La notizia della cassiera licenziata dal Pam per un flacone di detergente dimenticato sullo scontrino lascia l'amaro in bocca. Ma non è solo la cifra ridicola (2 euro e 90) a indignare, è la sproporzione totale tra l'errore e la sanzione.
Ciò che rende la vicenda ancora più pesante è che non è la prima volta che sentiamo storie simili legate a questa insegna. Negli anni abbiamo già visto licenziamenti per un panino, per un po' di merce scaduta o per distrazioni minime.
Sembra quasi che si cerchi il pretesto legale, la minima sbavatura, per liberarsi di dipendenti "storici" a pochi passi dalla pensione, pratica frequente anche in tante altre aziende.
È accettabile che una distrazione dopo decenni di turni e sacrifici diventi una "giusta causa" per distruggere la vita di una lavoratrice?







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