lunedì 15 aprile 2019

La febbre dell'oro: recensione del film


La febbre dell'oro (The Gold Rush) è un film muto diretto, interpretato e prodotto da Charlie Chaplin.

Trama 

Il vagabondo, ingenuo e tenero cercatore solitario, sfida le avversità del rigido freddo del nord e incontra il rude mondo dei cercatori d'oro, animato dalla febbre di rivalsa che lo accomuna nell'impresa agli avventurieri, ai derelitti, ai fuggiaschi, alle donne che popolano questo universo selvaggio. Il vagabondo combatte contro il vento per la sua salvezza, che lo spinge a cercare riparo nella capanna solitaria dove anche Black Larsen, in fuga dalla legge, si è stabilito. Questi lo accoglie male e vorrebbe ricacciarlo, se non fosse per l'intervento di soccorso di Giacomone: mentre un'enorme pepita d'oro gli stava rivelando la posizione di un giacimento e non riuscendo a stabilirne la proprietà, viene anch'egli travolto dal vento e sballottato fin dentro la baracca. Una lotta tra i due energumeni sancisce la supremazia di Giacomone sui compagni.

La fame, gli stenti, il vento che non accenna a placarsi convincono i tre a tentare un'uscita forzata in cerca di viveri. Tocca in sorte a Black Larsen di avventurarsi tra i ghiacci per dirigersi verso il villaggio minerario. Egli però si imbatte negli uomini della legge sulle sue tracce, li elimina e si impossessa dei loro viveri.

Intanto, nella baracca, si banchetta con una scarpa dell'omino, ma poco dopo i morsi terribili della fame travolgono la ragione di Giacomone che crede che il suo compagno si sia trasformato in pollo. Il vagabondo è terrorizzato dalla prospettiva di finire in padella, ma la visita inaspettata di un orso e la sua cattura interrompono il digiuno e la convivenza forzata, dato che ora ognuno riguadagnerà la propria strada in cerca di fortuna.

Giacomone scopre che Larsen ha trovato il suo giacimento e sta cercando di impossessarsene. Ne nasce una breve lotta, dove Giacomone riceve una botta da Larsen e cade a terra frastornato. In seguito, lo stesso Larsen precipita in un burrone per il distacco di uno spuntone di montagna e muore. Intanto il vagabondo giunge al villaggio minerario dove c'è un tabarin, luogo di ritrovo locale dove si balla, si beve e si canta. Qui conosce e si invaghisce di Georgia, una delle soubrette. Disavventure e disillusioni amorose con Georgia, che si beffa di lui per ingelosire il prepotente Jack, affliggono intanto il vagabondo. Dopo qualche giro di valzer con Georgia, il vagabondo finisce per capitombolare a terra trascinato da un cane. Alla fine del ballo Giorgia gli dà un fiore, per far ingelosire Jack che guarda. Quando Jack tenta di inseguirla l'omino si frappone, iniziando una lite: Jack, che è molto più alto e robusto di lui, gli chiude la vista infilandogli il berretto sugli occhi, allora l'omino lancia un colpo alla cieca che prende un pilastro di legno; nel frattempo dal ballatoio del piano di sopra si stacca un orologio che colpisce in testa Jack, che cade svenuto. Quando l'omino si risistema e vede l'avversario in terra pensa che sia stato per causa sua, e, sorpreso dalle proprie capacità insospettate, se ne va orgoglioso dal locale.

Nel villaggio il vagabondo si finge svenuto per ricevere assistenza nella capanna dell'ingegnere minerario Curtis, ben dotata di cibo. Quando Curtis parte con un socio per una lunga spedizione l'omino viene incaricato di badare alla capanna in sua assenza. Un giorno Giorgia e le sue amiche stanno giocando nella neve quando si ritrovano attorno alla capanna di Curtis. Qui incontra di nuovo il vagabondo, che al colmo di gioia le invita a accomodarsi. Sotto il cuscino del suo letto essa trova conservato il suo fiore e una foto strappata che lei aveva gettato durante una lite con Jack. Allora con le sue amiche decidono di gabbarsi di lui, vezzeggiandolo in modo civettuolo. Un fiammifero caduto sulla scarpa di tela dell'omino genera un piccolo incendio che rompe l'idillio del gioco, e, risolto l'incidente, le ragazze se ne vanno con la promessa di tornare a cena per l'ultimo dell'anno, ridendo tra di loro. L'omino però è al colmo di gioia e si mette a fare le capriole nella stanza della casetta, festeggiando tra una cascata di piume da un cuscino rotto. Giorgia però si è dimenticata i guanti e tornando lo vede euforico e poi imbarazzato, rimanendo colpita dagli effetti del suo scherzo.

