"Chi è stato in un nuraghe, chi c'è stato davvero, dall'alto e dal basso riunendo nell'impressione l'immagine infinitamente grande e infinitamente piccola di quelle architetture secche, non potrà più dimenticare un senso di sgomento fisico e di tetra dignità che tocca il cuore. Siamo riportati alle origini, alla nascita degli umani accorgimenti, alla rivelazione di gesti che si ripetono, si provano, si associano per dar forma e luogo al lavoro e alla vita."
Alfonso Gatto







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