Francesca ha denunciato l’economia del genocidio a Gaza, ha chiesto giustizia per un popolo sotto assedio e ha avuto la forza di chiamare le cose con il loro nome.
Il governo francese ha annunciato che chiederà formalmente la sua rimozione al Consiglio dei diritti umani dell'ONU il prossimo 23 febbraio, cercando di zittire una voce indipendente. Da mesi Francesca è colpita da sanzioni economiche che le impediscono persino di avere un conto corrente, un trattamento riservato solitamente ai criminali internazionali, non a funzionari ONU. Viene punita perché i suoi rapporti mettono a nudo le complicità di chi finanzia e arma il massacro in Palestina.
Punirla significa punire la legalità internazionale. In un tempo in cui le potenze cercano di abbattere ogni voce libera, noi scegliamo da che parte stare. E stiamo con Francesca. Perché la dignità umana non si sanziona e non si dimette. Si difende.
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Roba da non credere. I francesi stanno cadendo sempre più in basso.
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