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martedì 9 giugno 2026

Il giardino della memoria di Ugo Betti




Il giardino della memoria

Là sono i giorni del passato, come

rami fiorenti, fronde

serene, margherite: e di mio padre

giovane, il viso.

Là siete, api turchine

del parato d’allora,

tavolo antico rigato di sole!

Perché m’è rivedervi

tanta festa e nel petto

spina che duole?

  Tra voi cammino, come            

per prati ove il silenzio,

fa sommesso il respiro;

quindi ristò, fra me ridente a miti

rammarichi; l’aroma ecco mi china

 d’una buon’erba.  

Così senza perché contento

vagavo il colle, là verso Chienti, attento

alla goccia, all’odore

della cedrina. Non sapevo in quel tempo

che ogni mio passo disegnasse aiuole.

Aprìco, vario quel giardino, a chi

Di meriggio vi torna.

Amato quel dolore

Come bell’ombra.

Ugo Betti


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