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giovedì 16 gennaio 2014

Liguria in time-lapse


Little Liguria from Filippo Rivetti on Vimeo.


Photo e video credit caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons

L'egoismo


"L'egoismo ispira un tale orrore che abbiano inventato le buone maniere per nasconderlo, ma traspare attraverso tutti i veli e si tradisce in ogni occasione."
 
Arthur Schopenhauer
 
 

Milano: aggredito un sindacalista del Si Cobas

Bologna. Manifestazione facchini Si Cobas

(Immagine di una manifestazione non attinente alla cronaca)

Articolo da Il FattoQuotidiano.it

Tutto è iniziato da uno specchietto rotto. Un paio di giorni fa Fabio Zerbini, coordinatore del Si Cobas, sindacato di base che organizza le lotte nel settore della logistica, ha trovato lo specchietto laterale della sua auto rotto. Sul parabrezza, un biglietto di scuse con un numero di cellulare da chiamare, per concordare il risarcimento del danno. Fabio chiama, e il suo interlocutore gli dà un appuntamento per ieri pomeriggio in zona Affori, a sud di Milano. Giunto sul posto, però, Fabio non trova l’onesto cittadino che si sarebbe aspettato, ma due energumeni che, appena sceso dalla macchina, lo investono con una scarica di botte. Il pestaggio dura giusto qualche minuto: il tempo di spaccargli l’arcata sopraccigliare, il labbro e provocargli altre contusioni. «Se i lavoratori continuano a scioperare e a rompere i coglioni, tu fai una brutta fine», gli dice uno dei due, prima di lasciarlo a terra.

In ospedale, Zerbini viene curato e congedato con una prognosi di quindici giorni. Un episodio inquietante, che segna un salto di qualità nella scia di intimidazioni subite dal Si Cobas e dai suoi iscritti. «Hanno alzato il tiro», racconta Fulvio Di Giorgio, altro coordinatore della sigla di base; «Eravamo abituati alle gomme squarciate e alle auto incendiate, ma ancora non erano arrivati a un pestaggio vero e proprio». Negli ultimi anni, infatti, i delegati sindacali impegnati nel settore logistico hanno subito attacchi in stile mafioso. «Ho trovato le gomme della mia automobile tagliate almeno tre volte. Venivano sotto casa mia e mi lasciavano questo bel biglietto da visita, che mi è costato ogni volta 550 euro», sorride Di Giorgio, amaro.

Difficile capire da dove arrivino le minacce. Ogni coordinatore segue più vertenze allo stesso tempo, tutte “calde” e con grossi interessi in gioco. Zerbini, ad esempio, stava organizzando diversi lavoratori su più fronti; a metà dicembre, in particolare, lo sciopero di ottanta facchini nel magazzino Kuehne-Nagel (operatore leader del settore logistico) di Santa Cristina, in provincia di Pavia, aveva permesso ai lavoratori di ottenere il rispetto del contratto nazionale di categoria e il riconoscimento sindacale dei Cobas (oltre al ritiro di quattro licenziamenti politici). Stesso copione nei magazzini Carrefour di Assago, dove la cooperativa Serim è stata costretta a riconoscere il Si Cobas e a discutere la piattaforma rivendicativa dei facchini in agitazione (l’80% del totale).

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Fonte: Il Fatto Quotidiano

Autore:

Licenza: Licenza Creative Commons
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia License.

Articolo tratto interamente da Il Fatto Quotidiano


Photo credit Radio Città del Capo caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons


 

Immagine del giorno

Sunrise in the Naples Docks

Alba a Napoli in HDR

Photo credit Stuck in Customs caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons

mercoledì 15 gennaio 2014

Usa: una sentenza mette a rischio la neutralità della rete

Simbolo di neutralita della rete in italiano

Articolo da PuntoInformatico.it



Roma - Alla corte d'appello del District of Columbia, una mazzata cala sui principi della cosiddetta neutralità della Rete, regolamentati dalla statunitense Federal Communications Commission (FCC) nel testo noto come Open Internet Order. Una preziosa vittoria per i vertici di Verizon, tra i provider più agguerriti contro quelle regole che vieterebbero attività di discriminazione - se non addirittura di blocco - nell'accesso a piattaforme, servizi e applicazioni sul web.

