripartire dal muro di Berlino, dopo la caduta del quale sono successe, più o meno velocemente cose prima impensabili, con i "vincitori"a riportare indietro le lancette della Storia. Sotto le macerie di quel muro, che è stato giusto abbattere (sia ben chiaro, di là da esso non c'era nulla di così straordinario, come si sognava) siamo finiti noi, tra guerre, crisi economiche, razzismo, fascismi, e via discorrendo ...

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