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venerdì 13 febbraio 2026

13 febbraio 1983 - A Torino, l'incendio del Cinema Statuto provoca la morte di 64 spettatori, quasi tutti ragazzi




Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera

L'incendio del Cinema Statuto fu un incidente avvenuto a Torino la sera del 13 febbraio 1983,[1] che provocò la morte di 64 persone, principalmente per intossicazione da fumi.

A seguito dello scoppio di un incendio durante una proiezione, il pubblico tentò la fuga, ma trovò le uscite di sicurezza chiuse: molti spettatori non riuscirono così a scampare alle esalazioni tossiche.[2]

È considerata la più grande strage verificatasi a Torino dal secondo dopoguerra e rappresenta, a livello nazionale, un punto di svolta circa la revisione delle normative in materia di sicurezza nei locali pubblici.[3]

Antefatti

Il Cinema Statuto di Torino, che prendeva il nome dalla vicina piazza, era sito in via Cibrario 16-18, nel quartiere semicentrale di San Donato: la sala aveva una capienza massima di circa 1 200 posti. Pochi mesi prima dell'incendio, il locale era stato ristrutturato e aveva superato tutte le verifiche imposte dalle normative all'epoca in vigore in Italia,[3] come venne anche sottolineato a posteriori dal proprietario Raimondo Capella:

«La commissione di controllo mi aveva dato ragione. [...] Erano venuti in sette, circa un mese prima della tragedia. Sette ispettori con competenze specifiche diverse. Avevano guardato dappertutto. Non c'era una sola lampadina fulminata, niente fuori posto. Si erano complimentati. Nel rapporto non mi avevano fatto neanche una prescrizione.[2]»

La sera del giorno di domenica 13 febbraio 1983 era in proiezione il film La capra di Francis Veber;[1] il pubblico era composto da appena un centinaio di persone tra galleria e platea. Lo Statuto era infatti un cosiddetto cinema di "seconda visione" e la pellicola in questione, a Torino, era ormai giunta alla tredicesima settimana di programmazione. In quelle ore, peraltro, sul capoluogo piemontese si stava abbattendo una nevicata, che aveva contribuito ulteriormente alla bassa affluenza di pubblico.

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