Articolo da Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Secondo il Carrie bradshaw index dell’Economist, in quasi tutte le città europee un reddito medio non basta per sostenere un affitto. L’Italia fa eccezione solo in parte, mentre il divario tra affitti e salari cresce.
Trovare una casa in affitto senza compromettere il proprio reddito è diventato un problema strutturale in gran parte d’Europa, soprattutto per chi vive da solo. Lo mostra il Carrie bradshaw index europeo, elaborato da The Economist, che confronta il costo medio degli affitti con i salari medi nelle principali città del Continente.
Il risultato è netto: in tutti i centri analizzati, tranne otto, una persona con reddito medio fatica a permettersi un affitto sostenibile, definito come una spesa non superiore al 30% del reddito.Roma si colloca sotto il valore di sostenibilità, come Londra, Parigi e Madrid, mentre solo poche città – prevalentemente tedesche o del Nord Europa – restano sopra la linea di accessibilità.
In poche città l’affitto resta sostenibile
L’indice utilizza i canoni medi di affitto per bilocali, calcolati su dati Eurostat, e li confronta con i salari medi cittadini stimati dall’Economic research institute. Il rapporto tra salario disponibile e salario necessario genera il “Bradshaw score”: un valore inferiore a 1 indica una condizione di non accessibilità.
A Londra,
ad esempio, servirebbero 81.800 sterline annue per sostenere un affitto
medio senza sforare la soglia, ma il reddito medio si ferma a 55.530
sterline, con un indice pari a 0,68. Anche città come Dublino, Stoccolma
e Praga mostrano un peggioramento rapido, con affitti cresciuti molto
più velocemente dei salari.
Solo otto città europee superano la soglia di accessibilità. La più conveniente è Bonn,
con un Bradshaw score di 1,33, seguita da Berlino (1,01), Berna,
Bruxelles, Helsinki e Lione. Un dato che segnala come la sostenibilità
abitativa sia sempre più un’eccezione geografica e non la norma nelle
aree urbane europee.
L’Italia tra affitti in crescita e prezzi delle case in calo
Il confronto europeo assume contorni particolari se si guarda all’Italia. Secondo il report Housing in Europe 2025 di Eurostat, tra il 2010 e il 2024 i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 53% nell’Ue, ma non in Italia, che insieme a Cipro è l’unico Paese a registrare una riduzione complessiva dei prezzi di acquisto.
Diverso il quadro degli affitti: i canoni sono cresciuti anche nel nostro Paese,
in linea con la tendenza europea, che segna un aumento medio del 25%
nello stesso periodo. I dati Eurostat mostrano che l’andamento degli
affitti in Italia è stato più contenuto rispetto alla media europea. Tra
il 2015 e il 2024, l’indice dei canoni cresce meno rispetto al dato Ue.
Questo non significa però che l’affitto sia accessibile: il divario tra redditi e costo della casa resta ampio, soprattutto nelle grandi città, dove la pressione abitativa si concentra.
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Fonte: Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Autore: Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
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Articolo tratto interamente da Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS







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