Zhou guadagnava 25.000 yuan al mese. L’azienda gli ha chiesto di accettare un demansionamento con un taglio del 40% dello stipendio, perché “l’AI fa il tuo lavoro”. Lui ha detto no. Loro lo hanno licenziato. Fine della storia.
Il tribunale ha chiarito le cose:
l’AI non è un “cambiamento oggettivo delle circostanze”;
il rischio d’impresa non può essere scaricato sui lavoratori;
l’automazione non è una scusa per calpestare i diritti.
Risultato: 260.000 yuan di risarcimento. E una frase da ricordare: non è l’AI che licenzia, sono i manager.
Il problema non è l’AI. Il problema è un capitalismo che usa l’AI come scudo per fare quello che voleva: tagliare, comprimere, spremere e ricattare
La sentenza di Hangzhou non parla di robot: parla di potere. Di chi lo usa senza scrupoli, se non lo fermiamo, questo sistema userà qualsiasi cosa, anche l’AI per tagliare il lavoro e chi lo fa. La dignità non si può automatizzare, lo sfruttamento, purtroppo, sì.
Autore: Lupo rosso
Immagine generata con intelligenza artificiale







Nessun commento:
Posta un commento
I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione. Vi ricordo, prima di lasciare qualche commento, di leggere attentamente la privacy policy. Ricordatevi che lasciando un commento nel modulo, il vostro username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile, inoltre potrà portare al vostro profilo a seconda della impostazione che si è scelta.