sabato 10 gennaio 2015

E' morto Francesco Rosi

Francesco Rosi Cannes

Si è spento all'età di 92 anni, il noto regista Francesco Rosi. Ripercorriamo la carriera, attraverso la sua biografia, pubblicata su Wikipedia.

Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Francesco Rosi (Napoli, 15 novembre 1922 – Roma, 10 gennaio 2015) è stato un regista e sceneggiatore italiano.

Durante la seconda guerra mondiale studiò Giurisprudenza per intraprendere poi una carriera come illustratore di libri per bambini; contemporaneamente iniziò a lavorare per Radio Napoli, dove intrecciò amicizia con Raffaele La Capria, Aldo Giuffré e Giuseppe Patroni Griffi, con i quali in seguito avrebbe collaborato spesso. L'attività teatrale lo portò anche a stringere amicizia con Giorgio Napolitano.
Nel 1946 iniziò la sua carriera nel mondo dello spettacolo come assistente di Ettore Giannini per l'allestimento teatrale di 'O voto di Salvatore Di Giacomo. Fu aiuto regista di Luchino Visconti per i film La terra trema (1948) e Senso (1953), e dopo varie sceneggiature (Bellissima, 1951, Processo alla città, 1952) girò alcune scene del film Camicie rosse (1952) di Goffredo Alessandrini. Nel 1956 co-diresse con Vittorio Gassman il film Kean - Genio e sregolatezza.
Solo nel 1958 poté dirigere il suo primo lungometraggio, La sfida, che ottenne consenso di critica e pubblico. L'anno successivo diresse Alberto Sordi in I magliari (1959), nel quale l'attore romano è un immigrato in Germania, che fa la spola tra Amburgo e Hannover e che si scontra con un boss napoletano per il controllo del mercato delle stoffe.
Inaugurò il florido filone dei film-inchiesta ripercorrendo, attraverso una serie di lunghi flashback, la vita di un malavitoso siciliano in Salvatore Giuliano (1962); l'anno successivo diresse Rod Steiger ne Le mani sulla città (1963), nel quale denunciava con coraggio le collusioni esistenti tra i diversi organi dello Stato e lo sfruttamento edilizio a Napoli. La pellicola fu premiata con il Leone d'Oro al Festival di Venezia. Questi due film sono generalmente considerati i capostipiti del cinema ad argomento politico, che che vide spesso, successivamente, la recitazione duttile e spontanea di Gian Maria Volontè.
Dopo Il momento della verità (1965), Rosi si concesse una migrazione in un film favolistico C'era una volta... (1967), con Sophia Loren e Omar Sharif, fresco del successo ottenuto dal film Il dottor Zivago (1966), anche se Rosi aveva inizialmente richiesto per la parte Marcello Mastroianni.
Negli anni settanta tornò ai temi di sempre rappresentando l'assurdità della guerra con Uomini contro (1970), e parlò della scottante morte di Enrico Mattei ne Il caso Mattei (1972); durante la preparazione del film ebbe contatti con Mauro De Mauro, giornalista siciliano assassinato in circostanze mai chiarite per motivi fra i quali si ipotizzano le indagini che andava svolgendo per incarico di Rosi appunto sulla morte del presidente dell'Eni.
In seguito girò Lucky Luciano (1973), tutti con Gian Maria Volontè. Riscosse un notevole successo Cadaveri eccellenti (1976, tratto dal romanzo Il contesto di Sciascia), con Lino Ventura. Realizzò poi la versione cinematografica di Cristo si è fermato a Eboli (1979), tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Levi, sempre con Volonté protagonista.

Continua la lettura su Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Questo articolo è pubblicato nei termini della
GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera. 

Photo credit Georges Biard [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

4 commenti:

  1. Un altro grande che se ne va!
    Buon fine settimana.
    Antonella

    RispondiElimina
  2. ...in paradiso sono più esigenti del solito in questo periodo :-(

    RispondiElimina
  3. sono addolorata e più sola sapendo che i migliori ci lasciano

    RispondiElimina

I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione.