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martedì 25 agosto 2026

La Sfinge di Tommaso Cannizzaro



La Sfinge

La greca Sfinge, mulièbre testa

su leonine forme 

dal millenar sopore si ridesta

mentre la terra dorme.


Brillan sinistri gli occhi suoi spettrali 

e in lungo serpe snoda,

mentre il tempo distrutte ha le grand'ali, 

una superba coda


che in Jdra fosca scindesi e assottiglia;

e a questa nova sfinge 

di serpentelli rabida famiglia

la bella fronte cinge.


Giovine mostro, duplice mistero

ancor nel grembo chiude:

- la forza e la beltà-sparve il pensiero, 

l' ala sublime e rude.


L'antico da la groppa del leone 

venne fuor, dal superno

Pater, da la divina Jllusione 

nel tempo sempiterno.


Da le sue larghe spire ancor si evolve

di tutto l' Esistente 

l' onda e cade e risorge da la polve

quaggiù perennemente.


E tra gli artigli intanto l'uman cuore 

de la forza brutale,

Sanguina crudelmente nel dolore 

sotto il morso letale


delle ceraste in cui gli abbietti istinti 

ardon del senso vile

che avvelena ne l'anime dei vinti 

il palpito gentile.


L'ala non batte più! veggo sopito, 

anzi morto il pensiero,

l' atomo trionfar de l'infinito, 

la menzogna del Vero.


Sol di sè turpe e vergognosa mostra 

fa, qual pavon su l' erba,

con piuma ch.'ors'indora ed or s'innostra, 

la vanità superba.


Novello Edìpo il tuo trasfigurato 

sembiante oggi domanda

da l' uomo, o Sfinge dal gran dorso alato 

già su l'antica landa.


Ma l'età nol consente. Ancor l' enimma 

che tu proponi al mondo

nessuno sciolse e l'uom porta la stimma 

del mistero profondo.


Non mi tentar! non mordermi con l'angue 

che sul tuo fronte vive,

non io cosparsi del paterno sangue 

le mie natali rive !


Non io son quel temuto, ermo Veggente,

Edipo re non sono ; 

Ma saprà l'uom più vil, se Dio consente,

farti sbalzar dal trono !


Lascia al cuore i suoi palpiti e le grida, 

l' ala rimetti e altero

libra il vol negli spazi e l'uomo sfida 

dal monte Ficio.... ovvero


l'uomo saprà doman, l'occhio in te fisso, 

spezzar l' incanto e, ratto,

o mostro, ricadrai nel vecchio abisso 

in polvere disfatto.

Tommaso Cannizzaro


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