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sabato 5 aprile 2025

Il governo approva il Decreto legge sulla sicurezza



Articolo da Pressenza

La combriccola di prepotenti che sembra occupare Palazzo Chigi non ha più freni. Come scrive Domani, la premier Giorgia Meloni ha scelto di “evitare i tempi lunghi del Parlamento” [1]. Ha voluto “forzare la mano”: il disegno di legge 1236 (ex 1660), con norme più dure contro le proteste, nel pomeriggio è diventato un decreto legge.

Paolo Di Vetta su Contropiano commenta:

“Si superano con acrobazie i limiti posti dal Quirinale e dal dibattito interno alla maggioranza” [2].

Domani aggiunge: “Sulle richieste del presidente Mattarella di moderare le norme ritenute sproporzionate, la Lega ha preferito lo scontro”. La Lega, la destra estremista di governo, sa che le sue politiche repressive tengono vivo il suo consenso. Ha voluto tutto e subito.

E il decreto è arrivato.

Cosa contiene davvero il decreto? Ecco le norme più pericolose

Mattarella aveva giudicato alcune norme illegittime. Ma le sue richieste sono state ignorate. Solo qualche ritocco formale, per farlo tacere. Quasi tutte quelle norme restano.

Il noto Foglio della destra, elenca i “successi” della Lega:

  • si prevede l’obbligatorietà (e non solo facoltatività) della esecuzione della misura custodiale presso un istituto di custodia attenuata per le madri incinte o di prole inferiore a un anno” [3].
  • saranno vietate, pure, “le proteste contro opere pubbliche” e “le condotte di resistenza (anche passiva) all’interno delle carceri” [e dei CPR, N.d.R.].

Il Foglio scrive che i migranti – diversamente dalla proposta originaria – potranno avere una SIM con un documento (non serve più il permesso di soggiorno). Ma sul sito del governo si legge ancora: “Copia del titolo di soggiorno obbligatoria, pena chiusura dell’attività da 5 a 30 giorni”[4].

Rimangono, invece, le attenuanti generiche per chi resiste a un pubblico ufficiale. E, per ora, gli 007 dello Stato non potranno obbligare aziende e servizi pubblici a fornire dati privati.


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Fonte: Pressenza

Autore: Natale Salvo

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.

Articolo tratto interamente da Pressenza 


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