mercoledì 28 luglio 2021

Green Pass: continua il dibattito



Articolo da InfoAut

Muoversi nella realtà attuale comporta confrontarsi con una complessità di contraddizioni trasversali che attraversano l'intero corpo sociale. Molto spesso queste fratture non si danno, per il momento, sulle direttrici che vorremmo, in particolar modo nelle società occidentali dove assumono tratti confusi, ondivaghi e difficili da interpretare.

C'è bisogno di mettere da parte certezze e interpretazioni eccessivamente statiche, per misurarsi con ciò che si muove, consapevoli che magari per lungo tempo la strada sarà stretta ed il sentiero tortuoso e che ci troveremo diverse volte a misurarci con fenomeni che ci fanno stare scomodi, ma che ci sfidano ad acuire lo sguardo e attrezzarci per il futuro.

Date queste premesse entriamo nel dibattito sui sommovimenti che si stanno dando sulla questione del Green Pass con alcuni appunti sparsi e provvisori:

1 La questione del Green Pass va oltre al tema "vaccino sì, vaccino no". Riguarda il modo in cui la nostra società e i suoi sistemi di potere stanno affrontando la crisi pandemica e la gestione della crisi sanitaria. Più in generale è un esempio delle soluzioni tecnocratiche che il capitale pone ai suoi stessi fallimenti (l'incapacità di ricostruire una narrazione unitaria degli interessi, il paradosso per cui l'individualismo piccolo borghese rischia di essere sui livelli più alti un blocco per il rilancio della valorizzazione, la devastante crisi della riproduzione sociale complessiva). E' evidente che il Green Pass era solo una delle opzioni possibili per affrontare questa fase della crisi, ed è stata scelta per due motivi: per tentare di evitare lockdown totali o parziali a causa delle varianti che interrompessero o rallentassero nuovamente la valorizzazione e per velocizzare la campagna vaccinale che è proceduta al rilento per diversi motivi (l'inefficacia della narrazione mainstream, la paura tutt'altro che infondata - come si è visto nel caso di AstraZeneca - rispetto alla scarsa sperimentazione e anche una certa dose innegabile di egoismo sociale sempre più diffuso). Dunque a livello europeo è stato deciso di imporre d'imperio il Green Pass come soluzione tecno-politica.

2 Il vaccino da solo non è la soluzione. Lo diciamo da mesi. Se è innegabile che la campagna vaccinale ha dato i suoi frutti in termini di calo delle morti e di ricoveri in terapia intensiva, è altrettanto vero che non è stata affatto la soluzione definitiva alla pandemia come era stata presentata all'inizio. Qui esistono due problemi di scala con cui si affronta il fenomeno. Il primo è su un livello macro: una campagna vaccinale totalmente efficace in grado di evitare la mutazioni del virus dovrebbe essere globale e molto rapida. Un'operazione del genere dovrebbe passare per un coordinamento generale delle singole governance e naturalmente da una almeno parziale redistribuzione globale d'emergenza delle risorse. E' evidente come una ipotesi del genere sia allo stato attuale impraticabile da parte capitalista. In secondo luogo su un piano più basso per ovviare a questo limite sarebbe stata necessaria una mobilitazione generale di risorse, capacità e prevenzione a livello territoriale al fine di evitare e contenere nuovi cluster che inficiassero la campagna vaccinale. E' dunque evidente che ancora una volta il capitale per evitare qualsiasi tipo di redistribuzione si è affidato ad un soluzionismo tecnoscientifico che ha dimostrato tutta la sua fallacia e che ha esasperato ulteriormente la situazione socio-economica. Dunque non c'è da stupirsi rispetto alla diffidenza che sempre più persone a livello più o meno esplicito nutrono nei confronti della capacità degli Stati di venire fuori dalla crisi.

3 La maggior parte di coloro che non si vaccinano non sono necessariamente negazionisti o No Vax. A prevalere sono soprattutto gli indecisi, coloro che rimandano la vaccinazione per paura, perché hanno altre priorità al momento, perché vogliono comprendere meglio cosa c'è in gioco, perché non sono in territori particolarmente colpiti fino ad oggi oppure perché sul proprio territorio sono scarsi i servizi. Negli Stati Uniti paradossalmente la campagna vaccinale ha incontrato le maggiori difficoltà proprio nei quartieri black dove il numero delle morti e dei contagi da Covid è stato maggiore. Molti studiosi hanno evidenziato la correlazione tra l'insurrezione di Black Lives Matter e la pandemia, eppure quelli sono stati i territori dove insisteva una maggiore diffidenza rispetto al vaccino. Varie possono essere le motivazioni che andrebbero analizzate e comprese, dall'assenza e dai ritardi nei servizi, alla diffidenza rispetto al sistema sanitario inefficace e magari razzista con cui si viene in contatto in certi territori, altri bisogni più urgenti, la tendenza al fatalismo ecc… ecc… Anche in Italia ci troviamo davanti ad una situazione simile: le regioni con il maggior numero di non vaccinati sono Calabria e Sicilia, a percezione se le stesse stime venissero fatte sulle città probabilmente si scoprirebbe che i quartieri popolari sarebbero quelli con il tasso di vaccinazione più basso. Senza parlare dei migranti, dei senza casa e di tutti coloro che sono esclusi o hanno un difficile accesso al sistema sanitario. E' evidente dunque che il Green Pass funzionerà anche da sistema di esclusione sociale per fasce della popolazione che già stanno vivendo le avversità della crisi.

Continua la lettura su InfoAut

Fonte: InfoAut


Autore: redazione InfoAut

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da InfoAut 


6 commenti:

  1. Più che altro io non capisco l'atteggiamento (concreto o solo "teorico") di certi gestori di attività, pronti a consentire l'accesso ai propri locali/negozi soltanto a chi è in possesso di green pass, senza battere ciglio.
    Proprio loro, discriminati e danneggiati da decreti improvvisati che hanno favorito chiese e attività turistiche a danno di tutte e altre, invece di unirsi alla popolazione, si fanno "belli" con un Governo che a Pasqua, mentre eravamo in zona rossa, ha consentito spostamenti purché all'estero, a danno quindi dell'economia locale italiana.

    RispondiElimina
  2. Io ho il greenpass in borsetta!

    RispondiElimina
  3. Green pass pure per il supermercato. Vedi come aumentano le vaccinazioni poi..

    RispondiElimina

I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione. Vi ricordo, prima di lasciare qualche commento, di leggere attentamente la privacy policy. Ricordatevi che lasciando un commento nel modulo, il vostro username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile, inoltre potrà portare al vostro profilo a seconda della impostazione che si è scelta.