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sabato 26 settembre 2026

40 anni di Dylan Dog





Sono passati quarant’anni da quando nelle edicole uscì, il 26 settembre del 1986, il primo numero di una delle serie più fortunate della casa editrice Bonelli, ma anche di tutto il fumetto: Dylan Dog.
Il titolo della prima avventura era “L’alba dei morti viventi”, un riferimento neanche troppo velato al cinema zombie di di George Romero – omaggiato anche esplicitamente nel corso della storia – e già dalla copertina lettori e lettrici potevano scoprire un tipo di eroe nuovo rispetto alla tradizione dell’editore milanese, fino a quel momento principalmente orientato all’avventura: volto dell’attore Rupert Everett, quasi elegante nella sua accoppiata di camicia rossa, giacca nera e jeans.

L’approfondimento di Vanloon sui 40 anni di Dylan Dog

Il personaggio, creato da Tiziano Sclavi, è una presenza immancabile nelle edicole e nelle bancarelle dei fumetti usati, ma da diversi anni ormai lo possiamo trovare anche in libreria, con storie classiche pubblicate in grande formato: un successo, quello della testata, quindi sostanzialmente stabile, ma che ha conosciuto alti e bassi, non soltanto per la generale crisi dell’editoria e del fumetto seriale classico.

Per indagare i quarant’anni di storia di questo personaggio e per capire quanto il suo rapporto con il pubblico sia cambiato negli anni, la redazione di Vanloon ha realizzato un approfondimento chiacchierando anche con Alberto Sebastiani, docente universitario e collaboratore di “La Repubblica”, una delle voci più autorevoli in città quando si parla di fiction, letteratura e fumetto.


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Intervento audio su Radio Città Fujiko  

Fonte: Radio Città Fujiko 

Autore: 
Redazione Culturale

Licenza: This work is licensed under Creative Commons Attribution 4.0 International

Articolo tratto interamente da Radio Città Fujiko

Photo credit Nicholas Gemini, CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons


2 commenti:

  1. Storie a fumetti avvincenti. Dylan Dog è un ottima compagnia per chi viaggia in treno ,in aereo oppure per chi sta semplicemente nella poltrona di casa.

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