Intanto l'omino nei giorni seguenti si guadagna qualche soldo spalando la neve, buttandola davanti alle case vicine per poi farsi pagare anche dai vicini, fino a quando non accumula la neve per sbaglio davanti alla prigione.

La notte di capodanno c'è una grande festa al Tabarin. In casa sua però l'omino attende le ospiti preparando una cena e una tavola imbandita a meraviglia. Naturalmente non viene nessuno e lui si addormenta sognando l'arrivo delle ragazze, per le quali fa la famosissima danza con le forchette e i panini. Si sveglia molto più tardi, quando la festa al locale ancora prosegue. Mentre lui si avvicina a spiare gli altri dalla finestra, Giorgia si ricorda improvvisamente di lui e con le amiche e Jack decide di andare a trovarlo per ridere un po' alle sue spalle. Mandano avanti Giorgia, con l'intenzione di arrivare poi tutti insieme e spaventarlo. Ma quando Giorgia entra e vede la tavola imbandita viene presa dal rimorso, acuito dalla volgarità di Jack che cerca di baciarla controvoglia.

Anche Giacomone è giunto al villaggio. Pur in stato di amnesia, e avendo perso la memoria, si ricorda del vagabondo e del fatto che era stato con lui nella baracca. Lo coinvolge allora nella ricerca del rifugio che li aveva ospitati in precedenza, vicino a dove si trova il suo giacimento d'oro. Resta appena il tempo di salutare Giorgia, che nel frattempo gli aveva lasciato scritto un biglietto, dicendole che non deve domandare scusa e che sarebbe tornato da lei.

La coppia si mette allora in marcia verso la vecchia capanna, dove arrivano in nottata. Preparandosi con un mappa per trovare la miniera il giorno successivo vanno a letto, ma nella notte una bufera di neve sposta la loro capanna, portandola in bilico sull'orlo di un precipizio. All'alba il vagabondo si sveglia, inconsapevole di quello che è successo la notte e camminando avanti e indietro la baracca inizia a inclinarsi: prima sembra un nonnulla, anche per gli effetti del liquore bevuto la notte prima, poi sempre più forte finché non si sveglia anche Giacomone, che sospetta subito un problema più grave, mentre l'omino continua ad attribuire il rumore del pavimento ai borbottii della sua pancia vuota. Si accorgono dell'accaduto quando è ormai troppo tardi e restano attaccati in bilico solo grazie a una corda miracolosamente agganciata ad alcune rocce. Riusciranno a scappare appena in tempo prima che tutto precipiti nel burrone.

La sorte però si mostra finalmente benigna con i due cercatori rivelando loro proprio la miniera agognata.

Il vagabondo e Giacomone, ormai diventati milionari, si imbarcano sul piroscafo che li riporterà in patria. Qui la stampa li intervista e fotografa, chiedendo al vagabondo di posare nei suoi abiti da cercatore per far apparire la storia più vera sui giornali. Giorgia è anche lei sul piroscafo senza sapere della presenza del vagabondo, ne tantomeno che sia diventato milionario, e sente parlare da un ufficiale di un clandestino. Quando il vagabondo inciampa e precipita coi suoi vecchi abiti vicino a lei, essa lo protegge dai marinai credendolo il clandestino e si offre di pagare il suo biglietto: ma lui non è più un vagabondo, ed invita Giorgia a cena avvisando il cameriere e i giornalisti, e facendo presagire un lieto fine.

Curiosità sul film

Il film fu la prima delle sue pellicole mute che Chaplin rivisitò per adeguarla al nuovo pubblico del sonoro aggiungendovi, per la riedizione del 1942, una traccia orchestrale e sostituendo gli intertitoli con un commento sonoro con la propria voce, tagliando le didascalie ed il finale della versione precedente.

La mia opinione

Un capolavoro immortale!

Voto: 10

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6 commenti:

  1. Caro Vincenzo, la storia del cinema, inizio proprio con lui.
    Un capolavoro che rivoluzionò tutto, il seguito ora lo sappiamo.
    Ciao e buona settimana santa con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  2. Bella recensione.
    Sereno pomeriggio.

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  3. Un bellissimo film ed una interpretazione grandiosa. Buna serata Gus

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