lunedì 1 giugno 2020

Continuano le mobilitazioni negli Stati Uniti

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Articolo da Radio Onda d’Urto

Lunedì 1 giugno 2020 – Fine settimana di mobilitazioni e rivolte negli Stati Uniti dopo l’uccisione del cittadino afroamericano George Floyd per mano di un agente bianco, Derek Chauvin, citato in tribunale per oggi, con l’accusa di omicidio di terzo grado: un’incriminazione ritenuta troppo leggera dalla famiglia, che ha chiesto anche un’autopsia indipendente. E’ notizia di oggi che le indagini saranno guidate da Keith Ellison, procuratore generale del Minnesota, afroamericano, già deputato democratico di area “sandersiana” alla Camera dei rappresentanti.

Imposto il coprifuoco nella capitale Washington DC e in altre 40 città. Guardia nazionale mobilitata in 20 stati. Proprio a Washington ancora scontri davanti alla Casa Bianca, con migliaia di persone che hanno violato il coprifuoco, circondando la residenza presidenziale, nonostante cariche, lacrimogeni e spray urticante della polizia affiancata da agenti della DEA. Il seminterrato della “Church of the Presidents” è stato dato alle fiamme. Altri incendi sono stati appiccati intorno al monumento. Sempre alla Casa Bianca venerdì scorso Trump era stato portato nel bunker, per il timore di un’irruzione dei manifestanti. Lo stesso Trump minaccia di schierare l’esercito e dichiara su Twitter la volontà di inserire “gli antifa” nella lista delle organizzazioni considerate terroristiche dagli Usa.

A Santa Monica, Los Angeles, la polizia ha sparato proiettili di gomma e lacrimogeni contro la folla che ha bloccato la principale via dello shopping del quartiere.

A New York migliaia di manifestanti sono tornati per le strade, in particolare di Manhattan e Brooklyn. Dopo aver marciato durante il giorno, la sera si sono riuniti a Union Square, dove sabato sera erano state incendiate numerose macchine della polizia. I fuochi sono stati nuovamente accesi in strada e sono ripresi scontri tra polizia e manifestanti.

A Minneapolis un camion che trasportava carburante ha tentato di lanciarsi a grande velocità contro il corteo di protesta di migliaia di persone, ma i manifestanti sono riusciti a spostarsi in tempo e a rendere inoffensivo il conducente. Nonostante il coprifuoco, in serata molte persone hanno deciso di scendere comunque in piazza e ritrovarsi sul luogo dell’assassinio di George Floyd.

Altre proteste sono andate in scena a Chicago, Philadelphia, Boston, Atlanta, Fort Lauderdale, Miami, Norfolk, Portland, Oklahoma City.


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Fonte: Radio Onda d’Urto 

Autore: redazione Radio Onda d’Urto

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Articolo tratto interamente da Radio Onda d’Urto 

Photo credit Dan Aasland / CC BY-SA


14 commenti:

  1. Una polizia violenta è tipica delle dittature e non di un grande paese come gli USA.

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  2. Per quanto il fine di queste manifestazioni sia nobile, non si dovrebbe mettere a repentaglio la vita di così tante persone.

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  3. Sul tema, mi è piaciuto molto l'intervento di Lewis Hamilton, il pilota di Formula 1 che "ha dato la scossa" ai colleghi, riprendendoli per il loro menefreghismo.
    Mi piace il modo in cui interpreta il ruolo di pilota: uomo di sport che veicola messaggi importanti dal punto di vista sociale.

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  4. A volte gli States ci soprendono con vampate di forza incredibili ... per farlo devono toccare il fondo della violenza delle istituzioni e questa forza non sembra avere una guida, un progetto in grado di cambiare le cose. Pura anarchia? Comunque interessante e come sempre interessanti gli articoli che proponi.

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    1. Rispetto all'Europa, si protesta molto di meno, la maggioranza delle manifestazioni sono pacifiche.

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  5. Il sogno americano è un miraggio per pochi. La triste verità è che gli USA sono il paese più violento del mondo con le più grandi disuguaglianze. L'ultimo fatto di cronaca è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso ? Staremo a vedere...

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    1. Esiste tanta povertà negli States, con la crisi attuale, sicuramente ci sono tensioni sociali.

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  6. E qui muore il sogno americano, muore in tutti i sensi, reale ed ideale. Speriamo che Trump finisca presto il suo mandato.

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