Nel primo trimestre del 2025, gli infortuni sul lavoro in Italia hanno mostrato un lieve calo nelle denunce complessive (-2,6%), attestandosi a circa 96.944 casi, e anche i decessi in occasione di lavoro sono diminuiti leggermente (-2,7%) rispetto allo stesso periodo del 2024. Tuttavia, questa apparente buona notizia si scontra con un dato allarmante: le morti sul lavoro sono aumentate complessivamente del 9,9%, raggiungendo 210 vittime, con un incremento particolarmente preoccupante dei decessi in itinere (+51,3%), cioè durante il tragitto da casa al lavoro.
Le regioni più colpite sono Lombardia, Campania, Veneto, Piemonte e Toscana, con alcune aree in "zona rossa" per rischio infortunistico come Basilicata, Trentino-Alto Adige e Umbria.
Settori come sanità, trasporto e commercio vedono un aumento degli infortuni, mentre manifatturiero e costruzioni registrano una diminuzione delle denunce.
Questi numeri evidenziano una realtà drammatica: nonostante un calo degli infortuni denunciati, la sicurezza sul lavoro resta una questione critica, con un aumento delle vittime che non può essere ignorato. Eppure, in un paese dove i diritti dei lavoratori sono messi in pericolo quotidianamente, molti hanno scelto di non partecipare ai referendum per difenderli. È una scelta che pesa come un macigno sulle spalle di chi ogni giorno rischia la vita per portare a casa uno stipendio. La sicurezza sul lavoro non è un optional, e il silenzio e l’astensione di molti lavoratori rischiano di trasformarsi in un tacito assenso a questa deriva.
È ora di smettere di voltarsi dall’altra parte: la vita dei lavoratori vale più di ogni calcolo politico o economico. Serve un impegno serio e condiviso per invertire questa tendenza e garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure per tutti. Chi non ha votato per difendere i propri diritti dovrebbe riflettere sul prezzo che si sta pagando, e che si continuerà a pagare, se non si cambia strada.
Autore: Spartaco
Immagine generata con intelligenza artificiale








Chi sta dietro una scrivania non pensa a chi sale sui ponteggi.
RispondiEliminaEppure che gran bisogno ha di queste persone.
Troppe vittime!
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