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lunedì 19 gennaio 2026

Sognando ad occhi aperti di Arturo Graf




Sognando ad occhi aperti


Per i colli deserti,
Ove l’ombra è più nera,
Vago da mane a sera,
Sognando ad occhi aperti.

E sognando rivedo
La cara età dell’oro....
Tu dicevi: T’adoro!
Io dicevo: Lo credo!

Ero a quel tempo antico
Un buon credente. Adesso
Credo appena a me stesso,
Se pur qualcosa io dico.

Ma, consuetamente,
Per non andare errato,
Economizzo il fiato,
E non dico nïente. 

Rivedo i tuoi grand’occhi,
Che mi facean di netto
Balzare il cor nel petto
E piegare i ginocchi.

E rivedo la fronte,
La fronte alabastrina,
Beatamente china
Sullo specchio d’un fonte.

E i morbidi capelli,
Sciolti in balía del vento,
O intrecciati ad un lento
Serto di fior novelli.

E la purpurea bocca,
La bocca rugiadosa,
Simile a fresca rosa,
A rosa ancor non tocca.

Ah, la bocca spergiura
Che baciandomi rise,
Che ridendo promise
L’amor ch’eterno dura!

La bocca, anime pie,
La bocca che mi disse,
E la man che mi scrisse,
Tante dolci bugie!

Arturo Graf


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