martedì 12 maggio 2020

La riscoperta della radio durante la pandemia



Articolo da Vulcano Statale

«Ho sempre trovato qualcosa alla radio. Proprio come i treni e le campane, era parte della colonna sonora della mia vita».

Questa frase potrebbe rappresentare la vita di molti di noi, non solo quella del grande Bob Dylan. Compagna fedele della quotidianità, la radio in Italia ha avuto la sua diffusione massiccia nel dopoguerra quando, grazie al drastico abbassamento del prezzo dell’apparecchio, è entrata nelle case di moltissimi italiani, reagendo bene anche all’avvento della televisione che avrebbe potuto segnarne il declino irreversibile. Ma grazie alla specializzazione dei programmi, alla varietà del palinsesto e al suo radicamento popolare, ha continuato ad essere presente nelle giornate di gran parte della popolazione, con la nascita prima delle radio libere e poi, negli anni Novanta, di quelle private.

Negli ultimi anni è stata ascoltata soprattutto tramite autoradio in macchina durante i viaggi di piacere e lavorativi. Gli ascolti avrebbero perciò potuto registrare un drastico calo a causa del lockdown e della conseguente limitazione della libertà di spostamento. Eppure sembra ora particolarmente adatto il ritornello che Freddie Mercury cantava nel 1984, nella canzone Radio Ga Ga:

All we hear is radio ga ga

Radio blah blah

Radio what’s new?

Someone still loves you.


Nel periodo di quarantena, infatti, coloro che “ancora amano la radio” si sono dimostrati fedelissimi a questo apparecchio.

Il – 17% degli ascoltatori totali persi in questi mesi è infatti stato compensato dall’aumento del tempo medio di ascolto cresciuto dell’11%, con tra l’altro un 2,4% di nuovi utenti. Ovviamente con la nuova quotidianità sono cambiate le modalità di fruizione: all’autoradio si sono sostituiti una serie di altri device come radio fm/dab, smartphone, tablet o pc.

Dalla ricerca curata dall’istituto GfK Italia L’ascolto della Radio ai tempi del Covid-19, commissionata da TER — Tavolo Editori Radio —, emerge il fatto che in questo periodo la radio è diventata ancora più importante come fonte di compagnia e di svago, un “supporto” durante le lunghe giornate domestiche, un mezzo di comunicazione amico e sempre presente. Aumentano infatti anche le interazioni con i conduttori dei programmi: la possibilità di mandare messaggi, note vocali o email, è sempre stata attiva, ma ora sono molte di più le persone che partecipano ai dibatti o semplicemente aderiscono alle proposte di raccontare la propria giornata in quarantena. 

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Fonte: Vulcano Statale


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Articolo tratto interamente da 
Vulcano Statale


27 commenti:

  1. Io non ho mai abbandonato la radio:al mattino mi sveglia,alle 12,15 notizie locali,alla sera mi fa addormentare.Saluti

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  2. Immagino che la radio, sia stata una compagnia per tanti in questi lunghi mesi. Io sono stata un fans di Radio Montecarlo, da giovane l'ascoltavo sempre, c'erano dei bravi e simpatici conduttori. Ora non ascolto più la radio, nemmeno in macchina. Son cambiati i tempi e son cambiata io. Saluti. Buona giornata.

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  3. Caro Vincenzo, è vero ciò che dici, da me radio va tutto il giorno.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  4. È una gran compagnia. Io che viaggio tutti i giorni in auto per ragioni di lavoro non ne posso fare a meno. Un caro saluto a te.

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  5. Per me è insostituibile. A letto, due mesi d'immobilità assoluta, la radio, in quel periodo, è stata il mio mondo... Evviva la radio!

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  6. Mi fa piacere questa radio, facendo parte di una radio, ma anche da ascoltatore assiduo :)

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    1. Se vuoi, può far pubblicità alla radio citata.

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    2. ah Radio Bruno :).
      Ma ascolto molto anche Radio Gamma (che è una "vecchia" radio locale, oggi entrata nel circuito di Radio Bruno)

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  7. Ho da sempre il "vizio" della radio.

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  8. Vero, la radio offre compagnia.
    Ciao Vincenzo.

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  9. Anch'io ascolto la radio solo in auto. Non ho mai posseduto uno stereo. Mia madre ne aveva uno.

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  10. Sai che io accendo la radio appena mi sveglio e la spengo verso le 21.30. Generalmente Rai radio uno o Rai radio tre. La radio permette di informarti, di istruirti, di svagarti, mentre svolgi tutto ciò che devi svolgere. Buona notte.
    sinforosa

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  11. Ciao, in effetti mi succede questo, tra il trasloco e il covid, ho ancora la casa un po' sottosopra, e se per sbaglio accendo la TV, rimango quasi incollato al video per ore… invece se accendo la radio (ISO radio o VIRGIN), mi muovo fra scatoloni, quadri, libri (quanti libri !!!!) e riesco a sistemare qualcosa. La radio è una compagnia, la TV una catena. Ciao !

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  12. È curioso io che ascolto molto volentieri la radio durante questa pandemia l'ho invece trascurata per un maggior interesse verso la rete e la tv in relazione alle notizie dette e non dette su questa pandemia. La musica invece non mi ha abbandonato e mi è venuta in aiuto attraverso i miei CD i miei mp3 e YouTube. Forse finita questa emergenza tornerò a riascoltare la radio con più voglia e serenità

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  13. Io la ascoltavo parecchio quando facevo un lavoro che mi obbligava a stare tantissimo in macchina.
    Da settembre avevo quasi smesso perché andavo al lavoro a piedi: ora che sono a casa effettivamente ho ripreso l'abitudine

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