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Gli scontri di Soweto (o rivolta di Soweto) furono una serie di scontri che avvennero nella township (baraccopoli) di Soweto (sobborgo di Johannesburg, Sudafrica) nel giugno del 1976.[1]
Gli scontri coinvolsero studenti neri che protestavano contro la politica segregazionista del National Party, il partito degli afrikaner nazionalisti che a quell'epoca era al governo del paese. La polizia soffocò le manifestazioni studentesche con la forza; diverse centinaia di persone furono uccise nell'arco di dieci giorni di contestazione. Questo evento, che colpì l'opinione pubblica mondiale, diede inizio a una catena di conseguenze che sfociarono, quindici anni dopo, nella caduta del regime dell'apartheid, grazie alle altre rivolte che ci furono in America ed altri paesi.
Dopo la repressione dell'African National Congress negli anni sessanta, la protesta nera contro l'apartheid tacque per diversi anni. Alla metà del decennio successivo, tuttavia, il successo di altre organizzazioni rivoluzionarie nei paesi vicini (quali la Frelimo) alimentò nuove speranze per i neri che intendevano rovesciare il governo afrikaner. L'ANC giunse a formare una propria ala armata (chiamata Umkhonto we Sizwe) e incitò la popolazione africana a "rendere il paese ingovernabile".
Il motivo specifico della protesta studentesca di Soweto fu un decreto governativo (l'Afrikaans Medium Decree) che imponeva a tutte le scuole per neri di utilizzare l'afrikaans come lingua paritetica all'inglese. Il 1º gennaio 1975 tutti i presidi delle scuole nere ricevettero ordine di usare l'afrikaans nelle lezioni di alcune materie; l'annuncio fu dato da J. G. Erasmus, Direttore Regionale dell'"Istruzione Bantu" ("bantu" era il termine usato dalle autorità sudafricane per riferirsi alla popolazione nera).
Questa misura era l'ultimo episodio di una lunga serie di imposizioni da parte degli afrikaner, e fu percepita come direttamente associata alla logica generale dell'apartheid; l'inglese era infatti di gran lunga più diffuso presso la popolazione nera, ed era stato scelto come lingua ufficiale da molti bantustan. Al contrario, come ebbe a dire Desmond Tutu, l'afrikaans era "la lingua degli oppressori".
Il Ministro per l'Istruzione Bantu, Punt Janson, ebbe a dire:[2]
Il decreto suscitò numerose proteste da parte del corpo docenti e degli studenti della maggior parte delle scuole per neri. Il 30 aprile 1976, i bambini della Orlando West Junior School (nel sobborgo di Orlando a Soweto) diedero inizio a uno sciopero, rifiutandosi di andare a scuola. Gli studenti di Soweto formarono un comitato d'azione, il Soweto Students' Representative Council, per organizzare la protesta, indicendo una manifestazione di massa per il 16 giugno.[3]
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