Oggi vale la pena fermarsi un attimo. Non per fare grandi discorsi, ma per guardare in faccia una realtà che spesso fingiamo di non vedere. Il bullismo non nasce all’improvviso e non sparisce da solo. Si insinua nelle parole dette “per scherzo”, nei silenzi, nei gruppi online dove basta un commento per trasformare qualcuno in un bersaglio.
Eppure, dietro ogni storia c’è una persona vera. Un ragazzo che torna a casa con lo stomaco chiuso. Una ragazza che cancella una foto perché teme le reazioni. Un adolescente che si convince di essere lui il problema.
La verità è che nessuno dovrebbe sentirsi così.
Questa giornata serve proprio a ricordarcelo: che il bullismo e il cyberbullismo non sono “ragazzate”, ma ferite che restano. E che possiamo fare la differenza anche con gesti piccoli, quasi impercettibili. Un “ti va di parlarne?”, un “ti ho visto, e non va bene”, un adulto che finalmente ascolta invece di minimizzare.
Non risolve tutto, certo. Ma apre uno spiraglio. E a volte basta quello per far respirare di nuovo.
Oggi è il momento giusto per scegliere da che parte stare. Sempre.
Autore: Ary







Stasera ho visto lo spot dedicato. "Ci sono parole che restano... non scriverle, perciò". Ma il punto è che l'intento del cyberbullo è proprio che restino. Non è vero che non è consapevole: è consapevole con gioia. Uno spot così disimpegnato, ai tempi della Ducetta, è coerente.
RispondiEliminaCerto che restano, viviamo in una società intrisa di violenza.
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