È questo l'ultimo capitolo dello scontro sulla net neutrality, con gli alti rappresentanti di FCC accusati di un vero e proprio "abuso di potere" in seguito all'adozione del pacchetto di regole nel dicembre 2010. Verizon - insieme al carrier mobile MetroPCS - aveva denunciato la commissione di Julius Genachowski per aver imposto quelle che sono state definite restrizioni drammatiche alle attività di gestione della rete da parte dei fornitori di connettività. Volendo controllare "tutti gli aspetti dei servizi per l'accesso al broadband", lamentavano gli operatori, FCC avrebbe assorbito un potere ben al di là delle possibilità di regolamentazione garantite dal Congresso USA.

Alla base della decisione in appello, un vizio formale dell'Open Internet Order, un problema di classificazione che ha permesso a Verizon di vincere il suo round. Ancor prima di varare il pacchetto di regole sulla neutralità, FCC aveva identificato i vari ISP come servizi d'informazione piuttosto che operatori di telecomunicazione. Quest'ultima classificazione avrebbe certamente facilitato il compito della stessa FCC, perché sarebbe risultato più semplice imporre ai cosiddetti carrier le regole anti-blocco e anti-discriminazione nel traffico web.

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Fonte: PuntoInformatico.it


Autore: Mauro Vecchio

Licenza: Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da PuntoInformatico.it

Photo credit Camilo Sanchez (Opera propria) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Una frana isola Casette e Caglieglia (Massa)


Ieri mattina la provincia di Massa è stata interessata da una forte pioggia, causando una grossa frana sulla strada comunale che collega Massa ad alcuni paesi.
A causare la frana potrebbe essere stata un'infiltrazione d’acqua su una porzione di montagna, che ha fatto cedere le reti di contenimento.
I paesi di Casette e Caglieglia sono isolati, intanto si cercano soluzioni alternative per garantire almeno il passaggio pedonale.

In queste ore ha fatto il giro del web, un filmato in presa diretta, che ci mostra il momento in cui si è staccata la frana.



Video credit YouReporterNEWS caricato su YouReporter

La leggenda del pianista sull'oceano: recensione del film


La leggenda del pianista sull'oceano è un film del 1998 diretto da Giuseppe Tornatore.

Trama 
 
Danny Boodman, un macchinista di colore del transatlantico Virginian, trova un neonato abbandonato in una cassa di limoni nella prima classe della nave. Danny battezza il bambino con il proprio nome, Danny Boodman, aggiungendovi l'insegna presente sulla cassetta in cui lo ha trovato ("T.D. Lemon") pensando che il significato di T.D. fosse "Thanks Danny" e che quindi lui fosse destinato ad allevare il bambino, ed il secolo dell'anno in cui ha trovato il bambino (1º gennaio 1900) ("Novecento"): Danny Boodman T.D. Lemon Novecento sarà poi chiamato solamente con l'ultimo dei suoi appellativi. Danny decide di allevarlo in segreto, per impedire che possano portarglielo via.
Il bambino vive così i primissimi anni della sua infanzia nella sala macchine del piroscafo, salvo poi uscirne conoscendo e conquistandosi la simpatia dei restanti membri dell'equipaggio. In seguito alla morte accidentale del padre adottivo, dovuta ad un incidente causato dai grossi lavori nella sala macchine (una carrucola impazzita lo colpisce alle spalle), il fanciullo riesce a sottrarsi ai poliziotti che, dietro ordine del capitano Smith, dovevano prelevarlo e consegnarlo presso un orfanotrofio; scompare per giorni interi, ma infine, con somma sorpresa di tutti, si fa ritrovare una notte in prima classe mentre suona il pianoforte con eccezionale bravura.
Col passare degli anni diventa il pianista della nave, suonando per i passeggeri durante le serate e per conto proprio, in terza classe, con un altro pianoforte.
Molti anni dopo, senza essere nel frattempo mai sceso dal transatlantico, conosce Max Tooney, un trombettista con il quale suonerà per molti anni e stringerà una solida amicizia. La notizia della sua bravura come improvvisatore ed esecutore si diffonde, al punto da condurre da lui un altro pianista, il famoso Ferdinand "Jelly Roll" Morton, che lo sfiderà in un duello all'ultima nota. Nonostante l'apparente superiorità di questo nell'esecuzione di brani al pianoforte come "The Crave", risulta infine evidente l'abilità innata di Novecento, che si aggiudica la vittoria del duello eseguendo un exploit della famosa melodia eseguita a più mani "Enduring Movement". Jelly Roll Morton rimarrà chiuso nella sua stanza per tutta la durata del viaggio e scenderà al primo scalo.