Quello che è successo al Concerto del Primo Maggio con Delia che modifica le parole di Bella ciao è l’ennesima dimostrazione di quanto, in questo Paese, la memoria antifascista venga trattata come un optional.
Bella ciao non è una canzone qualsiasi: è un inno di resistenza cantato in tutto il mondo, da Santiago a Berlino, da Istanbul a Buenos Aires, sempre con le sue parole, senza edulcorazioni, senza timori, senza “aggiustamenti” per non disturbare nessuno.
Cambiarla non è un gesto neutro. È un modo per svuotarla del suo significato politico e storico. È un modo per trasformare un simbolo universale di lotta contro l’oppressione in un jingle innocuo, da palcoscenico.
E diciamolo chiaramente: Bella ciao divide solo chi si sente chiamato in causa dalla parola resistenza. Chi la considera “divisiva” sta ammettendo, più o meno consapevolmente, di non riconoscersi nei valori che rappresenta: libertà, dignità, giustizia sociale, antifascismo.
Il Primo Maggio è la festa delle lavoratrici e dei lavoratori, non il luogo dove annacquare la storia per non urtare la sensibilità di chi vorrebbe un Paese senza memoria. La Resistenza non si riscrive. Le sue parole non si toccano.
Autore: Lupo rosso
Immagine generata con intelligenza artificiale







Nessun commento:
Posta un commento
I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione. Vi ricordo, prima di lasciare qualche commento, di leggere attentamente la privacy policy. Ricordatevi che lasciando un commento nel modulo, il vostro username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile, inoltre potrà portare al vostro profilo a seconda della impostazione che si è scelta.