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domenica 3 maggio 2026

Omettere non è neutrale: la memoria antifascista merita rispetto


Quello che è successo al Concerto del Primo Maggio con Delia che modifica le parole di Bella ciao è l’ennesima dimostrazione di quanto, in questo Paese, la memoria antifascista venga trattata come un optional.

Bella ciao non è una canzone qualsiasi: è un inno di resistenza cantato in tutto il mondo, da Santiago a Berlino, da Istanbul a Buenos Aires, sempre con le sue parole, senza edulcorazioni, senza timori, senza “aggiustamenti” per non disturbare nessuno.

Cambiarla non è un gesto neutro. È un modo per svuotarla del suo significato politico e storico. È un modo per trasformare un simbolo universale di lotta contro l’oppressione in un jingle innocuo, da palcoscenico.

E diciamolo chiaramente: Bella ciao divide solo chi si sente chiamato in causa dalla parola resistenza. Chi la considera “divisiva” sta ammettendo, più o meno consapevolmente, di non riconoscersi nei valori che rappresenta: libertà, dignità, giustizia sociale, antifascismo.

Il Primo Maggio è la festa delle lavoratrici e dei lavoratori, non il luogo dove annacquare la storia per non urtare la sensibilità di chi vorrebbe un Paese senza memoria. La Resistenza non si riscrive. Le sue parole non si toccano.

Autore: Lupo rosso

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

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Immagine generata con intelligenza artificiale


4 commenti:

  1. Delia anzitutto ha ricordato che per abbattere il fascismo (quello del 1922/1945) sono morti tutti gli italiani e non solo quelli che dopo si sono dichiarati di sinistra, inoltre ha espanso a tutto il mondo il concetto di lotta per la libertà, perché il fascismo non esiste più ma le dittature continuano a esistere. Ma poi dov'è lo scandalo, dire essere umano è inclusivo per tutti e se volete la parola partigiano si deve dedurre che partigiano non è inclusivo e non è un essere umano.
    Claudia

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    1. Lei poteva fare una sua canzone benissimo ed esprimere le proprie sensazioni.

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  2. In effetti questa Delia ha fatto una cavolata pazzesca. Io non l'ho sentita, ma ho letto un po' dappertutto di questa sua sostituzione del partigiano con un più generico "essere umano" e lo sdegno è unanime. Pare che, invece, lei non faccia una piega, non rendendosi conto dello scempio causato al testo della canzone.
    Anni fa avevo portato i miei alunni a suonare e a cantare in una casa di riposo per anziani. Nel nostro repertorio, composto di brani che potessero ricordare agli anziani la loro gioventù ( e molti avevano vissuto la guerra) c'era anche Bella Ciao, ovviamente senza ritocchi. Il giorno dopo ero stata letteralmente aggredita da una collega, che mi aveva accusata di insegnare ai ragazzi "canzoni comuniste". Insomma...la gente ha sempre avuto idee poco chiare sulla canzone. E pensare che la parola "partigiano" non è sicuramente sconosciuta. Comunque io ho sempre insegnato la canzone presentandola come un canto storico della Resistenza e non mi sono mai curata di quel che poteva pensare la gente.

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    1. Bella ciao è un brano simbolo della resistenza, non è comunista, ma antifascista, quindi abbraccia diverse posizioni politiche.

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