"I veri diversi di sempre: sono i cercatori d’identità, propria e collettiva, e d’anima. Quelli che vedono il dolore, l’abuso; vedono la bontà o l’iniquità, dovunque siano, e sentono come dovere il parlarne. Questi diversi, che vorrebbero semplicemente dare il senso del segreto umano, e trovare, o indicare, il rapporto di dovere tra vita e vita, non dovrebbero, io penso, essere considerati scrittori moralistici o politici. Questi diversi, fragili e forti, che cercano lo spazio per loro in un paese che va vertiginosamente rimpicciolendo. Per quelli che videro il cielo e mai lo dimenticarono, che parlano al di sopra dell'emozione, dove l'anima è calma, che non credono, o credono poco ai partiti, alle classi, ai confini, alle barriere, alle armi, alle guerre, che nel denaro non hanno posto alcuna parte dell'anima e quindi sono incomparabili. Per i cercatori di silenzio, di spazio, di notte che è intorno al mondo, di luce che è intorno al cuore. Per quelli che attraversano questa vita lieti come fanciulli e vigili come madri. La libertà è un respiro."







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