domenica 14 novembre 2021

Nuova scoperta a Pompei



Articolo da Il Fatto Storico

In un sobborgo dell’antica città romana di Pompei è stata scoperta una stanza perfettamente intatta, abitata da schiavi. È falso dire che sono stati scoperti tre letti e il timone di un carro intatti. È vero invece che gli archeologi hanno fatto un lavoro straordinario per ricostruirli con dei calchi di gesso partendo dalle cavità lasciate nella roccia vulcanica (cinerite). Un vaso da notte, anfore e una cassa in legno contenente oggetti in metallo e tessuto sono gli altri elementi che occupavano l’angusto alloggio della grande villa suburbana a Civita Giuliana, circa 700 metri a nord-ovest dalle mura di Pompei. In questa villa erano stati scoperti in precedenza una stalla con tre cavalli, un carro cerimoniale e i resti di due vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., forse un padrone e un suo schiavo.

Descrizione della stanza

Gli archeologi pensano che l’umile alloggio ospitasse una piccola famiglia che svolgeva il lavoro quotidiano nella villa. L’unica luce naturale nello spazio di 16 metri quadrati proveniva da una piccola finestra in alto, e non ci sono tracce di decorazioni murali. Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, ha affermato che la scoperta è stata “eccezionale”, soprattutto perché offre “una finestra nella realtà precaria di persone che appaiono raramente nelle fonti storiche, scritte quasi esclusivamente da uomini appartenenti all’élite”. Le tre brandine erano in corda e assi di legno e potevano essere assemblate a seconda dell’altezza di chi li usava. Mentre due hanno una lunghezza pari a 1,70 m circa, un letto misura appena 1,40 m per cui potrebbe essere di un ragazzo o di un bambino. La rete dei letti era formata da corde le cui impronte sono parzialmente leggibili nella cinerite e al di sopra delle quali furono messi coperte in tessuto, anch’esse conservate come cavità nel terreno e restituite attraverso il metodo dei calchi. Al di sotto delle brandine si trovavano pochi oggetti personali, tra cui anfore dove riporre oggetti personali, brocche di ceramica e il vaso da notte. La stanza serviva anche come ripostiglio, come dimostrano otto anfore stipate negli angoli lasciati appositamente liberi per tal scopo. Inoltre, appoggiato su uno dei letti, è stato trovato un timone di un carro. «Quello che colpisce è l’angustia e la precarietà di questo ambiente, una via di mezzo tra un dormitorio e un ripostiglio di appena 16 mq», ha detto Zuchtriegel. «È sicuramente una delle scoperte più emozionanti nella mia vita da archeologo, anche senza la presenza di grandi ‘tesori’: il tesoro vero è l’esperienza umana, in questo caso dei più deboli della società antica, di cui questo ambiente fornisce una testimonianza unica».

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Fonte: Il Fatto Storico

Autore: redazione Il Fatto Storico

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Articolo tratto interamente da
 Il Fatto Storico


4 commenti:

  1. Ho letto e visto di questo ritrovamento un poco ovunque.
    Insieme al carro è tre le più belle, ultime scoperte fatte a Pompei. Pregi archeologici non indifferenti, ne sono immensamente sorpresa e felice. Ciao Vincenzo.

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  2. Bella grande scoperta, molto interessante. Se ne parla quasi ovunque. Sono felice che ci siano ancora sorprese del genere in Italia

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